La tempestad

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4.1
(2952)

Language: Español | Number of Pages: 142 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , Italian , French , Japanese , Catalan , Czech

Isbn-10: 846702402X | Isbn-13: 9788467024029 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Al di là delle tante interpretazioni che sono state date dell’opera, forse l'isola rappresenta solamente ciò che è, o, magari , la condizione di isolamento di un uomo ( o di uno scrittore, un autore ...continue

    Al di là delle tante interpretazioni che sono state date dell’opera, forse l'isola rappresenta solamente ciò che è, o, magari , la condizione di isolamento di un uomo ( o di uno scrittore, un autore ) che sta lontano dai più per non farsi schiacciare come un sasso e fa, del proprio pensiero il proprio esclusivo mondo, popolato solo dalle presenze che egli ammette, convoca e che fa muovere come crede grazie alla propria immaginazione, ( o alla propria arte , nel caso di un autore ) ( la bacchetta e Ariel ). Un palcoscenico dove muove personaggi, prospetta azioni, le ripercorre a proprio piacimento e continua a farlo, finché non sente in sé o all'esterno il limite, un limite ( «… Non ho più, a darmi manforte, i miei spiriti alleati e obbedienti; né artifici e incantamenti » ).

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  • 3

    Storia troppo artificiale

    L'ingenuità di Stefano che sfrutta Calibano e si veste da re anzitempo è tra il ridicolo e il drammatico.
    Ho apprezzato i personaggi di Ariel, Prospero e Miranda(bellissima la scena nella quale Mirand ...continue

    L'ingenuità di Stefano che sfrutta Calibano e si veste da re anzitempo è tra il ridicolo e il drammatico.
    Ho apprezzato i personaggi di Ariel, Prospero e Miranda(bellissima la scena nella quale Miranda gioca a scacchi con il suo amato).
    Il tempo sembra eterno come il tempo dell'isola e di una dimensione magica fuori dal tempo reale.
    La storia mi è però parsa molto artificiale e lontana

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  • 2

    C'è Shakespeare e Shakespeare.... in generale continuo a preferire l'autore tragico a quelllo comico. Nello specifico la macchina metateatrale mi pare che non sia né fresca, né divertente. A ridateci ...continue

    C'è Shakespeare e Shakespeare.... in generale continuo a preferire l'autore tragico a quelllo comico. Nello specifico la macchina metateatrale mi pare che non sia né fresca, né divertente. A ridateci Andronico....

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  • 2

    buona per il teatro, ma la storia è banale

    L'ultima opera di Shakespeare, finalmente non ci sono tanti intrighi ma la storia e la struttura è piuttosto lineare. Purtroppo i personaggi buoni sono antipaticissimi e quelli cattivi i più umani. Fa ...continue

    L'ultima opera di Shakespeare, finalmente non ci sono tanti intrighi ma la storia e la struttura è piuttosto lineare. Purtroppo i personaggi buoni sono antipaticissimi e quelli cattivi i più umani. Fatta bene, ma la storia non è delle più appassionanti, banale.

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  • 4

    Ultima commedia di Shakespeare, La Tempesta è ancor meno delle altre opere di Shakespeare un testo da lettura. Relativamente povera di grandi monologhi o lirici dialoghi, essa respira soprattutto del ...continue

    Ultima commedia di Shakespeare, La Tempesta è ancor meno delle altre opere di Shakespeare un testo da lettura. Relativamente povera di grandi monologhi o lirici dialoghi, essa respira soprattutto della scenografia che regista e scenografo riescono a creare, dell’interpretazione di alcuni personaggi, della presenza lieve e quasi eterea di Ariel, lo spirito del bene al servizio di Prospero, contrapposto a Caliban, figlio di una strega, mostruosa creatura della terra e del suo marcio.
    Ma anche a leggerla ci si apre un mondo: Prospero, duca di Milano spodestato dal fratello con la complicità del re di Napoli, si è ritirato in un’isola con la sua sapienza magica e progetta un naufragio in cui i suoi nemici si troveranno riuniti presso di lui per una vendetta che sarà poi una generale catarsi. Tra questi c’è il giovane Sebastian, figlio del re di Napoli, che si innamora della figlia di Prospero Miranda ed è sottoposto da Prospero a dure prove per testarne le fibra morale: “Taluni bassi servigi possono anche eseguirsi con nobiltà d’animo e le occupazioni anche più umili possono avere come meta altissimi fini. Questo modesto compito sarebbe invero per me pesante quanto odioso, non fosse che la damigella ch’io servo ridà vita a quel ch’è morto e trasforma in piacere le mie fatiche.”
    E così l’amore si insinua e fa fiorire il deserto. Ariel veglia sul lato luminoso dell’azione, Caliban su quello oscuro, promuovendo una congiura contro Prospero. Ma alla fine tutti si ritrovano e si riconciliano. Si avvicina la fine anche dell’isola-palcoscenico di questo dramma: “le nostre feste sceniche sono finite…-annuncia Prospero- Noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni e la nostra vita breve è circondata dal sonno”.
    Tutti riacquistano la loro libertà e Prospero in un canto finale si congeda scoprendo tutto l’impianto morale della commedia: “Non ho più ora spiriti su cui comandare e arte magica da fare incanti. E disperata sarà la mia fine a meno che io non sia soccorso da una preghiera così penetrante da commuovere la stessa pietà e liberare da ogni colpa. E così, come voi vorreste essere perdonati dai vostri peccati, fate che la vostra indulgenza mi rimetta in libertà”.
    Perché la vera, grande magia, bianca o nera che sia, risiede nelle infinite colorazioni del sentimento umano di cui l’autore con leggerezza e inventiva ci ha dato in questa commedia una fantastica visione.

