La tienda

By

Publisher: Debolsillo

3.9
(4069)

Language: Español | Number of Pages: 954 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , French , Swedish , Dutch , Chi traditional , Greek , Russian , Czech , Chi simplified

Isbn-10: 8483468743 | Isbn-13: 9788483468746 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Hernán Sabaté

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

Do you like La tienda ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Una presencia maligna pretende sembrar el caos en todo el pueblo de Castle Rock.Leland Gaunt abre una nueva tienda en Castle Rock llamada Cosas Necesarias. Todo el que entra en el establecimiento encuentra algún objeto que hace realidad sus sueños, por lo que Gaunt, al cerrar los tratos, siempre pide algo a cambio a los clientes. Estos «favores» empiezan a descontrolarse y, al poco tiempo, el pueblo entero está envuelto en una batalla, con varias muertes incluidas. El sheriff Alan Pangborn es el único que sospecha de Gaunt como instigador en la sombra de los crecientes sucesos violentos que están asolando a Castle Rock.
Sorting by
  • 1

    Madre di Dio, che fatica!
    Questo libro mi è sembrato lunghissimo (in realtà lo è a tutti gli effetti con le sue quasi ottocento pagine), lentissimo, pieno di dettagli inutili e di descrizioni spesso r ...continue

    Madre di Dio, che fatica!
    Questo libro mi è sembrato lunghissimo (in realtà lo è a tutti gli effetti con le sue quasi ottocento pagine), lentissimo, pieno di dettagli inutili e di descrizioni spesso ripetitive (la repulsione che tutti provavano al tocco del Signor Gaunt, i suoi occhi che parevano di diverso colore a seconda di chi li guardava, le dita stranamente lunghe, la dentatura imperfetta, ecc...), in cui la genialità di King è comparsa solo a tratti. E totalmente, irrimediabilmente senza fine.
    In certi momenti mi è parsa così lontana che, pur cercando sempre di non abbandonare le mie letture a metà, ho considerato la possibilità di mollarlo perché non generava in me alcun interesse, nonostante le premesse della trama fossero più che buone – il Diavolo seduttore a caccia di anime che getta scompiglio in una piccola cittadina. Trama che sarebbe stata molto più efficace se il tomo fosse stato cinquecento pagine più corto e non condito di milioni di informazioni sulla vita personale, e spesso anche sessuale, dei personaggi. Approfondimenti che ho trovato pesanti e noiosi il più delle volte, e che si estendevano per pagine e pagine.
    Il finale è stato il colpo di grazia: frettoloso, deludente ma, soprattutto, assurdo e forzato con quei trucchi di magia che, guarda il caso delle volte!, diventano reali giusto in tempo per salvare le chiappe agli eroi rimasti in piedi.
    Carino invece l'epilogo che riprende l'inizio della storia, forse l'unica parte che ho davvero apprezzato.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Che gli volete dire?

    Va letto. A piccoli sorsi o tutto d'un fiato ma va letto.

    Io l'ho messo in pausa, il tempo di leggere altri due libri per me prioritari, ma l'ho ripreso senza dover riagganciarmi, già mi aveva coinvo ...continue

    Va letto. A piccoli sorsi o tutto d'un fiato ma va letto.

    Io l'ho messo in pausa, il tempo di leggere altri due libri per me prioritari, ma l'ho ripreso senza dover riagganciarmi, già mi aveva coinvolta.

    Dover attendere per poter godermi il boom finale causa incombenze quotidiane mi ha innervosita.

    Poi boom, ora boom, come in tutte le storie che si rispettino. Stiamo parlando del Maestro, zitti e BOOM.

    said on 

  • 2

    Tanto fumo e poco arrosto

    Ricorro a King quando mi sommerge e prostra il "blocco del lettore". Così è stato anche in questa occasione, ma con questo romanzo non ho trovato requie né appagamento, anzi: ho trascinato stancamente ...continue

    Ricorro a King quando mi sommerge e prostra il "blocco del lettore". Così è stato anche in questa occasione, ma con questo romanzo non ho trovato requie né appagamento, anzi: ho trascinato stancamente questa lettura fino all'ultima, sospirata pagina.
    Materia di partenza affabilissima, imponenti descrizioni di paure, vizi, debolezze, malattie varie e poi, puff, un finale fantasy puerile, frettoloso ed accomodante.
    Va là, va là, va là.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    A mio parere "Cose Preziose" non è uno dei migliori romanzi di King. Adoro lo stile di King, come si sofferma sui personaggi e paesaggi, e li descrive in maniera dettagliata e profonda, tuttavia quest ...continue

    A mio parere "Cose Preziose" non è uno dei migliori romanzi di King. Adoro lo stile di King, come si sofferma sui personaggi e paesaggi, e li descrive in maniera dettagliata e profonda, tuttavia questo libro mi ha lasciato l'amaro in bocca per la pesantezza di alcuni pezzi e la lentezza dello svilupparsi della storia. Peccato perché l'idea di un negozio dove chiunque trova un qualcosa di prezioso era potenzialmente bella.

    said on 

  • 4

    Il recupero di un King d’annata, rimasto inopinatamente negletto in libreria, fa meglio capire quel senso di insoddisfazione lasciato dalla lettura degli ultimi romanzi. Nelle opere più recenti, il Re ...continue

