La zia Mame

Di

Editore: Garzanti

3.8
(6506)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000216726 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Henry Furst , Orsola Nemi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina rinforzata per biblioteche , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Il piccolo Patrick resta orfano. A chi viene affidato? A un severo tutore? A qualche vecchia parente arcigna? Niente di tutto questo, per fortuna: viene affidato alla bellissima zia Mame, traboccante di vitalità, confusionaria, snob e squinternata, una vera simpaticissima "combinaguai". Dal momento in cui Patrick entra per la prima volta nella camera della zietta (una stanza tutta nera con in mezzo un gran letto dorato...) si apre per lui il paese delle meraviglie: nel corso di esilaranti avventure Mame volta a volta si trasformerà in donna d'affari, campionessa di equitazione, gran dama, presidentessa di comitati di beneficenza, scrittrice, paraninfa e maliarda. E, che lo crediate o no, Mame sarà un'ottima tutrice.
Patrick Dennis si è affermato tra gli scrittori di maggior successo di questo anni con La zia Mame, uno dei più spiritosi, paradossali e scintillanti romanzi satirici americani: il libro è rimasto per ottantasei settimane nella nota dei bestsellers, ha fornito il soggetto per una fortunata commedia ed è stato portato sullo schermo con Rosalind Russel che impersonava Mame.
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  • 4

    Divertentissimo, anche se la vita di Patrick, con una zia assolutamente fuori di testa, megalomane e visionaria come Mame, deve essere stata un vero incubo. Ma l'Autore racconta con poesia le gaffes ...continua

    Divertentissimo, anche se la vita di Patrick, con una zia assolutamente fuori di testa, megalomane e visionaria come Mame, deve essere stata un vero incubo. Ma l'Autore racconta con poesia le gaffes peggiori e con umorismo, ed evidente affetto, anche le più imbarazzanti cadute di stile; perché zia Mame è davvero simpatica ed anche il lettore, alla fine, le perdona tutto.
    Scritto ottimamente e colmo di gag esilaranti, il romanzo pecca solo di qualche battuta politicamente scorretta, che, ad un'opera degli anni '50, possiamo francamente perdonare.

    ha scritto il 

  • 5

    Penso che l'unica parola adatta a descrivere questo romanzo possa essere "GENIALE". Assolutamente ironico, brillante ed avanguardista se si pensa a quando fu scritto. Da leggere assolutamente per rega ...continua

    Penso che l'unica parola adatta a descrivere questo romanzo possa essere "GENIALE". Assolutamente ironico, brillante ed avanguardista se si pensa a quando fu scritto. Da leggere assolutamente per regalarsi dei momenti di puro spasso in compagnia di uno scrittore brillante e di una zia che tutti vorremmo.

    ha scritto il 

  • 3

    Super-romanzi - 02 ott 16

    Ne avevo sentito parlare, e non mi ero mai deciso ad affrontarlo. Spinte eterogenee mi ci hanno finalmente portato, e, come al solito, devo dire che dovrei più spesso cedere a questi impulsi. Non è un ...continua

