La storia di San Michele

Di

Editore: Garzanti Libri (Gli elefanti)

4.0
(220)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 439 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Svedese , Tedesco , Francese , Polacco

Isbn-10: 8811668263 | Isbn-13: 9788811668268 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Patricia Volterra

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
In una Capri dove l'incanto luminoso della natura prende risalto dalla penombra segreta della storia e del mito, Axel Munthe, medico di fama internazionale, trova il proprio luogo di elezione, la terra dove costruire San Michele, la splendida casa in cui potrà essere pienamente se stesso."La storia di San Michele" fu scritta su consiglio di Henry James in un momento particolarmente doloroso per l'autore ormai anziano, malato agli occhi, tormentato da un'angosciosa insonnia. Raccontando l'impegnativa e gioiosa realizzazione di un sogno, Munthe racconta di sé e dei suoi tempi, rievoca un'Europa cancellata dal conflitto mondiale, testimonia il drammatico nascere di un nuovo mondo, ma soprattutto coglie con straordinaria semplicità il legame profondo che intreccia ogni esistenza alle altre in un fluire di vita tra uomini, animali e luoghi. Nel rifugio che si è creato egli può consapevolmente ripercorrere i propri ricordi e attingere a quella fonte della saggezza che sgorga "nel nostro proprio suolo, tra i profondi abissi dei nostri solitari pensieri e sogni".
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  • 4

    Per fortuna c'è Villa San Michele, dove si vive a lungo e si muore poco

    Sembra che Munthe abbia lo sguardo del dottore, come se vedesse le persone con la distanza che mantiene sempre un medico. In realtà è coinvolto e conserva l'umanità di uno sguardo pietoso, ma ironico, ...continua

    Sembra che Munthe abbia lo sguardo del dottore, come se vedesse le persone con la distanza che mantiene sempre un medico. In realtà è coinvolto e conserva l'umanità di uno sguardo pietoso, ma ironico, senza cadere nella superficialità. In fondo è curioso di tutto, anche della morte, e non ne ha paura. Chi non ha paura della morte può fare quel che crede. Triste storia quella dell'umanità, drammatica quella di fine Ottocento e inizio Novecento, ma per fortuna c'è Villa San Michele, ad Anacapri, e c'è quella vista sul mare, con la montagna degli uccelli migratori alle spalle, che ruba un po' di speranza al Cielo ed è preavviso di Paradiso. Una residenza più bella di quelle capresi dell'imperatore Tiberio.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto in occasione di una visita alla villa di san Michele a Capri. Piacevoli episodi e atmosfere di fine ottocento, avendo avuto un nonno medico all'epoca posso immaginare il modo di comportarsi dei ...continua

    Letto in occasione di una visita alla villa di san Michele a Capri. Piacevoli episodi e atmosfere di fine ottocento, avendo avuto un nonno medico all'epoca posso immaginare il modo di comportarsi dei medici di allora. Anche se mi sembra un tantino autocompiacentesi. La villa è bellissima e fa piacere conoscerne la storia. Ma la Sfinge.. ha una faccia? perchè da come la fotografano, semère di schiena, vien da pensare che l'abbia perduta.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ha travolto all'inizio, con un capitolo dedicato all'approdo a Capri che è perfezione, che non vorresti leggere altro. Il resto è' tanta bellezza: charcot, il terremoto in Sicilia, personaggi incre ...continua

    Mi ha travolto all'inizio, con un capitolo dedicato all'approdo a Capri che è perfezione, che non vorresti leggere altro. Il resto è' tanta bellezza: charcot, il terremoto in Sicilia, personaggi incredibili. Ma tre rimangono le stelle per la delusione della caduta dal cielo. Non ci resta che andare ad anacapri a guardare negli occhi la sfinge di San michele e chiederle di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Più presto ci rendiamo conto che il nostro destino è in noi stessi e non nelle stelle, meglio è per noi. Soltanto in noi stessi potremo trovare la felicità. E' tempo perso attenderla dagli altri, sian ...continua

    Più presto ci rendiamo conto che il nostro destino è in noi stessi e non nelle stelle, meglio è per noi. Soltanto in noi stessi potremo trovare la felicità. E' tempo perso attenderla dagli altri, siano essi uomini o donne. Da soli dobbiamo combattere le nostre battaglie e colpire più forte possibile, combattenti nati come siamo. La pace verrà un giorno per tutti, pace senza disonore, anche per il vinto se ha cercato di resistere più che ha potuto.

