Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.2
(1034)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 821 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Ceco , Portoghese , Chi tradizionale , Greco , Coreano

Isbn-10: 8817101079 | Isbn-13: 9788817101073 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Luciana Crepax , Margherita Crepax

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Che rapporti ci sono tra il Golem di Praga, il Mago Houdini e un eroe deifumetti di nome "Escapista"? C'è stata una guerra dei comics contro ilnazismo? Come passare da un mondo di Supereroi a uno di "piccoli uomini ingrigio"? Un romanzo che ricostruisce un'età in cui le favole erano anche unantidoto per cercare di sconfiggere il male.
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  • 5

    My favourite adventure with a novel so far this year. I loved it to bits.

    In many ways attempting to review this novel is like thinking back through an illusionist or an escape artist’s performance o ...continua

    My favourite adventure with a novel so far this year. I loved it to bits.

    In many ways attempting to review this novel is like thinking back through an illusionist or an escape artist’s performance of his trick and trying to work out exactly how he did it. You’re left a little baffled by the nature of the magic of the thing. Ironically for a novel inspired by magicians, there are few tricks in this novel. It features no post-modernist sleights of hand with regards structure or voice. It is straightforward storytelling at its most magical and engrossing – the plot frequently twisting with fresh surges of adrenalin. Its mesmerising power is all in the vitality and hightide imaginative reach of its story and the compelling moving humanity of its two main characters, Josef Kavalier and his American cousin Sam Clay.

    The premise: Josef Kavalier’s family pay for him to emigrate from Prague to New York as the Nazis rise to power. As often was the case for Jewish families in those days the Nazi authorities kept the money but withheld the necessary papers at the last minute. Eighteen year old Joe, with the aid of his Houdini like escape artist teacher, has to smuggle himself out of occupied Prague in a coffin with Prague’s legendary Golem. He eventually makes it to Brooklyn and shares a room with his cousin Sam Clay. The way Sam initially looks after Joe and introduces him to his world and the way their bond liberates Sam is beautifully portrayed. Sam too is a great fan of Houdini and together they invent The Escapist, a superhero whose attraction to Joe is that he can vicariously use him to wage a one man war on the Nazis. Joe’s ambition now is to pay for his family to escape the Nazis. Escape is always the name of the game in this novel. (Sam has a secret he is trying to escape from.) There’s barely a single female character in this novel for 200 pages. And then Rosa Saks arrives…

    The comic book theme of Kavalier & Clay has put me off reading this for years. I remember a paperback copy was knocking about in my first flat in Florence and despite the difficulty of getting hold of novels in English I still never felt inclined to read it. Comic books have no more relevance to my life than darts or bingo. I’ve never been anywhere near a film which features a costumed hero in a mask and lurid tights. Therefore I was far from sure I would enjoy this novel.

    Kavalier & Clay, like so many other novels, attempts to get at the quintessence of the American dream and it does a decent job, chronicling so many of the characteristics of American cultural and political life between 1939 and the 1950s. But the real triumph of this novel is its dramatization of intimate worlds, of friendship, of sexual love, of parenting, of private obsessions and yearnings, and of the creative process - the relationship between artist and inspiration, the process and the exuberance of artistic creation, is one of its most exciting achievements. We also see the relationship between artist and the corporate world, and between artist and censorship too.

    The friendship between Joe and Sam is a joy to read from start to finish, one of the most moving accounts of synergistic liberating companionship I’ve ever read. Some of Joe’s actions are questionable but because Sammy always forgives him so do we. Sammy is a kind of moral touchstone in this novel. And, as his surname suggests, he’s also the novel’s Golem, the catalyst for all the novel’s magic. It’s also him who expresses our own scepticism about comic books as high art - though in the end Chabon makes a great case for the important cultural significance of the comic book.

    This is one of those novels when you sense that half the trick of writing a rich compelling novel is for the author to feel a consuming love for his characters and get to the heart of them. Chabon clearly loves his characters and this love is highly contagious. If you haven’t already read it, give it a try. It’s heartwarming and exciting and magical and utterly engrossing.

    ha scritto il 

  • 4

    4,5 BELLISSIMO

    Romanzo molto lungo, a cui avrebbe giovato un bel taglio (soprattutto la parte della guerra, ma anche nella parte centrale). Scrittura ricca di metafore, abbondante in tutti i sensi, ma mai noiosa e f ...continua

    Romanzo molto lungo, a cui avrebbe giovato un bel taglio (soprattutto la parte della guerra, ma anche nella parte centrale). Scrittura ricca di metafore, abbondante in tutti i sensi, ma mai noiosa e fine a se stessa. I personaggi sono approfonditi, sia come psicologia che dal punto di vista emotivo. Al contrario di altri scrittori di quella generazione, Chabon racconta una storia al lettore e un'evoluzione dei personaggi. Il libro può essere maggiormente apprezzato da chi conosce il mondo dei fumetti e della lettura pulp di quegli anni. Gustosi gli incontri e gli accenni a persone reali. Sfruttato (anzi, non sfruttato affatto) molto male l'elemento mitologico del golem. Sarebbe risultata interessante una sua interazione coi nazisti! Anche più capitoli dedicati all'escapista e alternati a quelli dei protagonisti sarebbero stati interessanti (magari in alternativa a certe lungaggini a cui accennavo all'inizio). Comunque grande romanzo, chapeau, autore da approfondire assolutamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Ovvero, l'elogio dell'arte della fuga.

