La strada delle croci

Di

3.6
(1084)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Giapponese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8817043656 | Isbn-13: 9788817043656 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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  • 2

    Banale, banale, banale, banale, banale. Non ci posso credere che l'abbia scritto Deaver o forse non ci voglio credere. La protagonista non usa mai la cinesica e mostra di non avere nessuna dote invest ...continua

    Banale, banale, banale, banale, banale. Non ci posso credere che l'abbia scritto Deaver o forse non ci voglio credere. La protagonista non usa mai la cinesica e mostra di non avere nessuna dote investigativa. Si fa trascinare da quello che dice il web o le ragazzine con cui parla. Designa il colpevole così, senza indagare su nulla, passando da una scena del crimine all'altra dove non dà nessun tipo di contributo. Le sue storie personali mi annoiano mortalmente e non riesco a provare simpatia per nessuno dei suoi personaggi. Mi sa che la mollo qui.

    ha scritto il 

  • 4

    Dance e la sua cinesica vanno a corrente alternata, a seconda delle necessità della trama: infallibili sui personaggi minori (se davvero i bugiardi crollassero così facilmente, il mondo sarebbe un pos ...continua

    Dance e la sua cinesica vanno a corrente alternata, a seconda delle necessità della trama: infallibili sui personaggi minori (se davvero i bugiardi crollassero così facilmente, il mondo sarebbe un posto migliore), in letargo quando serve un colpo di scena.

    Tolto questo difetto, un bel thriller, la protagonista è dotata di grande umanità e, come sempre in Deaver, si apprezza il lavoro di documentazione, in questo caso sulla discrasia mondo reale/mondo virtuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il lato dinamico di Dance

    Più convincente rispetto all'esordio del personaggio Kathryn Dance, l'esperta di cinesica del California Bureau Investigation, che spesso strizza l'occhio al più noto criminalista di Manhattan, Lyncol ...continua

    Più convincente rispetto all'esordio del personaggio Kathryn Dance, l'esperta di cinesica del California Bureau Investigation, che spesso strizza l'occhio al più noto criminalista di Manhattan, Lyncoln Rhyme. Thriller scritto nel 2009, mette in guardia dagli eccessi tecnologici che, in America molto prima che da noi, hanno portato a conseguenze estreme come il cyberbullismo e la vita virtuale degli adolescenti (e non solo). Meno famiglia, più azione per la protagonista. O meglio, azione anche in famiglia, visto che sua madre è sospettata di eutanasia su un paziente ospedaliero...Lo stile è quello del solito Deaver: incertezza fino in fondo e più facilità di escludere che di individuare il colpevole!

    ha scritto il 

  • 2

    L’ultimo dei tre romanzi dedicati da Deaver all’incubo informatico, diciamo così. Certo ci sono morti, rapimenti, investigatori e tutto il corollario di un buon thriller, ma è lo sfondo della storia i ...continua

    L’ultimo dei tre romanzi dedicati da Deaver all’incubo informatico, diciamo così. Certo ci sono morti, rapimenti, investigatori e tutto il corollario di un buon thriller, ma è lo sfondo della storia interessante: il WEB 2.0 cioè il mondo delle amicizie virtuali, i social media, i giochi di ruolo, le chat, i blog e soprattutto la reputazione che si ha su internet e che (non dimentichiamolo) resta per sempre nella rete; l’importanza che ha per i più giovani questa reputazione tra amici e conoscenti sia veri sia virtuali; il poter essere la persona che si desidera in un’altra vita benché finta.
    Devo dire che questo romanzo non mi ha colpito come il precedente "La finestra rotta" dove la descrizione delle possibilità di controllo legate alle nuove tecnologie mi aveva veramente impressionata. Però pensare che c’è gente, soprattutto giovani, che considera la vita vera quella che si svolge su una piattaforma di gioco o considera amici gente che non ha mai visto ma con cui chatta grazie a Facebook e Twitter, cerca il vero amore o solo una storia su Tinder, tiene i rapporti con le persone che pur gli sono vicine con un Wozzap invece che con una telefonata o un incontro, beh a me tutto questo fa un po’ impressione.
    Eppure è proprio così e me ne rendo conto ogni giorno per strada, in metro, quando vedo gente letteralmente immersa nel proprio telefono intenta a scambiare messaggi, giocare, ascoltare la propria playlist, guardare video, sempre connessi con il mondo ma in realtà sempre più chiusi in una bolla informatica e lontani dalla gente vera che gli sta vicino. Poi succedono le tragedie come quella del ragazzo che, troppo intento ad ascoltare la sua musica, non ha sentito arrivare il treno e ci è finito sotto o gli incidenti provocati da chi messaggia mentre guida. E a chi non è successo di urtare qualcuno (nella migliore delle ipotesi) perché si guardava il telefono e non la strada?
    A parte la sociologia un buon giallo, non eccezionale ma con un finale non scontato, che è sempre una buona cosa. Però proprio non capisco come si possa considerare Deaver tra i migliori giallisti di questi ultimi anni. Buone idee ma sviluppate in maniera un po’ troppo semplice, perlomeno per chi ama, come me, i gialli classici all’inglese. E c’è troppo product placement. Probabilmente essendo così famoso chissà quanto gli danno per nominare un prodotto piuttosto che un altro ma, davvero, cosa cambia nell’economia della storia se beve una birra Pip o una Pop?

