Lady Roxana

L'amante fortunata

Di

Editore: A. Mondadori (Biblioteca moderna, 164-166)

3.5
(197)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000052176 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Guido Biagi ; Prefazione: Aldo Sorani

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 2

    2 e ½*

    La trama in sé poteva essere qualcosa di abbastanza leggero e scorrevole, addirittura piacevole per alcune tematiche, ma Defoe - ovviamente parlo solo per mio gusto personale - ha appesantito le vicen ...continua

    La trama in sé poteva essere qualcosa di abbastanza leggero e scorrevole, addirittura piacevole per alcune tematiche, ma Defoe - ovviamente parlo solo per mio gusto personale - ha appesantito le vicende impregnandole di moralismo e soprattutto adottando uno stile prolisso, ripetitivo, ridondante, pleonastico, interminabile (ho reso l'idea?) che finisce con il risultare noioso e, addirittura, nel finale, inconcludente. Decisamente avrebbe potuto tagliare molte e molte parti del racconto (dato che vi sono molti, troppi punti in cui viene ripetuto e riscritto lo stesso concetto a distanza di due righe!) e "allungare" il finale, rendondolo più corposo e coerente, laddove invece Defoe mi ha dato l'impressione di aver voluto chiudere in fretta senza spiegare bene le vicende perché si era scocciato pure lui.

    ha scritto il 

  • 4

    Roooooxanne!

    Gli incipit più freschi e inediti li trovo quasi esclusivamente nei libri ottocenteschi. “Roxana” di Defoe inizia così: “Sono nata, a quanto m’ha detto gente amica, nella città di Poitiers,(…)” (I Was ...continua

    Gli incipit più freschi e inediti li trovo quasi esclusivamente nei libri ottocenteschi. “Roxana” di Defoe inizia così: “Sono nata, a quanto m’ha detto gente amica, nella città di Poitiers,(…)” (I Was Born, as my Friends told me, at the City of POICTIERS,(…)”) e da sola la prima frase quante cose dice della protagonista, che deve tutto alle confidenze, persino la notizia della sua nascita.

    Nelle prime pagine poi arrivano gli inglesi che si lamentano degli immigrati protestanti francesi, rifugiati religiosi, e quindi non ci vuole più di un secondo per rendere la storia pubblicata nel 1724 un racconto dal vivo del 2016 e probabilmente anche del 2332.

    Roxana è la storia avvincente, perché non prova affatto a esserlo, di una donna viziosa che vuole pentirsi, causa le disgrazie che gl’ha provocato la sua sgualdrinaggine, solo che non si capisce proprio quali siano queste disgrazie visto che ha accumulato fortune su fortune, e che tutto fa, tranne che pentirsi.

    Leggendone in Rete mi viene il dubbio la mia edizione sia tronca: per Roxana è previsto il castigo divino, ovvero la galera e la miseria, ma nella traduzione di Giuseppe Bernardi questa punizione è sempre temuta ma rimandata, come il più bello che non arriverà mai, per i lettori rosiconi che brandiscono la virtù quando sanno di non poter ambire al vizio.

    Defoe impiega una quantità secondo me esagerata di anni e figli: “Anche se avevo avuto due figli dal gentiluomo mio compagno e sei dal mio vero marito, non avevo certo una figura disprezzabile(…)”; a cui vanno aggiunti due aborti e considerato che le relazioni durano anche sei e otto anni, non si capisce come Roxana faccia averne ancora cinquanta circa, pur dimostrandone dieci di meno, quando ormai dovrebbe essere prossima alla settantina: certo sono io che avrò portato male i conti.

    I conti invece Roxana (non ho capito nemmeno quale sarebbe la blasfemia che fa rima col suo nome di battaglia da turchessa) li sa tenere benissimo, è una donna di affari come oggi se ne potrebbero trovare solo nell’alta finanza, e la scena più erotica pensata da Defoe è tra pagina 320 e 322: Roxana e il suo galantuomo del momento si danno botte e risposte con le rispettive lettere di cambio e coi libri contabili delle loro rendite e patrimoni, mi ricordano Riggs e Lorna quando fanno a gara a mostrarsi le cicatrici in non ricordo quale sequel di Arma Letale.

    Defoe tende alla logorrea e per riportare un episodio ci ritorna su due e tre volte, ma talvolta è capace di episodi illuminanti con un potere di sintesi strepitoso, ad esempio quando racconta come Roxana fa seppellire un protestante in un cimitero cattolico o come riesce a stabilirlo lei, quale sarà la donna che sposerà uno dei suoi figli, con una sfilza di stratagemmi impietosi e stringenti, facendoceli stare tutti a pagina 328.

