Le affinità elettive

I grandi romanzi, 4

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca dell'Espresso)

3.9
(6417)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 284 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Mario Santagostini ; Prefazione: Enrico De Angelis

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Edoardo e Carlotta, Ottilia e il Capitano: quattro personaggi, un'irresistibile attrazione, un'indimenticabile storia d'amore e di morte, uno dei grandi capolavori di Goethe. Una vicenda immortale, che parla al cuore dei lettori di ogni tempo e di ogni paese. La tragedia dell'amore e della mancanza di autentico dialogo.
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  • 3

    Può uno scoglio arginare il mare?

    Romanzo che alterna fasi molto interessanti scorrevoli e piacevoli a fasi estremamente noiose e faticose ma tutto sommato bello e da leggere.
    E' sopratutto una riflessione sul potere dell'amore su cos ...continua

    Romanzo che alterna fasi molto interessanti scorrevoli e piacevoli a fasi estremamente noiose e faticose ma tutto sommato bello e da leggere.
    E' sopratutto una riflessione sul potere dell'amore su cosa mantiene accesa la fiamma e sulla importanza, la forza o meno di un legame e un giuramento eterno, se può essere questo motivo per attenuare i sentimenti e smettere di cercare affinità o amore in altre persone.
    Per quel che mi riguarda non esiste una chiave o un rubinetto per chiudere e tenere a bada i propri sentimenti perché essi trovano sempre il modo per uscire, solo con la costrizione il rispetto il raziocinio puoi ovviare alla sua esplosione... ma a quale prezzo?

    ha scritto il 

  • 2

    ... ho appena finito di leggere questo capolavoro: che rottura!! forse a 20 anni il mio giudizio sarebbe stato diverso, ma adesso trovo davvero noiose e prive di consistenza tutte le descrizioni detta ...continua

    ... ho appena finito di leggere questo capolavoro: che rottura!! forse a 20 anni il mio giudizio sarebbe stato diverso, ma adesso trovo davvero noiose e prive di consistenza tutte le descrizioni dettagliate degli stati interiori dei protagonisti. Sono riuscito a finirlo "per tigna" e perché sono in vacanza. In un'altra occasione lo avrei probabilmente abbandonato.
    Il punto fondamentale della mia critica non è solamente sulla feticista osservazione e descrizione dei sentimenti dei protagonisti. Questo potrebbe essere plausibile e anzi appassionante (libro romantico... c'è da aspettarselo) . E Goethe in questo è davvero un maestro (non a caso qualcuno nei suoi commenti ha scritto che questo è un libro di aforismi).
    No, l'elemento che più di tutti contribuisce a far sentire questo racconto lontano da me e dal mio sentire è che i protagonisti appartengono ad un certo sociale lontanissimo dalla realtà (quasi nobili). E passano la vita a trovare occupazioni che gli permettano di riempire il tempo (progettazione e realizzazione di giardini, sentieri, case...).
    Ma che vita è?
    Insomma, sarà l'età che avanza, sarà che trovo il romanticismo troppo denso, sarà che la vita dei protagonisti è lontana dalla mia (.. ma dai, andate a lavorare...) che mi fanno concludere che le affinità elettive, pur restando un classico e soprattutto un libro che mi ha lasciato qualcosa, è noioso, faticoso da leggere, con una storia che in definitiva è troppo assurda per essere vera (specialmente sul finale).

    ha scritto il 

  • 5

    Ho amato questo libro. Non so perché sono passati tanti anni ma ricordo di averlo vissuto come una "passaporta", tra la genuinità dell'infanzia e la realtà possibilista dell'età adulta. L'attrazione d ...continua

    Ho amato questo libro. Non so perché sono passati tanti anni ma ricordo di averlo vissuto come una "passaporta", tra la genuinità dell'infanzia e la realtà possibilista dell'età adulta. L'attrazione di elementi che porta al di là delle cose. La vera - perché spontanea - affinità tra persone gestita o con la ragione o con il trasporto. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    non proprio un romanzo..

