Le benevole

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1342)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 943 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Inglese , Svedese , Portoghese , Finlandese , Ceco , Olandese

Isbn-10: A000036385 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Margherita Botto

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 5

    Non è uno di quei libri che abbisognano di molte spiegazioni. La trama è abbastanza nota ai comuni lettori. Aggiungo che scrivere un testo così era complicato. Lo era perché si trattava di mettersi d ...continua

    Non è uno di quei libri che abbisognano di molte spiegazioni. La trama è abbastanza nota ai comuni lettori. Aggiungo che scrivere un testo così era complicato. Lo era perché si trattava di mettersi dalla parte dei carnefici o non da quello delle vittime che è, diciamolo, il minimo sindacale in tempi di political correct. Detto questo non è un testo facile da affrontare e non penso alle quasi 1000 pagine che lo caratterizzano. Ma posso assicurare che le discussioni apparentemente capziose sono in realtà funzionali alla trama. Littel non soffre della malattia di Umberto Eco che amava perdersi nelle descrizioni in mezzo ad alcuni suoi romanzi rendendo la lettura pesante e francamente discutibile. La materia storica è sciolta nel romanzo e il risultato è esteticamente pregevole. Mi ha dato la sensazione del "De Bello Gallico" in cui non era possibile asportare una parte senza perdere qualcosa di essenziale.
    L'autore ha voluto creare un affresco in cui tutta la Germania della Seconda Guerra Mondiale comparisse, in cui era possibile guardare dall'interno i meccanismi mentali che favorirono lo sterminio degli ebrei, degli zingari, ecc... Se questo era uno degli scopi dell'autore, certamente c'è riuscito. Ma ne aveva un altro; evitare che l'identificazione tra il protagonista e il lettore superasse una cera soglia, ed è li che il suo lavoro è stato più difficile. Se vi ha dedicato tante pagine (penso alla sezione "Aria") il motivo è piuttosto semplice. L'autore sapeva i rischi di un simile progetto; l'identificazione doveva essere stoppata, fermarsi ad una soglia. Il suo protagonista, nell'ultima pagina rivela qualcosa del suo istinto freddo e omicida che francamente fa traballare anche il presunto assassinio della madre e cioè l'eliminazione del suo amico Thomas che pure lo aveva salvato in innumerevoli occasioni.
    Vorrei solo aggiungere che in un romanzo crudo e senza fronzoli, Littel ha saputo fermarsi al punto giusto per evitare la pornografia dell'orrido. C'è un piccolo episodio che merita essere citato per intero. Il protagonista si trova ad Auschwitz ed osserva il figlio di Hoss. Ad un certo punto la loro attenzione è rapita dal un gruppo di formiche che si dirige verso i forni crematori. Il bambino non può andarci e così Aue si incarica di capire la loro destinazione; raggiunge questo luoghi di morte e vede delle guardie che sorridono, quindi si allontana. Null'altro. Littel, con ritrosia, si ferma prima e fa bene.
    Questa è la perfetta metafora di un testo che sta in bilico, con il rischio continuo di cadere o nel patetico o nel gusto dell'orrore eppure si mantiene nella linea.
    Anche la biografia di Littel lo ha aiutato; ebreo di origine (e quindi autorizzato) è un americano che scrive in francese. Estraneo abbastanza (l'America è lontana) ma vicino quanto basta (conosce e usa il francese) per avere un punto di vista non distorto.
    Aggiungo solamente che è un libro da leggere. Assolutamente.

    ha scritto il 

  • 5

    A me Maximilian Aue con tutti i suoi problemi e tutte le sue stranezze, manca. Queste quasi 1000 pagine mi hanno messa a disagio, mi hanno messa dalla parte del torto, mi hanno fatto vedere lo schifo ...continua

    A me Maximilian Aue con tutti i suoi problemi e tutte le sue stranezze, manca. Queste quasi 1000 pagine mi hanno messa a disagio, mi hanno messa dalla parte del torto, mi hanno fatto vedere lo schifo umano con gli occhi di chi l'ha compiuto. Eppure ora che è finito, mi sento sola.

    ha scritto il 

  • 5

    Forte. Violento. Irrinunciabile.
    La violenza non è solo quella inevitabilmente connessa al tema della seconda guerra mondiale: uccisioni al fronte, stupri su vasta scala, torture, lo sterminio nei cam ...continua

