La voce a te dovuta

Poema

Di

Editore: Einaudi

4.6
(1024)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8806264508 | Isbn-13: 9788806264505 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Emma Scoles

Genere: Narrativa & Letteratura , Da consultazione , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 4

    la mia voce confusa e certa, dopo quella di Salinas...

    Eterna presenza
    "Non importa che non ti abbia,
    non importa che non ti veda.
    Prima ti abbracciavo,prima ti guardavo,
    ti cercavo tutto, ti desideravo intero.
    Oggi non chiedo più
    né alle mani, né agli oc ...continua

    Eterna presenza
    "Non importa che non ti abbia,
    non importa che non ti veda.
    Prima ti abbracciavo,prima ti guardavo,
    ti cercavo tutto, ti desideravo intero.
    Oggi non chiedo più
    né alle mani, né agli occhi, le ultime prove.
    Di starmi accanto ti chiedevo prima,
    sì, vicino a me, sì però lì fuori.
    E mi accontentavo di sentire che le tue mani
    mi davano le tue mani,che ai miei occhi
    assicuravano presenza.
    Quello che ti chiedo adesso è di più, molto di più,
    che bacio o sguardo:
    è che tu stia più vicino a me, dentro.
    Come il vento è invisibile, pur dando
    la sua vita alla candela.
    Come la luce è quieta, fissa, immobile,
    fungendo da centro che non vacilla mai
    al tremulo corpo di fiamma che trema.
    Come è la stella, presente e sicura,
    senza voce e senza tatto,
    nel cuore aperto, sereno, del lago.
    Quello che ti chiedo è solo che tu sia
    anima della mia anima, sangue del mio sangue
    dentro le vene. che tu stia in me
    come il cuore mio che mai
    vedrò, toccherò e i cui battiti
    non si stancano mai di darmi la mia vita
    fino a quando morirò.
    Come lo scheletro, il segreto profondo
    del mio essere, che solo mi vedrà la terra,
    però che in vita è quello che si incarica
    di sostenere il mio peso, di carne e di sogno,
    di gioia e di dolore misteriosamente
    senza che ci siano occhi che mai lo vedano.
    Quello che ti chiedo è che la corporea
    passeggera assenza,
    non sia per noi dimenticanza, né fuga, né mancanza:
    ma che sia per me possessione totale
    dell'anima lontana, eterna presenza".
    Pedro Salinas

