Le memorie di Barry Lyndon

Di

Editore: Fazi

3.8
(452)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8881124246 | Isbn-13: 9788881124244 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Tommaso Giartosio

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Filosofia

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Descrizione del libro
Pietra miliare del romanzo narrato in prima persona, opera considerata divolta in volta affascinante o immorale, fonte di viva ispirazionedell'immaginario moderno (celebre la rilettura cinematografica di StanleyKubrik), "Le memorie di Barry Lyndon", pubblicate in una prima versione nel1844 e quindi in edizione definitiva nel 1856, danno la parola a unastraordinaria figura di avventuriero il cui sguardo innocente e crudelepercorre un Settecento rimpianto o solo immaginato. La vita dell'eroe diThackeray è interamente immersa nella spirale di un sogno che attraversa conlui mezza Europa e mezzo secolo, un sogno destinato a sperimentare infine lapropria nuda fragilità: il suo destino sarà quello di una conquistaimpossibile.
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    Il testo è costruito quasi per accumulazione di eventi ed episodi. Anche perché si tratta di una biografia seppur finta: perciò realisticamente c'è una sequenza che una concatenazione di fatti ed epis ...continua

    Il testo è costruito quasi per accumulazione di eventi ed episodi. Anche perché si tratta di una biografia seppur finta: perciò realisticamente c'è una sequenza che una concatenazione di fatti ed episodi. Parziale il delinearsi finale di una parabola discendente e quindi il messaggio morale che per tutto il libro è invece felice ma indiretto e implicito. Romanzo di de-formazione? In realtà l'"evoluzione" da giovanotto idealista ad arrampicatore sociale spregiudicato avviene troppo presto. Modello forse il romanzo "tutto-fatti" alla Moll Flanders, che doveva stupire soprattutto per la novità delle ambientazioni (qui la prov irlandese, gli eserciti e le sale da gioco continentali). Descrizioni effettivamente interessanti, talvolta: v. metodi di arruolamento, rappresentazione prosaica e antieroica della guerra, metodi di ricatto dei bari. Originale la scelta d'una voce narrante inattendibile, che mescola verità e menzogna, ricordi e ridicole fanfaronate, che stimola e quasi sfida il lettore e su cui poggia la possibilità della condanna morale del protagonista, laddove manca ogni giudizio negativo diretto dell'autore: il quale invece sembra voler farci ammirare quanto meno l'abilità e la tenacia del riprovevole "eroe". Tipicamente inglese la sottigliezza di certi giri di frase, in cui l'avventuriero privo di scrupoli e irlandese (cioè bugiardo) ironizza sui costumi inglesi altrettanto corrotti: il narratore inattendibile diventa maestro di morale, ambiguo portavoce dell'autore (v. poi Svevo e altri). Altro meccanismo tutto Ottocentesco che delude il lettore moderno è la costante anticipazione, sia pure per accenni, ai futuri sviluppi della vicenda in corso. Kubrick, salvo efficaci scorciatoie, rimane fedele al romanzo, ma opportunamente lo sintetizza e ne coglie lo spirito: la fascinazione per gli espedienti truffaldini, la scalata sociale, la spregiudicatezza del protagonista; la condanna della società, altrettanto egoista; il gusto per il lusso e i costumi ancien régime.

    ha scritto il 

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    Ad un certo punto del libro, l'autore ci avverte che nelle fiabe il giovane valoroso conquista la sua bella, il suo castello, e insieme vivono felici e contenti. Ma - poi - aggiunge. Questo succede so ...continua

    Ad un certo punto del libro, l'autore ci avverte che nelle fiabe il giovane valoroso conquista la sua bella, il suo castello, e insieme vivono felici e contenti. Ma - poi - aggiunge. Questo succede solo nelle fiabe. Nella vita è più probabile che sia un truffaldino arrivista manipolatore a conquistare il castello. Ecco, io credo che la premessa fondamentale del libro. Che cosa accade nella vita, quando un personaggio reale conquista la bella e il castello? Quali dinamiche si determinano?

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile non pensare a Kubrick. Ma il libro ha un taglio decisamente differente. Barry è un personaggio fastidioso e arrivista, spendaccione e dissoluto. Inizia con poco e finisce con niente. Ma nel ...continua

    Difficile non pensare a Kubrick. Ma il libro ha un taglio decisamente differente. Barry è un personaggio fastidioso e arrivista, spendaccione e dissoluto. Inizia con poco e finisce con niente. Ma nel frattempo si diverte un sacco!

    ha scritto il 

  • 0

    L'onore e la felicità sono la grande illusione del Settecento, e si ottengono grazie al denaro. A rincorrerli c'è anche Barry Lyndon, giovane rampollo di una famiglia nobiliare irlandese, decaduta, ch ...continua

    L'onore e la felicità sono la grande illusione del Settecento, e si ottengono grazie al denaro. A rincorrerli c'è anche Barry Lyndon, giovane rampollo di una famiglia nobiliare irlandese, decaduta, che passa da un duello per amore ad uno per onore, da un'avventura all'altra. Egli vive le ascese e le discese della vita con audacia e sfrontatezza, e soprattutto senza troppi scrupoli di fare ricorso a tutti i mezzi, leciti o illeciti, pur di raggiungere la ricchezza. La sua storia è un susseguirsi di illusorie conquiste, di occasioni mancate e di recriminazioni che travolgeranno lui e i suoi familiari. Il lettore non può fare a meno di paragonare l’opera letteraria di Thackeray, con quella cinematografica, lucida e cinica, di Kubrick: ma, nel primo caso, ciò che porta ad avere un atteggiamento di maggiore indulgenza nei confronti del protagonista è l'ironia, e il perverso piacere con il quale egli si culla sulle bugie che racconta. Barry Lyndon è un giovane disperato per amore, un soldato, un disertore, una spia, un baro, un arrampicatore sociale, un vagabondo, un bugiardo; soprattutto una canaglia profondamente sola, che riesce a catturare la nostra attenzione e la nostra simpatia, proprio grazie ai suoi difetti.