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo libro della saga di Kathryne Dance che leggo e devo dire che qui lei mi è piaciuta ancor più che nel precedente capitolo. Il libro mi è piaciuto e come spesso accade con Deaver, mi sono ritrov ...continua

    Secondo libro della saga di Kathryne Dance che leggo e devo dire che qui lei mi è piaciuta ancor più che nel precedente capitolo. Il libro mi è piaciuto e come spesso accade con Deaver, mi sono ritrovato a leggere fino a mattino. 4 stelle ci stanno tutte. Ottimo il personaggio di Jonathan, spero, come sembra essere, che appaia anche nei successivi
    Ora si torna a Lincoln, a presto Kathryne

    ha scritto il 

  • 0

    Ho iniziato questo romanzo a gennaio, periodo nero. Rivoluzioni personali mi hanno tolto lo stimolo di continuare nella lettura. Ripreso da pochi giorni, già finito. La serenità emotiva aiuta nella pa ...continua

    Ho iniziato questo romanzo a gennaio, periodo nero. Rivoluzioni personali mi hanno tolto lo stimolo di continuare nella lettura. Ripreso da pochi giorni, già finito. La serenità emotiva aiuta nella passione della lettura. E così ho assaporato con piacere gli ultimi capitoli. Mentre leggevo ricordavo che questo libro non mi stava affatto piacendo, come gli altri di Deaver. E questo mi lasciava amarezza. Ma nelle pagine finali ho riscoperto quella suspence che solo l'autore in questione sa regalarmi. Ed ecco il colpo di scena. Tutto sommato, però, non è da 5 stelle come sempre. Un romanzo nella media, una storia abbastanza intrigante ma nulla di più. Ho letto decisamente di meglio. La vicenda è troppo "popolata", ci sono molti personaggi adolescenti che dovrebbero rappresentare il mondo sintetico, l'innovazione dell'irreale nei giochi e via discorrendo. Ma nausea e i crimini assumono a loro volta un background del tutto maldestro. Non è cruento, non è spaventevole e non è emozionante. Come se fosse, appunto, solo immaginazione. Agente Dance, però, sempre più incalzante. Arriverà ad eguagliare Rhyme?

    ha scritto il 

  • 1

    Anche Deaver delude

    498 pagine di libro: per le prime 360 non succede praticamente nulla.

    Poi il colpo di scena: ampiamente prevedibile almeno 300 pagine prima...
    Dopo altre 60 pagine di nulla, un altro colpo di scena: a ...continua

    498 pagine di libro: per le prime 360 non succede praticamente nulla.

    Poi il colpo di scena: ampiamente prevedibile almeno 300 pagine prima...
    Dopo altre 60 pagine di nulla, un altro colpo di scena: anche questo prevedibile 300 pagine prima...
    Poi, per non farsi mancare niente, altre 70 pagine di nulla

    Veramente un brutto libro.

    ha scritto il 

  • 2

    decisamente noiosello

    un thriller che non sa di thriller. e troppi inutili riferimenti ai blog, giochi di ruolo online ecc. le spiegazioni e le descrizioni rallentano il ritmo; il pedante utilizzo della " cinesica" irrita ...continua

    un thriller che non sa di thriller. e troppi inutili riferimenti ai blog, giochi di ruolo online ecc. le spiegazioni e le descrizioni rallentano il ritmo; il pedante utilizzo della " cinesica" irrita e infastidisce. finale abbastanza scontato e banale. no, decisamente non ci siamo.

    ha scritto il 

  • 5

    Deaver non delude mai, ormai è una garanzia..
    Buona l'idea, lo sviluppo, la scrittura.
    Anche quando pensi di saper come sta per finire, arriva il colpo di scena finale!

    ha scritto il 

  • 4

    Ancora una volta Deaver non delude, un romanzo denso di colpi di scena dove, oltre al filone della storia principale, ci sono rimandi e collegamenti anche con il romanzo precedente, La bambola che dor ...continua

    Ancora una volta Deaver non delude, un romanzo denso di colpi di scena dove, oltre al filone della storia principale, ci sono rimandi e collegamenti anche con il romanzo precedente, La bambola che dorme.
    Solito appunto critico: lo sviluppo della storia concentrata in 5 giorni dove succede l'impossibile; evidentemente per Deaver i suoi personaggi si spostano con la velocitá della luce...

    ha scritto il 

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