Le parole per dirlo

Di

Editore: Bompiani

4.1
(692)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000016630 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Natalie Banas

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 0

    Immagino che i primi libri della Cardinal (quelli che ella scrisse dopo aver compreso, come in un'illuminazione, il potere purificante delle parole giuste, la capacità, della scrittura, di lavare il c ...continua

    Immagino che i primi libri della Cardinal (quelli che ella scrisse dopo aver compreso, come in un'illuminazione, il potere purificante delle parole giuste, la capacità, della scrittura, di lavare il cuore, le viscere, il cervello, di espellere i fumi della vita, vomitandoli, riversandoli su di una carta che ordina e assorbe) siano migliori, o, per lo meno, più autentici di quanto non lo sia questo. Qui un compiacimento maldestramente celato finisce per infiocchettare di metafore/aggettivi superflui anche il dolore gridato, anche la merda (con l'effetto di inficiare la verità della confessione).
    Preziosi, quasi commoventi, risultano soltanto i lampi delle memorie d'infanzia, quel terreno dissestato, fertile, franoso, nelle profondità del quale affondano le radici di tutte le vite.

    Mi guardava con una strana espressione. Nei suoi occhi mi parve di vedere una specie di sorpresa, un rimpianto, un mazzolino di fiori appassiti che hanno conservato il loro profumo. Credo che solo allora abbia cominciato ad amarmi così com'ero, tanto diversa da come avrebbe voluto lei.
    Ormai era troppo tardi, non sapevo che farmene del suo amore.

    ha scritto il 

  • 2

    Sette anni in analisi

    A trent’anni la protagonista, forse la stessa Marie Cardinal, è sull’orlo del suicidio o della malattia mentale, ossessionata da fobie, ipocondria, paranoia, malattie psicosomatiche, quando decide di ...continua

    A trent’anni la protagonista, forse la stessa Marie Cardinal, è sull’orlo del suicidio o della malattia mentale, ossessionata da fobie, ipocondria, paranoia, malattie psicosomatiche, quando decide di rivolgersi a uno psicoanalista. Iniziano così anni di sedute in cui racconta della sua infanzia di ragazzina benestante nell’Algeria coloniale negli anni ’30 e ’40, del rapporto di amore odio con la madre dopo il divorzio dei genitori e la morte del padre. Tutto è imperniato su questo legame conflittuale attraverso una vita intera, Marie idolatra la madre, vuole somigliarle e compiacerla, ma allo stesso tempo si sente respinta e inadeguata. Sono due donne diverse, egoiste ed egocentriche, incapaci di comunicare ciascuna chiusa nel guscio del proprio dolore, della propria rabbia, di frustrazioni e ossessioni. La protagonista accusa la madre di averla trascurata nell’infanzia, in modo a volte crudele, ma lei si comporta nello stesso modo, ignorando i figli e il marito, preoccupata solo della propria malattia, e si vendica della madre in modo altrettanto spietato, rifiutandola nella vecchiaia. E’ un rapporto distorto e malato, che termina solo con la morte, anche se la donna attribuisce all’analista il merito della guarigione. L’autrice vuole incolpare la madre per la propria angoscia, ma la depressione nasce dentro di noi, siamo noi a interpretare ogni avvenimento in funzione della Cosa. Una persona con problemi psicologici è insopportabile a sé e agli altri, e forse x questo gli ammalati di patologie mentali sono emarginati. Difficilmente, una volta guariti, vogliono ricordare quel periodo di buio. Marie Cardinal ha il merito di parlarne, ma il libro è pesante e ripetitivo, una cronaca priva di autocritica di ossessioni, fobie, angosce, lunga sette anni. Forse è interessante solo per chi ha vissuto esperienze simili, come l’amico che me ne ha consigliato l’acquisto.

