Le cascate

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar narrativa ; 1942)

4.0
(420)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 510 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Svedese , Spagnolo

Isbn-10: 8804566124 | Isbn-13: 9788804566120 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Annamaria Biavasco , Valentina Guani

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Un uomo in viaggio di nozze alle cascate del Niagara si getta tra i flutti; mentre attende che venga ritrovato il cadavere dello sposo, Ariah, la giovane vedova, conosce il fascinoso Dirk Burnaby, scapolo impenitente oltre che uno degli uomini più in vista della comunità locale. Dirk, inaspettatamente affascinato dallo sguardo strano e quasi spiritato di questa donna così normale e al contempo inusuale, se ne innamora. Quel che segue potrebbe essere un'esistenza perfetta: una storia d'amore appassionata, il matrimonio, i figli. Ma l'ombra della tragedia cbe ha unito Ariah e Dirk incombe su di loro e finisce per distruggere l'idillio sotto i colpi dell'avidità,dell'incomprensione e persino di un omicidio. Sullo sfondo mitico e storico delle cascate del Niagara, Joyce Carol Oates dà vita a una poderosa saga familiare, una storia di tragedia, amore, morte e redenzione che esplora, con la crisi di una famiglia, quella di tutta l'America.
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  • 4

    «Aveva sposato un uomo che non amava e che non poteva amare. Peggio ancora, aveva sposato un uomo sapendo che lui non avrebbe mai potuto amarla».

    Questo romanzo narra di una saga familiare tra gli anni ’50 e la fine degli anni ’70 in un luogo molto suggestivo: Niagara Falls, le cascate del Niagara.
    Il luogo sicuramente molto vicino alla storia ...continua

    Questo romanzo narra di una saga familiare tra gli anni ’50 e la fine degli anni ’70 in un luogo molto suggestivo: Niagara Falls, le cascate del Niagara.
    Il luogo sicuramente molto vicino alla storia e al vissuto della scrittrice, è un luogo magico, potente, simbolico, dove migliaia di coppie trascorrono la loro luna di miele, ma è anche tristemente ricordato per il motivo opposto: luogo ad altissimo tasso di suicidio, dove l’amor proprio finisce, si azzera.

    E’ proprio con un matrimonio ed un suicidio che il romanzo si apre. Il matrimonio tra il giovane pastore presbiteriano Gilber Erskine e la moglie Ariah, che hanno deciso di trascorrere la luna di miele proprio a Niagara Falls.
    Cosa può succedere di tanto strano la prima notte di nozze?
    Perchè è stato scelto proprio Niagara Falls come luogo segno del coronamento del loro amore?
    Destino vuole che la mattina Ariah si sveglia sola, nel letto c’è solo la sagoma lievemente impressa sul letto dell’albergo del suo neo-sposo.
    Ariah avverte già dei presentimenti, ma non vuole rassegnarsi ai suoi strani pensieri. In fondo è stato un matrimonio in tutta fretta, non conosce veramente e approfonditamente tutte le abitudini di Gilbert, ma di una cosa è sicura: lui non sarebbe mai andato alle cascate senza di lei.
    Solo poche ore dopo Ariah: «era diventata una pellegrina delle Cascate: la sposa vedova delle Cascate», ma lo sconcerto e l’orrore che Ariah prova non è frutto d’amore, ne di sentimenti che questa donna avrebbe dovuto provare, ma son dati da una costatazione, una conferma, una presa di coscienza individuale che nessuno può toglierle: lei ad appena un giorno dal matrimonio già è vedova, non può essere che dannata. Marchiata dal Signore.
    Le indagini per la morte del neo-sposo le riserbano una sorpresa inaspettata, l’arrivo di un uomo, un uomo di successo, di quelli che si guardano un po’ tra l’invidia e l’ammirazione, un avvocato di spicco che sa come far sentire le donne, donne. Lui è Dirk Burnaby e sembra aver interesse per la sconsolata Ariah, con quel suo corpo rachitico, insignificante, con quel suo viso in età giovane ma già vecchio, con quei capelli come l’autunno, di un rosso triste, malvagio.
    Questo secondo matrimonio sembra andare a gonfie vele, e da questo nasceranno anche tre figli: Chandler, Royall e Juliet, fin quando una terza donna non si metterà in mezzo e minare ogni equilibrio familiare.
    Chi è Nina Olshaker, e cosa vuole da Dirk?
    Cosa si nasconde dietro l’apparente perfezione delle Niagara Falls?
    Perchè tutti evitano di parlare di un luogo tanto evocativo come il canale dell’amore, meglio conosciuto come Love Canal?
    Forse è il momento di scoperchiare le carte, di provare a cambiare le cose, di andare contro il sistema corrotto che sorregge questi luoghi ormai in mano al malaffare; anche nel suo stesso campo l’avvocatura ormai vige un codice d’onore errato: non dare voce e non difendere i diritti di chi vuol far sapere troppo di ciò che gli è capitato ingiustamente, senza sapere.
    Un romanzo corale, complesso, che in alcune pagine disturba, che intreccia la costruzione della famiglia, e in particolare la lotta di Dirk Burnaby contro l’inquinamento ambientale, la crisi delle istituzioni, e l’impegno civile disatteso.
    La Oates sapientemente ci regala un’altra pagina – molto triste – di storia americana senza risparmiarsi, facendo viaggiare e sognare il lettore nelle Niagara Falls, e dandogli la speranza di un giorno di poter osservare con i propri occhi uno dei tanti paradisi terresti rovinati per mano dell’uomo.

