La zia marchesa

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(1642)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Svedese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807818833 | Isbn-13: 9788807818837 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Sicilia fine Ottocento. Costanza Safamita è l'unica figlia femmina di unaricca famiglia di proprietari terrieri, tanto amata e protetta dal padre, ilbarone Domenico, quanto rigettata dalla madre. Con la sua chioma di capellirossi e il suo aspetto fisico quasi "di un'altra razza", cresce fra le personedi servizio, fra l'orgoglio paterno del sangue e le prospettive alquantoridotte della vita in provincia. Sarà lei, per volere del padre, a ereditarele sostanze e il prestigio della famiglia. Affronterà la mondanità palermitanae una vita coniugale in equilibrio tra l'amore per il marito e l'impossibilitàdi abbandonarglisi, saprà affrontare i capimafia e contenere lo sfascio dellafamiglia, in un mondo arcaico e barbarico, fotografato nel momento della fine.
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  • 3

    Una decadente Sicilia nobiliare

    La Agnello Hornby ci trasporta tra le vicende di una decadente nobile famiglia siciliana di fine Ottocento....tra intrighi familiari ed extraconiugali, interessi economici, ereditá discusse e, sullo s ...continua

    La Agnello Hornby ci trasporta tra le vicende di una decadente nobile famiglia siciliana di fine Ottocento....tra intrighi familiari ed extraconiugali, interessi economici, ereditá discusse e, sullo sfondo, una mafia che sta sbocciando e si appresta a prendere in mano tutte le redini politiche dell'isola.
    Una lettura interessante, anche se mi è sembrata un tantino lenta e talvolta dispersiva; una vicenda non del tutto originalissima ma comunque articolata bene. La Hornby ha dato spessore e carattere ad ogni singolo personaggio (anche quelli apparentemente di passaggio), e la protagonista marchesa Costanza piace per il suo difficile equilibrio interiore. Ho trovato inoltre molto interessante la citazione di un proverbio siciliano per ogni capitolo, ho trovato meno interessante il corsivo che in qualche modo anticipa il contenuto del capitolo stesso....togliendo talvolta la sorpresa su ciò che si stava per leggere. Nel complesso reputo questo libro una buona lettura, ma non di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Un affresco della Sicilia fine ottocento. E’ la storia di opulenza e decadenza di una grande famiglia aristocratica raccontata dalla voce narrante di Amalia Cuffaro, la balia di Costanza Safamita, che ...continua

    Un affresco della Sicilia fine ottocento. E’ la storia di opulenza e decadenza di una grande famiglia aristocratica raccontata dalla voce narrante di Amalia Cuffaro, la balia di Costanza Safamita, che racconta alla nipote Pinuzza gli anni passati a servizio in casa Safamitla.
    Costanza, unica figlia femmina della ricca famiglia di proprietari terrieri tanto amata e protetta dal padre, il barone Domenico, quanto rigettata dalla madre, cresce fra le persone di servizio, fra l'orgoglio paterno e le prospettive alquanto ridotte della vita in provincia. Considerata “diversa” per quel suo colore rosso dei capelli e per il suo carattere docile e remissivo, sarà invece lei, per volere del padre, a ereditare le sostanze e il prestigio della famiglia.
    Trama intessuta di passioni, crudeltà, inganni e abusi di potere, relazioni familiari complicate, passioni e segreti, scandali e le rese dei conti.

    ha scritto il 

  • 3

    Nascere femmina e per di più con i capelli rossi nella Sicilia dell’Ottocento può rivelarsi uno spinoso problema: i pregiudizi popolari sono troppo forti da estirpare; ma, se si è l’erede di una nobil ...continua

