La trama del matrimonio

Di

Editore: Mondolibri su licenza Mondadori

3.7
(1475)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Francese

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Katia Bagnoli

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

Ti piace La trama del matrimonio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    "Franny & Zooey", parte seconda (e altrettanto meritevole)

    Uno dei migliori libri contemporanei di genere drammatico, comico e sentimentale in circolazione. Non dimenticherò i tre protagonisti tanto facilmente; in primis perché sembrano cavalcare l'onda di tu ...continua

    Uno dei migliori libri contemporanei di genere drammatico, comico e sentimentale in circolazione. Non dimenticherò i tre protagonisti tanto facilmente; in primis perché sembrano cavalcare l'onda di tutti i protagonisti dei più imperdibili romanzi di formazione intellettuale fra i quali Franny & Zooey (non a caso citato spessissimo da Eugenides nel corso della storia). E poi perché sono ben pochi, i casi in cui un romanzo riesce a trattenere dentro di sé tutto quanto: dal personaggio femminile più amabile e importante, all'analisi più lucida e meno scontata del disturbo bipolare in età giovanile che abbia mai letto in vita mia, al percorso un po' meno travagliato e però solitario di chi ha bisogno di trovare se stesso dopo una sconfitta amorosa... Insomma, "La trama del matrimonio" non è soltanto il suggerimento perfetto per quelle anime 'antiche' e terribilmente romantiche, ma anche per tutte le altre, e proprio dacché contiene in sé tutti gli elementi più classici e al contempo contemporanei della buona, intelligente narrativa.

    ha scritto il 

  • 4

    Va detto subito: non succede nulla di eclatante, in questo romanzo. Non ci sono eventi drammatici, non ci sono amori folli, non c'è nulla di fuori dall'ordinario. La storia si può dire in poche parole ...continua

    Va detto subito: non succede nulla di eclatante, in questo romanzo. Non ci sono eventi drammatici, non ci sono amori folli, non c'è nulla di fuori dall'ordinario. La storia si può dire in poche parole: al college Mitchell si innamora di Madeleine che però si innamora di Leonard, che però soffre di una grave forma maniaco-depressiva. Tutto qui, queste sono i protagonisti della storia, tre voci narranti che si susseguono e si sovrappongono. Quello che accade, che mi ha legato a loro, avviluppandomi in una lettura piacevolissima, sta tutto nelle loro teste ed è raccontato con una grande scrittura.
    Di certo non è un libro spettacolare, tanto meno concede svaghi a chi legge (tutto molto realistico, persino il sesso non è di quelli che fanno suonare le campane), racconta l'amore come di solito i romanzi non fanno.
    So che non può piacere a tutti, l'unico consiglio che mi sento di dare è questo: provare a leggerlo, ma se non acchiappa subito, lasciar perdere perché non acchiapperà dopo.

    ha scritto il 

  • 4

    Europei 2016

    Middlesex è il Libro per eccellenza, un rigore a porta vuota.
    Le vergini suicide è ipnotico, il pressing di una squadra tecnicamente perfetta.
    E' quasi scontato che, ad un confronto superficiale, La t ...continua

    Middlesex è il Libro per eccellenza, un rigore a porta vuota.
    Le vergini suicide è ipnotico, il pressing di una squadra tecnicamente perfetta.
    E' quasi scontato che, ad un confronto superficiale, La trama del matrimonio perda 5 a 0. Il catenaccio non fa mai spettacolo. Ma porta a casa il risultato. E a ben vedere ci vuole abilità nell'eseguirlo: affiatamento, pulizia e correttezza di gioco.
    Ed Eugenides in questo è bravissimo: la scrittura è accurata, ogni parola è al suo posto, mai scelta a caso. Una trama che potrebbe essere banale, quella di un triangolo amoroso, ma affrontato in profondità, in ogni sfaccettatura psicologica possibile e in maniera coerente fino in fondo.
    Un libro dunque lento, poco spettacolare, non di impatto ma bellissimo.

    ha scritto il 

  • 1

    Secondo tentativo che faccio con Eugenides, che pare essere uno dei migliori scrittori contemporanei, ma se anche questo secondo libro l'ho trovato migliore del primo (Middlesex), non mi ha catturato ...continua