    L'impianto narrativo in alcuni momenti è abbastanza traballante, specialmente nella parte finale, d'altronde il genere romanzo trova la sua forma più compiuta, quella che ci è familiare, solo nel pie ...continua

    L'impianto narrativo in alcuni momenti è abbastanza traballante, specialmente nella parte finale, d'altronde il genere romanzo trova la sua forma più compiuta, quella che ci è familiare, solo nel pieno XIX secolo. Goethe è nato nel Settecento. Le affinità elettive è tante altre cose, però. E' un saggio sull'amore, è una raccolta di aforismi, è la documentazione di un esperimento in cui entrano in gioco elementi e campi di forze, è poesia e rappresentazione perfetta di condizioni emotive.
    Ottilia, la figura pù romantica (... già romantica ), è una sorta di specchio in cui Edoardo si riflette. E'un amore che forse si potrebbe definire narcisistico e che non trova sviluppo se non su un piano estremo.

    ha scritto il 

  • 0

    Un'affinità chimica e sentimentale

    Quando ho cominciato a leggerlo, avevo preso sotto gamba il nesso con il procedimento chimico che dà titolo al testo, poi proseguendo nella lettura ho saputo distinguere i personaggi annettendoli agli ...continua

    Quando ho cominciato a leggerlo, avevo preso sotto gamba il nesso con il procedimento chimico che dà titolo al testo, poi proseguendo nella lettura ho saputo distinguere i personaggi annettendoli agli elementi chimici. Che dire, mi è piaciuto molto lo stile e le vicende sebbene non nascondo che a tratti l'ho trovato stoppaccioso forse per l'impossibilità di immedesimazione, Lo straconsiglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Affinità indigeribili

    Solitamente adoro leggere romanzi con termini ricercati e voli pindarici stilistici, ma questa volta mi arrendo di fronte alle parole ampollose che usa Goethe. Sarà stata la traduzione, sarà stato il ...continua

    Solitamente adoro leggere romanzi con termini ricercati e voli pindarici stilistici, ma questa volta mi arrendo di fronte alle parole ampollose che usa Goethe. Sarà stata la traduzione, sarà stato il periodo in cui l'ho letto o la predisposizione d'animo, non lo so...ma devo ammettere che è stato davvero un tour de force terminarlo. Per non parlare della trama: scambi di coppie ed ambiguità à gogò. Qual è il senso di tutto ciò? Sono io poco sofisticata per comprendere le relazioni amorose degli umani? Sarà che questa sera mi sento di dare giudizi al vetriolo? La prossima volta che mi ricapiterà tra le mani un libro simile, mi andrò a fare una passeggiata.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon romanzo sentimentale, non un capolavoro

    Francamente, ho apprezzato più la prima parte; il che non va a favore del libro, visto che "succede tutto" nella seconda. Quest'ultima, tuttavia, risulta per diversi tratti pomposa; i brani tratti dal ...continua

    Francamente, ho apprezzato più la prima parte; il che non va a favore del libro, visto che "succede tutto" nella seconda. Quest'ultima, tuttavia, risulta per diversi tratti pomposa; i brani tratti dal diario di Ottilie, poi, sono di un'insulsaggine apoftegmica alquanto marcata.
    Azzeccata l'idea di accostare le affinità tra elementi chimici a quelle tra esseri umani; peccato che il tema sia solo accennato nella prima parte e poco approfondito nel prosieguo, con la conseguenza che ne esce un romanzo sentimentale sicuramente ben scritto ma, forse, non poi così speciale.

    ha scritto il 

  • 3

    troppo pesante!

