Le Théorème du perroquet

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Editeur: Seuil

3.5
(2191)

Language: Français | Number of pages: 654 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Catalan , Spanish , Italian , Dutch , Greek , German , Portuguese

Isbn-10: 2020427850 | Isbn-13: 9782020427852 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 2

    Ottima idea, scarsa sostanza...

    Questo libro ha suscitato in me pareri contrastanti. Ho apprezzato molto l'idea di utilizzare un contesto misterioso, per narrare i momenti salienti della storia della matematica, ha senz'altro reso l ...continuer

    Questo libro ha suscitato in me pareri contrastanti. Ho apprezzato molto l'idea di utilizzare un contesto misterioso, per narrare i momenti salienti della storia della matematica, ha senz'altro reso la lettura più piacevole. Libri di storia della matematica ce ne sono tanti, ma nessuno è poi così leggero. Ciò che mi ha lasciato l'amaro in bocca è stato proprio il fatto di non sfruttare a pieno questa idea. La storia di fondo è scialba, un po' forzata direi, a mio parere poteva essere sviluppata meglio. Alla fine del romanzo il lettore si ritrova arricchito perché ha ampliato la sua cultura matematica, ma non sarà di certo invogliato a leggerlo una seconda volta.

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  • 2

    La bella storia della matematica non basta

    Usare la trama di un giallo come pretesto per ripercorrere tutta la storia della matematica dall'antichità fino (quasi) ai giorni nostri: l'idea potrebbe anche essere buona, ma né gli espedienti narra ...continuer

    Usare la trama di un giallo come pretesto per ripercorrere tutta la storia della matematica dall'antichità fino (quasi) ai giorni nostri: l'idea potrebbe anche essere buona, ma né gli espedienti narrativi (non sufficientemente avvincenti) né lo stile risultano all'altezza del compito. Che sarebbe poi quello di supportare il racconto di una Storia nella storia.
    Così la passione (per la matematica ed i suoi studiosi di tutti i tempi) che l'autore cerca di trasmettere non può che rimanere sullo sfondo, se ne percepisce la presenza, ma non si riesce ad entrare in sintonia, nonostante alcune pagine (della Storia della Matematica, non del romanzo) siano indubbiamente dense di fascino.
    La lettura si trascina a fatica per gran parte del libro, sospinta a tratti (troppo pochi) da momenti più interessanti.

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  • 5

    O lo ami, o lo odi. Io l’ho amato.
    Ma è stato un innamoramento lento, graduale, avvenuto pagina dopo pagina, iniziato quando ho smesso di voler capire tutto quello che c’era scritto lasciando invece c ...continuer

    O lo ami, o lo odi. Io l’ho amato.
    Ma è stato un innamoramento lento, graduale, avvenuto pagina dopo pagina, iniziato quando ho smesso di voler capire tutto quello che c’era scritto lasciando invece che formule, congetture, teoremi, miti e storia, mi avvolgessero e mi portassero oltre.
    Ammetto che da sempre nutro una certa predilezione per la matematica, ma non esclusivamente per i numeri in sé, ma per la vastità di pensiero che essi rappresentano e offrono. E forse questo mi ha aiutata.
    Sono sempre stata convinta che la matematica racchiudesse in sé altre arti, prime fra tutte la filosofia, ma anche l’ingegno, la passione, il disegno, la musica ed ora mi rendo conto che la sua grande forza e progresso sta nella condivisione.
    Questo è un romanzo complesso che ripercorre la storia della matematica e della sua evoluzione nel corso dei secoli tenendo come traccia un giallo che potrà essere risolto dai protagonisti solo immergendosi nel mondo delle dimostrazioni così ovvie , ma alle volte così incomprensibili.
    Non credo però che l’intento dell’autore fosse quello di scrivere un trattato sulla matematica, né quello di incuriosire il lettore con una debole storia di fondo a tratti anche inverosimile.
    Credo invece che l’obiettivo fosse quello di invogliare e spronare o semplicemente ricordare ai lettori di non soffermarsi di fronte ad un problema, ma di imparare a guardarlo da tutte le angolazioni e prospettive, possibili e impossibili, razionali e irrazionali, così come hanno fatto nella storia gli illustri personaggi narrati in questo libro e, di fronte ad una sconfitta, reagire con lo spirito di questa frase che non è una citazione di un famoso matematico né quella di uno stimato filosofo, ma solo frutto del pensiero dell’autore che, ad un certo punto, dice: “… ogni dimostrazione di impossibilità libera l’avvenire …”.

