La voce dei morti

Di

3.6
(203)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 448 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8845270084 | Isbn-13: 9788845270086 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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  • 2

    Quarto capitolo della serie con il dottor Hunter, ed è il meno brillante. Ormai lo schema si ripete sempre uguale, lui è sempre uno stinco di santo, colpo di scena finale (che qui non è poi così impre ...continua

    Quarto capitolo della serie con il dottor Hunter, ed è il meno brillante. Ormai lo schema si ripete sempre uguale, lui è sempre uno stinco di santo, colpo di scena finale (che qui non è poi così imprevisto), ecc. ecc.
    Nulla di che

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    E’ il primo libro che leggo di questo autore e con questo protagonista David Hunter.
    La presentazione del protagonista nei primissimi capitoli mi è piaciuta tantissimo, talmente tanto che l’epilogo do ...continua

    E’ il primo libro che leggo di questo autore e con questo protagonista David Hunter.
    La presentazione del protagonista nei primissimi capitoli mi è piaciuta tantissimo, talmente tanto che l’epilogo dopo poco mi ha completamente spiazzata.
    A parte le vicissitudini famigliari, non posso certo dire che questo patologo forense sia uguale alla
    Temperance Brennan della serie televisiva “Bones”, ad un certo punto mi è sembrato che girasse a vuoto.
    Ha cercato di contattare solo una persona, le altre praticamente lo hanno coinvolto suo malgrado…ma durante tutta la vicenda lo vedevo poco incline alle ipotesi o mettersi a riflettere su un sacco di cose dette e non dette.
    Poi alla fine in poche pagine ecco lì che si illumina di immenso e va direttamente dai responsabili a fargli l’esame di coscienza…. Da questo punto di vista mi è piaciuto poco.
    E’ scritto bene, scorrevole ed in alcuni punti ti inchioda alla sedia.. ma diciamola tutta l’orchestrazione poteva essere migliore, peccato perché la storia c’era.

    ha scritto il 

  • 5

    AL CARDIOPALMA!

    Un giorno stavo girovagando in libreria e, per caso, mi sono imbattuta in questo libro. La mia attenzione è stata immediatamente attirata dal titolo e dalla copertina. Non ci ho pensato su due volte, ...continua

    Un giorno stavo girovagando in libreria e, per caso, mi sono imbattuta in questo libro. La mia attenzione è stata immediatamente attirata dal titolo e dalla copertina. Non ci ho pensato su due volte, ho afferrato il romanzo, me lo sono girato e rigirato tra le mani, ho letto la trama e qualche istante dopo ero alla cassa.
    Una volta rincasata, purtroppo, ho dovuto mettere il libro in un angolo, perché stavo leggendo, contemporaneamente, altri due romanzi e non volevo aggiungere pure questo a un bagaglio già bello consistente.
    Dentro di me qualcosa mi diceva che, quando mi fossi imbattuta nella lettura del romanzo, non sarei più riuscita a metterlo giù.
    Così, dopo aver terminato gli altri due libri, finalmente mi sono seduta sul divano, ho preso un bel respiro e mi sono avventurata tra le pagine di un romanzo che, fin da subito, ha attirato la mia totale attenzione.
    Era proprio come lo immaginavo.
    La trama, incalzante, è un turbine di azione, di informazioni, di colpi di scena e lascia davvero senza fiato.
    L'autore "butta" subito il lettore all'interno della storia e ci permette di conoscere fin dalle prime pagine, e senza troppi sconti, gli efferati omicidi perpretati dal serial Killer Jerome Monk, accusato di aver ucciso in modo barbaro tre ragazze, di cui due gemelle, e di aver nascosto i cadaveri nella triste e lugubre brughiera del Dartmoor, in Inghilterra.
    Il ritrovamento di un primo cadavere, martoriato all'inverosimile, darà il via a una serie di avventure collegate splendidamente le une alle altre.
    L'autore non permette al lettore di adagiarsi sugli allori o di riflettere più del dovuto. Dopo un avvenimento, ne segue immediatamente un altro e si va avanti così, capitolo dopo capitolo, fino ad arrivare al fenomenale colpo di scena finale, assolutamente imprevedibile.
    Jerome Monk mi ha terrorizzata. Una scena, in particolare, mi ha coinvolta a tal punto che, alla fine, mi sono accorta di aver quasi trattenuto il respiro.
    Ogni azione descritta dall'autore è precisa, perfetta, ricca di particolari. Non gli sfugge nulla e questa attenzione consente al lettore di riuscire a immaginarsi "totalmente" all'interno del romanzo.
    Quindi, premetto che la tachicardia è una sensazione che proverete spesso, leggendo questo libro.
    Avevo già sentito parlare di Simon Beckett ma, e devo dire purtroppo, questo è il primo romanzo che leggo di David Hunter, l'antropologo forense che si trova ad aiutare spesso la polizia nella risoluzione di casi efferati di omicidi.
    In cuor mio, spererei davvero che qualche produttore intendesse riprodurre al cinema "La voce dei morti". Otterrebbe senz'altro un successo insperato.
    Logicamente, ora andrò alla ricerca di un altro libro di David Hunter che, tra parentesi, ho amato e apprezzato sin dalle prime pagine. E' un personaggio con un grande rigore morale, coraggioso ma anche debole in alcuni momenti e incapace, a volte, di rispondere nei giusti toni. Sono proprio queste caratteristiche, alla fine, a renderlo davvero umano e sicuramente vicino al mondo reale.
    ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!