    Forte. Violento. Irrinunciabile.
    La violenza non è solo quella inevitabilmente connessa al tema della seconda guerra mondiale: uccisioni al fronte, stupri su vasta scala, torture, lo sterminio nei campi di concentramento. Oltre a questa, direi che un' altra sfumatura del termine è quella della violenza con cui il significato e le sensazioni del romanzo penetrano all' interno del lettore, in maniera anche preopotente, invasiva. E' impossibile non esserne colpiti nel nostro lato più profondo - la cosiddetta umanità - e viene da chiedersi più e più volte dove sia finita, non solo nel protagonista del romanzo, ma in noi per primi. Un grande pregio del libro è infatti quello di riuscire a elevare la dimensione personale di un ufficiale nazista e omosessuale delle SS- e il lettore potrà dire: "Cosa c'è di più lontano da me?" - a quella nostra, personale, così apparentemente intoccabile e superiore a quelle che possiamo tranquillamente definire le peggiori bassezze dell' animo umano.
    E' senz' altro un libro difficile, lungo, denso di storia e date. Per apprezzarlo a pieno è consigliabile avere una minima base di tedesco e una solida conoscenza della storia di quegli anni, io sfortunatamente non posso vantare nè l' una nè l'altra, ma si può sempre rimediare con un po' di impegno.
    E' un libro che consiglio veramente a tutti, sarebbe da farne una lettura scolastica obbligatoria per i ragazzi più grandi.

    ha scritto il 

  • 5

    Commento in lettura: ho raggiunto pagina 500 senza annoiarmi nemmeno un secondo. Poi ho letto certi commenti qui su Anobii "prolisso" "troppo lungo" "eccessivamente dettagliato". Spiegatemi, per favor ...continua

    Commento in lettura: ho raggiunto pagina 500 senza annoiarmi nemmeno un secondo. Poi ho letto certi commenti qui su Anobii "prolisso" "troppo lungo" "eccessivamente dettagliato". Spiegatemi, per favore, quando prendete in mano un libro da 1000 pagine cosa vi aspettate?
    Quanto mi fate incazzare.

    ha scritto il 

  • 2

    Troppo

    Troppa roba. Troppe descrizioni, troppi dettagli, troppi nomi, troppi termini tecnici, troppa attenzione alle gerarchia militare e ai dettagli... Ne risultano pagine pesantissime, in cui la tragedia h ...continua

    Troppa roba. Troppe descrizioni, troppi dettagli, troppi nomi, troppi termini tecnici, troppa attenzione alle gerarchia militare e ai dettagli... Ne risultano pagine pesantissime, in cui la tragedia ha quasi un aspetto secondario. E' chiaro che l'intenzione sia anche quello, far capire come la burocrazia e l'organizzazione cercassero di spersonalizzare le vittime... Ma è troppo e dopo 120 pagine ho abbandonato. Anche perché non riuscivo ad inquadrare i personaggi, e vedevo solo una sequenza di luoghi e "scenette" brevi, che non mi parevano costruire una trama.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura pesante sotto tutti i punti di vista. Nonostante ciò il libro rimane un capolavoro... A volte ho trovato le descrizioni decisamente prolisse, sarà anche perché non conosco il tedesco ed ho fat ...continua

    Lettura pesante sotto tutti i punti di vista. Nonostante ciò il libro rimane un capolavoro... A volte ho trovato le descrizioni decisamente prolisse, sarà anche perché non conosco il tedesco ed ho fatto fatica a ricordare nomi e gradi. Leggevo e piangevo...Terribile...

    ha scritto il 

  • 0

    "Fratelli umani..

    ..lasciate che vi racconti com'è andata".
    Un'istologia dell'assurdo, il racconto di un mondo fisico e morale che lascia la parola ai carnefici autori dello sterminio degli Ebrei d'Europa. A questa tra ...continua

    ..lasciate che vi racconti com'è andata".
    Un'istologia dell'assurdo, il racconto di un mondo fisico e morale che lascia la parola ai carnefici autori dello sterminio degli Ebrei d'Europa. A questa tragedia si aggiungono quella dello scontro tra le singole azioni e il mondo che le ignora e quella dello scontro tra le singole vite e il potere che le innalza, le reifica.

    ha scritto il 

  • 4

    Immenso

    Immenso. Sì in tutti i sensi. Solo per la mole del libro (quasi mille pagine), va riconosciuto all'autore tutti i meriti che di solito vanno ai grandi autori. Poi la storia cruda, drammatica e pervers ...continua

    Immenso. Sì in tutti i sensi. Solo per la mole del libro (quasi mille pagine), va riconosciuto all'autore tutti i meriti che di solito vanno ai grandi autori. Poi la storia cruda, drammatica e perversa rende il libro piuttosto scorrevole. Certo una storia che sembra finzione, anzi lo è, ma che purtroppo non è troppo lontana dalla realtà. Non per tutti, solo per stomaci forti.

    ha scritto il 

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