Las uvas de la ira

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Publisher: Editorial Planeta

4.5
(4607)

Language: Español | Number of Pages: 397 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Italian , German , Swedish , Portuguese , Dutch , Norwegian , Turkish , Czech

Isbn-10: A000186219 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Library Binding , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Social Science

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Book Description
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  • 5

    moderno ed attuale

    non sembra neanche di leggere un libro, ma di vedere un film, un documentario, un' indagine sulla societa', la cronaca di un'epoca di cambiamento. Un cambiamento che non e' nascosto nei libri di stori ...continue

    non sembra neanche di leggere un libro, ma di vedere un film, un documentario, un' indagine sulla societa', la cronaca di un'epoca di cambiamento. Un cambiamento che non e' nascosto nei libri di storia, ma che viviamo quotidianamente. Una feroce condanna della societa' capitalistica, cinica, meccanica e disumana. L'esaltazione della societa' fatta di uomini, capace di superare i limiti del singolo. Il diritto alla dignita', proprio dell'essere umano. La ricchezza ed il valore della prima forma di societa': la famiglia. La modernita' del ruolo della donna, capace di andare al di la' dei codici secolari, pragmatica e rispettata, custode dei legami familiari e fonte della fortezza di tutti.
    Sullo sfondo, un'america arida e spaventata, non pronta al cambiamento. Terrorizzata dal cambiamento e dalla forza dell'ira, causata non dalla fame, ma dall'ingiustizia che cerca di soffocare la dignita'.

    said on 

  • 5

    I frutti amari dell' ira

    Furore è un pezzo di storia americana con i piedi piantati nel passato, ma capace di suscitare nel lettore richiami, riflessioni sul nostro problematico presente. E' questa la peculiarità dei classici ...continue

    Furore è un pezzo di storia americana con i piedi piantati nel passato, ma capace di suscitare nel lettore richiami, riflessioni sul nostro problematico presente. E' questa la peculiarità dei classici che sanno parlare all' Umanità di epoche diverse!
    Il passato è quello che affonda nell' atmosfera pesante della Grande Depressione. Tristi conseguenze maturano per centinaia di migliaia di famiglie di mezzadri! Sdradicati senza pietà come alberi secchi dall' avvento delle "trattrici", nuovo mostro che rompe i legami tra terra e coltivatore, aggravato da altri mostri come le banche, strozzine degli insolventi, e la terribile serie di "dust bowl", gli uomini con al seguito l' intera famiglia non hanno che una sola soluzione: abbandonare la terra, il loro centro gravitazionale: lovoro, pane, tradizioni, valori...
    Comincia per una massa di diseredati un grande esodo, una dolente odissea! Da uomini con una propria dignità diventano migranti, randagi, pronti a tutto per uno straccio di lavoro che, quando riescono ad acciuffarlo, è per pochi centesimi. Prendere o lasciare!
    Con scassati catorci dal Midwest, luogo di amarezza e sconfitta, sciamano sulla famosa Route 66 verso la California.
    "laggiù è tutto diverso... lavoro ce n' è quanto ti pare, e tutto è bello e verde, con delle piccole case bianche cogli aranci intorno"
    Eì il leitmotiv che sprona i componenti della famiglia Joad, che tappa dopo tappa fa superare un mare di avversità, disagi confidando sempre nella possibilità di farcela.
    Avanti disperati, in un viaggio obbligato senza prospettiva di ritorno, finché il respiro lo permette. Tifo per voi. A stento trattengo il pianto per tutti voi, sfruttati e nuovi "schiavi".
    Il sogno tanto accarezzato di un lavoro decente diventa incubo e presto crolla miseramente. Si fa strada il rancore, i volti si abbrutiscono; la gente umiliata si spinge fino a mendicare, rubare, mentire pur di sopravvivere. La reazione è forte tra i locali dell' Ovest che assistono sempre più allarmati all' ondata incessante di disperati; e dal disgusto per persone sporche e sicuramente portatrici di malattie ( vi suona familiare? ), al rigetto, il passo è breve. Montano odio e tanta paura per questi maledetti figli di puttana di Okeis: appellativo che condensa il massimo del disprezzo e fa scattare l' autodifesa.
    Furoreè quindi sinonimo di rabbia disperata, di crescente frustrazione, di indignazione repressa che fa prudere le mani; ma devi tenerle in tasca ben strette, abbassare la testa se non vuoi pregiudicare ancora di più la dura realtà.
    Furoreè fame che attanaglia le viscere, assottiglia i corpi dalle pance spesso vuote, ma irrobustisce la collera dentro.
    Furoreè denuncia forte di una società ingiusta; denuncia di sofferenze affrontate da persone cadute nella ragnatela di un sistema che non capiscono per le sue evidenti contraddizioni.
    Di questo potente e appassionato romanzo, premiato con il Pulitzen ma anche contestato come "rosso" "comunista" "sovversivo", ho solo lambito lo strato superficiale di alcune tematiche che ne hanno decretato il successo conseguenziale anche alla riuscita amalgama della ricca e splendida scrittura; della magica descrizione della natura animata dai caratteristici colori, suoni, odori; dall' indagine psicologica che scava nelle pieghe profonde dell' anima restituendoci non quadri di immaginazione, ma animati personaggi. Steinbeck con un linguaggio "cinematografico" ci fa entrare immediatamente nella vita pulsante di uomini, donne, bambini, non solo quelli della famiglia Joad, protagonista della storia.
    Tutti si materializzano davanti ai nostri occhi nel silenzio dei loro pensieri, nei momenti gravi delle decisioni.
    Poi ci sono personaggi la cui personalità li rende indimenticabili, come Ma' e il figlio Tom Joad.
    Mamma Joad è la figura simbolo di tante donne che si industriano in vari modi per tenere a galla la famiglia nel contesto di assoluta miseria. Ma' è una donna caparbia nel voler mantenere vivi vecchi valori etici di un mondo contadino, famiglia in testa. Madre coraggio, cardine, punto di riferimento si fa speranza e collante; carica sulle sue spalle il fardello di tenere il più possibile unita la famiglia con i silenzi molto loquaci e tanta operosità. Usa la moral suasion degli sguardi e talvolta toni perentori e la minaccia di una spranga. Incita e indirizza i suoi storditi dalle negatività del presente, tanto più pungenti nel nostalgico ricordo dell' altra vita, povera ma decente e dignitosa, quando un pezzo di terra e un tetto sulla testa era tutto. Altro che Eldorado della California!
    Tom è una figura altrettanto emblematica. E' la voce dell' America degli squilibri sociali, delle tensioni, delle inquietudini. La voce dell' america che alita nei cuori una speranza e una promessa di condivisione in cui l' "io" diventerà "noi".

