Le consolazioni della filosofia

Di

Editore: Guanda

3.8
(491)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 284 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Coreano , Olandese , Catalano , Turco , Chi semplificata , Svedese

Isbn-10: 8882462757 | Isbn-13: 9788882462758 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anna Rusconi

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Filosofia

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Descrizione del libro
Quanti di noi si ritrovano a misurarsi con ansie, depressioni, complessi,problemi di ogni sorta senza sapere come risolverli. E quanti di noi,interessati alla filosofia, non sanno come applicarla ai crucci, piccoli egrandi, che ci affliggono nella vita di tutti i giorni. De Botton prende inesame sei grandi pilastri del pensiero occidentale, dimostrando come i loroscritti possano non solo consolarci nei momenti difficili, ma anche aiutarcia superarli: Socrate sarà il rimedio per l'impopolarità, Epicuro per iproblemi economici, Seneca e Montaigne, rispettivamente, per il senso difrustrazione e di inadeguatezza, Schopenauer per le pene d'amore, Nietzscheper la difficoltà del vivere.
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  • 5

    Una delle mie fobie più grandi è sempre stata quella di prendermi l’HIV. Nonostante sappia che oggi esistono rimedi capaci di ridurre il rischio di ammalarsi di AIDS, e nonostante sappia che un sierop ...continua

    Una delle mie fobie più grandi è sempre stata quella di prendermi l’HIV. Nonostante sappia che oggi esistono rimedi capaci di ridurre il rischio di ammalarsi di AIDS, e nonostante sappia che un sieropositivo può vivere una vita praticamente normale, la paura è enorme. Tuttavia, tre mesi e mezzo fa feci sesso non protetto con un ragazzo col quale mi stavo frequentando. Per problemi di salute lui faceva sempre avanti e indietro dall’ospedale, e quindi era continuamente controllato da analisi del sangue e altri vari tipi di controlli medici, ed io invece, uscito da poco da una relazione piuttosto lunga e sana sotto il profilo sessuale, non avevo bisogno di conferme sulla mia positività o negatività al test dell’HIV. Questa frequentazione comunque terminò – terminò in malo modo – e quindi persi i contatti con questo ragazzo. Ora che invece sono fidanzato, io ed il mio compagno abbiamo trovato più che ragionevole fare dei controlli. Per quanto la mia parte razionale cercasse di tranquillizzare le mie paure – dicendo per esempio che non era possibile io fossi stato infettato, visto che agli ultimi esami ero risultato negativo e che non avevo fatto sesso non protetto al di fuori di questo ragazzo, oppure dicendo che è nel mio stile comportarmi da ipocondriaco e quindi sentirmi colpito da influenze che in realtà non ho, scambiare piccoli brufoli per eruzioni cutanee, giudicare un normalissimo giorno in cui mi sento più stanco del solito come sintomo di quella spossatezza tipica di chi ha contratto il virus dell’HIV – quella più emotiva non mi dava tregua. In poche parole, quest’ultima mi diceva: nonostante ci siano più probabilità che tu non sia malato, devi dare ascolto a quella piccola percentuale di rischio. Insomma, mi ero preso l’HIV. Questa paura negli ultimi tempi andava e veniva, alternavo momenti di spensieratezza con altri bui, in cui mi domandavo come sarebbe stata la mia vita dal fatidico POSITIVO letto sul referto rilasciato dall’ospedale dopo il prelievo.
    Come al solito, è venuto in mio soccorso un libro. E come al solito, un libro di filosofia. Tra tutti i libri che avevo in attesa di venire letti – una quarantina se non di più – decisi, complici queste ansie e queste paure, di far parlare “Le consolazioni della filosofia” di Alain de Botton. Di questo autore non conoscevo nulla, sebbene comunque lo conoscessi per fama. Mi pareva una buona scelta, quella di avvicinarmi ai miei filosofi preferiti per alleviare i miei timori. Così, ho trascorso una giornata intera con Socrate, Seneca, Epicuro, Montaigne, Schopenhauer e Nietzsche. Ciascuno di loro ha alleviato non solo la mia paura della malattia – come hanno fatto e continuamente fanno Virginia Woolf, Dostoevskij, Thomas Mann, Sylvia Plath e tutti gli altri grandi “malati” – ma anche i timori dei quali, in quanto ragazzo fin troppo sensibile, ho sempre sofferto, sin dalla più tenera età: l’impopolarità, il senso di frustrazione, l’essere schiavo del denaro e degli agi, la sofferenza fisica e soprattutto l’amore (non corrisposto, tradito, deluso, mancato, idealizzato, morto).
    Ripercorrendo la vita di questi grandissimi filosofi, Alain de Botton immerge le nostre paure nel fiume calmo e rassicurante della filosofia. Nella fattispecie di quella filosofia per così dire pratica, cioè capace di occuparsi della nostra vita quotidiana, rincuorandoci quando siamo affranti, dandoci forza quando ci sentiamo vinti e distrutti. In questo libro siamo lontani dalla filosofia accademica, che si esprime con paroloni e frasi oscure, rivolte soltanto agli “addetti al lavoro”. Una filosofia che scende in piazza a piedi nudi come faceva Socrate, che si rivolge ora agli altri ora a se stessi, come faceva Montaigne scrivendo i suoi “Saggi”, che non perde di vista le questioni che più ci coinvolgono, come la sofferenza, la morte, la vecchiaia, il tempo che passa, argomenti di cui parlava Seneca nelle sue “Lettere a Lucilio”.
    L’autore, ed i filosofi citati, veri protagonisti di questo incantevole libro, ci accompagnano in terreno erboso, morbido e confortevole, quello della consolazione filosofica. Come in una specie di libro di autoaiuto, che per fortuna libro di autoaiuto non è, per mezzo delle citazioni tratte dalle opere più importanti di questi filosofi e degli arguti commenti dell’autore, troviamo i rimedi alla paura dell’insuccesso, della sofferenza, dell’amore non corrisposto – persino dell’ansia da prestazione nei nostri amplessi sessuali. Il bello è che non serve nulla se non la nostra capacità di ragionare e di metterci in gioco nel difficile compito, ma anche entusiasmante, e soprattutto utile, di lavorare su se stessi, modificando i lati del nostro carattere che sono più bui e pessimisti.
    Certamente può risultare scomodo il rendersi conto che parte del nostro carattere va modificata, perché di alcune nostre paure possiamo davvero farne a meno, e per quanto accettare questo si dimostri consolante, è pur sempre vero che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ma, citando Nietzsche, una volta terminato – o comunque iniziato – questo lavoro, che aria forte che si respira, che pace illumina le cose, come si respira liberamente, quanta parte di mondo sentiamo sotto di noi. E quanto bene stiamo con noi stessi, aggiungerei io.
    Prima o poi arriva per tutti il momento di rimettere in discussione la propria vita, o comunque gli aspetti più importanti di essa. Perché non farlo con l’aiuto di quei filosofi che si sono distinti per avere dedicato la propria vita a conoscersi meglio, e anche ad aiutare, a volte consapevolmente e a volte no, gli altri a farlo.
    Stare bene è una cosa magnifica, e lo dobbiamo a noi stessi, prima di ogni altra cosa.