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  • 2

    Una sorta di Pennac in salsa divulgativo/scientifica. Idea non disprezzabile, risultato mediocre. Il predominio dell' alternanza narrazione/divulgazione detta il ritmo della scrittura. Così non va. ...continuer

    Una sorta di Pennac in salsa divulgativo/scientifica. Idea non disprezzabile, risultato mediocre. Il predominio dell' alternanza narrazione/divulgazione detta il ritmo della scrittura. Così non va.

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  • 0

    Quando arrivi in fondo all'ultima pagina di un libro iniziato più di un anno prima, senza aver saltato neanche una riga, significa che... ti piaceva... solo non ti prendeva così tanto... da non riusci ...continuer

    Quando arrivi in fondo all'ultima pagina di un libro iniziato più di un anno prima, senza aver saltato neanche una riga, significa che... ti piaceva... solo non ti prendeva così tanto... da non riuscire a chiuderlo senza soffrire... come succede, a volte.

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  • 5

    Consigliato ma...

    Ho pensato parecchio a cosa scrivere su questo romanzo che a me è piaciuto tantissimo, ma che ha i suoi difetti.
    Il primo consiglio è di non leggerlo perchè è un giallo, ma come un super ripasso di ma ...continuer

    Ho pensato parecchio a cosa scrivere su questo romanzo che a me è piaciuto tantissimo, ma che ha i suoi difetti.
    Il primo consiglio è di non leggerlo perchè è un giallo, ma come un super ripasso di matematica (infarcito di aneddoti e di stralci di biografie, ovviamente matematiche), in cui c'è un mistero nello sfondo che dovrebbe fare da motore alla curiosità matematica (e qui direi che c'è un inghippo: chi si studierebbe 2.000 anni di matematica per un omicidio???)
    Il secondo consiglio è di avere una conoscenza, anche scolastica, della matematica fino a derivate, integrali e logaritmi, dato che questo libro non li spiega, ma li menziona: un conto è se quei concetti, seppur reconditi, si sono già assimilati, diversamente non si possono capire, a mio avviso. (io ho usufruito del mio diploma di ragioniere programmatore, quindi nulla di stratosferico...)
    Il terzo consiglio è di prenderlo con calma, sono concetti che si devono depositare, che meritano di essere assimilati e non ingurgitati.
    Detto questo io lo consiglio vivamente visto che appena finito di leggere mi è dispiaciuto molto dover dire addio a quei personaggi e a quegli aneddoti!

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  • 2

    Storia della matematica rosa confetto

    Peccato, perché quando si sforza Guedj riesce anche a scrivere con un buon risultato: basti vedere la parte dedicata ai matematici arabi. Se avesse dedicato un capitolo a ogni fase del pensiero matema ...continuer

    Peccato, perché quando si sforza Guedj riesce anche a scrivere con un buon risultato: basti vedere la parte dedicata ai matematici arabi. Se avesse dedicato un capitolo a ogni fase del pensiero matematico con lo stesso afflato narrativo sarebbe stata una lettura più interessante... Ma così non è.

    Come McGuffin per redigere una storia della matematica, Guedj introduce un giallo insignificante, una trama insulsa che non coinvolge il lettore, ma che in compenso diventa questione di vita e di morte per una fiera di personaggi assurdi (adolescenti che fanno matematica fino a tarda notte? Pappagalli con svariati gigabyte di memoria?); fin dall'inizio la parte preponderante non è però quella narrativa, semmai una versione (parzialmente) predigerita di un qualunque manuale di storia della matematica (e per tanto così mi rileggevo Kline o Boyer), che non potendo calarsi in tecnicismi diventa via via più evanescente fino a far riemergere la trama... Peccato che questo accada ormai dopo la pagina 450, ci siamo già dimenticati quale fosse il motore della vicenda, siamo stufi della saccenza dei personaggi e dell'assurdità di quello che stiamo leggendo. Per citare altre recensioni che precedono la mia... decisamente stucchevole.
    Insomma, 2 stelle per christiana charitas

    dit le 

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