    «Fra le cosce sottili, dentro il ciuffo ricciuto e umido di peli pubici, aveva visto una curiosa protuberanza simile a una lingua, o a uno di quegli organi viscidi che si tolgono ai polli prima di metterli nel forno; e un affascinante e al tempo stesso spaventoso buchino raggrinzito alla base di questa, più piccolo dell’ombelico. Come poteva il “coso” di un uomo entrare in un buchino tanto piccolo? O, peggio ancora, come poteva uscirne un bambino?
    Quella rivelazione l’aveva lasciata tremante di paura, sgomento e repulsione per ore. Forse non si era mai ripresa del tutto. Non ancora».

    «L’amore è una forza non meno importante della gravità, vero? E nemmeno la “gravità” si vede».

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Ho iniziato questo libro attirata dalla, cito il risvolto di copertina, "intensa saga familiare all'ombra delle cascate del Niagara, storia di tragedia, amore, morte e redenzione" che però, ho scopert ...continua

    Ho iniziato questo libro attirata dalla, cito il risvolto di copertina, "intensa saga familiare all'ombra delle cascate del Niagara, storia di tragedia, amore, morte e redenzione" che però, ho scoperto nel giro di una cinquantina di pagine, di intenso non ha assolutamente nulla. A partire dalla protagonista femminile, rigida, contradditoria, segnata da una tragedia, severa ma a suo modo passionale: ottime basi, queste, per un personaggio complesso, intrigante, consumato da se stesso. Ma Joyce Carol Oates preferisce renderla una provinciale paranoica ed esasperante, al limite del comico. Il marito è un bambolo senza spessore, senza personalità che si affaccia sulla strada di un rapporto vagamente ambiguo con la madre, ma fa velocemente inversione a u e torna nella piatta banalità di chi non ha niente da apportare alla narrazione. I figli sono semplicemente vittime di un'unione disfunzionale, niente di più e niente di meno fino alla fine. Ma merita comunque un accenno il tentativo di venderci per affascinante la figlia, che non si lava, canta come un usignolo, "sente le voci" (cosa le dicono, non si sa, ma smetteranno di parlarle quando arriverà un ragazzotto burbero ma onesto a salvarla; dire che il risultato è grottesco, è dire ben poco).
    Si svolge a partire dagli anni '50 e si dilunga fino alla fine dei '70, ma lo sappiamo grazie al fatto che ce lo dicono i personaggi, non trapela nulla dei cambiamenti storici che hanno segnato quegli anni se non tramite la locale espansione industriale. E se ne va così un buon motivo per leggere una saga familiare che potrebbe raccontare un'intera epoca.
    Questo romanzo parla di tradimento, ma senza averne davvero il coraggio, parla di passione, ma non se ne trova nemmeno tra le righe (per puntualizzare, tra le righe non c'è niente e forse è proprio questo ció che non posso assolutamente perdonare), parla delle contraddizioni del matrimonio, ma ne ricava solo incoerenza, vuole parlare di amore ma finisce per lasciare al lettore degli incerti sproloqui sul sesso. Potremmo anche discutere delle infinite pagine su avvocati e processi alla Erin Brokovich ma personalmente mi hanno già annoiato a sufficienza senza doverne parlare ulteriormente. E' decisamente una narrazione con un obiettivo superbo ma alla fine quella che ho letto è solo una soap opera poco avvincente.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro dell'estate 2016.

    Questa saga familiare all'ombra delle cascate del Niagara mi ha accompagnato durante l'estate, talmente bella che avevo quasi paura ad arrivare all'ultima pagina. Di certo ...continua

    Il libro dell'estate 2016.

    Questa saga familiare all'ombra delle cascate del Niagara mi ha accompagnato durante l'estate, talmente bella che avevo quasi paura ad arrivare all'ultima pagina. Di certo la penna della Oates è magica: corposa e fluida, ricca di dettagli e sentimenti; i suoi personaggi hanno sfaccettature diverse che cambiano col cambiare della storia. Mi sono affezionata ad Ariah, Juliet, Dick, Royall e Chandler.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle + +

    Possiamo ipotizzare che, sotto l'influsso delle Cascate del Niagara, l'uomo cessi di esistere e al tempo stesso aneli all'immortalità. Rinascere, risorgere come nella promessa cristiana, è forse la s ...continua

    Possiamo ipotizzare che, sotto l'influsso delle Cascate del Niagara, l'uomo cessi di esistere e al tempo stesso aneli all'immortalità. Rinascere, risorgere come nella promessa cristiana, è forse la speranza più crudele. In silenzio, la vittima dichiara solennemente alle Cascate:"Sì, avete ucciso migliaia di persone, ma non potrete uccidere me. Perchè io sono io".