    Mi nutro di poesie la notte, a volte ne basta una, come questa sopra, altre volte ancora non mi fermerei mai. Sono forse momenti paragonabili alle “smisurate preghiere” della mia prima infanzia, in cui il rapporto privilegiato che esigeva un suo rituale, non era riposto in dio ma mi sembrava di interagire liberamente con Gesù Cristo, un uomo sotto tutti gli aspetti. Si ripete questa sensazione molti anni dopo e con Salinas, dopo aver letto proprio ieri”Eterna presenza” ho riflettuto sulle sue settanta liriche che compongono la sua opera-poema “La voce a te dovuta” che spesso mi fermo al titolo, e quasi mi basta. Se non fosse così lenitivo il suo dire, così importante e unico per il mio animo, mi fermerei davvero a quelle cinque, dico cinque, parole. E'come un dovere questa voce che si trasforma nell'altissimo significato dell'amore e dei sentimenti. E' come un patto che il poeta deve a qualcuno, e lo fa con uno stile indiscutibile, denudato da inutili forzature che il periodo richiedeva, tra le avanguardie e le prese di posizione, di una guerra civile di Spagna, prologo del disastro mondiale. Tra la negazione e lo scomporre “cubo - futurista” per viaggi da cui non si tornerà, Salinas riprende ciò che da millenni se si vuole è, più che dato, dovuto, ma come un regalo, come un bacio, come un sorriso, un ricordo o ditemi voi cosa... Allora ogni volta che penso a quelle cinque parole, mi sembrano abbiano la profondità di un patto antico, dove un uomo riesce a intonare il suo semplice canto, battiti d'ali e del cuore, in cui nel suo volo diviene non solo un poeta, ma un poeta che per la sua musa e grazie a lei, intona canti della bellezza rivelata, della solennità come della tragicità. Metamorfosi in vere preghiere che raccontano un mondo di sensi al di là dei sensi, la totalità e l'immaterialità del puro amarsi. Questa voce a te dovuta, dopo averla letta tutta la notte, in questo anonimo 4 luglio in cui scrivo, diviene l'incontro, la magia della bellezza e delle parole fitte e complici, l'avvolgersi nel cerchio di luce di una donnola e della sua libertà, il turbinio in cui non ci si può riparare e nemmeno lo si vuole, scoprendo la bellezza e il dolore, perdendosi nell'intricato rovo(quanta vita c'è in un rovo!)dei desideri finalmente conosciuti, andando come dice Salinas “Al di là, più oltre”, “chiedendosi di più, molto di più” poiché solo perdendosi e perdendoci e in qualche modo ritrovandosi, sarà possibile incontrare la propria ombra e quella di chi ci sembrava solo luce: le paure reciproche, le debolezze, i dettagli sfuggiti e ripresi, o meglio tornati per farsi vedere nella loro importanza, sono lì, nel poema dello spagnolo: parti uniche rappresentative di storie uniche, che solo chi ama, fino al fondo del pozzo, le trova in quest'opera, dove finalmente la voce a te dovuta è un dovere elettivo, dove finalmente osiamo con l'ardore di una scelta, fosse solo nell'eterea nostra voglia di non dimenticare. Pavese diceva che abbiamo orrore di tutto ciò che è incomposto, eteroclito, accidentale e cerchiamo-anche materialmente-di limitarci, di darci una cornice, di insistere su una conclusa presenza. Convinti che solo così può uscire una grande rivelazione, una vita regolare basata sulla resistenza e sui doveri...Salinas come prendesse il testimone dello scrittore italiano, parla di “eterna presenza”. In un non luogo ci si può ritrovare e amare ancora, in un momento del giorno di un anno qualsiasi, la voce a te dovuta può rivelarsi ed essere viva, . Viva ed eterna. E per una volta ancora la nostra libertà.

    ha scritto il 

  • 5

    que pierdo una sombra, un sueño más

    un poema, come recita il sottotitolo. un poema più che una raccolta di poesie. perché "la voz a ti debida" andrebbe letto in modo unitario, come uno svolgersi, come un canto d'amore che pedro salinas ...continua

    un poema, come recita il sottotitolo. un poema più che una raccolta di poesie. perché "la voz a ti debida" andrebbe letto in modo unitario, come uno svolgersi, come un canto d'amore che pedro salinas compone attraverso immagini e situazioni diverse. ma al di là delle connessioni e dell'unitarietà (ci sono precise riprese di temi e strutture poetiche), i componimenti vivono autonomamente, e ogni lirica può essere letta senza un prima e un dopo. il libro viene pubblicato alla fine del 1933, in un momento di forti tensioni sociali e all'inizio del cosiddetto biennio conservatore: in novembre le elezioni sono state vinte da un cartello di monarchici e nazionalisti, e in dicembre scoppiano disordini in tutta la spagna, tra scioperi, assalti alle caserme e rivolte dei sindacati anarchici.
    in questo clima si leva la voce di salinas, fuori dalla contingenza e dalle vicende politiche. un inno all'amore. sublime.