    ...io ci sarò sempre nascosto e dappertutto... dove c' è qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame... dove c' è uno sbirro che picchia qualcuno... sarò negli urli di quelli che si ribellano... e nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta. E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato e vivrà e vivrà nelle case che ha costruito..."

    E nel frattempo qualche perla di solidarietà rompe il buio dell' indifferenza.

    "Sto imparando una cosa importante. La sto imparando ogni momento, tutti i giorni. Quando stai male o magari hai bisogno o sei nei guai... va' dalla povera gente. Soltanto loro ti daranno una mano... soltanto loro"

    Questo è anche Furore: una voce di flebile ottimismo, soprattutto se penso all' eloquente immagine finale.
    Nonostante tutto una apertura di credito alla vita!

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  • 5

    "The Grapes of Wrath" di Steinbeck, romanzo denuncia che narra l'epopea di una famiglia di contadini dall'Oklahoma alla California tra fame, miseria, sfruttamento.

    Un pugno nello stomaco, violento e n ...continue

    "The Grapes of Wrath" di Steinbeck, romanzo denuncia che narra l'epopea di una famiglia di contadini dall'Oklahoma alla California tra fame, miseria, sfruttamento.

    Un pugno nello stomaco, violento e netto. Capitoli "corali" in cui si descrive con taglio cinematografico le condizioni dei lavoratori e della società si alternano al racconto dell'odissea della famiglia Joad, raminga su di un vecchio furgone scassato ad inseguire il sogno di una vita migliore sulla Route 66.

    Pubblicato in Italia coraggiosamente da Bompiani nel 1940 con una traduzione poco fedele, con molti di tagli ed un titolo più bello dell'originale (Furore).
    Cosigliatissima la nuova traduzione di Sergio Caludio Perroni, filologicamente più attenta e fedele.

    Capolavoro imprescindibile.

    said on 

  • 5

    Capolavoro epico!

    Quando leggi un simile capolavoro rimani con poche parole efficaci a commentare un libro così bello. E' un libro che dopo che lo hai letto prendi coscienza che il tuo modo di pensare è cambiato, che i ...continue

    Quando leggi un simile capolavoro rimani con poche parole efficaci a commentare un libro così bello. E' un libro che dopo che lo hai letto prendi coscienza che il tuo modo di pensare è cambiato, che il tuo modo di vedere le cose è cambiato, le tue convinzioni sono cambiate. La storia racconta il viaggio di una famiglia che non si dispera, ma che unita affronta il lungo viaggio verso la California, e quando arriva è disposta a tutto per provare a vivere in maniera dignitosa e onesta. Il racconto si svolge ai tempi della grande depressione, quindi ai primi anni '30. E nonostante il tempo passato rispetto a quando è stato scritto trovo che le immagini descritte e i giudizi espressi siano tuttora di evidente attualità.

