Le città invisibili

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Tutte le opere di Italo Calvino)

4.3
(8535)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Portoghese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Spagnolo , Ceco , Catalano , Finlandese , Giapponese , Turco , Greco

Isbn-10: 8804425547 | Isbn-13: 9788804425540 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Audiocassetta , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città simboliche e surreali che diventano archetipi moderni in un testo narrativo che raggiunge i vertici della poeticità.
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  • 3

    "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo ...continua

    "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."

    ha scritto il 

  • 2

    Vorreste vivere a Valdrada, una città che si posa sulle rive di un lago e si riflette totalmente, dai muri alle finestre e con esse anche gli armadi delle stanze dei suoi abitanti? O a Trude, città ch ...continua

    Vorreste vivere a Valdrada, una città che si posa sulle rive di un lago e si riflette totalmente, dai muri alle finestre e con esse anche gli armadi delle stanze dei suoi abitanti? O a Trude, città che si ripete in ogni luogo del mondo, cambiando solo l’aeroporto? Molto meno confortante sarebbe abitare a Leonia, dove la spazzatura si accumula, e più se ne smaltisce, più se ne accumula. Bersabea invece è decisamente più attraente, dato che è completamente coperta d’oro. Oppure Olinda, la città che cresce in cerchi concentrici come se ne vedono sui tronchi degli alberi. Sono solo alcune delle città invisibili che Italo racconta in questa opera datata 1972. Ne è passato di tempo da “I sentieri dei nidi di ragno”, Calvino è ormai uno scrittore celebre ed affermato. Nelle “Città invisibili”, i luoghi che Marco Polo descrive a Kublai Kahn, imperatore dei tartari, sono null’altro che le città che compongono questo vasto impero, e Calvino si diverte a praticare una sorta di gioco con il lettore. Le brevi descrizioni che compongono il libro, vengono infatti raggruppate in diverse sottocategorie: le città nascoste, le città della memoria, le città e i morti, le città e gli scambi. Esse non seguono un senso logico, ma sono numerate e mischiate: cosìcchè il lettore può scegliere di saltare di pagina in pagina seguendo la lettura di città riguardanti solo una sottocategoria, oppure leggere tutto il libro in ordine alternando le varie caratteristiche che le città disegnano sulle pagine. E’ un libro poliedrico e da cui il lettore può prendere spunto per trovare la sua città invisibile o cercare, nelle città che visita, qualche elemento che nella sua totalità o parzialità assomigli il più possibile a uno dei luoghi che Marco Polo racconta. Ci sono città con ponti e canali, ed ogni riferimento alla Venezia di Polo non è casuale. Ognuna di essere porta un nome di donna, e le undici sezioni del libro sono introdotte da coinvolgenti dialoghi tra Marco Polo e Kublai. “Le città invisibili” non è il frutto di un lavoro duraturo e consapevole, ma è l’insieme di tanti appunti e pensieri scritti nel corso del tempo, anche a lunghi intervalli, da Calvino. Le città avevano una specifica cartella, che mano a mano si è andata ad ingrossare, dando come frutto questo scritto. Può sembrare un libro totalmente fantasy, strambo, irreale, ma è di sicuro originale e unico nel suo genere.

    ha scritto il 

  • 4

    Prigionieri di un libro

    Cinquantacinque città, descritte brevemente secondo la logica combinatoria (già vista nel “Castello dei destini incrociati”), scritte da Calvino come “poesia in prosa” e come appunti di un diario senz ...continua

    Cinquantacinque città, descritte brevemente secondo la logica combinatoria (già vista nel “Castello dei destini incrociati”), scritte da Calvino come “poesia in prosa” e come appunti di un diario senza data e da luoghi immaginari.
    E poi ricomposte grazie ai dialoghi fra Marco Polo e Kublai Kan, che sono un po’ malinconici perché quei cinquantacinque luoghi chiamati con nomi femminili sono “città felici nascoste in città infelici”.