    Secondo tentativo che faccio con Eugenides, che pare essere uno dei migliori scrittori contemporanei, ma se anche questo secondo libro l'ho trovato migliore del primo (Middlesex), non mi ha catturato nemmeno un poco.
    Non sono riuscita ad apprezzare la sua scrittura, mi sembrava di ascoltare una persona che parla velocissimamente e precipitevolmente!
    La storia potrebbe anche essere interessante, è un triangolo amoroso che si snoda fra 3 studenti universitari fino al loro ingresso nella vita adulta, ma il tutto è infarcito di sesso e poi sesso e ancora sesso, che alla fine diventa pure noioso. Interessante è il viaggio in India che intraprende uno dei tre (pare l'alter ego dello scrittore) che è anche il personaggio che mi è piaciuto di più, ma anche in questo sono rimasta insoddisfatta, pochi approfondimenti e tanti elenchi di posti che messi così non mi dicevano nulla.
    Così come è interessante la patologia dell'altro ragazzo affetto da depressione patologica, quindi con momenti di grande euforia e momenti di grande chiusura, ma poi tutto questo si è ripetuto e replicato all'infinito.
    Sono arrivata alla fine con grande fatica e con l'ennesima scena di sesso che ci poteva risparmiare (a proposito di sesso quello che forse maggiormente deprime è che sono descritti spesso incontri frustranti, o fallimentari, o problematici), e con un senso di grande insoddisfazione per l'epilogo.

    ha scritto il 

  • 3

    "C'erano libri che sovrastavano il rumore della vita e ti catturavano parlando solo delle cose più vere:"

    Sarà che l'ho letto in un periodo terribile per la lettura: lavoro fuori, lavori di semi-ristrutturazione in casa, tempo libero poco e niente, ma ci ho messo più di quindici giorni a finirlo (nemmeno ...continua

    Sarà che l'ho letto in un periodo terribile per la lettura: lavoro fuori, lavori di semi-ristrutturazione in casa, tempo libero poco e niente, ma ci ho messo più di quindici giorni a finirlo (nemmeno Il nome della rosa ci avevo messo così tanto!!!) e forse è per questo che non mi ha preso più di tanto. E' la storia di una specie di triangolo amoroso tra Madeleine, studentessa di letteratura, Leonard, ricercatore maniaco depressivo e Marcus. uno studioso di religioni antiche. Madeleine, innamorata dell'amore e di un libro che parla d'amore, perde la testa per Leonard, un po' folle e sempre perso in se stesso e nei suoi problemi mentali. E poi c'è Marcus che ama Madeleine ed è convinto che sia la donna della sua vita. Un romanzo che parla d'amore, ma anche di libri, di gioventù e di desideri inattesi. L'ho trovato troppo lungo e interminabile e comunque, sarà stata una mia mancanza o disattenzione, ma io la somiglianza di Leonard con DFW non l'ho mica colta!!!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Libro bizzarro con troppo ma allo stesso tempo troppo poco contenuto.
    Parte come una college-novel (un topos che evidentemente risvegli negli americani echi di post-adolescenza felice o potenzialmente ...continua

    Libro bizzarro con troppo ma allo stesso tempo troppo poco contenuto.
    Parte come una college-novel (un topos che evidentemente risvegli negli americani echi di post-adolescenza felice o potenzialmente tale, ben riassunto nell'adorazione che hanno per le cerimonie di fine anno, che consentono alla gente di fare discorsi pomposamente retorici sul futuro, "Stay hungry, stay foolish" di Jobs ne è l'esempio più imbarazzante ed eclatante. Qui peraltro abbiamo sia gli affamati d'amore, sia il folle) e finisce come un romanzo d'appendice rivisto nel 2000, gli eroi e l'eroina trovano una ragion e per vivevere e andare avanti dopo 600 pagine di ordalie varie.
    Mitchell, ragazzo in gamba con ascendenze greche intrippatosi con due fisse: Madeleine e gli studi teologici.
    Madeleine, giovane e bella wasp a sua volta intrippata in una storia d'amore col più brillante degli studenti, Leonard, senza accorgersi (l'unica tra tutti gli amici!) che è uno psicotico maniaco-depressivo.
    Leonard, che alterna sbarellamenti brillanti e iperattivi (quando non prende il litio) e sbarellamenti catatonici (quando lo prende). Lungi da me voler far del sarcasmo sul suddetto, ma questo è quello che rende la narrazione di Eu.: la simpatia per la condizione di L. è stata brutalmente uccisa a metà lettura dalla scoperta – grazie a commenti anobiani – che trattasi roman à clé e in lui si ritrae DFW. Ordunque, non considero DFW un genio – tuttalpiù un brillante scrittore i cui testi tra 50 anni saranno una nota a pie' pagina – ma le ululanti claque che accompagnano l'uscita di qualsiasi sua riga, ivi compresa la lista della spesa annotata, mi indispongono assai per la loro apoditticità e toni talebani nell'osannarlo. Per cui, dopo la scoperta, non sono più riuscita a sottrarmi alla strisciante consapevolezza che - nel tentativo di giustificare/elevare l'ego di Leonard – Eu. abbia descritto gli altri due come cretini normodotati.

