Le notti bianche

Di

Editore: Mursia

4.1
(8504)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Chi tradizionale , Spagnolo , Russo , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 884254258X | Isbn-13: 9788842542582 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Eva Amendola Kuhn

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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  • 5

    Cosa si può dire di questa opera? Cosa si può dire di questo magnifico scrittore?
    E' davvero difficile recensire questo romanzo e probabilmente non ho le capacità per farlo, ma ci tengo a spendere un ...continua

    Cosa si può dire di questa opera? Cosa si può dire di questo magnifico scrittore?
    E' davvero difficile recensire questo romanzo e probabilmente non ho le capacità per farlo, ma ci tengo a spendere un paio di parole a proprosito.
    E' semplice riassumere questa storia: un uomo una sera incontra una donna e da quel momento per quattro notti si incontrano e parlano di loro stessi e della loro vita.
    Cosa c'è di speciale? La risposta è semplice: la narrazione di Dostoevskij che è assolutamente unica. L'atmosfera è magica e le descrizioni dell'ambiente mozzafiato. Caratteristica principale di Dostoevskij è l'accurata analisi introspettiva dei personaggi che li rende veri e reali.
    I personaggi sono: Nasten'ka e il sognatore. Tutti e due sono così soli e insoddisfatti, hanno estrema paura ma allo stesso tempo un grande bisogno di amare ed essere amati.
    Uno dei temi fondamentali è l'amore che è vissuto in modo completamente diverso dai protagonisti.
    Nasten'ka ne ha disperatamente bisogno e accetta un amore che non è alla sua altezza, una persona che non la rispetta solo perché ha troppa paura di rimanere da sola. Il sognatore è completamente diverso, lui ama ma senza secondi fini, lo fa nel modo più puro e dolce possibili e proprio perché il suo amore nei confronti di Nasten'ka è vero si augura tutto il meglio per lei, anche se il meglio non è lui. Ci tengo a precisare che non trovo Nasten'ka un personaggio negativo, anzi provo grande tenerezza e empatia per lei.
    L'altro tema fondamentale è la solitudine che anche in questo caso è vissuta in modo opposto dai personaggi. Per il sognatore la solitudine è una scelta. E' stato lui ad alienarsi dalla società e non è stata una scelta sofferente fino a quando, incontrando Nasten'ka, non si è reso conto delle cose che si è perso. Per la giovane ragazza purtroppo non è così. Per via del controllo ossessivo della nonna, lei non ha potuto vivere la vita che desiderava ed è questo ciò che l'ha resa così fragile ed indifesa.
    Lo consiglio a tutti vivamente. Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    il mio primo amore! (letterario ovviamente)

    Dosto! sei stato il mio primo amore! Per me resti irraggiungibile. Nessuno mai riuscirà a scrivere come te. Ma questa storia mi ha distrutto, angosciato. Ma farmi angosciare da Dosto è bellissimo. Nie ...continua

    Dosto! sei stato il mio primo amore! Per me resti irraggiungibile. Nessuno mai riuscirà a scrivere come te. Ma questa storia mi ha distrutto, angosciato. Ma farmi angosciare da Dosto è bellissimo. Niente di eccelso, è un racconto, non un romanzo. Ma un gran bel racconto!

    ha scritto il 

  • 3

    Friendzone con stile

    Allora, ad essere proprio sincera all'inizio non mi stava prendendo granchè: proseguivo per inerzia. Nemmeno Delitto e Castigo mi aveva fatto questa grande impressione, quindi stava, sta, iniziando a ...continua

    Allora, ad essere proprio sincera all'inizio non mi stava prendendo granchè: proseguivo per inerzia. Nemmeno Delitto e Castigo mi aveva fatto questa grande impressione, quindi stava, sta, iniziando a farsi strada l'idea che io e i russi non andremo molto d'accordo.
    Comunque, ad un certo punto ha iniziato a migliorare un po' e infine mi ritrovo a dargli un quasi 3 stelle per il finale che non mi aspettavo assolutamente

    ha scritto il 

  • 5

    Le notti bianche di Dostoevskij

    [...] E come avete vissuto se non avete una storia?
    Assolutamente senza una storia! Così, ho vissuto, come come si dice da noi, per conto mio, cioè assolutamente da so ...continua

    Le notti bianche di Dostoevskij

    [...] E come avete vissuto se non avete una storia?
    Assolutamente senza una storia! Così, ho vissuto, come come si dice da noi, per conto mio, cioè assolutamente da solo, - da solo, del tutto da solo, - capite cosa significa da solo?
    Ma come da solo? Cioè non avete visto mai nessuno? [...]

    La solitudine è una brutta cosa, ci porta a fare film mentali su tutto, e come vediamo che qualcosa non va, come ce lo siamo immaginato, zac scatta la forte delusione.
    Ecco Dostoevskij con questo breve libricino, ma intenso, ci fa conoscere notte dopo notte, la solitudine e la voglia di essere compreso.