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  • 4

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/03/11/william-shakespeare-la-tempesta/

    La vicenda inizia con la tempesta in mare che dà il t ...continue

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/03/11/william-shakespeare-la-tempesta/

    La vicenda inizia con la tempesta in mare che dà il titolo all’opera. Prospero è il mago e scienziato che con i suoi poteri ha scatenato la tempesta contro l’imbarcazione dove stanno viaggiando Antonio l’illegittimo Duca di Milano, Alonso il Re di Napoli, Sebastiano il fratello del Re, Ferdinando il Principe di Napoli e alcuni consiglieri.

    Prospero sapeva che su quell’imbarcazione ci sarebbe stato anche il fratello Antonio, Duca illegittimo, perché la nave faceva ritorno da Cartagine, dove si erano celebrate le nozze tra la figlia del Re di Napoli e un re cartaginese. Prospero riesce, grazie ai suoi poteri, a separare tutti i superstiti del naufragio, di modo che Alonso creda che suo figlio Ferdinando sia morto.

    Ma perché scatenare una tempesta contro quella nave? Prospero ha atteso per anni il momento della sua vendetta, perché Prospero è il legittimo Duca di Milano, spodestato da suo fratello Antonio. Dopo essere stato allontanato da Milano, Prospero e la figlia Miranda, allora piccina, giunsero su di una piccola isola nel Golfo di Napoli, dove vissero per molto tempo assieme ad Ariel – lo spirito dell’aria – e Caliban – uno schiavo deforme.

    Miranda assiste alla tempesta e preoccupata crede che l’imbarcazione si sia rovesciata e l’equipaggio sia stato inghiottito dalle onde. Ma il padre la rassicura: nessuno è morto, poiché la tempesta l’ha scatenata lui, per vendicarsi. Racconta allora alla figlia la storia della loro rocambolesca partenza da Milano, della quale Miranda conserva pochi ricordi slavati.

    Tra i piani di Prospero, oltre alla vendetta, c’è il matrimonio tra sua figlia Miranda e Ferdinando, il Principe di Napoli, e fa sì grazie alla sua magia, che Miranda lo incontri e se innamori perdutamente.

    Ferdinando: Tu sei certo la dea che queste note accompagnano. Ti prego, dimmi se quest’isola è la tua dimora e insegnami come posso viverci anch’io. Ma la mia prima e ultima domanda, è: O meraviglia, sei tu una fanciulla, no?

    Miranda: Meraviglia no, signore, fanciulla sì certamente.

    [Scena Seconda, Atto Primo]

    Ma Prospero non sa che il deforme Caliban ha in mente qualcosa di losco dopo aver conosciuto Triculo e Stefano, due individui della ciurma poco raccomandabili, e vuole ribellarsi al padrone; anche lo spirito Ariel chiede a gran voce la libertà, ma Prospero ha ancora dei compiti da fargli svolgere.

    Saranno Miranda e Ferdinando ad aiutare Prospero a riconciliarsi con il fratello Antonio, grazie al loro amore e alla loro voglia di stare insieme. Prospero riuncia così alla magia per stare tranquillo, senza più volersi vendicare contro il fratello, ora che sua figlia Miranda ha trovato l’amore nel Principe di Napoli.

    Nel famoso monologo nel quale Prospero riuncia alla magia per essere un uomo pronto ad affrontare il suo destino mortale, alcuni studiosi del Bardo dell’Avon hanno visto il riferimento a Shakespeare stesso, il quale con questa ultima opera lascia il teatro per tornare nel suo paese di provincia.

    Prospero: Figlio mio hai l’aria stravolta, sembri spaventato. Sii sereno. Il nostro spettacolo è finito. Questi nostri attori, come ti avevo detto, erano tutti spiriti e si sono dissolti nell’aria. Nell’aria sottile. E, come edificio senza fondamenta di questa visione, le torri ricoperte dalle nubi, i palazzi sontuosi, i templi solenni, questo stesso vasto globo, sì, e quello che contiene, tutto si dissolverà. Come la scena priva di sostanza ora svanita tutto svanirà senza lasciare traccia. Noi siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni e la nostra piccola vita è circondata da un sonno [Scena Prima, Atto Quarto]

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  • 3

    Di tutte le opere di Shakespeare, la Tempesta è sempre stata quella per me più lontana e meno coinvolgente. Il perchè non lo capirò mai.

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