    Il recupero di un King d’annata, rimasto inopinatamente negletto in libreria, fa meglio capire quel senso di insoddisfazione lasciato dalla lettura degli ultimi romanzi. Nelle opere più recenti, il Re fa un po’ la figura di una vecchia rockstar di cui sono indiscutibili le doti e la sincerità, così che dall’ascolto si ricava comunque un indiscutibile piacere, ma che non può celare come il sacro fuoco dei tempi migliori si vada ormai spegnendo. Nel caso, il suddetto sacro fuoco è rappresentato dalla cattiveria - qui divertita, là acre - che lo scrittore sparge a piene mani in un tomo che si avvicina alle ottocento pagine descrivendo con sottile perfidia i meccanismi che regolano la vita di una piccola comunità in quella Castle Rock che tutte le riassume, siano esse negli Stati Uniti o nel resto del mondo. Ne scaturisce il romanzo forse più corale di un autore che ama spesso costruire trame ricche di personaggi ognuno con una propria storia e una definita personalità: così, l’arrivo del diavolo nel sonnolento borgo del Maine (spoiler non grave, si capisce subito dove si andrà a parare) sembra quasi solo una scusa per descrivere una varia umanità con i suoi pregi e i suoi difetti. In fondo, il signor Gaunt fa solo da catalizzatore amplificando all’ennesima potenza le invidie, le ripicche di quartiere o le vecchie magagne seppellite ancora vive attraverso un semplice processo che sfrutta l’avidità e il desiderio di possesso esclusivo: debolezze connaturate alla natura umana, ma particolarmente evidenti nel periodo in cui il libro è stato scritto, ovvero la fine di quegli anni Ottanta in cui davvero pareva si potesse comprare ogni cosa dando lustro alla più inutile cianfrusaglia. La presenza di simili sfaccettature non significa però che King abbia l’intenzione di scrivere un trattato psicologico o sociologico, bensì sono il suo ben conosciuto metodo per instillare (o far sgorgare) l’orrore dalla quotidianità in un crescendo che parte dalle piccole sbavature come una pallina di neve che si trasforma in valanga. Secondo copione, lo scrittore statunitense è più bravo con i primi passi, quando racconta il male che si insinua sotto la superficie grazie alle sottili arti del signor Gaunt. Meno convincente è una seconda metà che va a sfociare in un finale pirotecnico in eccesso prima di una resa dei conti che francamente pare tirata via, lasciando pure il dubbio di che fine faccia la valigia: per fortuna che, a compensare, stanno i ‘chiarimenti’ tra gruppi o personaggi rivali, rappresentati come una serie di duelli in stile western (all’italiana si direbbe, visto il tasso di brutalità). La conclusione zoppicante è, del resto, circostanza che non fa notizia per l’autore e in ogni caso è ben compensata dalle altrettanto riconosciute qualità di narratore che costringono chi legge a voltare pagina malgrado la struttura a mosaico. E’ proprio quest’ultima anzi che – pur non essendo certo una novità - rende così coinvolgente la parte iniziale e migliore del romanzo: mentre l’inquietante opera di Gaunt fa da filo conduttore, sfilano le passioni e i dolori del piccolo Brad e di sua madre con la fissa di un altro Re, delle acerime nemiche Nettie e Wilma, dell’ubriacone Hugh e del primo consigliere Danforth, delle comunità cattoliche e battista oltre che di molti altri fra i quali la dolente Polly e lo sceriffo Pangborn, l’unico che riesce (forse) a resistere alle tentazioni. All’esistenza di parecchi di loro sono dedicati capitoli che sono brevi racconti a sé stanti aumentando i punti di vista e, di conseguenza, il piacere della lettura che sa fare paura e attrarre nello stesso tempo.

    said on 

  • 4

    Gran bel libro. Personaggi stupendi e descritti alla perfezione. Non si può non amarli, con tutte le loro debolezze e le loro virtù. Il cattivo è esattamente come ce lo si può aspettare da King, forse ...continue

    Gran bel libro. Personaggi stupendi e descritti alla perfezione. Non si può non amarli, con tutte le loro debolezze e le loro virtù. Il cattivo è esattamente come ce lo si può aspettare da King, forse il suo miglior cattivo. Perfido, astuto e subdolo.
    L'unica pecca è che le cose (e qui rimango vago per chi non lo avesse ancora letto), prendono forma e consistenza troppo presto, lasciando l'ultima parte del libro meno emozionante.

    said on 

  • 2

    "Cose preziose" mi è sembrato davvero noioso e deludente, ben lontano dagli standard a cui ci ha abituato King. L'ho trovato meccanico e la sua costruzione forzata mi ha inibito qualsiasi suspense, in ...continue

    "Cose preziose" mi è sembrato davvero noioso e deludente, ben lontano dagli standard a cui ci ha abituato King. L'ho trovato meccanico e la sua costruzione forzata mi ha inibito qualsiasi suspense, insieme a quel senso di angosciosa paura che ci tiene così spesso incollati ai libri del Re.
    Il signor Gaunt è un cattivo da favolette, e forse che tutto questo romanzo è una favoletta, magari anche buona se avessi avuto ancora tredici o quattordici anni.

    said on 

  • 3

    Bello anche se troppo lungo

    Si sa che Stephen King ama dilungarsi, ma stavolta per me ha esagerato. Dopo un po' diventa ripetitivo e perde il ritmo. Fosse stato lungo la metà era perfetto.

    said on 

  • 4

    Diverso dal solito

    Il bello di Mr King è che puoi leggere un po' di tutto. cose preziose è, per alcuni tratti, atipico. C'è una lunga costruzione per un finale pirotecnico. Mi è piaciuta la costruzione con la fitta rete ...continue

    Il bello di Mr King è che puoi leggere un po' di tutto. cose preziose è, per alcuni tratti, atipico. C'è una lunga costruzione per un finale pirotecnico. Mi è piaciuta la costruzione con la fitta rete di favori e incomprensioni create ad arte. Un po' meno azzeccato il finale, ma si gusta con piacere

    said on 

Sorting by