    Il libro preferito della mia mamma che lo lesse da ragazzina.
    E' l'autobiografia romanzata, attraversata da una deliziosa vena autoironica molto nordica, di Axel Munthe, un personaggio splendido che dimostra, se mai ce ne fosse il bisogno, che un buon medico è prima di ogni altra cosa un buon psicologo.
    Lo si può leggere come un romanzo d'avventura, come una ricostruzione storica a cavallo tra '800 e '900 tra Parigi, Roma e Capri, il colera a Napoli ed il terremoto di Messina, come il racconto della nascita della psichiatria, come storia della villa San Michele ad Anacapri, comunque lo si legga il filo conduttore è una costante curiosità nei confronti dell'umanità nel senso più ampio del termine e della morte analizzata dalla posizione privilegiata di medico.

    Cose nuove che ho imparato grazie a questo libro:
    - La respirazione Cheyne-Stokes
    - Aneroide
    - chi era Jean-Martin Charcot (http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Martin_Charcot)
    - congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri

    Abbinamento filmico giocoso: Hysteria
    Piacevole film sulla nascita del vibratore

    ha scritto il 

  • 4

    La Storia di San Michele è sostanzialmente l'autobiografia di Axel Munthe. Munthe fu un medico vissuto a cavallo del 18°-19° secolo; studiò in Svezia, suo paese natale e a Parigi, dove si specializzò ...continua

    La Storia di San Michele è sostanzialmente l'autobiografia di Axel Munthe. Munthe fu un medico vissuto a cavallo del 18°-19° secolo; studiò in Svezia, suo paese natale e a Parigi, dove si specializzò in Neurologia alla Salpetrière quando primario era il grande Charcot. Per le sue innatecapacità di relazionarsi con il prossimo e soprattutto con i suoi pazienti, divenne un medico di successo, soprattutto per le sue pazienti affette da nevrosi varie, in un periodo storico in cui si affermava lentamente la psicanalisi dello zio Sigmund.
    L'opera si apre con uno scorcio di Anacapri di cui Munthe si innamorò tanto da tornarci più volte nel corso delle sue peregrinazioni e dove visse mezzo secolo prima di tornare in Svezia ove morì. Munthe si rifiutò di vivere sugli allori e spese molto del tanto denaro guadagnato in cause filantropiche, soprattutto volte alla difesa della fauna: fu, infatti, un animalista e, più ampiamente, un ecologista, ante litteram.
    La Storia di San Michele non è un capolavoro, è il diario intimo di un uomo che riuscì ad essere in pace con se stesso nonostante gli ostacoli (invidia dei colleghi, incomprensioni da parte degli amici, insuccessi amorosi); gli bastava ritirarsi nella sua San Michele fra i suoi animali, i suoi libri, entro le mura della villa che aveva costruito con le sue stesse mani.
    La biografia si fa leggere facilmente, è scorrevole, piana, non noiosa, a tratti con qualche sprazzo comico-ironico. Si abbandona al lirismo e alla nostalgia nelle ultimissime pagine, quando l'autore, solo e ammalato si prepara all'ultimo passo.
    Da segnalare,campanilisticamente, le forti pagine di testimonianza sul terremoto di Messina del 1908. Munthe, altruista istintivo, fu tra i tanti stranieri che vennero a Messina a prestare aiuto tra le macerie. Stranamente a Messina non c'è nè una via nè una statua a lui dedicata. Una testimonianza vivida e precisa, anche se brevissima, della tragedia vista dall'interno.
    Villa San Michele è oggi di proprietà del governo svedese, unico erede dell'autore, sede di un museo e di incontri culturali.

    ha scritto il 

  • 5

    Già dalle prime pagine ti viene da pensare che Axel Munthe sia uno di quei grandi uomini che avresti potuto avere la fortuna di conoscere se solo fossi nato 100 anni prima ... Il suo libro, poi, è un ...continua

    Già dalle prime pagine ti viene da pensare che Axel Munthe sia uno di quei grandi uomini che avresti potuto avere la fortuna di conoscere se solo fossi nato 100 anni prima ... Il suo libro, poi, è un vero capolavoro e degno di un personaggio eccezionale.

    ha scritto il 

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