    Fuggire non è necessariamente un'azione passiva e vigliacca, una resa, un abdicare.
    Fuggire può essere l'atto di liberarsi dalle pastoie di una società che costringe, limita, soffoca...
    Oppure, la fug ...continua

    Fuggire non è necessariamente un'azione passiva e vigliacca, una resa, un abdicare.
    Fuggire può essere l'atto di liberarsi dalle pastoie di una società che costringe, limita, soffoca...
    Oppure, la fuga, può realizzarsi nel prendere le distanze dai propri sogni dal momento in cui diventano dolorose sensazioni d'impotenza.
    Sam Klay e Joe Kavalier sono cugini che nascono e crescono in due continenti lontani. Il loro incontro è dovuto alla fuga di Joe dalla follia nazista che ammorba il vecchio continente.
    La dimensione che li unirà per la vita è quella del mondo dei fumetti dove trasferiranno speranze e paure. L'evasione dalla realtà in un mondo di strisce colorate diventa così una fantastica avventura in quello spazio dove tutto è possibile...anche che Adolf Hitler sia preso a pugni dall'eroico Escapista: ""io credo nel poter della mia immaginazione"

    Un romanzo che tiene incatenati per più di 800 pagine.
    Amore, sesso, amicizia, paternità, maternità...tante emozioni nel microcosmo di due ragazzi che diventano uomini entrando a far parte della Storia.

    "Dimentica da dove stai fuggendo. Riserva la tua ansia al luogo verso il quale fuggi."

    ha scritto il 

  • 4

    Una narrazione vorticosa che inizia mirabilmente, ma si impantana dopo le prime 150 pagine e ritrova solo qua e là qualche spunto narrativo esemplato sui fumetti, delle cui origini il romanzo vorrebbe ...continua

    Una narrazione vorticosa che inizia mirabilmente, ma si impantana dopo le prime 150 pagine e ritrova solo qua e là qualche spunto narrativo esemplato sui fumetti, delle cui origini il romanzo vorrebbe essere la immaginosa ricostruzione. Divertente e interessante, ma anche, a tratti, noioso e con troppe pretese.

    ha scritto il 

  • 5

    Emozionante

    L'avventura, la vita, le peripezie, i drammi, le gioie di chi diviene Uomo in terra straniera, con esperienze fuori dal comune per i tempi d'oggi, dove trova comunque modo di divenire Artista, una pia ...continua

    L'avventura, la vita, le peripezie, i drammi, le gioie di chi diviene Uomo in terra straniera, con esperienze fuori dal comune per i tempi d'oggi, dove trova comunque modo di divenire Artista, una piacevole storia (vera) sopratutto per gli appassionati e cultori del fumetto; Appassionante.

    ha scritto il 

  • 5

    ...e fu così che scoprii che nella letteratura americana contemporanea c'è ancora qualcuno che ha da raccontare *storie*, e non solo i propri crucci interiori!
    e sono storie ironiche e drammatiche, di ...continua

    ...e fu così che scoprii che nella letteratura americana contemporanea c'è ancora qualcuno che ha da raccontare *storie*, e non solo i propri crucci interiori!
    e sono storie ironiche e drammatiche, di supereroi, di golem e fughe, ebrei ed escapisti, di discriminazioni, di avventure nell'antartico e di guerra, d'amore, di fumetti, di figli, nazisti, di poliziotti crudeli e scrittori.
    una meraviglia, e una gioia!

    ha scritto il 

  • 5

    un'ode al potere dei fumetti, un tuffo in un'america anni 40/50 (ma con brevi soste in cecoslovacchia e tra i ghiacci) diversa dal solito, una favolosa storia di amicizia: 800 pagine che finisci per c ...continua

    un'ode al potere dei fumetti, un tuffo in un'america anni 40/50 (ma con brevi soste in cecoslovacchia e tra i ghiacci) diversa dal solito, una favolosa storia di amicizia: 800 pagine che finisci per centellinarti perchè vorresti non finissero mai, e quando arrivi alla fine ti dispiace davvero, vorresti che la storia si prolungasse all'infinito.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando eravamo re

    Devo confessare che non sono riuscito ad essere completamente assorbito dall'entusiasmo per questa prova di Chabon: l'impressione è che se il lettore non condivide l'amore personale per il mondo dei c ...continua

    Devo confessare che non sono riuscito ad essere completamente assorbito dall'entusiasmo per questa prova di Chabon: l'impressione è che se il lettore non condivide l'amore personale per il mondo dei comics finisce per perdersi buona parte del fascino e del coinvolgimento nella lettura e finisce per trovarsi in mano un materiale intriso di nostalgia per un tempo e un mondo fantastico a cui non ha partecipato….insomma come godere di uno spettacolo magico solo attraverso una narrazione un po' malinconia di un caro e divertente zio che ti racconta il suo mondo che ora non c'è più: per intendersi, un racconto di grandissimo livello e molto godibile, ma che non è riuscito a catturarmi pienamente il cuore.

    Ho trovato come parte migliore i passaggi in cui il mondo fantastico e avventuroso dei fumetti si sovrappone con le vicende narrate, creando una commistione tra immaginazione e realtà di grande fascino, ma forse non portato fino alle estreme conseguenze: invece troppo "scritte", troppo mielose le parti dedicate alle vicende sentimentali di Kavalier & Clay - in particolare Rosa mi è sembrato un personaggio un po' piatto…
    Ottima anche la resa della motivazione e della spinta del giovane duo di fumettari: fare soldi - vivaddio, un po' di onestà nel rappresentare il push del capitalismo!

    ha scritto il 

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