    Libro decisamente impegnativo, letto in un periodo non molto sereno che certamente non ha contribuito molto, ho fatto molta fatica a finirlo, mi distraevo molto facilmente, in molte occasioni, dovevo ...continua

    Libro decisamente impegnativo, letto in un periodo non molto sereno che certamente non ha contribuito molto, ho fatto molta fatica a finirlo, mi distraevo molto facilmente, in molte occasioni, dovevo rileggere la stessa frase per capire cosa volesse dire, Goethe caro mio non fai per me! troppe riflessioni, troppe teorie decantate che sembrano non avere mai una fine!
    sarà un capolavoro della letteratura conteneti parole di altri tempi che nessun'altro potrebbe mai proferire, la storia sarà anche bella, ma se si fa fatica a leggere ti passa la voglia di leggere, l'ho trovato davvero pesante, le sue teorie e riflessioni non hanno catturato il mio interesse, anzi mi annoiavano, mi avrebbe entusiasmato di più se avesse parlato di guerra davvero!

    ha scritto il 

  • 4

    Solo a un tedesco poteva venire in mente di applicare la chimica ai sentimenti umani in un romanzo che ha lo stesso titolo di un trattato scientifico riuscendo nel contempo così bene nel suo intento d ...continua

    Solo a un tedesco poteva venire in mente di applicare la chimica ai sentimenti umani in un romanzo che ha lo stesso titolo di un trattato scientifico riuscendo nel contempo così bene nel suo intento da farne un pilastro della letteratura di ogni tempo: Goethe credeva talmente tanto nel progetto da sciverne l’ossatura e la prima parte di getto per poi tornarvi sopra limando e integrando fino a dare all’opera la sua forma definitiva. Il libro è figlio dell’età matura del suo autore, lontano dagli ardori, ma anche dalla feroce critica sociale del Werther: quest’ulltima non manca, ma è più sottotraccia nella descrizione di un piccolo notabilato di provincia che non ha nulla di meglio da fare che contemplarsi l’ombelico. L’attenzione è comunque tutta dedicata ai personaggi e alle relazioni che vanno sviluppandosi fra gli stessi: Edoardo e Carlotta si sono rincorsi per anni e l’unione infine raggiunta in piena maturità pare il coronamento delle loro esistenze, ma la convivenza nella residenza di campagna con un amico di lui, il capitano in seguito promosso maggiore, e la nipote di lei Ottilia spariglia le carte. Edoardo si innamora ricambiato della ragazza, mentre un’attrazione più discreta è quella che nasce tra la moglie, meno irruenta del consorte, e l’ospite tanto versato in quei campi di cui lei si occupa in maniera dilettantesca, come la sistemazione della vasta tenuta circostante: una mutazione di legami analoga alla teoria scientifica spiegata dal padrone di casa in uno dei primi capitoli. Quando la situazione si fa insostenibile, Edoardo decide di partire: ha inizio da qui una seconda parte non altrettanto compatta, con il lungo episodio della fastidiosa rampolla di primo letto di Carlotta e le assai più efficaci pagine dedicate al giovane architetto innamorato, in segreto e senza speranza, di Ottilia. Il raccordo è nel piccolo Ottone, nato da una notte d’amore fra i coniugi entrambi con l’immaginazione altrove, che farà da catalizzatore alla tragedia finale che scoppia nel momento in cui Edoardo stabilisce di tornare: un’accelerazione di gusto romantico che porta i due innamorati a essere finalmente vicini nella cappella fatta decorare con cura da Carlotta mentre ai vivi non resta altro che la solitudine. Ispirato parzialmente dalla passione dello scrittore per la figlia poco più che adolescente di un conoscente, il romanzo è un’opera stratificata che sa unire il racconto delle passioni umane con un’osservazione fredda come quella del ricercatore scientifico e una sovente sarcastica tipica di chi indaga una società che non ama: il primo sa toccare le corde della commozione (laddove non esagera come nei capitoli conclusivi) venendo poi temperato dai momenti più riflessivi che Goethe esprime in proprio o, più avanti, affida al diario di Ottilia. Come anticipato, avvicinandosi la fine il tono muta stridendo con il resto del volume quando al bell’epilogo si poteva arrivare per vie che non richiedessero eccessive forzature, ma non ne viene intaccata la qualità di un libro che necessita di più letture per essere apprezzato in tutte le sue sfumature.

    ha scritto il 

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