    Nascere femmina e per di più con i capelli rossi nella Sicilia dell’Ottocento può rivelarsi uno spinoso problema: i pregiudizi popolari sono troppo forti da estirpare; ma, se si è l’erede di una nobile e ricca famiglia di proprietari terrieri, queste caratteristiche possono passare in secondo piano, come scopre la giovane Costanza Safamita.
    Attraverso i racconti di Amalia, la balia che accompagna Costanza per tutta la sua breve vita, interrotti dall'intervento di un punto di vista onnisciente che va a colmare le mancanze di queste narrazioni, il lettore può ricostruire il ritratto romanzato - sebbene modellato su una figura storica realmente esistita - di una giovane nobildonna vissuta in un’epoca di grande fermento politico, quello dell’Unità d’Italia, in cui le gerarchie sociali che fino ad allora avevano dominato l’Isola si indeboliscono, ed essere di famiglia aristocratica non riserva più privilegi considerati inalienabili, sebbene gli antichi valori dei legami di sangue e dell’onore debbano ad ogni costo essere costantemente preservati. Messa a dura prova fin dall'infanzia, tra lo scherno per il colore della sua chioma e l’assenza dell’amore materno, Costanza si dimostrerà una donna apparentemente fragile ma in realtà forte e capace, che saprà affrontare con caparbietà e intelligenza le conseguenze di molte verità nascoste dai suoi cari.
    Ho apprezzato molto questo romanzo di Simonetta Agnello Hornby, per una serie di motivi: il ritmo assai variegato della storia, resa molto scorrevole dall'avvicendarsi e alternarsi dei piani narrativi; i colpi di scena dosati con equilibrio, presenti fin quasi alla fine del romanzo, che arricchiscono la trama e incuriosiscono il lettore; la delicatezza con cui vengono affrontati argomenti scabrosi, nonché la particolarità della protagonista e la profondità con cui sono stati resi tutti gli altri personaggi.
    Lo consiglio vivamente a chi, come me, ama i romanzi storici incentrati su delle figure femminili peculiari e carismatiche.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Una bella saga dal sapore agrodolce

    La vita della nobiltà di provincia nella Sicilia del tardo 800: le relazioni familiari complicate, le passioni e i segreti, gli scandali e le rese dei conti.
    Gli occhi di una balia registrano la vita ...continua

    La vita della nobiltà di provincia nella Sicilia del tardo 800: le relazioni familiari complicate, le passioni e i segreti, gli scandali e le rese dei conti.
    Gli occhi di una balia registrano la vita e la decadenza di una grande, composita famiglia. In mezzo ai tanti personaggi spicca la protagonista: diversa per quel suo colore di capelli e (sembra inizialmente) anche per il suo carattere docile e remissivo.
    Ma nell'arco della storia Costanza Safamita capirà che soltanto imparando ad amare sé stessa, potrà aprirsi all'amore verso un'altra persona.

    ha scritto il 

  • 5

    Il lato negativo della nobiltà siciliana ottocentesca

    Libro suggestivo. Trama ben ragionata, a partire dai titoli di ogni capitolo, ciascuno dedicato a un noto proverbio siciliano. La storia non è affatto scontata e nel finale compaiono diversi colpi di ...continua

    Libro suggestivo. Trama ben ragionata, a partire dai titoli di ogni capitolo, ciascuno dedicato a un noto proverbio siciliano. La storia non è affatto scontata e nel finale compaiono diversi colpi di scena. I personaggi sono tutti molto ben delineati e molti, compresa la zia marchesa, sono realmente esistiti. Consiglio di evitare la lettura di questo libro a tutti coloro che pensano di avere tra le mani una sottospecie di harmony storico sdolcinato.

    ha scritto il 

  • 4

    La voce narrante di questa saga familiare è Amalia Cuffaro, balia di Costanza Safamita.

    Amalia ormai vive insieme alla nipote disabile della quale si prende cura con attenzione e affetto. Ed è a lei c ...continua

    La voce narrante di questa saga familiare è Amalia Cuffaro, balia di Costanza Safamita.

    Amalia ormai vive insieme alla nipote disabile della quale si prende cura con attenzione e affetto. Ed è a lei che racconta tutta la vita di Costanza, dalla nascita alla morte prematura.

    Amalia ha messo piede in casa dei Safamita il giorno della nascita della piccola ed è nelle sue braccia che la bambina viene deposta poichè la madre, Caterina, la rifiuta.

    Costanza è nata con una chioma rossa e, questa sua caratteristica, suscita molti pettegolezzi. Ci sono dei precedenti in famiglia? E’ lo stesso barone, padre della piccola e zio della madre, a mettere a tacere queste chiacchiere. Il barone adora la bambina, la proteggerà durante tutta la sua vita e, fino all’ultimo giorno, le ripeterà di essere figlia di un grande amore.

    Ma allora perchè Caterina rifiuta la figlia? Forse perchè desiderava un maschio per portare avanti il nome dei Safamita? Non dimentichiamoci che l’ambientazione è la Sicilia dell’800, dove le tradizioni sono profondamente radicate, anche se molti saranno, a breve, gli stravolgimenti politici e sociali! La questione non sarà chiarita che nelle ultime pagine e la stessa Costanza capirà questo rifiuto solo da adulta, quando tutti i segreti di questa famiglia così complessa verranno pian piano alla luce. Nel frattempo, noi lettori, dovremo accontentarci di seguire la crescita della piccola Costanza, il suo dolore per non essere amata da colei che le ha dato la vita, la sua costante ricerca di attenzioni, il suo costante impegno per essere una figlia perfetta, devota ai genitori, ubbidiente e sottomessa.