    Leggere “Le città invisibili” non è un esercizio semplice. Cioè: le pagine si sfogliano con agilità e curiosità, ma attenzione alla fretta! Dopo un po’, ci si accorge che occorre pazienza, calma; sembra necessario tornare indietro a soppesare ogni particolare, prenderlo con sé e considerarlo sotto nuova luce.
    Non è un romanzo, né una semplice raccolta di racconti, e non è nemmeno un testo da consultazione, una guida di viaggio.
    Non so cosa sia esattamente questo libro, ma è qualcosa che non si può abbandonare dopo la prima lettura.
    Troppi elementi della nostra particolare esperienza di uomini/donne e di lettori sono chiamati in gioco. Calvino, qui, ha una rete - invisibile - che ci fa prigionieri e un set di trucchi sofisticati e imbattibili per trattenerci a lungo.

    Dei racconti di Marco Polo mi piace la sfacciataggine. Kublai, a un certo punto, ha il fondato sospetto che i resoconti del suo amico/ambasciatore siano inventati. Marco non si scompone né desiste dal suo compito: e in quell’atteggiamento ritrovo la fantastica capacità di piegare la fantasia ai propri desideri che è tipica dei bambini.
    Tutto è possibile. E quando te lo racconto, vuol dire che un po’ di vero c’è.

    ha scritto il 

  • 2

    Vorreste vivere a Valdrada, una città che si posa sulle rive di un lago e si riflette totalmente, dai muri alle finestre e con esse anche gli armadi delle stanze dei suoi abitanti? O a Trude, città ch ...continua

    Vorreste vivere a Valdrada, una città che si posa sulle rive di un lago e si riflette totalmente, dai muri alle finestre e con esse anche gli armadi delle stanze dei suoi abitanti? O a Trude, città che si ripete in ogni luogo del mondo, cambiando solo l’aeroporto? Molto meno confortante sarebbe abitare a Leonia, dove la spazzatura si accumula, e più se ne smaltisce, più se ne accumula. Bersabea invece è decisamente più attraente, dato che è completamente coperta d’oro. Oppure Olinda, la città che cresce in cerchi concentrici come se ne vedono sui tronchi degli alberi. Sono solo alcune delle città invisibili che Italo racconta in questa opera datata 1972. Ne è passato di tempo da “I sentieri dei nidi di ragno”, Calvino è ormai uno scrittore celebre ed affermato. Nelle “Città invisibili”, i luoghi che Marco Polo descrive a Kublai Kahn, imperatore dei tartari, sono null’altro che le città che compongono questo vasto impero, e Calvino si diverte a praticare una sorta di gioco con il lettore. Le brevi descrizioni che compongono il libro, vengono infatti raggruppate in diverse sottocategorie: le città nascoste, le città della memoria, le città e i morti, le città e gli scambi. Esse non seguono un senso logico, ma sono numerate e mischiate: cosìcchè il lettore può scegliere di saltare di pagina in pagina seguendo la lettura di città riguardanti solo una sottocategoria, oppure leggere tutto il libro in ordine alternando le varie caratteristiche che le città disegnano sulle pagine. E’ un libro poliedrico e da cui il lettore può prendere spunto per trovare la sua città invisibile o cercare, nelle città che visita, qualche elemento che nella sua totalità o parzialità assomigli il più possibile a uno dei luoghi che Marco Polo racconta. Ci sono città con ponti e canali, ed ogni riferimento alla Venezia di Polo non è casuale. Ognuna di essere porta un nome di donna, e le undici sezioni del libro sono introdotte da coinvolgenti dialoghi tra Marco Polo e Kublai. “Le città invisibili” non è il frutto di un lavoro duraturo e consapevole, ma è l’insieme di tanti appunti e pensieri scritti nel corso del tempo, anche a lunghi intervalli, da Calvino. Le città avevano una specifica cartella, che mano a mano si è andata ad ingrossare, dando come frutto questo scritto. Può sembrare un libro totalmente fantasy, strambo, irreale, ma è di sicuro originale e unico nel suo genere.

