Le onde

Di

Editore: Rizzoli BUR

4.2
(978)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Chi semplificata , Galego , Svedese

Isbn-10: A000169873 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giulio De Angelis ; Curatore: Franco Marucci ; Prefazione: Stephen Spender

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Sin dalla progettazione del romanzo, Virginia Woolf riteneva che "Le onde" avrebbero segnato uno dei punti più alti del suo talento narrativo e forse il suo capolavoro in assoluto. La critica attuale non si discosta da questa convinzione della scrittrice, specie per quanto riguarda l'eccezionale bravura tecnica della narrazione e l'intensa poeticità dei monologhi. Il romanzo narra la storia di sei personaggi concentrandola nell'arco di una giornata e rappresentandola simbolicamente attraverso le sue fasi: il mattino, il meriggio e il crepuscolo. Secondo un procedimento sperimentato in altri famosi romanzi, le descrizioni della Woolf vengono rapite dall'onda musicale dei soliloqui i quali, sommandosi e incrociandosi, compongono le vite dei personaggi in un grande affresco. Lo stile della scrittrice articola un linguaggio poetico che aderisce al nucleo più segreto dell'animo del singolo personaggio. Esso può così raggiungere una estrema duttilità nel cogliere i più sottili mutamenti, le increspature più lievi che vi si verificano; perchè, infatti, ogni singola persona si specchia nella mente degli altri e la storia dei sei personaggi è quella delle loro reciproche, anche se inconsapevoli, influenze.
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  • 5

    L'onda

    Sai quando ti viene chiesto qual è il tuo libro preferito e ti senti per forza in difetto perché sceglierne uno è escludere automaticamente tutti gli altri possibili. Ecco, io alla fine rispondo sempr ...continua

    Sai quando ti viene chiesto qual è il tuo libro preferito e ti senti per forza in difetto perché sceglierne uno è escludere automaticamente tutti gli altri possibili. Ecco, io alla fine rispondo sempre Le Onde.
    E' quel libro che ho consigliato a circa chiunque e che ho regalato a chi ha più importanza attorno a me: la mia migliore amica, "l'altra persona" all'inizio della relazione quando ci si deve ancora conoscere, l'amica di infanzia che finisce un libro ogni due giorni. Sempre stessa reazione di "scusa ci ho provato ma non riesco a leggerlo, non vado oltre pagina tre, non riesco a seguire la scrittura, mi fido della tua opinione MA".
    Leggere Le Onde è come sedersi nel cervello di qualcuno e ascoltarlo pensare. Lo stream of consciousness parte dalla prima pagina fino all'ultima quasi ininterrotto. Ci sono sei personaggi (tre femmine e tre maschi) che crescono e invecchiano assieme o comunque sempre legati ma il flusso passa da un punto di vista all'altro quasi senza stacchi. Non ha così importanza che cosa succede ma come è scritto, la forma delle parole. La poetica e la bellezza, quel libro che riapri, rileggi, sottolinei ancora fino a bucare quasi la pagina.
    Il consiglio a tutti è di lasciare che si carichi l'onda e andare avanti. Oltre pagina tre.

    Siamo quello che siamo. La prima volta che ci incontrammo al ristorante con Percival, a Londra, ribollivamo, fremevamo: avremmo potuto diventare qualsiasi cosa. Ora abbiamo scelto, anzi a volte sembra che qualcun altro abbia scelto per noi - un paio di pinze ci hanno acchiappato dietro le spalle. Io ho scelto. La vita mi si è stampata non sull'esterno ma nel di dentro, sulla fibra viva, bianca, indifesa. Sono confuso e ricoperto di tutte le impronte che su di me hanno lasciato altre menti, altri volti e cose che hanno odore, colore, spessore, sostanza, ma non hanno nome. Io sono semplicemente Neville per voi, che vedete i limiti ristretti della mia vita e la linea che non può varcare.

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile parlare di questo libro. Sconcertante nelle sue prime pagine, bisognerebbe arrivarci preparati. Cosa che non ho fatto. E' un flusso di coscienza narrato da più personaggi; Neville, Bernard, ...continua

    Difficile parlare di questo libro. Sconcertante nelle sue prime pagine, bisognerebbe arrivarci preparati. Cosa che non ho fatto. E' un flusso di coscienza narrato da più personaggi; Neville, Bernard, Rhoda, Jinny, Louis e Susan in cui non c'è un racconto, solo sensazioni, quale e là alcuni, ma brevi, rimandi a date e luoghi. Sappiamo solo che si è in Inghilterra e che gli anni passano nel corso del romanzo. Il resto è prosa lirica.

    ha scritto il 

  • 5

    For the unprepared reader the first fifty pages can be as baffling as an unknown code. But once the code is cracked, the whole experiment has a brilliant simplicity.
    Imagine this: a biography of you a ...continua