    Alla pseudo storia d'amore, narrata senza risvegliare la minima empatia, tra L. e M. (battezzata in partenza come perdente perché L. è più intelligente di M., e quindi lei non potrà mai capirlo chiusa nei suoi cliché di normalità), Eu. frammischia digressioni interessanti, ma pretestuose. Sono infatti finalizzate a scrivere qualche bella pagina che sembra sul momento congruente con la storia, ma rimangono scollegate da tutto. Si parte dalla semiotica, si tocca il romanzo vittoriano (un po' di cenni di femminismo stereotipato), poi la storia delle religioni, le reazioni del lievito, fino all'analisi del comportamento maniaco-depressivo.

    Seguiamo i tre separatamente e congiuntamente, ma il tentativo di riscattare L., di farlo sembrare vivo e geniale e pronto a prendere in mano la propria vita, si mangia il romanzo. Lo fagocita letteralmente. Perché fallisce là dove vuole troppo smaccatamente trionfare, nell'incapacità di Eu. di descrivere la malattia da "scrittore" (cioè col genio dell'artista) e non da amico (Sacks riesce a darci ritratti bipolari molto più vivi e vividi). Cerca giustificazioni che non sono necessarie, perché perfino L. a un certo punto gli sfugge di mano, è consapevole del proprio disturbo, non si guarisce, ci si convive, non è colpa sua, né degli altri.

    I personaggi di contorno sono appunto un mero contorno (per par condicio abbiamo una lesbica e un gay, ma così, buttati lì en passant; una madre irritante ma comprensiva, un'altra madre disfunzionale, padri di contorno, amici che non arrivano neanche a essere macchiette).
    E il finale …. forse Eu. si era stancato di scrivere, non avendo trovato una soluzione elegante al teorema rappresentato. Per cui, tana libera tutti!

    ha scritto il 

  • 2

    Peccato, inizialmente avevo buone speranze, almeno fino a 1/4 del libro. Poi è diventato noioso. Mi sono impegnata per arrivare in fondo. Il finale si salva considerando i 3/4 precedenti.
    Dalle prime ...continua

    Peccato, inizialmente avevo buone speranze, almeno fino a 1/4 del libro. Poi è diventato noioso. Mi sono impegnata per arrivare in fondo. Il finale si salva considerando i 3/4 precedenti.
    Dalle prime descrizioni i personaggi sembrano interessanti, poi conosciuti meglio ti accorgi che di speciale non avevano poi così tanto.
    Mi ha colpito così poco che nemmeno in chiave negativa mi viene da aggiungere qualcosa.
    Detto ciò posso forse azzardare che comunque Eugenidies è capace a scrivere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gran bel libro. Appassionante la prima parte del romanzo che ruota intorno alla formazione intellettuale dei protagonisti. Interessante l'approfondimento psicologico dei tre protagonisti. Mitchell, ...continua

    Un gran bel libro. Appassionante la prima parte del romanzo che ruota intorno alla formazione intellettuale dei protagonisti. Interessante l'approfondimento psicologico dei tre protagonisti. Mitchell, è sicuramente, il personaggio che più mi è piaciuto: la sua rassegnazione consapevole e dettata da un certo grado si sensibilità mi ha quasi emozionato. Leonard, personaggio quasi amato all'inizio del romanzo, poi sprofondato in un abisso di odiosità. La protagonista femminile un po' meno inquadrata a livello caratteriale. In generale un romanzo che ho letto piacevolmente, senza aspettarmi colpi di scena o eventi entusiasmanti, ma piacevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Adieu!

    Che romanzo straordinario! È giudizio di panza 100%, del resto questo romanzo mi ha tenuto sveglio quasi tutta la notte, con gli occhi febbricitanti e la mente infiammata da una leggera forma di mania ...continua

    Che romanzo straordinario! È giudizio di panza 100%, del resto questo romanzo mi ha tenuto sveglio quasi tutta la notte, con gli occhi febbricitanti e la mente infiammata da una leggera forma di mania. A momenti svegliavo mia moglie in piena notte per parlarle del libro; poi ho preferito tentare con la respirazione e alla fine mi sono addormentato.