    ha scritto il 

  • 0

    第二章首
    馬可波羅進入了一個城市;他在廣場上看見某個人,過著可能是他自己會過的生活;如果他在很久以前就停頓下來,他現在可能身處那個人的位置;或者,在很久以前,如果他在十字路口上,所採取的道路和他當時的選擇正好相反,那麼,在長久的迂迴漂泊之後,他終究會身處廣場上的那個人的位置。現在,他已經排除在他那真實或假想的過去之外;他不能停步;他必須前往下一個城市,在那裡會有另外一個過去等著他,或者是某種原本可 ...continua

    第二章首
    馬可波羅進入了一個城市;他在廣場上看見某個人,過著可能是他自己會過的生活;如果他在很久以前就停頓下來,他現在可能身處那個人的位置;或者,在很久以前,如果他在十字路口上,所採取的道路和他當時的選擇正好相反,那麼,在長久的迂迴漂泊之後,他終究會身處廣場上的那個人的位置。現在,他已經排除在他那真實或假想的過去之外;他不能停步;他必須前往下一個城市,在那裡會有另外一個過去等著他,或者是某種原本可能是他的未來,而目前卻成了某人的現在的東西在等著他。未曾降臨的未來,只不過是過去的分枝,死去的分枝。(頁41)
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    請與《命運交織的城堡》之幣騎士一傳合觀。

    ha scritto il 

  • 5

    un atlante di città impossibili e favolose, narrato da marco polo a kublai kan: lo leggi e la tua mente si astrae, cerca di rendere concrete quelle città, vorrebbe fossi un artista per disegnarle o di ...continua

    un atlante di città impossibili e favolose, narrato da marco polo a kublai kan: lo leggi e la tua mente si astrae, cerca di rendere concrete quelle città, vorrebbe fossi un artista per disegnarle o dipingerle.
    poi arrivano le riflessioni del narratore e del suo ospite, e la filosofia dietro al libro si svela.
    così bello che vorresti fosse un esercizio infinito...

    ha scritto il 

  • 4

    Se dovessi trovare un corrispettivo musicale per questo libro - ché in effetti di corrispettivi (o fonti?) letterari mi vengono in mente solo i racconti di Borges - penserei a una Fantasia Improvviso ...continua

    Se dovessi trovare un corrispettivo musicale per questo libro - ché in effetti di corrispettivi (o fonti?) letterari mi vengono in mente solo i racconti di Borges - penserei a una Fantasia Improvviso di Chopin. Le città di Calvino sono invisibili solo se lette sotto un certo tipo di realismo ostinato; se invece ci convinciamo, come dice Pasolini nella postfazione che l'autore "non inventa nulla, tanto per inventare" scopriamo che Polo e il Gran Kan siamo proprio noi, come il nostro passato è diviso dal nostro presente, individualmente e come collettività sempre in divenire.

    ha scritto il 

  • 2

    Scrittura di Calvino sempre emozionante, questo testo è poesia in prosa! Non mi ha convinta però del tutto, non sono riuscita a farmi coinvolgere dalla struttura troppo fissa e rigida di queste città ...continua

    Scrittura di Calvino sempre emozionante, questo testo è poesia in prosa! Non mi ha convinta però del tutto, non sono riuscita a farmi coinvolgere dalla struttura troppo fissa e rigida di queste città che appaiono disunite e slegate.

    ha scritto il 

  • 4

    Le città invisibili è un romanzo scritto da Italo Calvino e pubblicato in questa edizione da Arnaldo Mondadori nel 1993. La prima edizione è del 1940.

    Il romanzo ha una trama semplicissima: Marco Polo ...continua

    Le città invisibili è un romanzo scritto da Italo Calvino e pubblicato in questa edizione da Arnaldo Mondadori nel 1993. La prima edizione è del 1940.

    Il romanzo ha una trama semplicissima: Marco Polo e Kublai Khan sono a colloquio, e il grande imperatore chiede al viaggiatore genovese di descrivere le città del suo impero. Allora Marco Polo descrive città fantastiche e variopinte, città che il Khan non ha mai visto e di cui magari nemmeno crede l’esistenza. Tutto qui.

    Solo che non è tutto qui. La prosa e le descrizioni di Calvino sono incredibili, le città sono una diversa dall’altra e tutte altrettante incredibili. Nient’altro. Solo qualche città. Che però aprono un mondo che è grande quasi l’universo.

    ha scritto il 

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