La verità sul caso Motta

Di

Editore: Mondadori

3.7
(46)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 227 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000038819 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Dalla prefazione di Cesare Garboli (spoiler)

    (…) La verità sul caso Motta, è la parodia allegra, derisoria,
    strafottente, non solo del romanzo giallo in voga negli anni
    Trenta e Quaranta ma anche del racconto surrealista fiorente
    In quegli anni ...continua

    (…) La verità sul caso Motta, è la parodia allegra, derisoria,
    strafottente, non solo del romanzo giallo in voga negli anni
    Trenta e Quaranta ma anche del racconto surrealista fiorente
    In quegli anni di “Italia magica” (magica e fascista) a firma
    Bontempelli, Savinio, Landolfi, Moravia, ecc. ecc. (…)
    (…) Questo lungo racconto uscì a puntate su ‘Omnibus’, il settimanale di Angelo Rizzoli diretto da Longanesi, prima di uscire in volume nel 1941. La seconda guerra mondiale era vicina. Soldati allora lavorava nel cinema, a Roma. E la storia parte forse per questo con un taglio, uno stile di certe brillanti sceneggiature d’epoca; una satira in grigio, divertita, ironica, ma anche affettuosa, del perbenismo borghese in età fascista, tra Camerini
    e Blasetti, e un po’ in quel gusto del racconto-cronaca dove si annuncia e si nasconde il meraviglioso che fu poi di Buzzati.
    Protagonista un avvocato maldestro e intimidito dalle donne,
    afflitto da madre tirannica e comicamente religiosa. Il racconto
    è diviso, idealmente, in tre parti; o meglio introdotto da un’ ouverture “operettistico-satirica”, come finemente ci fa notare
    Giovanni Raboni nella prefazione all’edizione Oscar 1967: una pensioncina al mare, una gita insperata, un approccio e un bacio sbagliati, la vergogna subitanea, la fuga, la solitudine; e poi, a un tratto, del tutto inatteso, il colpo di scena. L’avvocato incontra una sirena, tranquillamente seduta sugli scogli di Levanto. Viene rapito, amato, preso e trascinato tra i gorghi, in una valletta che trascolora secondo le luci della notte e del giorno, secondo il variare della volta celeste, e là impara a respirare sott’acqua. Non è facile descrivere che cosa avvenga non tanto sul fondo del mare, durante l’avventura subacquea e coniugale dell’avvocato Motta, ma nella scrittura di Soldati: scrittura prodigiosa, magica, estatica, semplice, liquida, trasparente, così limpida e cristallina da farci sentire immersi con tutta naturalezza nella freschezza,
    nella paurosità, nella meraviglia degli abissi marini, con una fusione miracolosa tra il vergine, l’ignoto, il sorprendente, e il sapore e l’odore eterno della vita di qui. L’avventura mitica è un’avventura casalinga, coi suoi spaventi, i suoi gatti, le sue mogli, con gli stessi piaceri e le stesse gelosie del mondo di sopra. Regine del mare sono le sirene, donne come tutte le donne, ma schiave di una perfida e viziosa imperatrice, pesce-femmina di membra così onnipotenti da fare impallidire, in anticipo di un paio di decenni, tutte le gigantesse felliniane. C’è in questa fiaba acquatica tutto Soldati: la gioia di sentirsi una nullità perduta nell’infinito scorrere del mondo; la felicità di nuotare nel verde grembo materno, in quella luce amniotica, meravigliosa, o anche tetra e smorta, in quella luce di cripta; la felicità di stringersi a una madre, a una divinità del piacere e dell’acqua; la gioia innocente e la sorpresa dell’omosessualità, vissuta a cavallo di uno squalo; e la paura, il tedio e la noia di vivere, la noia della monotonia, il bisogno inesausto dell’avventura. Quando l’avvocato Motta ritorna alla superficie, la sua avventura marina può essere stata una realtà veramente vissuta, o, indifferentemente, il delirio di un mentecatto in costume adamitico avvistato al largo di Portofino, e subito ricoverato al Regio manicomio di Collegno. Pochi e sapienti accordi farseschi
    bastano a Soldati per ritornare al punto da dove era partito, alla satira di costume, con un comico epilogo amaramente derisorio.
    (…)

    ha scritto il 

  • 5

    Ma bravi questi autori italiani "minori" del '900. Una scrittura colta e raffinata; una storia costruita con rara maestria, ricca di sorprese, dall'intreccio sapiente ed originale.