    For the unprepared reader the first fifty pages can be as baffling as an unknown code. But once the code is cracked, the whole experiment has a brilliant simplicity.
    Imagine this: a biography of you and your five best friends. From early childhood to death. Told not within the usual matrix of bald accountable facts, social landmarks of achievement and failure. But through a linguistic transposition of the ebb and flow, the forging and eroding, of the waves of our inner life. Those secret and unspoken moments known only to ourselves when we feel at our most isolated or connected, our most transfigured, lost or unknowable. The narrative a fluid continuum where all six of you are continually merging and separating in a fellowship and divorce of feeling. The six of you ultimately becoming one voice endeavouring to give shape to this one shared life.
    So The Waves is the biography of six characters, all of whom speak for the other five as much as for themselves. But it's a new kind of biography. A biography of sensibility. A kind of archaeology excavating identity entirely from what’s buried and sacrosanct. Epiphanies, private moments of triumph and failure - or what Virginia Woolf called "moments of being".

    Virginia Woolf speaks somewhere of her earliest childhood memory – of being in bed as a very young child and listening to the sound of the waves distantly breaking on the beach out in the night. She believed the experience remained at the very heart of her inner life, a kind of oracle. The native ground from where all her shoots would spring forth. Authenticity, for her, was to be found in the secret and unspoken experiences of life, her “moments of being”. All six characters in The Waves experience a similar crucible childhood moment. A haunting moment of sensibility which will subsequently act as a motif in the quest to know intimacy and achieve identity. The opening section of The Waves, a depiction of the dawning of day, calls to mind the act of creation itself. For she is questioning the origins and nature of consciousness in this novel. Except no god appears. Instead we see nature as a dispassionate encompassing force locked into its relentless merciless rhythms. The first section introduces us to the six children and their first impressions of the world around them. Baptism comes here, not in church, but when the nurse squeezes a sponge and sends rivulets of sensation down the spines of the six children. An early indication of how Woolf will concentrate on private rather than public events to build the biographies of her six characters. By the end of the first part all six are identifying themselves in relation to each other, all six are struggling with fears and insecurities, all six jarred and flailing in their attempts to achieve identity – as for example Rhoda: “Let me pull myself out of these waters. But they heap themselves on me; they sweep me between their great shoulders; I am turned; I am tumbled; I am stretched among these long lights, these long waves, these endless paths, with people pursuing, pursuing.”
    Each section depicts the next phase in the lifespan of the characters. And in each section prevails the endless repetition of the sound and rhythm of the waves. Ultimately the suggestion is that it’s only through sensibility, our creative inner life, that we are able to achieve love, forge abiding worth and find the fellowship that are the principle sources of light and warmth in life.
    It’s left to Bernard, the writer, to draw some sort of conclusion: “And in me too the wave rises.it swells; it arches its back. I am aware once more of a new desire, something rising beneath me like the proud horse whose rider first spurs and then pulls back. What enemy do we now perceive advancing against us, you whom I ride now, as we stand pawing this stretch of pavement? It is death. Death is the enemy. It is death against whom I ride with my spear couched and my hair flying back like a young man’s, like Percival’s, when he galloped in India. I strike spurs into my horse. Against you I will fling myself, unvanquished and unyielding, O Death.”

    ha scritto il 

  • 3

    E' una di quelle letture in cui ti chiedi continuamente se la vittima sei tu che stai leggendo qualcosa di completamente sconnesso o la vittima è la scrittrice che disperamente resta ancorata alla rea ...continua

    E' una di quelle letture in cui ti chiedi continuamente se la vittima sei tu che stai leggendo qualcosa di completamente sconnesso o la vittima è la scrittrice che disperamente resta ancorata alla realtà con un filo di voce che è la sua scrittura, disarticolata, destrutturata, completamente slegata dal desiderio di essere compresa, come terapia interiore, un bisogno di lasciarsi liberamente andare ai pensieri e al flusso dinamico che essi prendono in quello spazio tra l'onirico e il lisergico, un'esperienza pop tipica di anni a venire. E' una lettura che spesso stride e trasforma il lettore in un vaso da riempire, in un interlocutore paziente della scomposizione di una mente, di un'anima, di una vita. Scorretta fino ai limiti della autoterapia Woolf ti regala molte emozioni, molti dubbi e una tristezza infinita.

    ha scritto il 

  • 5

    Lasciarsi trasportare

    Il sole spunta all'orizzonte marino, si leva lentamente forando le tenebre, sbiancando il cielo e tutte le cose; la spiaggia, la sabbia ardente, il graduale brulichio animato delle piccole creature ch ...continua