    Solo una volta Costanza si mostrerà ferma nelle sue intenzioni e cioè nella scelta del suo sposo. Ma anche su questo fronte, non avrà molta fortuna e il marchese si rivelerà un pusillanime. Ma chissà…alla fine potrebbe esserci un riscatto e un attimo di intensa felicità per la nostra protagonista ;-)

    Premetto che adoro le saghe familiari, che mi piace seguire e appassionarmi alle vicende di più generazioni di una stessa famiglia, quindi questo libro è sicuramente di mio gradimento e, gli attribuisco, senz’altro un bel voto.

    Come in tutti i libri di Simonetta Agnello Hornby che ho letto finora (questo è il terzo), trovo che, già dall’inizio, siano presenti troppi personaggi e questa, dal mio punto di vista, è una pecca. Troppi personaggi che interagiscono fra loro tutti insieme creano abbastanza confusione, soprattutto se le parentele sono così intricate come nella famiglia Safamita.

    Oltre ad appassionarmi per il fatto che si tratta di un genere che mi conquista, devo ammettere che anche per l’ambientazione sono abbastanza di parte: ritrovare la mia Sicilia, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, nelle pagine di un libro, lo trovo molto rassicurante perchè non mi sembra di esplorare mondi sconosciuti.

    ha scritto il 

  • 4

    Una provetta Camilleri

    Discreto romanzo storico in cui atmosfere, descrizioni e personaggi sono l'espressione di una sicilianità profonda e bella che ho trovato solo in simili testi storici, primo tra tutti ne Il Gattopardo ...continua

    Discreto romanzo storico in cui atmosfere, descrizioni e personaggi sono l'espressione di una sicilianità profonda e bella che ho trovato solo in simili testi storici, primo tra tutti ne Il Gattopardo. E' triste ed amaro e forse è per questo che occorre un po' di tempo per assimilarlo appieno. E' un libro in cui la narrazione ha i suoi tempi e non lascia spazio a distrarsi. Originale e piacevole, almeno così io l'ho trovato, il fatto che ogni capitolo inizi con un proverbio siciliano che cerca di racchiudere il senso di quella narrazione rende lo stile con un proprio carattere, i dialoghi sono spesso in dialetto siciliano, mentre poco felice è stata l'idea di associare un piccolo abstract al proverbio di cui parlavo prima, che descrive il capitolo, a volte rivelando particolari troppo importanti per essere svelati a quel modo. La storia, comunque, è complessa e complicata allo stesso tempo, dev'essere individuata dal lettore solo sino alla fine della lettura. Un affresco di un'epoca perduta in cui si racconta l'amore della protagonista, Costanza, nel periodo di transizione di un'età monarchica in cui si assaporano i profumi e i colori siciliani.

    ha scritto il 

  • 2

    Saga familiare trita e ritrita

    Premetto dicendo che gli altri due romanzi letti dell'autrice (La mennulara, Boccamurata) mi erano piaciuti molto così come apprezzo l'ambientazione calda e passionale della Sicilia ma purtroppo quest ...continua

    Premetto dicendo che gli altri due romanzi letti dell'autrice (La mennulara, Boccamurata) mi erano piaciuti molto così come apprezzo l'ambientazione calda e passionale della Sicilia ma purtroppo questo libro è stato per me una delusione. Oddio, ha i suoi lati positivi: i presupposti di base erano ottimi, così come il contesto temporale e spaziale, inoltre la scrittura dell'Agnello Hornby si riconferma elegante e particolare però ho fatto una fatica immane a seguire una storia pesante, che gira molto su se stessa e che non fa altro che parlare delle disgrazie della protagonista e delle donne. E' vero che stiamo solo alla fine dell'Ottocento, ma ribadire la sottomissione femminile in questo modo mi sembra eccessivo al punto che mi è scappato anche qualche sorriso. Chissà, con qualche colpo di scena in più e varie pagine in meno sarebbe potuto venire qualcosa di meglio e soprattutto di meno snervante. Pieno di clichè all'inverosimile!

    ha scritto il 

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