La variante di Lüneburg

Di

Editore: Edizione CDE (su licenza Adelphi Edizioni)

4.0
(5207)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000023133 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L'esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un'altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia ebreo e l'altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: «Gli scacchi sono lo sport più violento che esista». Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi, rivelandoci, al tempo stesso, un grande scrittore.
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  • 4

    Non è un giallo né un manuale per imparare la nobile arte.

    Conoscere il gioco degli scacchi e tutti i campioni citati secondo me fa aumentare di molto l’apprezzamento per questo libro.
    Non è un giallo né un manuale per imparare la nobile arte,tuttavia gli sca ...continua

    Conoscere il gioco degli scacchi e tutti i campioni citati secondo me fa aumentare di molto l’apprezzamento per questo libro.
    Non è un giallo né un manuale per imparare la nobile arte,tuttavia gli scacchi e la loro essenza hanno un ruolo importante,quasi i ¾ del libro,si parte con citare Gioacchino Greco 1600 al sommo Rubinstein 1907 fino a Bobby Fiscer 1943 rientrando pienamente nel cosi detto romanticismo degli scacchi.
    Il protagonista Tabori ha un conto in sospeso con Frisch, e muove i suoi pezzi (Mayer) con calma,calcolando tutto per arrivare al matto.
    Solo alla fine il lettore capirà o forse no! Proprio come un dilettante quando sulla scacchiera prende matto praticamente senza capire il perché.

    ha scritto il 

  • 4

    La variante di Maurensig

    Non c'è dubbio che il gioco degli scacchi si presti ad essere una perfetta metafora dei conflitti esistenziali e, dunque, più volte utilizzata nella letteratura.
    Se a ciò si aggiunge che lo scrittore ...continua

    Non c'è dubbio che il gioco degli scacchi si presti ad essere una perfetta metafora dei conflitti esistenziali e, dunque, più volte utilizzata nella letteratura.
    Se a ciò si aggiunge che lo scrittore in questione è un ex giocatore e che ha assimilato la lingua tedesca leggendo “La novella degli scacchi” di Zweig, beh, allora bisogna proprio dire che il gioco è fatto!!
    Come nel romanzo dell'autore austriaco, la narrazione ha una struttura a cornice.

    ”Sembra che l'invenzione degli scacchi sia legata a un fatto di sangue.”

    Una voce narrante – che solo verso il finale si capirà a chi appartiene- ci conduce sulla scena di un delitto o forse un suicidio. Quello che è certo è che Dieter Frisch, stimato e facoltoso industriale, viene ritrovato morto a causa di un colpo di pistola.
    Da qui si procede a ritroso in una storia dove la scacchiera e le sue strategie ne sono il fulcro.
    L'incontro sul treno tra Frisch e il misterioso Hans Meyer inserisce un altro racconto nel racconto. Un intreccio ben saldo che mette in scena l'antagonismo tra bene e male e dove ogni singola scelta non si risolve con lo spostamento di una pedina ma comporta conseguenze ben più gravi. Ogni mossa nella vita come nel gioco va ben calcolata tenendo sempre a mente che delle scappatoie esistono, delle varianti possono portare alla salvezza.
    Dalla novella di Zweig persiste l'idea degli scacchi come arma di sopravvivenza.
    Nella variante di Maurensig questa arma può essere strumento di attacco.

    ”Questa è, in primo luogo, la storia di una rivalità, che si manifestò proprio su una scacchiera,”

    ha scritto il 

  • 3

    Dal risvolto di copertina: Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L’esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta v ...continua

    Dal risvolto di copertina: Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L’esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un’altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile, che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia ebreo e l’altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: «Gli scacchi sono lo sport più violento che esista». Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi – e insieme ci rivela uno scrittore.

    Non so se mi è piaciuto o meno, la cosa di cui sono contento è che ho letto un libro scritto bene che parla di un argomento a me lontano: il mondo dei scacchi.
    Tutto è incentrato sugli scacchi, i personaggi, la narrazione, l’evoluzione della storia. Forse il finale mi sembra un po’ forzato, non so, ho avuto come l’impressione che l’autore per dare il colpo di coda al romanzo, per provare a dargli uno slancio abbia architettato tale epilogo.
    Un epilogo che fa rabbrividire, che soppesa il gioco degli scacchi a delle vite umane, ma in fondo noi non siamo altro che pedine in balia di un disegno superiore?
    Pedine in attesa della prossima mossa, sperando non sia quella definitiva.

    «Nei confronti del gioco, uno scacchista si trova ad avere lo stesso atteggiamento parziale che ha nei confronti del mondo: ha le sue preferenze e le sue antipatie, le sue convinzioni e le sue intolleranze».

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelle - ma anche no

    Ho riletto ieri questo racconto-lungo, che avevo già letto una ventina d'anni fa e di cui serbavo un buon ricordo, senza però ricordarmi bene la storia. E come faccio allora a dire che serbavo un buon ...continua

    Ho riletto ieri questo racconto-lungo, che avevo già letto una ventina d'anni fa e di cui serbavo un buon ricordo, senza però ricordarmi bene la storia. E come faccio allora a dire che serbavo un buon ricordo?
    Per l'atmosfera che Maurensig riesce a dare alla narrazione, con la dose giusta di mistero, ritmo e poche divagazioni. Quindi le 4 stelle vanno in particolare a tutto questo.
    Invece, per quanto riguarda il racconto in sé, sebbene interessante, conclude a mio avviso in modo frettoloso - anzi, non conclude. Quindi, una sensazione di qualcosa di incompiuto...