    E quando si ha l’impressione che Defoe non si terrà per sé un dettagli che sia uno, ecco che a pagina 227: “Accadde allora un fatto che devo tener nascosto agli occhi e agli orecchi di tutti. Per tre anni e un mese circa, Roxana visse ritirata, essendole capitato di correre un’avventura tale e con una persona tale che il dovere e certi segreti giuramenti la obbligano a non svelare, almeno per ora.”; e qualsiasi altra cosa racconterà Defoe non cambierà l’impressione acquisita di non venire a saperne mai abbastanza.

    Roxana, che continua a promettere una sciagura che però non le accade e non la rieduca mai, pensa di sé: “Comunque, malgrado tutti i miei trascorsi, mi sentivo ancora una madre abbastanza affettuosa(…)”. E lo pensa a poche pagine dalla soluzione finale in cui dovrà incappare una delle sue figlie, intestardite per ottenere una agnizione in piena regola che però finirebbe col rovinare la reputazione di Roxana, che lo sa bene come nessuna donna è poi una puttana se riesce a non farlo sapere in giro.

    È una storia ben viziosa questa di Defoe, e d’altronde si sa come erano ammalianti e corrotte le donne di quell’epoca e di quella scalate sociali là: “Portavano le gonne corte alla caviglia”, le spudorate.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    A quanto mi hanno detto gli amici, nacqui nella città di Poitiers, nella provincia o contea di Poitou, in Francia, da dove fui portata in Inghilterra dai miei genitori, fuggiti per motivi religiosi in ...continua

    A quanto mi hanno detto gli amici, nacqui nella città di Poitiers, nella provincia o contea di Poitou, in Francia, da dove fui portata in Inghilterra dai miei genitori, fuggiti per motivi religiosi intorno al 1683, quando i protestanti furono banditi di Francia dalla crudeltà dei loro persecutori.........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-d/defoe-daniel/lady-roxana-daniel-defoe/

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia di emancipazione femminile sicuramente all'avanguardia per il periodo storico in cui è stata scritta e ambientata (inizi del Settecento), anche perché attuata attraverso una sessualità mode ...continua

    Una storia di emancipazione femminile sicuramente all'avanguardia per il periodo storico in cui è stata scritta e ambientata (inizi del Settecento), anche perché attuata attraverso una sessualità moderna. Tuttavia il finale, così breve e scarno, esaspera dopo una narrazione in cui ogni minimo evento viene raccontato nei minimi dettagli dalla voce di Roxana.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Lady Roxana è una fanciulla di aspetto gradevole e con una ricca eredità che viene data in moglie a un "idiota", come lo definisce, che sperpererà tutta l'eredità e l'abbandona con tre figli sul gropp ...continua

    Lady Roxana è una fanciulla di aspetto gradevole e con una ricca eredità che viene data in moglie a un "idiota", come lo definisce, che sperpererà tutta l'eredità e l'abbandona con tre figli sul groppone e nella miseria più totale. La miseria e la vanità la spingeranno verso il mestiere più antico del mondo finendo nel condurre una vita dissoluta fino a quando matura non sarà costretta a sposarsi. A quel punto però il suo passato verrà a bussarle alla porta e la verità verrà a galla, non senza conseguenze.

    Defoe è il solito moralista bigotto che attacca la "donna" per partito preso e per non urtare la sensibilità dei suoi borghesotti lettori. Del resto, i romanzi gli servivano per campare per cui non aveva scelta, ma avrebbe potuto accusare almeno uno degli amanti di Lady Roxana di essere co colpevole della sorte della sciagurata protagonista invece di lasciarli tutti assolti e con l'aureola sulla testa.
    Un'altra pecca di questo romanzo consiste in una continua ripetizione di episodi: lei trova un amante, lui gli da delle cose, lei si lascia corteggiare, lui gli da altre cose, lei si concede, lui gli da altri beni fino a quando o non muore oppure non si sposa. Questa tarantella s'interrompe soltanto quando Lady Roxana diviene l'amante del Re d'Inghilterra facendo diventare la regina viola di bile e confermando che più una persona ha potere e ricchezze, più è annoiata, più cerca divertimenti di questo genere.

    Nonostante tutto devo ammettere che il linguaggio adottato da Defoe e meno che barboso. Per essere un romanzetto squallido, di basso profilo, moralista e poco gradevole almeno si riesce ad apprezzarlo per la semplicità del linguaggio.

    ha scritto il 

  • 3

    il moralizzatore

    Caro Daniele, vorrei innanzitutto esprimerti tutta la mia stima e la mia smisurata ammirazione per quello che scrivevi e per come lo scrivevi, ma soprattutto perchè lo facevi così 300 anni fa! Romanzi ...continua