    [V] è stato, accadde, è vero. /
    fu in un giorno, fu una data /
    che segna il tempo al tempo. /
    fu in un luogo che io vedo. /
    i suoi piedi toccavano il suolo /
    questo stesso che tutti tocchiamo. /
    il suo vestito /
    era simile ad altri /
    che indossano altre donne. /
    il suo orologio sfogliava calendari, /
    senza scordare un'ora: /
    come contano gli altri. /
    e quello che lei mi disse /
    fu in una lingua del mondo, /
    con grammatica e storia. /
    così vero /
    che sembrava menzogna. /

    no. /
    devo viverlo dentro, /
    me lo devo sognare. /
    togliere il colore, il numero, /
    il respiro tutto fuoco, /
    con cui mi bruciò nel dirmelo. /
    mutare tutto in forse, /
    in mero caso, sognandolo. /
    così, quando vorrà smentire /
    ciò che mi disse allora, /
    non mi morderà il dolore /
    d'una felicità perduta /
    che io tenni fra le braccia, /
    come si tiene un corpo. /
    crederò di aver sognato. /
    che tutte quelle cose, così vere, /
    non ebbero corpo, né nome. /
    che perdo /
    un'ombra, un sogno ancora.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è un vero poema d’amore, da tenere sempre lì, a portata di mano, sul comodino o in borsa per poterlo riaprire in qualunque momento, e rileggere, e rileggere ancora..
    Ogni poesia abbraccia ...continua

    Questo libro è un vero poema d’amore, da tenere sempre lì, a portata di mano, sul comodino o in borsa per poterlo riaprire in qualunque momento, e rileggere, e rileggere ancora..
    Ogni poesia abbraccia mille pensieri.. amore, desiderio, speranza, dubbi, abbandono, sofferenza, vita, morte e “oltre”..
    oltre le distanze.. oltre il tempo.. oltre la vita.. nell’infinito..
    “…Al di là di te ti cerco
    Non nel tuo specchio e nella tua scrittura,
    nella tua anima nemmeno.
    Di là, più oltre…”

    Parole intense, parole appassionate, parole struggenti...
    da percepire, da assaporare, da vivere, e ogni volta che le rileggi cogli qualcosa in più perchè le parole si mescolano ai tuoi pensieri, ai tuoi sogni e creano un’emozione unica che arriva dritta al cuore..a volte lo riscalda, ma a volte crea un velo di malinconia, come con queste parole:
    “…E sto abbracciato a te
    senza guardare e senza toccarti.
    Non debba mai scoprire
    con domande, con carezze,
    quella solitudine immensa
    d'amarti solo io.”

    scritto il 5 gen 2010

    ha scritto il 

  • 5

    Sposerò Pedro Salinas!

    Tu vivi sempre nei tuoi atti.
    Con la punta delle dita sfiori il mondo, gli strappi aurore trionfi colori allegrie: è la tua musica.

    La vita è ciò che suoni.

    Dai tuoi occhi solamente emana la luce che ...continua

    Tu vivi sempre nei tuoi atti.
    Con la punta delle dita sfiori il mondo, gli strappi aurore trionfi colori allegrie: è la tua musica.

    La vita è ciò che suoni.

    Dai tuoi occhi solamente emana la luce che guida i tuoi passi. Cammini fra ciò che vedi. Soltanto.

    E se un dubbio ti fa cenno a diecimila chilometri, abbandoni tutto, ti lanci su prore, su ali, sei subito lì; con i tuoi baci, coi denti lo laceri: non è più dubbio. Tu mai puoi dubitare.

    Perché tu hai capovolto i misteri. E i tuoi enigmi, ciò che mai potrai capire, sono le cose più chiare: la sabbia dove ti stendi, il battito del tuo orologio e il tenero corpo rosato che nel tuo specchio ritrovi ogni giorno al risveglio, ed è il tuo. I prodigi che sono già decifrati.

    E mai ti sei sbagliata,
    solo una volta, una notte
    che t'invaghisti di un'ombra
    - l'unica che ti è piaciuta -
    un'ombra pareva.
    E volesti abbracciarla.
    ED ERO IO.

    ha scritto il 

  • 0

    Federica: ¿ma Albert è il tuo vero nome?
    Albert: certo. Perché dovrei utilizzare un nome diverso dal mio?
    Federica: in effetti non lo so
    Albert: e Federica è il tuo vero nome?
    Federica: no.
    Albert: ca ...continua

    Federica: ¿ma Albert è il tuo vero nome?
    Albert: certo. Perché dovrei utilizzare un nome diverso dal mio?
    Federica: in effetti non lo so
    Albert: e Federica è il tuo vero nome?
    Federica: no.
    Albert: capisco.
    Federica: è solo un nickname

    Albert si arriccia i capelli.