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo questo libro mi è tornato in mente "Se questo è un uomo" di Primo Levi. L'autore ha descritto la passione per il gioco degli scacchi ,passione totale,quasi ossessiva, che porta all'annullamen ...continua

    Leggendo questo libro mi è tornato in mente "Se questo è un uomo" di Primo Levi. L'autore ha descritto la passione per il gioco degli scacchi ,passione totale,quasi ossessiva, che porta all'annullamento del giocatore portandolo a vivere in un mondo quasi irreale dove lo studio delle mosse sulla scacchiera sono l'unica ragione di vita. L'autore con una perfetta parafrasi ha trasferito la storia nella tragedia del nazismo dove l'unico scopo dei carnefici era l'annientamento dell'essere umano privandolo di qualsivoglia volontà al di fuori di quella della sopravvivenza. Per questo lo accostato a levi che raccontava che i prigionieri dei lager ,pur di sopravvivere ,si annullavano e finivano,con una specie di sindrome ,per essere grati ai loro carcerieri perché li lasciavano in vita. Mi è piaciuto molto RED1944

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    L'inizio mi è piaciuto molto: la prima parte sul misterioso delitto, la fugace apparizione di un narratore in prima persona, l'ingresso in scena di Hans e la sua storia onirica. Poi però il prosieguo ...continua

    L'inizio mi è piaciuto molto: la prima parte sul misterioso delitto, la fugace apparizione di un narratore in prima persona, l'ingresso in scena di Hans e la sua storia onirica. Poi però il prosieguo e la fine non mi sono piaciuti; ho avuto la sensazione di "già letto" o "già visto" per il cattivo del romanzo dal passato da nazista, per il quale la punizione arriva giusta anche decenni dopo; altrettanto "già vista" e abbastanza fuori luogo la descrizione dei campi nazisti (ha il gusto di un classico "effetto speciale").

    ha scritto il 

  • 4

    Proprio bello!

    Non posso che esprimere un giudizio positivo sul romanzo di Maurensig e consigliarne vivamente la lettura. Prosa elegante ma non astrusa, storia avvincente con un crescendo notevole fino alla fine. In ...continua

    Non posso che esprimere un giudizio positivo sul romanzo di Maurensig e consigliarne vivamente la lettura. Prosa elegante ma non astrusa, storia avvincente con un crescendo notevole fino alla fine. Interessante l'avvicendarsi di diverse voci narranti, sempre in prima persona, quasi a voler tirare dentro il lettore. Un'ambientazione storica importante, che va delineandosi man mano che la storia procede, fino al clou delle ultime 50 pagine.
    Propio bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Con un abile intreccio di storie, Paolo Maurensig costruisce un romanzo avvincente, la cui parte finale è dominata da una delle tragedie che fanno parte della Storia.
    Si parte con un colpo di pistola ...continua

    Con un abile intreccio di storie, Paolo Maurensig costruisce un romanzo avvincente, la cui parte finale è dominata da una delle tragedie che fanno parte della Storia.
    Si parte con un colpo di pistola che sembra aprire al più classico dei gialli, per finire all’interno di una trama sempre più intricata, sorretta da terribili segreti.
    Nulla ci avvicina di più ad un altro essere, quanto condividere un segreto…già…
    Al centro dell’intero romanzo c’è il gioco degli scacchi!
    In questa vera e propria arte, la percezione del tempo si altera ed il giocatore è calato in un continuo presente, nel quale lo scorrere delle ore sembra non contare più.
    Quanti fra noi commettono il banale errore di considerarlo un innocente passatempo!...
    In realtà il “gioco” degli scacchi è qualcosa di terribilmente violento, una guerra nella quale si può solo vincere o essere sconfitti e quindi distrutti, senza vie di mezzo.
    Ogni nostra scelta determina la perdita di qualcosa, ma se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali.
    Ad ogni mossa corrisponde una reazione, negli scacchi come nella vita. Noi possiamo prevedere, illuderci di vedere prima, la mossa del nostro avversario, ma Maurensig, con questo romanzo, insegna che le “varianti” possibili nella vita, sono pressoché infinite.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Lo stacco improvviso nell'ultima parte del romanzo è forse troppo. Ci sta, ci sta benissimo se vogliamo parlare di come vite normali siano state bruscamente dirottate verso l'incubo nazista, ma allo s ...continua

    Lo stacco improvviso nell'ultima parte del romanzo è forse troppo. Ci sta, ci sta benissimo se vogliamo parlare di come vite normali siano state bruscamente dirottate verso l'incubo nazista, ma allo stesso tempo cozza veramente tanto con ciò che era stato costruito fino a quel momento. A quel punto è come se tutta la storia precedente non avesse poi un gran peso, la faccenda fa un giro troppo largo. Apprezzo come ti costringa a fare il collegamento logico all'ultima pagina, quando non ti ulteriori elementi e capisci che in realtà la soluzione te l'aveva già fornita. Un ennesimo riferimento al mondo degli scacchi. Comunque buono.

    ha scritto il 

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