    Nel 1900 la cittadina di Niagara Falls era conosciuta, per lo sgomento dei suoi abitanti e dei promotori del prospero settore turistico locale, come il "paradiso dei suicidi".

    Questo libro mi é piaciuto moltissimo per i seguenti motivi:

    1. È una saga familiare (e io le adoro)
    2. L'ambientazione è molto particolare: le cascate del Niagara e il loro fascino magnetico
    3. Viene affrontato un tema molto attuale: l'inquinamento ambientale
    4. Nel romanzo aleggia un alone di mistero
    5. L'originalità della vicenda

    Molto brava la Oates, in questo suo scritto non è mai prolissa o ripetitiva e mi convince sempre più.

    ha scritto il 

  • 4

    Il racconto e’ la saga di una famiglia, che parte dagli inizi degli anni 50 sino alla fine degli anni 70. E’ l’ambientazione quello che risalta nella lettura perche’ ci troviamo in un luogo molto part ...continua

    Il racconto e’ la saga di una famiglia, che parte dagli inizi degli anni 50 sino alla fine degli anni 70. E’ l’ambientazione quello che risalta nella lettura perche’ ci troviamo in un luogo molto particolare , le Niagara Falls. Le maestose cascate sono le co-protagoniste del romanzo , con la loro potenza, la loro maestosita’, luogo che incute timore, ed e’ per questo che sono una meta molto richiesta dai turisti, e dalle coppie in viaggio di nozze, ma sono, anche, il luogo preferito per I suicidi.
    La storia inizia proprio con un matrimonio, una luna di miele e un suicidio. La protagonista Ariah l’ho amata e detestata nello stesso tempo. E’ la figura portante della storia, una donna forte ma nello stesso tempo fragile, ossessionata da mille paure e convinzioni, ma con una capacita’ di amare che la portera’ a distruggere il rapporto con I figli. La Oates e’ bravissima a creare quella tensione psicologica che intrappola e coinvolge il lettore. Molto consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo lo splendido "Una Famiglia Americana" ho pregustato a lungo il libro considerato da molti il capolavoro della scrittrice. Sarà forse per questo che alla fine ciò che prevale è un fastidioso ...continua

    Dopo lo splendido "Una Famiglia Americana" ho pregustato a lungo il libro considerato da molti il capolavoro della scrittrice. Sarà forse per questo che alla fine ciò che prevale è un fastidioso senso di delusione.
    Indiscutibile la grandezza di JCO, ma qui c'è troppo: troppe virgolette, troppi dettagli, troppe spiegazioni, troppa retorica.
    Lettura faticosa di una storia che solo a tratti è riuscita a coinvolgermi.

    ha scritto il 

  • 4

    “Quella donna è al di là del dolore. Al di là dell'amore di qualsiasi uomo”

    Una storia ambientata a Niagara Falls , con una prima parte di rara potenza, trascinante ed avvolgente proprio come il corso tumultuoso del grande fiume , “...una creatura viva, uno spirito...” capace ...continua

    Una storia ambientata a Niagara Falls , con una prima parte di rara potenza, trascinante ed avvolgente proprio come il corso tumultuoso del grande fiume , “...una creatura viva, uno spirito...” capace di regalare emozioni ma anche di sedurre ed attrarre in un abbraccio mortale , che ruota per l'appunto attorno ad una doppia tragedia ad esso collegata che coinvolge tutti i componenti della famiglia Burnaby .
    Ed è proprio dalla superba caratterizzazione della caparbia e complessa Ariah , del suo secondo marito Dirk , dei figli Chandler , Royall e Juliet , personaggi psicologicamente diversi tra di loro ma fondamentalmente uniti da un amore profondo , che la narrazione trae i suoi momenti migliori.
    Un romanzo scritto benissimo , che tocca anche l'argomento (purtroppo sempre attuale ) della criminale azione contaminante operata sull'ambiente da grandi aziende appoggiate dallo strapotere politico , la cui avvincente trama , se proprio glielo si vuol trovare , presenta a mio giudizio un unico punto debole costituito dall'improbabile incontro al cimitero di Portage Road fra Royall e la “donna in nero” , figura questa peraltro fondamentale ai fini della narrazione .
    Unicamente per tale motivo mi limito ad assegnargli “solo” quattro stelle anziché le cinque che avrebbe ampiamente meritato.

    ha scritto il 

  • 4

    Di questa saga familiare ho apprezzato l'ambientazione, la Niagara Falls dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, divisa tra patrimonio naturale e scellerato "progresso" industriale. Il disastro di Lo ...continua

    Di questa saga familiare ho apprezzato l'ambientazione, la Niagara Falls dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, divisa tra patrimonio naturale e scellerato "progresso" industriale. Il disastro di Love Canal è tra i più ricordati esempi di disastri ambientali.La trama, che pur partendo da un fatto realmente accaduto è di fantasia, è ben strutturata e narrata a più voci, dal punto di vista di personaggi complessi,approfonditi e appassionati. Lo stile della scrittrice mi è piaciuto molto.

    ha scritto il 

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