    Comunque ritengo che per scrivere una recensione adeguata a un simile capolavoro siano molto più adatte le parole scritte da una mia amica anobiiana e che qui riporto integralmente: -Intanto dico che è un romanzo straordinario destinato a diventare un classico perché riunisce in sé gli elementi che ne sono prerogativa: una storia universale, senza tempo, che ci parla attraverso frammenti di storie individuali. La scrittura di Steinbeck è una scrittura potente con una capacità di librarsi sempre ad altezze da uccello rapace, dosando i diversi registri richiesti passo passo dal momento narrativo delle vicende: usa una sintassi elementare povera di vocaboli, priva di congiuntivi per riprodurre i discorsi dei poveri emigranti, il suo linguaggio diventa denso di immagini allorchè si presta a descrivere la natura e taluni oggetti del vivere quotidiano cui riesce a dare una loro vita, animandoli (un esempio su tutti in uno dei capitoli iniziali le pagine dedicate al trattore, mostro ruggente e metallico che va a sostituirsi alle braccia fatte di sangue, muscoli e sudore dei contadini) la sua prosa si trasforma poi in arringa precisa e tagliente atta a denunciare gli squilibri sociali di un’economia agricola in profonda trasformazione e contraddizione. Capacità proprie di uno scrittore che sa plasmare e dominare in maniera eccellente la materia narrativa che fuoriesce dalla sua penna. Questi gli elementi oggettivi, poi c’è la drammaticità della vicenda che attinge alla storia, una epopea da ciclo dei vinti americani, l’altra faccia dell’America contraltare dell’America del Jazz, dei vari Fitzgerald Hemingway nel loro aspetto più lascivo e godereccio. Non da ultimo un accenno doveroso ai personaggi sui quali, nella mia classifica personale, troneggia la madre Ma’ alla cui efficace autorevolezza il capofamiglia Pa’ si è arreso come un cagnetto con il cappottino, donna dalla dolcezza e fermezza granitiche che tiene salde le redini della famiglia, nonostante le avversità che si susseguono senza soluzione di continuità, e Tom, il figlio maggiore, che incarna l’uomo che mal domina le sue impetuosità caratteriali quando trattasi di difendere un ideale di giustizia umana, che si trasforma, sul finire del romanzo, in una entità spirituale che ci sarà sempre in tutti posti…dappertutto: dove ci sarà qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame, dove ci sarà uno sbirro che picchia qualcuno, negli urli dei ribelli, nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta…lui sarà lì, sempre. Riguardo la pagina finale…,chi lo legge può comprendere, una scena così toccante, apparentemente irriverente, ma così pregna di solidarietà umana è più unica che rara. (recensione scritta da Evi* a cui esprimo il mio grazie per le sue bellissime ed efficaci parole)

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  • 5

    Tutto quello che c'è da dire l'hanno detto in molti prima di me. Rimane il fatto che è spaventosamente attuale. Uccide la visione annacquata del dolore e scopre nervi e carne viva. Poi non guardi più ...continue

    Tutto quello che c'è da dire l'hanno detto in molti prima di me. Rimane il fatto che è spaventosamente attuale. Uccide la visione annacquata del dolore e scopre nervi e carne viva. Poi non guardi più il mondo allo stesso modo.

    said on 

  • 0

    Un complesso di sentimenti,individuali e generali,sociali e di classe:l'avidità dei ricchi proprietari terrieri e lo sfruttamento dei bisognosi; la generosità e la solidarietà tra egualmente poveri ch ...continue

    Un complesso di sentimenti,individuali e generali,sociali e di classe:l'avidità dei ricchi proprietari terrieri e lo sfruttamento dei bisognosi; la generosità e la solidarietà tra egualmente poveri che arriva alla privazione personale;l'angoscia delle proprie colpe;l'attaccamento alla propria terra e ai ricordi dei tempi perduti; la volontà e la deteminazione di avere un proprio domani;la forza ed il coraggio di una donna che guida,più del marito,la propria famiglia nell'ignoto del domani; il formarsi,individuale e collettivo di una coscienza dei propri diiritti. E la pagina finale di straordinaria bellezza nella quale la matenità perduta col bambino nato morto, viene in un certo modo compensata dal piacere di (ri)dare vita in un altro modo...

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  • 4

    Una storia, già vista, di ieri, oggi e domani, di profughi, migranti, esodati, in qualsiasi parte del mondo, ma la storia è sempre la stessa. Romanzo avvincente, fa da sfondo la mitica route 66 e il d ...continue

    Una storia, già vista, di ieri, oggi e domani, di profughi, migranti, esodati, in qualsiasi parte del mondo, ma la storia è sempre la stessa. Romanzo avvincente, fa da sfondo la mitica route 66 e il dust bowl. Un mese dopo aver letto il libro sono partita per percorrere la mother road e ho rivisto la famiglia Joad sulla striscia di cemento, alle pompe di benzina, nel deserto e finalmente nella maledetta California...

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  • 5

    Straordinario! Ho letto questo libro in viaggio e credo che renda la lettura più intensa. Un ritmo incalzante, pagina dopo pagina non ti molla! Una scrittura strepitosa e personaggi magnifici a cui af ...continue

    Straordinario! Ho letto questo libro in viaggio e credo che renda la lettura più intensa. Un ritmo incalzante, pagina dopo pagina non ti molla! Una scrittura strepitosa e personaggi magnifici a cui affezionarsi e per cui piangere

    said on 

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