    Caro Daniele, vorrei innanzitutto esprimerti tutta la mia stima e la mia smisurata ammirazione per quello che scrivevi e per come lo scrivevi, ma soprattutto perchè lo facevi così 300 anni fa! Romanzi che forse pochi oggi saprebbero scrivere per intensità, qualità e contenuto . Io ho capito che la trama nelle tue opere è solo un mezzo per farci i predicozzi che comunque non trascuri di plasmare con estrema fantasia e rigore, creando vicende coinvolgenti che stimolano la lettura facendo riflettere, rendendo quindi estremamente efficace il tuo intento. Però Daniele, porca miseria, Insomma! Ti spiego meglio, io ho capito che il caro Robinson era un uomo illuminato che è sopravvissuto 30 anni su un’isola deserta grazie solo al suo ingegno, e tu giustamente ammonisci la sua superbia confutando il fatto che comunque c’aveva avuto un bel culo che il relitto della nave si fosse arenata negli scogli in prossimità della spiaggia, rendendogliela a lui facilmente raggiungibile; Quindi giustamente ne trai: “si il Robinson è bravo e sa dominare la natura, ma se non avesse avuto culo, quindi un dono della provvidenza e quindi di Dio, non ce l’avrebbe fatta!”; Però mi trascuri che il disgraziato è stato 30 anni su un’isola coltivata, con le capre, con gli schioppi, la villa al mare, e quella in campagna, ma da solo, senza suoi simili e senza donne, e non è impazzito, anzi il caro Robinson manco si pensa! OK, ma comunque il romanzo meritava assai e ti ho perdonato. Torniamo alla Signora Rossana, anche qui ci sta un altro bel predicozzo, lei è una bella, giovane e benestante donna che si sposa un vanesio scialacquone , che la abbandona con 5 figli e senza il becco di un quattrino, lei giustamente a morire di fame non ci sta; piazza i figli , e comincia a sfruttare in modo fruttuoso la sua superba bellezza, all’inizio la sua coscienza e la sua rispettabilità ne risentono, percepisce che sta entrando in un circolo vizioso fatto di peccati e impurità morali; la scalata sociale, le ricchezze che accumula aumentano in maniera costante assieme alla sua vezzosa vanità femminile , la fanno coscientemente entrare nel novero dei peggiori peccatori, e passerà la sua esistenza a crucciarsi di questo, senza comunque riuscire più ad uscirci. Nel frattempo lei continua ad avere nidiate di figli, che spariscono nei meandri della vicenda, senza saperne più niente, e senza che questo turbi minimamente la sua coscienza! Ecco Daniele, neanche qui ci sto! Tu critichi la Rossana perché si è messa a fare la prostituta e perché ha sposato la causa dell’avidità! Le prostitute ci sono perché ci sono i clienti, e quelli non li condanni, condanni la vittima, che aveva come alternativa la fame, e non condanni il sistema che l’ha creata! E poi , secondo te, una madre che abbandona i figli in giro per il mondo, si dovrebbe fare tanti scrupoli perché ha perso la purezza ed è diventata una peccatrice carnale? Dai Daniele, non diciamo fesserie! Poi il Finale! Ma ti sembra il modo? Preamboli all’infinito facendo presagire un finale con il botto, e poi, e poi epiloghi così, con quel finale striminzito! Peccato caro Daniele, era sarebbe stato un gran bel romanzo, ma nonostante tutto continuo a stimarti…

    ha scritto il 

  • 3

    Roxana: The Fortunate Mistress

    Opera certamente molto coraggiosa visti i temi affrontati e la data di pubblicazione (1724), ma nonostante questo ammetto che la narrazione non mi ha mai presa fino in fondo. Tutto il romanzo gira int ...continua

    Opera certamente molto coraggiosa visti i temi affrontati e la data di pubblicazione (1724), ma nonostante questo ammetto che la narrazione non mi ha mai presa fino in fondo. Tutto il romanzo gira intorno al racconto che la stessa "Lady Roxana" fa della propria spregiudicata vita e di quanto in basso è caduta per sopravvivere prima, e per prosperare poi. Tutto il racconto sembra un gesto estremo per cercare di espiare le proprie colpe confessando apertamente la sua movimentata vita. Certamente si tratta di una lettura piacevole, ma mi aspettavo qualcosa in più dal padre del romanzo borghese moderno.

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto molto scorrevole e piacevole delle avventure di Lady Roxana. Il finale, però, lascia il libro quasi incompiuto: dopo tanti dettagli sulla vita di questa donna, l'autore "tronca" la narrazi ...continua

    Un racconto molto scorrevole e piacevole delle avventure di Lady Roxana. Il finale, però, lascia il libro quasi incompiuto: dopo tanti dettagli sulla vita di questa donna, l'autore "tronca" la narrazione limitandosi a lasciare intuire al lettore il fatto che Lady Roxana avrà delle conseguenze dovute alle sue colpe.

    ha scritto il