    (Per gli appassionati della vicenda con la quale ho aperto questa recensione: sì, sono andato a fare i test per l’HIV e sì, sono risultato negativo e sì, l’ho comunicato al mio attuale compagno e sì, prometto che inizierò a preoccuparmi solo quando ce ne sarà motivo. E sì, fatelo anche voi il test, non si sa mai, tanto è anonimo e gratuito.)

    ha scritto il 

  • 3

    Davvero gradevole e interessante quest'opera di "divulgazione filosofica" . L'autore espone alcuni concetti findamentali del pensiero di Socrate, Epicuro, Seneca, Montaigne, Schopenauer e Nietzsche co ...continua

    Davvero gradevole e interessante quest'opera di "divulgazione filosofica" . L'autore espone alcuni concetti findamentali del pensiero di Socrate, Epicuro, Seneca, Montaigne, Schopenauer e Nietzsche con spiccatta attinenza all'uso che ciascune di noi può farne per migliorare la nostra vita. A mio parere i capitoli più riusciti sono quelli su Seneca e Nietzsche mentre quello su Mointagne è parecchio prolisso e ripetitivo. Come ha già notato un altro utente una nota veramente negativa è l'assenza di riferimento bibliografico ogni volta che vengono citate parole degli autori. Per questo metterò una stellina in meno.

    ha scritto il 

  • 3

    Non si puo' negare la fatica didattica che l'autore ha messo nel comporre questo insieme di aneddoti e citazioni su alcune delle figure piu' rappresentative della filosofia. Anche gli agganci tra l'op ...continua

    Non si puo' negare la fatica didattica che l'autore ha messo nel comporre questo insieme di aneddoti e citazioni su alcune delle figure piu' rappresentative della filosofia. Anche gli agganci tra l'opera dell'uno e quella dell'altro e' lodevole. Ovviamente, per questioni di spazio (e di marketing) l'attenzione non si è portata sui principali insegnamenti delle diverse filosofie, ma su alcune lateralità che comunque non sono da meno.
    Alla fine di tutto, mi colpisce di Schopenauer l'inconsistenza , di Montaigne la grandezza, di Socrate la lontananza, di Seneca l'acume, di Nietzsche i baffi.