    ha scritto il 

  • 5

    AL CARDIOPALMA!

    Un giorno stavo girovagando in libreria e, per caso, mi sono imbattuta in questo libro. La mia attenzione è stata immediatamente attirata dal titolo e dalla copertina. Non ci ho pensato su due volte, ...continua

    Un giorno stavo girovagando in libreria e, per caso, mi sono imbattuta in questo libro. La mia attenzione è stata immediatamente attirata dal titolo e dalla copertina. Non ci ho pensato su due volte, ho afferrato il romanzo, me lo sono girato e rigirato tra le mani, ho letto la trama e qualche istante dopo ero alla cassa.
    Una volta rincasata, purtroppo, ho dovuto mettere il libro in un angolo, perché stavo leggendo, contemporaneamente, altri due romanzi e non volevo aggiungere pure questo a un bagaglio già bello consistente.
    Dentro di me qualcosa mi diceva che, quando mi fossi imbattuta nella lettura del romanzo, non sarei più riuscita a metterlo giù.
    Così, dopo aver terminato gli altri due libri, finalmente mi sono seduta sul divano, ho preso un bel respiro e mi sono avventurata tra le pagine di un romanzo che, fin da subito, ha attirato la mia totale attenzione.
    Era proprio come lo immaginavo.
    La trama, incalzante, è un turbine di azione, di informazioni, di colpi di scena e lascia davvero senza fiato.
    L'autore "butta" subito il lettore all'interno della storia e ci permette di conoscere fin dalle prime pagine, e senza troppi sconti, gli efferati omicidi perpretati dal serial Killer Jerome Monk, accusato di aver ucciso in modo barbaro tre ragazze, di cui due gemelle, e di aver nascosto i cadaveri nella triste e lugubre brughiera del Dartmoor, in Inghilterra.
    Il ritrovamento di un primo cadavere, martoriato all'inverosimile, darà il via a una serie di avventure collegate splendidamente le une alle altre.
    L'autore non permette al lettore di adagiarsi sugli allori o di riflettere più del dovuto. Dopo un avvenimento, ne segue immediatamente un altro e si va avanti così, capitolo dopo capitolo, fino ad arrivare al fenomenale colpo di scena finale, assolutamente imprevedibile.
    Jerome Monk mi ha terrorizzata. Una scena, in particolare, mi ha coinvolta a tal punto che, alla fine, mi sono accorta di aver quasi trattenuto il respiro.
    Ogni azione descritta dall'autore è precisa, perfetta, ricca di particolari. Non gli sfugge nulla e questa attenzione consente al lettore di riuscire a immaginarsi "totalmente" all'interno del romanzo.
    Quindi, premetto che la tachicardia è una sensazione che proverete spesso, leggendo questo libro.
    Avevo già sentito parlare di Simon Beckett ma, e devo dire purtroppo, questo è il primo romanzo che leggo di David Hunter, l'antropologo forense che si trova ad aiutare spesso la polizia nella risoluzione di casi efferati di omicidi.
    In cuor mio, spererei davvero che qualche produttore intendesse riprodurre al cinema "La voce dei morti". Otterrebbe senz'altro un successo insperato.
    Logicamente, ora andrò alla ricerca di un altro libro di David Hunter che, tra parentesi, ho amato e apprezzato sin dalle prime pagine. E' un personaggio con un grande rigore morale, coraggioso ma anche debole in alcuni momenti e incapace, a volte, di rispondere nei giusti toni. Sono proprio queste caratteristiche, alla fine, a renderlo davvero umano e sicuramente vicino al mondo reale.
    ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!

    ha scritto il 

  • 3

    un buon beckett

    mi piace molto questo scrittore, mi piacciono la sua scrittura ed il suo personaggio principale.
    la storia l'ho trovata un pò debole, a volte troppo puntata a colpire... ma lo si può perdonare. ...continua

    mi piace molto questo scrittore, mi piacciono la sua scrittura ed il suo personaggio principale.
    la storia l'ho trovata un pò debole, a volte troppo puntata a colpire... ma lo si può perdonare.

