La vita davanti a sé

Di

Editore: Neri Pozza (Biblioteca)

4.3
(2792)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Farsi , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000139907 | Isbn-13: 9788854500341 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Bogliolo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Eroe di guerra, diplomatico, cineasta, Romain Gary si suicidò il 3 dicembre 1980. La sua scomparsa fece scalpore ma il vero colpo di scena arrivò quando, pochi mesi dopo la morte, si scoprì che Gary ed Emile Ajar, autore del romanzo "La vita davanti a sé", erano in realtà la stessa persona. Il libro, che narra le vicende di Momo, ragazzo arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, vinse il Goncourt inaugurando uno stile gergale da banlieu e da emigrazione, cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.
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  • 3

    Carino

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, non ...continua

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, nonostante la "tira un po' troppo lunga".

    ha scritto il 

  • 5

    E’ certamente uno dei libri più spiazzanti che abbia letto che contiene una forte mporale, quasi un monito tra il disperato e l’ironico di comunione e fratellanza tra razze e religioni. Che ci fa un b ...continua

    E’ certamente uno dei libri più spiazzanti che abbia letto che contiene una forte mporale, quasi un monito tra il disperato e l’ironico di comunione e fratellanza tra razze e religioni. Che ci fa un bambino musulmano in casa di una vecchia prostituta ebrea? Una domanda a cui lo stesso bambino, Momo, non sa darsi una risposta precisa. I suoi occhi osservano con attenzione tutta la giungla della periferia parigina, che gira intorno a lui, dove tanti personaggi emarginati vivono in una babele di situazioni ai limiti . Eppure non mancano in queste persone la solidarietà e l’attenzione verso di gli altri. Allora il bambino che cresce, sempre più affezionato alla sua particolare “balia”, si pone delle domande sulla famiglia, e sull’amore. Che cos’è l’amore? Esiste? Ed è proprio questo lo stimolo più importante per cui egli vive, cresce e sarebbe anche disposto a morire. Romain Gary sorprende sempre. Lo sguardo del bambino è il suo, quello sguardo che tutto soppesa, analizza, giudica, lasciando anche quel pizzico di fine ma dolente e disincantata ironia che travalica e ridimensiona l’assurdità della vita.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente

    Ho acquistato questo romanzo perchè vedevo continuamente recensioni positive e commenti rapiti. Invece da parte mia non c'è stato altrettanto entusiasmo. Forse semplicemente non mi sono piaciuti né l ...continua

    Ho acquistato questo romanzo perchè vedevo continuamente recensioni positive e commenti rapiti. Invece da parte mia non c'è stato altrettanto entusiasmo. Forse semplicemente non mi sono piaciuti né la storia, nè il soggetto, nè lo stile narrativo... Credo sia espressamente una questione di gusti. Non mi sono piaciute le ambientazioni e non mi sono affezionata a nessun personaggio. Quando un romanzo non mi lascia nulla, non mi smuove la voglia di continuare a leggere per scoprire quello che succederà, è un romanzo che non è entrato nella mia personale classifica. L'ho terminato per dovere, e perchè speravo prima o poi di trovarci qualcosa

    ha scritto il 

  • 3

    Carino

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, non ...continua

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, nonostante la "tira un po' troppo lunga".

    ha scritto il 

  • 4

    Contro natura

    Un libro che sbatte in faccia al lettore tutto ciò che è considerato contro natura, del quale solitamente non ci si vuole occupare: i bambini "figli di puttane", una vecchia prostituta in rovinoso dec ...continua

    Un libro che sbatte in faccia al lettore tutto ciò che è considerato contro natura, del quale solitamente non ci si vuole occupare: i bambini "figli di puttane", una vecchia prostituta in rovinoso declino, un amorevole transessuale, la concordia tra i popoli (ebrei ed arabi), l'eutanasia...
    Il tutto visto dagli occhi di un ragazzino cresciuto troppo in fretta e che non capisce come mai la "natura" non contempli l'esistenza di queste cose, che invece fanno parte della sua quotidianità e lui ritiene bellissime, pregevoli e degne di riconoscimento.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante lo stile, un po' lenta e ripetitiva la parte centrale, si riprende molto bene nel finale. Mi ha incuriosito, ma non mi ha commosso più di tanto come in molti dicono (se non nelle ultime p ...continua

    Interessante lo stile, un po' lenta e ripetitiva la parte centrale, si riprende molto bene nel finale. Mi ha incuriosito, ma non mi ha commosso più di tanto come in molti dicono (se non nelle ultime pagine). Però è anche vero che io sono difficile da commuovere. Stupenda la figura dell'ombrello Arthur. Ne voglio uno anch'io.
    PS: Non ci ho visto nessun collegamento con "Il giovane Holden" di cui qualcuno ha parlato qui: entrambi hanno un linguaggio scanzonato ma completamente diverso e trattano temi del tutto differenti.

    ha scritto il 

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