    Ne avevo sentito parlare, e non mi ero mai deciso ad affrontarlo. Spinte eterogenee mi ci hanno finalmente portato, e, come al solito, devo dire che dovrei più spesso cedere a questi impulsi. Non è un libro bellissimo. Si sente il passare degli anni (in fondo, ha quasi la mia età…). Se poi dovessi solo giudicare dal testo, prenderebbe qualcosa in meno. Risale grazie ad un contesto degno, e ad una post-fazione magistralmente condotta sul filo dell’ironia dall’ottimo Matteo Codignola. Scopro quindi che Dennis in realtà si chiama Edward Everett Tanner III, che è un toro (18 maggio), che il padre lo chiamava Patrick in omaggio al pugile Pat Sweeney, che ha scritto 16 romanzi, di cui 4 con il diverso pseudonimo di Virginia Rowans, che si sposa nel 1948 (a 27 anni), ha due figli, poi verso la seconda metà degli anni Cinquanta, scopre che è più attratto dagli uomini, va a vivere in Messico con un suo preteso amante, che in Messico viene derubato di tutti i suoi averi, che torna in America dove spende gli ultimi anni della sua vita usando il suo nome reale, e facendo il maggiordomo per Ray Kroc, l’allora capo indiscusso e amministratore delegato della McDonald’s, che muore a 55 nel 1976 di cancro alla prostata. Benché il grande successo dei Cinquanta, e benché il suo personaggio – icona di zia Mame sia portato sulle scene teatrali (ed in modo magistrale) da Rosalind Russell, libro (e commedia e film) caddero nel dimenticatoio, per essere ripresi solo negli ultimi anni, grazie agli sforzi del figlio di Patrick in patria e di Adelphi da noi in Italia. Da questo mini excursus si capisce appunto il contesto frizzante da cui sorge il testo, inizialmente non molto ben visto neanche dall’editoria americana. Erano una decina di racconti legati insieme dalla figura di zia Mame, ricalcata sulla figura reale della zia di Edward, Marion Tanner. Fu solo un non meglio noto curatore editoriale della casa Vanguard ad avere la brillante idea, che ha portato prima alla pubblicazione, poi al successo inaspettato (per due anni nella classifica dei best-seller del New York Times): legare i vari racconti da una specie di filo rosso legato ad oscure pagine pubblicate da “Selezione del Reader's Digest” relative ad una improbabile signorina del New England. Questa finzione permette al nostro Patrick di scatenarsi nel racconto di una sua finta autobiografia, punteggiata dalla vita e dalle opere della mirabolante zia Mame Dennis. Racconto che inizia nel 1928, con Patrick decenne e con il padre che inopinatamente muore, lasciandolo ricco ereditiere (quando maggiorenne) ed affidato alle cure dell’unica parente vivente, appunto la zia Mame. Fin dalle prime battute si instaura il plot generale del racconto: zia Mame è rutilante, si impegna in attività senza capo né coda e Patrick tenta di mitigarne la “dolce pazzia”. Ovvio che per rendere il tutto appetibile per quasi quattrocento pagine, poi, ogni tanto la trama si inverte, ed è zia Mame che “salva” l’incauto nipote. Vediamo Mame affascinata dalle teorie didattiche d’avanguardia, coinvolgendo Patrick in una scuola sperimentale. Di certo dal respiro corto, tanto che Patrick sarà preso costretto alle più classiche scuole scelte dal suo tristo tutore (che ha l’unico pregio di salvare i beni del giovane dalla catastrofe del ’29). Il ’29 invece vede intaccare ben presto gli averi della zia, che seguiamo agli inizi degli anni Trenta doversi dedicare a qualche mestiere. Da antologia il suo apprendistato da Macy’s, dove non riesce a vendere nulla non sapendo usare le casse. Fortuna vuole che lì in contri Franck, un gentiluomo del Sud, che, affascinato dalle sue grazie, provvede a sposarla ed a sistemarla economicamente. Per poi coinvolgere, zia e nipote, in una discesa nelle sue terre del profondo Sud, dove zia Mame si destreggia in una mitica caccia alla volpe. Passati i guai, Franck gentilmente muore lasciandola di nuovo possidente. Consigliata dai suoi amici fuori di testa, decide di scrivere la storia della sua vita, riuscendo in un nuovo disastroso flop, dove Patrick la salva da un irlandese che mira ai suoi soldi, e che riesce solo a mettere in cinta la sua segretaria. Zia Mame, allora, diventa l’angelo delle sventure di Patrick, salvandolo da una cameriera esilarante nel suo inglese sconnesso, poi dalle mire di una razzista signorina che mira anche lei solo al patrimonio. Ci sarà la guerra a far da cesura ai racconti, e Patrick (come l’autore) ne passa quasi indenne, tornando a casa leggermente ferito, e dovendo aiutare la zia in una bislacca opera filantropica. Ma ormai anche il nipote è cresciuto, e la zia pensa suo dovere trovare una moglie al trentenne nipote. Ultima avventura, che per fortuna porta Patrick a conoscere una simpatica ragazza che finalmente sposerà. Chiusura alcuni anni dopo, dove la zia, visto che non ha più il potere su Patrick, affascina ed ammali Mick il giovane nipote di sette anni. Ecco appunto che ogni storia nasce con un punto affascinante e mirabolante, si svolge andando verso catastrofi annunciate, e salvate per miracolo all’ultimo istante. Schema leggermente ripetitivo, che rende prevedibile l’andamento. Fortuna vuole che la verve innata di zia Mame, ben descritta dall’agile penna del nostro, renda comicamente appetibili le più matte (dis)avventure. Incongruamente, poi, zia Mame diventa nei pochi anni di auge della metà degli anni Cinquanta, anche una icona dei gay americani. Alla fine, tuttavia, un libro che mette allegria, anche se risente, in modo assai pesante, i suoi sessanta anni.

    ha scritto il 

  • 2

    ne avevo sentito parlare, credevo che fosse un libro recente e invece e una scoria di un'altra era. blandamente, molto blandamente comico, si può leggere solo per una sorta di nostalgia.

    (vedi ad es. ...continua

    ne avevo sentito parlare, credevo che fosse un libro recente e invece e una scoria di un'altra era. blandamente, molto blandamente comico, si può leggere solo per una sorta di nostalgia.

    (vedi ad es. la nota di pag. 322: "Juke-box, una specie di enorme grammofono automatico. Un impianto elettrico permette agli avventori di far sonare il disco che desiderano, senza alzarsi da tavola, infilando una moneta in una delle varie fessure contrassegnate col titolo del disco, che si trovano nel muro, accanto a ogni tavolo. Per questo arnese si usa da noi un'orribile parola: Select-o-matic.")

    ha scritto il 

  • 3

    Scritto divinamente — una goduria vera — questo romanzo del 1955 è formato da undici capitoli che sono quasi dei racconti a sé, degli episodi, disposti in ordine cronologico, della vita del protagonis ...continua

    Scritto divinamente — una goduria vera — questo romanzo del 1955 è formato da undici capitoli che sono quasi dei racconti a sé, degli episodi, disposti in ordine cronologico, della vita del protagonista con la sua eccentrica zia, che l'ha cresciuto da quando è rimasto orfano da bambino. (Il migliore a mio avviso è "Zia Mame e la mia infelice storia d'amore".)
    A tratti le vicende e i personaggi sono spassosi, a tratti invece l'autore "carica" troppo, esagera con le situazioni assurde e i protagonisti, a partire dalla zia, tendono a diventare macchiette.
    Fino all'ultimo sono stata indecisa sul voto ma purtroppo il finale non m'è piaciuto, quindi 3 stelline.

    PS: consiglio anche la trasposizione cinematografica (il cui titolo originale è sempre "Auntie Mame", mentre quello italiano "La signora mia zia"), uscita a tre anni di distanza dal romanzo e con una strepitosa Rosalind Russell nel ruolo della protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Effettivamente tutti vorrebbero una zia del genere, anche se sembra uscita da una commedia degli equivoci anni 50, qualche volta diventa una bimba capricciosa zia Mame, ma poi riesce sempre a farti so ...continua

    Effettivamente tutti vorrebbero una zia del genere, anche se sembra uscita da una commedia degli equivoci anni 50, qualche volta diventa una bimba capricciosa zia Mame, ma poi riesce sempre a farti sorridere e ti disarma. Lettura consigliata a tutti.

    ha scritto il 

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