    Cosa mi ha entusiasmato del libro?

    Le storie di Madaleine, Leonard e Mitchell si intrecciano per tutto il romanzo. Ebbene, Eugenides racconta ogni episodio da almeno due punti di vista, sistematicamente. E la cosa interessante è che ogni versione si focalizza su aspetti differenti, rivelando qualcosa del personaggio attraverso la sua "versione dei fatti".

    La seconda è questa: Leonard è un maniaco-depressivo, appassionato di semiotica e scienza, è alto e indossa una bandana: impossibile non pensare a David Foster Wallace. Eugenides dedica un intero capitolo ad un episodio di mania e proprio quel capitolo è scritto interamente à la Wallace, in modo così evidente da non lasciare dubbi. Ma non è tutto.
    [spoiler. Non è un giallo, ma chi ci tiene è avvisato].
    Leonard decide di togliersi di mezzo, ma Eugenides fa in modo che l'addio sia privo dell'ombra del giudizio moralistico che inevitabilmente grava sull'atto del suicidio. Per cui si inventa un addio senza suicidio, che in qualche modo restituisce dignità anche a David Foster Wallace (sbeffeggiato anche qui su anobii per la sua malattia e per il modo in cui ha scelto di morire).
    Un omaggio sincero, appassionato e commovente.

    --------------

    Nelle prime 200 pagine c'è un po' di infodump semiotico. Gli anglofoni su GR se ne lamentano tantissimo (pretenzioso! elitario! snob! citazionista!). Ma non si può scrivere un romanzo che parla di Wallace senza introdurre la questione del postmodernismo. Era una questione che a Wallace stava molto a cuore. In un'intervista Wallace disse che la generazione di Pynchon e altri postmoderni, aveva sistematicamente ucciso i propri padri letterari e decostruito un sistema di valori, e la sua una generazione di orfani che faticava a -ma doveva!- assumersi delle responsabilità:

    sento che sono le tre del mattino e il sofà è bruciacchiato e qualcuno ha vomitato nel portaombrelli e noi vorremmo che la baldoria finisse. L’opera di parricidio compiuta dai fondatori del postmoderno è stata importante, ma il parricidio genera orfani, e nessuna baldoria può compensare il fatto che gli scrittori della mia età sono stati orfani letterari negli anni della loro formazione. Stiamo sperando che i genitori tornino, e chiaramente questa voglia ci mette a disagio, voglio dire: c’è qualcosa che non va in noi? Cosa siamo, delle mezze seghe? Non sarà che abbiamo bisogno di autorità e paletti? E poi arriva il disagio più acuto, quando lentamente ci rendiamo conto che in realtà i genitori non torneranno più – e che noi dovremo essere i genitori.

    Nel romanzo, un personaggio allude all'uso dell'ironia come mezzo per proteggersi dal dolore. Quando Madeleine dice a Leonard "ti amo", Leonard prende Frammenti di un discorso amoroso di Barthes alla pagina in cui dice «Once the first avowal has been made, “I love you” has no meaning whatever …». perché teme le implicazioni dell'amore -il dolore, che altro?. Leonard "smonta" la dichiarazione di Madeleine, facendo sfoggio del cinico distacco del postmoderno. Ma alla fine decide di abbandonare questo atteggiamento. Risultato? Si fa male. Molto male. Esattamente come si fece male David Foster Wallace.

    ha scritto il 

  • 4

    Jeffrey Eugenides ha conseguido algo muy pero que muy difícil: Plasmar la autenticidad de la pasión amorosa de las grandes novelas románticas de antaño, en nuestra época más contemporánea.
    Literatura ...continua

    Jeffrey Eugenides ha conseguido algo muy pero que muy difícil: Plasmar la autenticidad de la pasión amorosa de las grandes novelas románticas de antaño, en nuestra época más contemporánea.
    Literatura rica e intelectual que nos sume en los inestables territorios por los que deambula y se desenfrena el deseo.
    Compromisos, convivencias, renuncias, sufrimientos... El amor, y todo lo que éste representa en este jodido mundo que es un mar de turbulencias.
    En resumen: otra buena obra de este genial escritor norteamericano de profundas raíces griegas, que aunque se prodigue poco, siempre deja su sello o su huella.

    ha scritto il 

Ordina per