    Bellissimo.
    Quelle poche pagine, scatenano un senso di angoscia e commozione, però vale la pena leggerlo 😊

    ha scritto il 

  • 4

    "Io non so tacere quando in me è il cuore a parlare."

    Dostoevskij è sempre consolante. Leggere come se la passano i suoi personaggi ti rassicura che per te forse ancora c’è speranza, che ancora a certi livelli non sei arrivata.
    L’introspezione e le elucu ...continua

    Dostoevskij è sempre consolante. Leggere come se la passano i suoi personaggi ti rassicura che per te forse ancora c’è speranza, che ancora a certi livelli non sei arrivata.
    L’introspezione e le elucubrazioni mentali dei protagonisti sono uno dei punti forti dell’autore, e qui ne fa pieno sfoggio. In alcuni punti si raggiungono dei picchi talmente tragici nei pensieri, che quasi ti sembrano comici. In particolare questa frase mi ha quasi fatto ridere per la disperazione che ne traspare: Oggi è stata una giornata triste, piovosa, senza luce, proprio come la mia vecchiaia futura.
    I personaggi sono molto teatrali, gridano, gesticolano e piangono come se dovessero intrattenere un pubblico.
    È un romanzo che difficilmente rimane indifferente a chi è stato solo per gran parte della sua vita, o comunque ha sentito di esserlo.
    Finale triste, ovviamente, ma coerente. E quella frase penso entrerà nel mio repertorio, per i giorni più deprimenti.

    "Per due sere di seguito cercai di darmi una risposta: cosa mi mancava nel mio angoletto? Perché avvertivo un simile disagio a restarvi?"

    “[…] Oh, se voi sapeste quante volte sono stato innamorato in questo modo!...".
    "Ma come, di chi?...".
    "Di nessuno, di un ideale, che mi appare in sogno. Sognando creo interi romanzi. […]”

    "Io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni."

    "Allora come siete vissuto, se non avete una storia?", mi interruppe ridendo.
    "Sono completamente senza una storia. Come si dice da noi, ho vissuto per me stesso, cioè completamente solo... Solo, completamente solo, sapete che vuol dire solo?".
    "Come solo? Vuol dire che non avete mai visto nessuno?".
    "Oh, no, in quanto a vedere le persone, ne vedo, e tuttavia sono solo".

    "Sentirete, Nasten'ka (credo che non smetterò mai di chiamarvi Nasten'ka), sentirete che in questi angolini vivono degli uomini strani, dei sognatori. Il sognatore, se serve una definizione precisa, non è un uomo ma, sapete, una specie di essere neutro. Si stabilisce prevalentemente in un angolino inaccessibile, come se volesse nascondersi perfino dalla luce del giorno, e ogni volta che si addentra nel suo angolino, vi aderisce come la chiocciola al guscio, e diventa simile a quell'animale divertente chiamato tartaruga, che è nello stesso tempo un animale e una casa. Perché pensate che egli ami tanto le sue quattro pareti, dipinte immancabilmente di verde, affumicate, tetre, annerite all'inverosimile?"

    "E ti chiedi: 'Dove sono i tuoi sogni?', e scuotendo la testa dici: 'Come volano in fretta gli anni!'. E di nuovo ti chiedi: 'Che cosa hai fatto con i tuoi anni? Dove hai sepolto il tuo tempo migliore? Hai vissuto o no?'. Diciamo a noi stessi: 'Guarda come nel mondo si gela. Passeranno ancora altri anni, a loro seguirà una triste solitudine, arriverà la vecchiaia barcollante sulle grucce e poi l'angoscia e la tristezza.
    Impallidirà il tuo mondo fantastico, svaniranno, appassiranno i tuoi sogni, e cadranno come le foglie gialle dagli alberi..."

    "Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra..."

    Per altre recensioni: http://www.landeincantate.it/author/phedre-banshee/

    ha scritto il 

  • 0

    Caro Fedor, com’eri simpatico da giovane! Poi purtroppo... un grande cervello, la maturità, le traversie della vita, le grandi domande esistenziali… e arrivi a scrivere “I fratelli Karamazov”. Per car ...continua

    Caro Fedor, com’eri simpatico da giovane! Poi purtroppo... un grande cervello, la maturità, le traversie della vita, le grandi domande esistenziali… e arrivi a scrivere “I fratelli Karamazov”. Per carità, grande opera, tutt’altro livello, ma che cupezza e quanti rovelli interiori! Del resto proprio tu hai parlato per ben due volte di “maledizione dell’intelligenza”. Ma intanto ho scoperto questo bel libretto che hai scritto intorno ai ventisette anni, storia di un sognatore innamorato, che fa sorridere quasi a ogni pagina, dove però si vede già la stoffa dello scrittore. Grazie. Avrei voluto che avessi una vita più felice. Le dimensioni inferiori del mio cervello (e quattro anni di lavori forzati in Siberia in meno) mi garantiranno forse una vecchiaia più leggera, non troppo superficiale spero, ma con un pizzico ancora di spensieratezza.

    ha scritto il 

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