    ha scritto il 

  • 4

    "E anche adesso pareva di volare: dolcemente planare in un lunghissimo viaggio attraverso la liquida oscurità"

    E' bagnato da una dolce malinconia, il gioco serio di Soldati.
    Un gioco nel quale la follia (e dei personaggi, e dell'autore, che, nascosto dietro una maschera buffa e triste insieme, si permette vagh ...continua

    E' bagnato da una dolce malinconia, il gioco serio di Soldati.
    Un gioco nel quale la follia (e dei personaggi, e dell'autore, che, nascosto dietro una maschera buffa e triste insieme, si permette vaghe insinuazioni, proietta piccole ombre cinesi su un fazzoletto di muro per poi scogliere subito le mani) è libertà; un gioco capace di trasformare la fede in speranza e la scrittura (che si serve di una penna per nascondere messaggi dietro le linee confuse di qualche scarabocchio) in resistenza (il libro fu pubblicato nel '37). Un gioco che si inizia soli perché conoscere compagni ed avversari è operazione delicata, difficile e pericolosa.
    Vitale, sensuale (posto che la vitalità di Soldati si esprime spesso in una sensualità debordante, in un'attenzione curiosa e piena di desiderio per i corpi femminili, appartengano essi a donne o a sirene) e insinuante (cosa è vero, cosa è falso?) come tutti i libri di Soldati, La verità sul caso Motta nasconde, in una vena coraggiosamente surreale e spaventosa, la propria forza. Complesso dal punto di vista stilistico (Soldati si cimenta con la forma dell'articolo giornalistico e con il trattato pseudoscientifico, con il verbale e con la lettera), linguisticamente essenziale e pulito, è un romanzo non lirico, ma simbolico.
    Il racconto della permanenza dell'avvocato Motta sul fondo del mare (quando l'aria in superficie diviene irrespirabile, agli uomini non resta che provare a vivere sott'acqua) affascina, seduce, spaventa.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro fu scritto negli anni Trenta del secolo scorso. L'edizione Sellerio del 2004 è corredata da Prefazione e Postfazione di Salvatore Silvano Nigro, nelle quali l’illustre italianista evidenzia l ...continua

    Il libro fu scritto negli anni Trenta del secolo scorso. L'edizione Sellerio del 2004 è corredata da Prefazione e Postfazione di Salvatore Silvano Nigro, nelle quali l’illustre italianista evidenzia le ispirazioni colte di Mario Soldati nel comporre questa singolare opera, che si muove felicemente su diversi piani. Si giuoca colla narrazione della “normale” società borghese del tempo, con lo stile giornalistico dell’impianto, cogli interventi scientifici, scientificamente strampalati, di un improbabile prof. Pallavera, coi deliziosi idilli del protagonista con sirene e pescecani, immerso negli abissi marini a vivere l’immenso mondo del paradosso. Le capacità fabulatorie messe in campo da Mario Soldati sono davvero notevoli e rendono più che gustosa la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    cronaca o finzione?

    Sotto che genere classificare questo libro? Ogni tentativo sembra condurre a una disfatta, a uno scacco: romanzo, cronaca giornalistica o pseudo scientifica, giallo giudiziario, racconto meraviglioso ...continua

    Sotto che genere classificare questo libro? Ogni tentativo sembra condurre a una disfatta, a uno scacco: romanzo, cronaca giornalistica o pseudo scientifica, giallo giudiziario, racconto meraviglioso o straordinario, novella tragicomica... L'opera di Soldati è un po' tutto questo - e quindi, forse, niente di questo.
    La scelta del titolo (La verità sul caso...) contrasta con le allucinanti assurdità di alcuni "fatti" narrati, con l'avventura sottomarina tra sirene e squali del protagonista. Inoltre, a tenere in sella l'autore (e con lui il lettore che viene "giocato" e coinvolto) nella sua cavalcata tra realtà e finzione, tra cronaca e immaginazione, la polivocità e frammentazione della scrittura, che ingloba più autori (uno artefice di un mediocre manoscritto originale, l'altro che lo riscrive e integra... manzoniana memoria...) e che comprende narrazioni, (presunti) articoli di giornale, fotografie, spiegazioni pseudo scientifiche.
    Insomma, una piacevolissima lettura, leggera ma affatto banale. Scorrevole come limpida acqua.

    ne ho parlato anche qui: http://aenigmata.splinder.com/post/15396215/tra+realt%C3%A0+e+finzione

    ha scritto il