    Federica: ¿non vuoi sapere come mi chiamo veramente?
    Albert: no, perché già lo so.
    Federica: ¿e come mi chiamo?
    Albert: Federica.

    Albert indica la roccia.

    ha scritto il 

  • 4

    e 1/2

    "Ti ho conosciuto nella tempesta.
    Ti ho conosciuto, improvvisa,
    in quello squarcio brutale
    di tenebra e luce,
    dove si rivela il fondo
    che sfugge al giorno e alla notte". (XII)
    Forse potrebbe dedicarme ...continua

    "Ti ho conosciuto nella tempesta.
    Ti ho conosciuto, improvvisa,
    in quello squarcio brutale
    di tenebra e luce,
    dove si rivela il fondo
    che sfugge al giorno e alla notte". (XII)
    Forse potrebbe dedicarmela la mia psicoterapeuta: dopo più di 4 anni ho finalmente finito la terapia. O per meglio dire, lei non mi vuole più vedere. Ha detto basta, per me è finito il percorso. Non ho ben capito se è perché sono guarita o perché non c'è proprio alcuna speranza per me. Nel dubbio ho letto le poesie di Salinas e per un po' mi sono amata.

    ha scritto il 

  • 5

    Per la Rubrica “Un classico al mese” questa volta ho scelto un po’ di poesia, nella fattispecie il magnifico Pedro Salinas.
    Commentare la raccolta poetica “La voce a te dovuta” scritto da Pedro Salina ...continua

    Per la Rubrica “Un classico al mese” questa volta ho scelto un po’ di poesia, nella fattispecie il magnifico Pedro Salinas.
    Commentare la raccolta poetica “La voce a te dovuta” scritto da Pedro Salinas non è di certo semplice. Non sono un critico letterario e non pretese di scrivere recensioni o commenti di spessore. Quella che segue sarà la mia impressione personale scaturita dalla lettura di questi appassionanti componimenti poetici.

    Dicevo che commentare delle poesie non è semplice. Si potrebbe parlare di metrica, stile, eventuali rime, ma sono cose che non mi riguardano. Io vi posso lasciare un commento più personale. Questa raccolta è costituita da 70 componimenti che pongono in primo piano l’amore come tema; il destinatario di questi bellissimi versi è un interlocutore femminile alla quale il poeta si rivolge.

    Alcune immagini sono stupende, come anche le descrizioni di fenomeni naturali (volta celeste, mare, ecc…) sono meravigliose. Il suo stile è molto fine, scrive le sue poesie come fossero un flusso di pensieri, tutti collegati dalla grande passione che egli nutre per la sua amante.

    ha scritto il 

  • 0

    Pero / no soy màs que lo que soy.

    Ma
    non sono che quello che sono.

    ---

    In alcune pagine intuisco la bellezza e profondità di questo poeta, tanto decantato dai lettori e consigliato fortemente da Alessandro D'Avenia.
    Come al solito ahi ...continua

    Ma
    non sono che quello che sono.

    ---

    In alcune pagine intuisco la bellezza e profondità di questo poeta, tanto decantato dai lettori e consigliato fortemente da Alessandro D'Avenia.
    Come al solito ahimé, quando trattasi di poesia, devo dire proprio con Pedro Salinas che "non sono che quello che sono"... e quindi la poesia continua a essermi di ostica lettura e piacevoleza, salvo alcuni passaggi.

    Ma ne resto ammirato lo stesso, quasi di soppiatto: un bel testo d'amore.

    La citazione è dalla n.XXXIII:
    Yo no puedo darte màs.........Io di più non posso darti.
    No soy màs que lo que soy.....Non sono che quello che sono.

    ha scritto il 

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