La terra desolata

Testo inglese a fronte

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.4
(858)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8817123676 | Isbn-13: 9788817123679 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Alessandro Serpieri

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere , Filosofia

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Descrizione del libro
Aprile è il mese più crudele, generando Lillà dalla terra morta, mischiando Memoria e desiderio, eccitando Spente radici con pioggia di primavera.

L’inverno ci tenne caldi, coprendo La terra di neve smemorata, nutrendo Una piccola vita con tuberi secchi.

“Eliot dice in dieci parole ciò che un poeta romantico avrebbe detto in cento.”Eugenio Montale

Apparsa nel 1922, La terra desolata è la pietra di paragone della poesia moderna. Smembrati e sottratti alla storia culturale, eroi e luoghi del passato letterario si ricompongono in un montaggio poetico di immagini, incroci intertestuali, registri dissonanti; ormai simboli di un presente desolato, allegorie di una terra “guasta”, protagonisti del tempo drammatico della morte degli dèi. E partecipi della vocazione del mondo contemporaneo a tradurre il tragico in farsa: l’inferno dantesco riemerge nell’irrealtà della città contemporanea; il grido garrulo di Filomela si dissolve nel chiacchiericcio di un pub; sulle sponde del Tamigi gli slanci dell’eros si riducono a una pantomima da dopo pranzo. Il poemetto è l’esito di una lunga gestazione, costellata di ripensamenti. Ne danno testimonianza i manoscritti della prima redazione dell’opera, che il curatore cita e commenta dettagliatamente nel saggio inedito che arricchisce questa nuova edizione.

T. S. Eliot (St. Louis 1888 – Londra 1965), Premio Nobel per la letteratura nel 1948, è uno dei massimi poeti moderni.

Alessandro Serpieri insegna Letteratura inglese all’Università di Firenze. Per BUR ha curato i Sonetti di Shakespeare

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  • 5

    Go, go, go, said the bird: human kind
    Cannot bear very much reality.
    Time past and time future
    What might have been and what has been
    Point to one end, which is always present. ...continua

    Go, go, go, said the bird: human kind
    Cannot bear very much reality.
    Time past and time future
    What might have been and what has been
    Point to one end, which is always present.

    ha scritto il 

  • 5

    Unreal City, under the brown fog of a winter noon

    Città irreale / sotto la bruna nebbia di un pomeriggio d'inverno ( etc etc ) . L'europa del Tempo e dello Spazio attraverso un linguaggio che gocciola e tintinna mentre rimbalza sui i testi di altri ...continua

    Città irreale / sotto la bruna nebbia di un pomeriggio d'inverno ( etc etc ) . L'europa del Tempo e dello Spazio attraverso un linguaggio che gocciola e tintinna mentre rimbalza sui i testi di altri autori. E' una letteratura per tutti, è una letteratura per chi ama la parola. Da leggere e rileggere , non solo in primavera ...:-)

    ha scritto il 

  • 0

    Mah. Sará pure un capolavoro della poesia moderna. Sicuramente io sarò ignorante, e non mi permetto di dare giudizi sulla bellezza o meno. Ma sia in originale, sia nella traduzione italiana, sia con ...continua

    Mah. Sará pure un capolavoro della poesia moderna. Sicuramente io sarò ignorante, e non mi permetto di dare giudizi sulla bellezza o meno. Ma sia in originale, sia nella traduzione italiana, sia con le note e tutte le annotazioni critiche e spiegoni vari, rimane una delle cose (senza offesa ma è cosi che mi appare) più lontane che abbia mai letto. Non ha avuto assolutamente nessuna presa e non mi ha suscitato nessuna sensazione.

    ha scritto il 

  • 0

    Letto probabilmente al momento giusto, quando ancora la giovane età mi donava la capacità di restare affascinato dall'espressione confusa di sensazioni e idee che spesso è la poesia moderna, ancora og ...continua

    Letto probabilmente al momento giusto, quando ancora la giovane età mi donava la capacità di restare affascinato dall'espressione confusa di sensazioni e idee che spesso è la poesia moderna, ancora oggi continua a suggestionarmi con le sue immagini che trasmettono un senso di disorientamento, di dispersione delle percezioni della vita lungo gli anni materiali dell'esistenza ma anche nell'infinito campo delle nozioni storiche che conosciamo, dei ricordi, delle impressioni fugaci, che rappresentano un involucro fondamentale della realtà in cui ci muoviamo. L'apparato critico è molto ben fatto ma per apprezzare il poemetto è necessario rimuovere ogni nozionismo e semplicemente lasciarsi trascinare dai versi.

    ha scritto il 

  • 5

    Un pilastro della letteratura, un insieme di citazioni, riferimenti, richiami e allusioni tratte dalle più diverse tradizioni che rendono il testo, all'apparenza frammentario, molto scorrevole, unitar ...continua

    Un pilastro della letteratura, un insieme di citazioni, riferimenti, richiami e allusioni tratte dalle più diverse tradizioni che rendono il testo, all'apparenza frammentario, molto scorrevole, unitario e armonico ma soprattutto vivace.
    Una lettura impegnativa senza dubbio, impossibile da capire senza l'aiuto delle note e delle varie interpretazioni, ma molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    After a harsh beginning, The Waste Land turns to be aunique, stunning long poem plenty of imagery and allusions. Although I needed a guide to understand everything on it, the final message remains cle ...continua

    After a harsh beginning, The Waste Land turns to be aunique, stunning long poem plenty of imagery and allusions. Although I needed a guide to understand everything on it, the final message remains clear and extremely overwhelming: there is still a little hope in this Waste Land of ours.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto per l'università. Meno pesante di quel che credevo ma comunque una lettura densa di significati e non di immediata comprensione. Per quel poco che ci ho capito, mi è piaciuto ma la sperimentazio ...continua

    Letto per l'università. Meno pesante di quel che credevo ma comunque una lettura densa di significati e non di immediata comprensione. Per quel poco che ci ho capito, mi è piaciuto ma la sperimentazione linguistica è decisamente troppa per i miei gusti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio professore di inglese, durante la prima lezione su Eliot (quella introduttiva, per intenderci) ci disse: "Eliot non va capito, Eliot va sentito". Non mi sono fidata: per un po' di tempo ho pret ...continua

    Il mio professore di inglese, durante la prima lezione su Eliot (quella introduttiva, per intenderci) ci disse: "Eliot non va capito, Eliot va sentito". Non mi sono fidata: per un po' di tempo ho preteso di cogliere tutti i riferimenti testuali, i significati nascosti, le connessioni tra i versi. Ecco, in quel momento avrei dato due stelline "anobiane" a The Waste Land. Troppo pretenzioso per i miei gusti (sebbene geniale). Poi però l'ho comprato, convinta che una rilettura non mi avrebbe fatto male: lo spirito questa volta era diverso. La crudezza e la desolazione degli scenari mi hanno come investita (quello tra la giovane dattilografa e il giovane baldanzoso, tanto per citarne uno) e alcuni versi mi hanno persino commossa.

    "Dayadhvam: I have heard the key
    turn in the door once and turn once only
    We think of the key, each in his prison
    Thinking of the key, each confirms a prison"

    ha scritto il 

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