    Il sole spunta all'orizzonte marino, si leva lentamente forando le tenebre, sbiancando il cielo e tutte le cose; la spiaggia, la sabbia ardente, il graduale brulichio animato delle piccole creature che vi dimorano, e le onde...le onde...le onde...che si sfrangiano dai marosi, si rincorrono, rotolano e si infrangono dissolvendo in spuma sulla battigia per poi ritrarsi, ad un ritmo incessante, mentre il sole termina il suo parabolico corso fino a sprofondare nelle acque remote tingendole di sangue. E il giorno muore. Allo stesso modo sei vite, sei prospettivei, sei solipsismi, sei persone si raccontano alternandosi ritmicamente in soliloqui che mai si incontrato o incrociano in una conversazione, separati e distanti (come ognuno di noi), ed ogni volta che uno di essi prende la parola si arricchisce di altri anni, di altre esperienze, di altre impressioni, e scoperte e conquiste e sconfitte e tormenti e speranze e domande e risposte, soprattutto domande. Si raccontano con un afflato e una profondità sbalorditivi che toccano e scuotono l'anima del lettore.
    Il primo colpo di fulmine con Virginia Woolf e, in definitiva, il suo esperimento migliore. Ingiustamente messo in ombra da altre straordinarie opere della stessa come Al faro, Mrs. Dalloway e Orlando.
    Unico, straordinario, indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 3

    «Lancio la mente nell'aria col gesto largo del contadino che sventaglia i semi.»

    Lettura senz'altro affascinante, anche se mi è risultata ostica in molti punti e questo perché, secondo me, la Woolf nel bene e nel male non ha il senso della misura: strafà; ma è il risvolto della me ...continua

    Lettura senz'altro affascinante, anche se mi è risultata ostica in molti punti e questo perché, secondo me, la Woolf nel bene e nel male non ha il senso della misura: strafà; ma è il risvolto della medaglia della sua sensibilità geniale, di cui sono tanto grata ogni volta che leggo qualcosa di suo, perciò prendo atto ma non mi lamento, va bene così.

    Un «poema drammatico», un «libro astratto, mistico, senz'occhi» (parole di Virginia), un canto dell'attimo, del qui e ora, del come questo pulviscolo d'istanti componga al calar del sole «quella massa indivisibile, che tutta intera voi chiamate vita» e che dell'onda ha il respiro, la fluidità.

    Se «la bellezza affinché resti bella la si deve spaccare ogni giorno» qui è tutto un rompere, tutto un rovistare profondità e scoperchiare vuoti e ricreare stupore da questa dissezione, cosicché se normalmente stiamo al mondo inconsapevoli, il prodigio della Woolf è proprio questo, l'effetto impressionante di ciò che scrive, in quest'opera forse più che in ogni altra: far sì che si stia al mondo "accorgendosene": ed è difficile e disturbante e anche pericoloso (come il millepiedi che se pensa ai suoi mille piedi si fa prendere dal panico e s'aggroviglia), un antidoto all'anestesia dell'abitudine e dell'automatismo che lascia nudi e spiazzati, spesso proprio sull'orlo del non-senso in preda alla vertigine; e alla bellezza.

    -- «E non importa quanto alto saltiamo, ricadiamo sempre nella corrente. (...) Ma è solo il mio corpo, è il corpo che è irrevocabilmente fissato, così voglio credere. (...) Lancio la mente nell'aria col gesto largo del contadino che sventaglia i semi.» --

    ha scritto il 

  • 4

    Poesia pura, liquida, visioni liriche che cullano con la nenia delle onde e incidono con la crudeltà di un pugnale. Verità di un'inconsistenza umana rispetto alla ciclicità della natura, effimera iden ...continua

    Poesia pura, liquida, visioni liriche che cullano con la nenia delle onde e incidono con la crudeltà di un pugnale. Verità di un'inconsistenza umana rispetto alla ciclicità della natura, effimera identificazione dell'anima attraverso le cose e le persone. In assoluto il libro da cui ho tratto più citazioni. "Ondeggio. Mi increspo. Galleggio come una pianta nel fiume, scorro pur restando radicata". Insuperabile.

    ha scritto il 

  • 5

    "Abbiamo sacrificato l'abbraccio tra le felci, e l'amore, l'amore, l'amore in riva al lago"

    Questo è un libro che ti riempie e ti svuota, che ti dà qualcosa e allo stesso tempo non ti lascia niente; è una lunga poesia, dalla prima all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Mucho le debe la literatura en general a ésta gran dama de las letras.
    Hablar de Virginia Woolf es hablar de innovación, refinamiento, arte y delicadeza.
    "Las olas" ha supuesto para mí un enorme desaf ...continua

    Mucho le debe la literatura en general a ésta gran dama de las letras.
    Hablar de Virginia Woolf es hablar de innovación, refinamiento, arte y delicadeza.
    "Las olas" ha supuesto para mí un enorme desafío a la renovación estilística, a la magia del monólogo interior, y a la belleza de la prosa poética.
    Connotaciones y divagaciones sencillas, a la par que complejas.
    Ronroneos o cadencias que salpican con sutileza la fina costra inabarcable de la ensenada.
    Caricias del viento marino que nos trasladan -alegóricamente- a determinadas etapas de la vida de seis almas heridas, confusas, y desilusionadas.
    Auroras y ocasos que se mecen bajo el cosquilleo de la infancia, la juventud, la madurez y la muerte que los ataja.
    Una revolución narrativa que nos arrastra hacia una embriagadora fragancia de briznas,retamas y hojas marchitas maceradas.

    ha scritto il 

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