    anche in
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 3

    Conosciuto più per il romanzo che gli diede la fama, La fiera della vanità, nel 1844 Thackeray scrisse questo libro, a cui è ispirato il film cult del 1975 di Stanley Kubrik, il cui titolo integrale è ...continua

    Conosciuto più per il romanzo che gli diede la fama, La fiera della vanità, nel 1844 Thackeray scrisse questo libro, a cui è ispirato il film cult del 1975 di Stanley Kubrik, il cui titolo integrale è "Le memorie del gentiluomo Barry Lyndon, del regno d'Irlanda. Comprendenti un resoconto delle sue straordinarie avventure e sventure; le sue sofferenze al servizio di Sua Maestà il defunto Re di Prussia; le sue visite a numerose corti d'Europa; il suo matrimonio e le sue splendide dimore in Inghilterra e Irlanda; e le molte e crudeli persecuzioni, cospirazioni, e calunnie di cui egli è stato vittima.".

    Originariamente pubblicato a puntate, si tratta di un romanzo picaresco, scritto in prima persona, in cui il protagonista ci racconta la sua vita alla continua ricerca di una posizione sociale, Barry si dilunga a raccontare avventure, disgrazie e fortune che incontra nel suo percorso di maturità; è chiaramente un romanzo ironico che punta alla critica di una società egoista e corrotta. Temi assoluti sono il gioco e la truffa che ripercorrono interamente il romanzo, la critica alla scalata sociale attraverso personaggi spregiudicati e la condanna alla ricerca facile di denaro.
    Fastidioso il fatto che la narrazione anticipi molte volte gli eventi che susseguiranno e assolutamente detestabile il protagonista: Barry è il personaggio più arrogante ed egoista che abbia incontrato, si da troppe arie e si atteggia da "so-tutto-io", estremamente vanitoso si considera un uomo di bell'aspetto, colto e intelligente quando, ovviamente, la maggior parte delle doti e dei pregi che vanta non gli appartengono.

    Non stento a credere però che Barry Lyndon sia considerato un capolavoro dell'ironia perchè effettivamente è così: per tutto il corso del romanzo non c'è parola che esca dalla bocca dei personaggi a cui l'autore non dia un senso ironico, tutto è impregnato da questa vena umoristica che all'inizio colpisce e diverte il lettore ma piano piano inizia a stancare.
    Il romanzo purtroppo è solamente un elenco stancante di avventure roccambolesche che capitano al protagonista, Barry sembra essere sempre un passo avanti al destino a giocargli brutti scherzi, è sempre lui che sceglie la sua strada, è lui che si crea il suo destino.
    Purtroppo, come dice il mio voto, il romanzo se all'inizio può colpire per "l'originalità" alla fine stanca, diventando lento e prolisso, il fatto di anticipare gli eventi non è una cosa che apprezzo e il protagonista è veramente insopportabile.

    Thackeray ci rincontreremo più in là.

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/12/recensione-barry-lyndon-di-william-m.html

    ha scritto il 

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    Capolavoro dell'ironia, la storia di Barry (poi Lyndon) non è altro che un susseguirsi di tonfi e trionfi, di spregiudicatezza e cattiveria, che fanno di lui un antieroe per eccellenza. Non si può non ...continua

    Capolavoro dell'ironia, la storia di Barry (poi Lyndon) non è altro che un susseguirsi di tonfi e trionfi, di spregiudicatezza e cattiveria, che fanno di lui un antieroe per eccellenza. Non si può non odiarlo. Tre stelle perché dopo un po' diventa monotono e ripetitivo.

    ha scritto il 

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    Mi sento di affermare che in amore tutto è lecito, e gli uomini poveri come me non si possono permettere di essere schizzinosi circa i mezzi per far strada nella vita. I ricchi e i potenti vengono acc ...continua

    Mi sento di affermare che in amore tutto è lecito, e gli uomini poveri come me non si possono permettere di essere schizzinosi circa i mezzi per far strada nella vita. I ricchi e i potenti vengono accolti con sorrisi su per il grande scalone del mondo; i poveri, non possedendo altro se non le proprie aspirazioni, sono costretti ad arrampicarsi su per i muri, o a fare a spintoni e a lottare per aprirsi un varco su per le scale di servizio, o, addirittura, a trascinarsi verso l'alto lungo qualsiasi conduttura della casa, senza badare a quanto tali passaggi siano immondi e angusti, purché portino verso la sommità. (pag. 166)

    ha scritto il 

  • 4

    Redmond Barry è l'arrivista che spesso si trova in molti di noi: spontaneo ma egoista, sensibile e spudorato, nasconde in realtà una tremenda fragilità. Il suo ostentare ciò che in realtà non possiede ...continua

    Redmond Barry è l'arrivista che spesso si trova in molti di noi: spontaneo ma egoista, sensibile e spudorato, nasconde in realtà una tremenda fragilità. Il suo ostentare ciò che in realtà non possiede rivela l'incontenibile desiderio di questo campagnolo irlandese di essere qualcuno.
    Non mi sento di biasimarlo del tutto, nonostante il suo essere spaccone e arrogante, perché Barry è un personaggio a cui ci si affeziona davvero!

    ha scritto il 

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