Lamento di Portnoy

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bompiani, 232)

4.0
(3478)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 303 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Russo , Olandese , Portoghese , Catalano , Finlandese , Greco , Polacco

Isbn-10: A000023880 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Prefazione: Claudio Gorlier

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un monologo dirompente. Un monologo che esplora vorticosamente la non linearità dell'agire umano. Una storia che sembra apparentemente del protagonista ma nella quale ognuno di noi può trovare pezzi d ...continua

    Un monologo dirompente. Un monologo che esplora vorticosamente la non linearità dell'agire umano. Una storia che sembra apparentemente del protagonista ma nella quale ognuno di noi può trovare pezzi di se stesso. Il tutto condito con molta ironia ma anche con profonde analisi sulla consapevolezza di se. Scritto in maniera sublime. È il primo libro che leggo di Roth e credo che non sarà l'ultimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Lamento di Maria F. di natura viperesca

    Evvai con cinque stelle! Senza riserve mentali sulle mille e più pippe manuali in appena duecentodiciannove paginette, sovrastanti quelle mentali (che manco Zeno Cosini), che è poi una sola grande qu ...continua

    Evvai con cinque stelle! Senza riserve mentali sulle mille e più pippe manuali in appena duecentodiciannove paginette, sovrastanti quelle mentali (che manco Zeno Cosini), che è poi una sola grande quanto una montagna: perché sono nato ebreo?
    Se voi critici severi sapeste quanto ho impiegato a sentirmi orgogliosa di essere siciliana! Quanto ho gioito quando le targhe delle automobili furono liberate dal marchio “PA”, salutato a fior di strombazzamenti quando ti incocciava un altro, col tuo stesso marchio sul di dietro dell’utilitaria sempre un po’ “scassatizza”, sulle pulite e banali strade del nord.
    Un beeeeeeeeeeep! che la diceva lunga dell’isolamento in cui, noi terroni del sud, ci sentivamo immersi tra nordici alti, biondi e benparlanti … che poi tanto alti e biondi mica lo sono: se così si vedono anche noi li vediamo così.
    Che ne sapete di come ci feriva la meraviglia stampata in volto quando mangiavamo a tavola con coltello e forchetta, proprio come loro. Mica a noi viene mai in testa di stupirci se un milanese non sbrodola mangiando minestra, tanto siamo succubi della loro superiorità.
    Che ne sapete quanto disagio nel vederci schifiati quando alziamo il tono e l’accompagniamo con la nostra speciale lingua dei segni; segni per loro scimmieschi, ma di cui ci serviamo per dire tutto e il suo contrario in una botta. Altro che metodo Stanislavskij.
    Che ne sapete di giungere al punto di odiare questa parlata strascicata con la lingua che si “atturciuna” sul palato: tutte quelle doppie, marò, roba da tagliarsela la lingua.
    E per tutto questo mi sono sentita vicina e sodale con Alex Portnoy; per quel suo desiderio di essere come Tutti, che non ha niente a che vedere con il famigerato libro che si occupava solo delle minchiate. Qua sono due popoli interi che si sentono esclusi, che non ce la faranno mai nonostante la Storia e il Q.I. ( quello di Alex è 158). Solo l’autoironia, lo svilimento del sé - ce l’abbiamo dentro – col primo venuto ci aiuta a farci canuzzi da salotto. Noi che neghiamo di essere tutti mafiosi? Manco per niente: ci imbastiamo sopra una bella “barzelletta” sicula, nella speranza di essere almeno tollerati.
    Gli ho perdonato anche l’infantilismo che lo costringe a propinarci tutte le malefatte di una madre mediterranea a trentatré anni, che manco Franz K. con il padre. Evvabbè, se ne poteva fare una ragione: i miei figli se la sono fatta! Continuano a rispondere alle mie mille telefonate e a i miei messaggi che ora, con lo smart, iniziano la mattina presto che siano o no collegati. Sappiamo che è un gioco innocuo: io non mi attendo ubbidienza e loro non si sognano di essere bravi e buoni sul mio metro.

    ha scritto il 

  • 4

    "Questa è la mia vita, la mia unica vita, e la sto vivendo da protagonista di una barzelletta ebraica."

    A me questo Portnoy, ebreo che non vorrebbe essere ebreo, che "odia" suo padre che lo vorrebbe invece ligio e rispettoso di tutte le regole ebraiche; che "litiga" puntualmente con una madre ansiosa ch ...continua

    A me questo Portnoy, ebreo che non vorrebbe essere ebreo, che "odia" suo padre che lo vorrebbe invece ligio e rispettoso di tutte le regole ebraiche; che "litiga" puntualmente con una madre ansiosa che vede disgrazie e ogni angolo di strada; che ama il sesso, le donne e le continue masturbazioni mentali e non, mi ha fatto molto, molto ridere.

    ha scritto il 

  • 4

    Bisogna avere delle capacità letterarie enormi per creare un monologo organico di oltre 200 pagine in cui si raccontano episodi frammentati di una vita che vengano alla fine inseriti in un flusso unic ...continua

    Bisogna avere delle capacità letterarie enormi per creare un monologo organico di oltre 200 pagine in cui si raccontano episodi frammentati di una vita che vengano alla fine inseriti in un flusso unico, in cui il racconto sia impregnato di sessualità, questione religiosa e psicanalisi in quantità quasi equivalenti, in cui tutto questo, inoltre, risulti interessante, divertente, avvincente.
    Ci vogliono capacità enormi anche solo per progettare un libro del genere, figurarsi per scriverlo. Un libro enorme, mastodontico, innegabilmente ottimo. It's not my cup of tea, ma la qualità è evidente.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho trovato questo libro in una lista di letture definite ironiche e divertenti ... ma lo avrà letto chi gli ha attribuito queste caratteristiche?
    L'ho finito faticosamente perché non amo lasciare in s ...continua

    Ho trovato questo libro in una lista di letture definite ironiche e divertenti ... ma lo avrà letto chi gli ha attribuito queste caratteristiche?
    L'ho finito faticosamente perché non amo lasciare in sospeso un libro, ma sinceramente non vedevo l'ora di chiuderlo. Un flusso di coscienza infarcito di pornografia fine a sè stessa e per di più di una noia mortale ... forse è stato salutare per lo scrittore, ma da lettrice lo sconsiglio vivamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro così, scritto nel '69, con questo linguaggio, farebbe impallidire anche se fosse stato scritto nel 2016.
    A me pare che Roth, in sostanza, abbia voluto argomentare in circa 200 pagine un unico ...continua

    Un libro così, scritto nel '69, con questo linguaggio, farebbe impallidire anche se fosse stato scritto nel 2016.
    A me pare che Roth, in sostanza, abbia voluto argomentare in circa 200 pagine un unico pressante pensiero che dominava nella sua testa, spinto da una pressante necessità di farlo eruttare al di fuori delle meningi:

    "AH VOLETE CHE UN EBREO SIA SEMPRE BRAVINO E COMPASSATO ED EDUCATO EH?? ALLORA GUARDATE COSA VI SCRIVE UN EBREO, E STROZZATEVI IL RESPIRO MENTRE LEGGETE DI CAZZI E DI FICHE!"

    ha scritto il 

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