    ha scritto il 

  • 3

    non mi ha convento
    certo una buona idea o meglio, un bel pretesto per avere lettori.
    ma il libro non mi ha coinvolto, e sinceramente preferisco rileggere le storie della filosofia di severino o adorno ...continua

    non mi ha convento
    certo una buona idea o meglio, un bel pretesto per avere lettori.
    ma il libro non mi ha coinvolto, e sinceramente preferisco rileggere le storie della filosofia di severino o adorno

    ha scritto il 

  • 2

    Indovinello:
    ha 280 pagine, non è un romanzo e non è un saggio, non è un libro di testo della scuola ma parla di grandi filosofi antichi e moderni, non è particolarmente divertente e si può leggere an ...continua

    Indovinello:
    ha 280 pagine, non è un romanzo e non è un saggio, non è un libro di testo della scuola ma parla di grandi filosofi antichi e moderni, non è particolarmente divertente e si può leggere anche al mare tra una medusa e l'altra.
    Indovinato?
    E' Le consolazioni della filosofia, prodotto di alta gamma commerciale di Alain de Botton che con la pretesa di rendere pratico il pensiero filosofico ci scuce dodici euro.
    Non fraintendetemi tutto ciò che è riportato in questo libro è interessante e scritto con semplicità con tanto di diagrammi e figurine per ricordarci di quanta poca filosofia ci nutriamo tutti noi al giorno d'oggi, ma è tutto un insieme di notizie, aneddoti, parole e pensieri di Socrate, Platone, Montaigne, Schopenhauer e Nietzsche, cose che possiamo trovare tranquillamente su internet neanche su siti specializzati quanto addirittura su Wikipedia.
    Il paradosso è che De Botton dopo aver santificato il pensiero di Montaigne che criticava tutti i dotti e gli esegeti che non sapevano fare altro che citare i grandi invece che creare essi stessi, si da letteralmente la zappa sui piedi infarcendo il libro di citazioni.
    Suvvia Sig. Alain de Botton, si sforzi un pò di più la prossima volta

    ha scritto il 

  • 4

    "La tentazione di citare autori che hanno saputo dar voce ai nostri stessi pensieri, ma con una chiarezza e un’acutezza psicologica a noi inaccessibili, è molto forte. [...]. Le nostre sottolineature ...continua

    "La tentazione di citare autori che hanno saputo dar voce ai nostri stessi pensieri, ma con una chiarezza e un’acutezza psicologica a noi inaccessibili, è molto forte. [...]. Le nostre sottolineature a matita, le nostre note a margine, le frasi che prendiamo a prestito segnalano in realtà altrettanti punti in cui rinveniamo un pezzo di noi stessi, una frase costruita con la medesima sostanza di cui è composta la nostra mente [...]. Invitiamo così queste parole ad abitare i nostri libri, in segno di omaggio per averci rammentato chi siamo." (p. 176)

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro settoriale sulla filosofia che corrisponde al punto di vista dell'autore...sconsigliato quindi a chi cerca un libro che racconti vita e pensieri di un filosofo, perche' qui l'autore prende i ...continua

    Un libro settoriale sulla filosofia che corrisponde al punto di vista dell'autore...sconsigliato quindi a chi cerca un libro che racconti vita e pensieri di un filosofo, perche' qui l'autore prende i suoi preferiti e li legge alla luce del suo discorso consolatorio. Devo dire che dal titolo mi aspettavo altro...

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente si ragiona con l'aspetto quotidiano della filosofia

    Devo scrivere le recensioni degli ultimi quattro libri. Non tollero l'incompiuto, anche se banale (il concetto di banale, poi, è molto relativo). Tempus fugit, e io non gli sto dietro. Ma come minimo ...continua

    Devo scrivere le recensioni degli ultimi quattro libri. Non tollero l'incompiuto, anche se banale (il concetto di banale, poi, è molto relativo). Tempus fugit, e io non gli sto dietro. Ma come minimo da questo libro appena letto - bellissimo, una prospettiva della filosofia assolutamente pratica e quotidiana - dovrei prendere spunto per quanto riguarda l'ultimo capitolo su Nietzsche, il quale sosteneva che per arrivare a scrivere qualcosa (vabbè, lui parlava di un capolavoro...) occorre prima passare attraverso la sofferenza che matura l'esperienza e consente alle storte radici di sbocciare in un meraviglioso e aulente fiore o in un succulento frutto. Perciò passerò le vacanze di Pasqua con la famosa agendina che mi segue ovunque per spremere questo "capolavoro" delle recensioni. Anche di questa. In altre parole, seguirà recensione a breve. Per ora posso affermare con convinzione: vale la pena leggerlo!

    ha scritto il