Le mas des alouettes

Il était une fois en Arménie

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Editeur: Points

4.0
(1993)

Language: Français | Number of pages: 245 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian

Isbn-10: 2757804359 | Isbn-13: 9782757804353 | Publish date: 

Translator: Nathalie Bauer

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 4

    Onori e tragedia di un popolo senza Storia che ha fatto la Storia. Il lettore è spinto da un vortice potente ad entrare nel racconto e a trascinarsi affianco a chi prega di morire per non soffrire più ...continuer

    Onori e tragedia di un popolo senza Storia che ha fatto la Storia. Il lettore è spinto da un vortice potente ad entrare nel racconto e a trascinarsi affianco a chi prega di morire per non soffrire più.

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  • 5

    un libro coraggioso che mette, senza sconti , di fronte ad una tragedia umana . In nome del razzismo , si descrimina un popolo e si cerca di annientare una cultura ed una tradizione come quelle armene ...continuer

    un libro coraggioso che mette, senza sconti , di fronte ad una tragedia umana . In nome del razzismo , si descrimina un popolo e si cerca di annientare una cultura ed una tradizione come quelle armene . Rimane ;con questa ed altre testimonianze; la memoria ed un indelebile monito per l'umanità

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  • 4

    Dopo i "Quaranta giorni del Mussa Dagh", insieme ai "Quaranta giorni del Mussa Dagh", ancora più intimo e crudele dei "Quaranta giorni del Mussa Dagh": evidenze di macchie indelebili causate da azioni ...continuer

    Dopo i "Quaranta giorni del Mussa Dagh", insieme ai "Quaranta giorni del Mussa Dagh", ancora più intimo e crudele dei "Quaranta giorni del Mussa Dagh": evidenze di macchie indelebili causate da azioni "umane" quando si smette di essere "umani".

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  • 3

    Molto interessante perché ti dà la possibilità di conoscere, almeno parzialmente, la tragedia armena e di comprendere come la parola genocidio sia proprio la parola adeguata per descrivere quanto suc ...continuer

    Molto interessante perché ti dà la possibilità di conoscere, almeno parzialmente, la tragedia armena e di comprendere come la parola genocidio sia proprio la parola adeguata per descrivere quanto successo.
    In sé il libro non è però scritto in modo particolarmente eccelso

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  • 3

    Libro intenso, a momenti disperato, crudo, forte e prepotente. Il dolore vissuto dagli armeni, come chiunque e sempre si trovi in mezzo a tragedie, deve essere stato immenso e duro, difficile da super ...continuer

    Libro intenso, a momenti disperato, crudo, forte e prepotente. Il dolore vissuto dagli armeni, come chiunque e sempre si trovi in mezzo a tragedie, deve essere stato immenso e duro, difficile da superare e sopportare. Ogni tanto qua e là, speranza e spiragli di un futuro migliore appaiono e aiutano il cuore ad alleggerirsi un po', si ritrova a fatica la forza di sorridere e di credere. Restando strettamente al testo non mi ha particolarmente affascinata la scrittura, a volte troppo ricca di virgole e sottotesto. Buona difficile lettura.

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  • 5

    Questo è un libro eccezionale per la storia che narra e per il coraggio di Antonia Arslan di averla scritta. Ho fatto fatica a leggere e non perché la scrittura non sia scorrevole e avvincente, ma sol ...continuer

    Questo è un libro eccezionale per la storia che narra e per il coraggio di Antonia Arslan di averla scritta. Ho fatto fatica a leggere e non perché la scrittura non sia scorrevole e avvincente, ma solo perché sapere che quanto narrato è tutto realmente accaduto gela il sangue e affanna il respiro. E il pensiero non può non andare ad altri genocidi, stragi, deportazioni e alla tragedia immane che stanno vivendo migliaia di migranti in fuga dalle guerre. E Aleppo, Aleppo senza pace, allora come oggi. E noi, impietriti, a guardare.

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  • 4

    Genocidio "quasi" sconosciuto

    La lettura di questo romanzo mi ha lasciato lo stesso sgomento che ho provato davanti agli scalini di un blocco di Auschwitz. Erano consumati, scalini di pietra erosi dai piedi di quelle povere person ...continuer

    La lettura di questo romanzo mi ha lasciato lo stesso sgomento che ho provato davanti agli scalini di un blocco di Auschwitz. Erano consumati, scalini di pietra erosi dai piedi di quelle povere persone. Com'è stato possibile? Nel 1915 si sono uccisi più di un milione di armeni, dell'olocausto non sappiamo ancora il numero preciso. Questa è la cronaca di una salvezza, tra sofferenze e atrocità raccontata con pudore. Da leggere anche perchè la storia si ripete e continuano gli orrori.

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  • 4

    Una tragica storia, si rimane senza parole :assolutamente da leggere.
    Fra il suo ricordo e il presente si stende il mare di orrori, ...(pag. 192)

    Ancor oggi quelle zone menzionate, sono teatro di orro ...continuer

    Una tragica storia, si rimane senza parole :assolutamente da leggere.
    Fra il suo ricordo e il presente si stende il mare di orrori, ...(pag. 192)

    Ancor oggi quelle zone menzionate, sono teatro di orrori ...

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  • 3

    Libro interessante,che mi ha portato a conoscenza di una parte della storia del '900 a me poco nota.nel complesso un buon romanzo,ma un appunto doveroso è da fare sulla mancanza di vis narrativa;una v ...continuer

    Libro interessante,che mi ha portato a conoscenza di una parte della storia del '900 a me poco nota.nel complesso un buon romanzo,ma un appunto doveroso è da fare sulla mancanza di vis narrativa;una vicenda così tragica avrebbe meritato una scrittura più elaborata,mentre spesso si rivela piatta e scialba

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