Le maitre du haut chateau

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Editeur: J'ai lu

3.8
(5149)

Language: Français | Number of pages: 317 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , Portuguese , Japanese , German , Finnish , Polish , Czech , Chi simplified

Isbn-10: 2290302481 | Isbn-13: 9782290302484 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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    primo libro che leggo di P.K. Dick, scelto perché avendo appena finito "la banalità del male", l'idea di leggere una realtà alternativa in cui i tedeschi hanno vinto la guerra mi ha incuriosito. ...continuer

    primo libro che leggo di P.K. Dick, scelto perché avendo appena finito "la banalità del male", l'idea di leggere una realtà alternativa in cui i tedeschi hanno vinto la guerra mi ha incuriosito.

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  • 5

    Uno dei capolavori di P.K. Dick, un magistrale esempio di ucronia, con l'inconfondibile stile dickiano a rendere la vicenda appassionante e coinvolgente.

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  • 3

    Letto su consiglio di un amico e dopo aver visto la serie di Amazon, lascia il lettore con un senso di incompiutezza al termine.
    Purtroppo per l'idea davvero interessante, non sviluppata appieno. ...continuer

    Letto su consiglio di un amico e dopo aver visto la serie di Amazon, lascia il lettore con un senso di incompiutezza al termine.
    Purtroppo per l'idea davvero interessante, non sviluppata appieno.

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  • 0

    Cosa sarebbe successo se la seconda guerra mondiale l’avessero vinta i teutonici e i nipponici?
    Il presupposto delle vicende che vengono raccontate ne La svastica sul sole è la vittoria dell’asse.
    Il ...continuer

    Cosa sarebbe successo se la seconda guerra mondiale l’avessero vinta i teutonici e i nipponici?
    Il presupposto delle vicende che vengono raccontate ne La svastica sul sole è la vittoria dell’asse.
    Il mondo è diviso in due blocchi, tal quale al periodo della guerra fredda, periodo in cui è stato scritto il libro: da un lato i giapponesi – la storia è ambientata negli Stati Uniti, divisi in due zone di influenza – e dall’altro i tedeschi che perseverano, elevata ad ancora più grande potenza, nella politica razzista.
    I tedeschi tramano di distruggere il Giappone, bramano la conquista del mondo intero, e anche dell’universo, dato l’interesse per i viaggi spaziali.
    I Giappo sono più umani nei confronti dei vinti: si interessano ad esempio agli antichi manufatti artigianali americani, ne collezionano con avidità.
    (altro che antichi, i manufatti sono dei falsi, uh, il made in china)

    In cambio hanno permeato la società della cultura della divinazione: l’I Ching è il Libro, consultato per ogni capadicazz, lo strumento che permette di avocare il diritto di scegliere, di decidere, di assumersi le responsabilità delle strade intraprese.
    Il libro dei mutamenti non è l’unico che “domina” il racconto: l’altro è La cavalletta non si alzerà più, un romanzo proibito in tutte le zone controllate dai tedeschi, poiché racconta cosa sarebbe successo se avessero vinto gli angloamericani.
    [Uno specchio. Il tema del doppio e del capovolto applicato alle strutture letterarie: un libro che finge la realtà in un libro che finge l’ opposto della realtà]

    Al di là di tutti gli allegorismi politici, di tutti i pipponi relativi alla mancanza di autenticità nel vivere (molti dei personaggi non sono ciò che dicono di essere, come Joe, o Baynes ; molti dei personaggi agiscono in un modo ma pensano in un altro, ed è emblematico Robert Childan, servile nei confronti dei giapponesi, ceto dominante e suoi preziosi clienti, ma imbevuto di disprezzo verso la loro “razza” ), quello che mi sembra prevalere in questo romanzo di Dick è proprio il sottotesto relativo alla potenza della scrittura.

    Conoscono un milione di trucchi questi romanzieri. (…) Fanno appello ai desideri più inconfessati che si nascondono in ognuno di noi, per quanto in superficie si possa apparire rispettabili. Si, gli scrittori conoscono gli uomini, sanno quanto siano indegni, governati dai loro testicoli, spinti dalla loro vigliaccheria, pronti a vendersi a qualsiasi causa per ingordigia… tutto quello che devono fare è battere il tamburo, e questa è la loro risposta. E naturalmente questi romanzieri se la ridono di nascosto, vedendo l’effetto che ottengono.

    Ecco, immagino Dick ridersela di nascosto dopo aver vinto il premio Hugo per questo libro.

    [Gli androidi che sognano le pecore battono la svastica sul sole 5 a 2]

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  • 2

    Solo un semplice romanzo

    Mi aspettavo un romanzo distopico che offrisse una visione alternativa della storia, contenuti e spunti di riflessione. Ciò che ho letto è un intreccio di storie più o meno interessanti nelle quali la ...continuer

    Mi aspettavo un romanzo distopico che offrisse una visione alternativa della storia, contenuti e spunti di riflessione. Ciò che ho letto è un intreccio di storie più o meno interessanti nelle quali la cultura nipponica e tedesca fanno solo da pallido sfondo. Purtroppo non l'ho trovato stimolante, ennesimo libro troppo spinto commercialmente.

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  • 5

    STORIA DELLA DISUMANIZZAZIONE

    Con La svastica sul sole, scritto nel 1961 e premio Hugo l'anno dopo, Dick riprende a scrivere fantascienza iniziando a sfruttare questo genere per arricchirlo a sua immagine e somiglianza, fondervi ...continuer

    Con La svastica sul sole, scritto nel 1961 e premio Hugo l'anno dopo, Dick riprende a scrivere fantascienza iniziando a sfruttare questo genere per arricchirlo a sua immagine e somiglianza, fondervi all'interno le proprie ossessioni, legate - come si è visto finora - alla profondità della natura umana. Tra le più influenti opere letterarie che parlano di ucronie, la storia immaginata qui da Dick vede la Germania e il Giappone uscire vincitori dalla Seconda Guerra Mondiale e spartirsi il resto del mondo. I protagonisti sono vari, ognuno con la propria storia, accomunati dalle circostanze oppressive in cui si muovono e dalle rivelazioni che sveleranno loro la crudeltà in cui vivono quotidianamente. [...]
    Leggi tutta la rece: http://beatblog2.blogspot.it/2016/07/philip-k-dick-pt6-storia-della.html

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