    ha scritto il 

  • 3

    Monk come Blaze

    Jerome Monk è un gigante dalla forza inaudita, ed è forse il serial killer che ha ucciso e stuprato tre ragazze, seppellendone i corpi nella brughiera. L’antropologo forense David Hunter con un gruppo ...continua

    Jerome Monk è un gigante dalla forza inaudita, ed è forse il serial killer che ha ucciso e stuprato tre ragazze, seppellendone i corpi nella brughiera. L’antropologo forense David Hunter con un gruppo di specialisti è chiamato a riconoscere il cadavere di una di esse, casualmente scoperto da alcuni escursionisti. Otto anni sono trascorsi da quel giorno, quando Monk riesce a evadere, e sembra nutrire un odio implacabile verso chi ha partecipato alle ricerche. Sophie, esperta di scienza del comportamento, ora vive in un solitario cottage in campagna e chiede aiuto al dott. Hunter, che si reca da lei x proteggerla e contribuire alle indagini. Il passato ridiventa presente in una spirale di violenza, sospetto e paura. La storia non è molto avvincente, lenta nella prima parte, con un finale poco credibile e moventi fragili. Solo nei gialli i protagonisti hanno comportamenti del tutto irrazionali, andandosi a cacciare nei guai anziché chiamare soccorso, come farebbe ogni persona di buon senso. Forse è proprio questo lo scopo degli autori: suscitare nel lettore l’allarmato desiderio di mettere in guardia l’incauto. I personaggi sono stereotipati e il dott. Hunter non è neppure troppo simpatico: è geloso, irascibile e, come molti cattedratici, suscettibile x quanto riguarda il suo lavoro. La figura più interessante è Monk, che mi ha ricordato il Blaze di King. Sono forse troppi i colpi di scena, come in altri romanzi di Beckett, ma nel complesso la storia è accettabile se non si cercano troppi approfondimenti. Ovviamente, l’apparenza inganna. Apprezzabile la descrizione della brughiera inglese.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Ho letto questo quarto episodio di Beckett a notevole distanza dal precedente, quindi non ricordavo affatto quello che era capitato prima. Questo però non ha influito più di tanto, perché la storia m ...continua

    Ho letto questo quarto episodio di Beckett a notevole distanza dal precedente, quindi non ricordavo affatto quello che era capitato prima. Questo però non ha influito più di tanto, perché la storia mi ha tenuta incollata alle pagine, l’autore ha saputo creare quasi da subito interesse (ricordo che gli altri inizi erano sicuramente più lenti) e quindi la lettura è proceduta spedita. Ci sono rimasta male quando in una sola riga viene data notizia della morte della moglie e della figlia di David a fine di un capitolo poi e dal successivo… niente si ricomincia come se niente fosse successo.
    Piuttosto odiosi alcuni personaggi, alcuni scomparsi presto tipo l’archeologo, ma purtroppo altri tipo Terry Connors me li sono dovuta sorbire per molto tempo. Terry non mi è piaciuto da subito, da quando era palese. nonostante questo venga rivelato solo nella parte finale, che aveva avuto una storia con Sophie in passato perchè era l’unico motivo sensato che poteva spiegare l’astio che c’era tra loro durante quell’indagine. Mi è invece piaciuto il personaggio di Monk perché già dalla sua prima apparizione avevo intuito che potesse esserci qualcosa di buono in lui, non ostante tutto.
    La storia è comunque interessante nonostante la pessima traduzione, ci sono certe frasi qua e là campate veramente per aria e mi stupisco vista la casa editrice di solito piuttosto attenta. Solo una parte l’ho trovata un filino eccessiva…la fuga dalla grotta…capisco tutto, ma David, non sei Rambo, non puoi riuscire a fare tutto in maniera miracolosa, dai.
    Altro appunto: sono rimasta un po’ perplessa sulle morti di Monk, Terry, Roper. Anche queste si sono concluse in un paio di righe esagerando e… chi si è visto si è visto. Non so, magari non c’era bisogno di approfondire tanto, ma così mi è sembrato solo un modo veloce per chiudere con quei protagonisti e basta.
    Ad ogni modo mi ha fatto piacere incontrare nuovamente David Hunter che mi è sempre piaciuto come personaggio.
    Un “personaggio” che ha fatto solo una rapida apparizione ma che mi è piaciuto lo s tesso tanto?Il barbagianni. Chissà perché…

    ha scritto il 

  • 2

    C'è stato un periodo in cui divoravo thriller e gialli e li trovavo anche divertenti. Adesso mi dicono poco e mi lasciano ancor meno.
    Questo non sarebbe neanche scritto malissimo, ma l'ho trovato scon ...continua

    C'è stato un periodo in cui divoravo thriller e gialli e li trovavo anche divertenti. Adesso mi dicono poco e mi lasciano ancor meno.
    Questo non sarebbe neanche scritto malissimo, ma l'ho trovato scontato e mi ha lasciato davvero poco.

    ha scritto il