    ha scritto il 

  • 5

    trovato per caso nella casa di mare...una scoperta straordinaria, commovente e vero fino a non farti respirare...però devi essere sufficentemente serena per immergerti in questa analisi

    ha scritto il 

  • 5

    Autobiografia, male e desiderio di libertà

    L’opera che la Cardinal ci ha lasciato è vibrante, intrisa di desiderio di libertà e della ricerca di rapporti di verità nel mantenimento dei propri legami e delle proprie radici; è un prosa che ha se ...continua

    L’opera che la Cardinal ci ha lasciato è vibrante, intrisa di desiderio di libertà e della ricerca di rapporti di verità nel mantenimento dei propri legami e delle proprie radici; è un prosa che ha segnato un’epoca con la sua carica innovativa, con quel riconoscimento sempre presente del valore della propria identità.

    ha scritto il 

  • 4

    I miei occhi non erano più finestre. Benché fossero aperti sapevo che li avevo chiusi, che erano solo due fette di globi oculari.

    2012:
    E’ un percorso di analisi duro, lungo e doloroso della protagonista che però la porterà ad una rinascita e ad una maggiore consapevolezza di sé. Alcuni passaggi sono davvero sconvolgenti e commo ...continua

    2012:
    E’ un percorso di analisi duro, lungo e doloroso della protagonista che però la porterà ad una rinascita e ad una maggiore consapevolezza di sé. Alcuni passaggi sono davvero sconvolgenti e commoventi, molto significativi dei rapporti femminili. Le mamme ci mettono al mondo ma poi possono anche ucciderci. Ho adorato quell’ometto piccolo e bruno, con gli occhi neri, lisci come la testa di un chiodo…

    ha scritto il 

  • 5

    Testimonianza coraggiosa e autentica sul percorso di psicoanalisi svolto dall'autrice, dai sintomi alla guarigione, dal suo mettersi in gioco alla scoperta di se stessa, dalla morte alla rinascita. La ...continua

    Testimonianza coraggiosa e autentica sul percorso di psicoanalisi svolto dall'autrice, dai sintomi alla guarigione, dal suo mettersi in gioco alla scoperta di se stessa, dalla morte alla rinascita. La descrizione di 7 anni di cammino nei meandri dell'animo umano per guardare la realtà e abbattere paure e resistenze. Bellissimo, da leggere con calma per capire e metabolizzare ogni passaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Avevo molte storie da raccontare, molti aneddoti , ma della storia che abitava dentro di me, la cosa, questa colonna del mio essere, ermeticamente chiusa, piena di buio, in movimento, come facevo a ...continua

    "Avevo molte storie da raccontare, molti aneddoti , ma della storia che abitava dentro di me, la cosa, questa colonna del mio essere, ermeticamente chiusa, piena di buio, in movimento, come facevo a parlarne? Era una colonna densa, spessa, percorsa talvolta da spasmi, da affanni e da movimenti lenti come quelli dell'acqua nei sottofondi marini. I miei occhi non erano più finestre, benchè fossero aperti sapevo che li avevo chiusi, che erano solo due fette di globi oculari"

    "Sapevo anche che le parole che venivo a riversare a fiumi, tre volte a settimana, erano diverse dalle loro, che ognuno aveva la propria storia, altrettanto penosa, altrettanto irrisoria, altrettanto incomprensibile per gli altri , altrettanto intollerabile per loro"

    "Dovevo riuscire a vedere senza vedere, senza sentire"

    "Forse la mia paura, una volta espressa, mi avrebbe annientata? Forse la mia paura, una volta espressa, sarebbe stata giudicata insignificante? Forse la mia paura, una volta espressa, mi avrebbe tolto qualsiasi importanza o forse la mia paura, una volta espressa, si sarebbe rivelata non tanto come paura quanto come una tara vergognosa?"

    "Molto più tardi avrei imparato che il pensiero non si affaccia spontaneamente alla porta del nascosto, non basta voler penetrare nell'inconscio perchè la mente venga dietro. Il pensiero temporeggia, va avanti poi indietro, esita, sta in agguato ma poi quando viene il momento giusto si ferma davanti alla porta come un cane da punta, rimane paralizzato, poi è il padrone che deve fare alzare la selvaggina"

    "Dimenticare è come chiudere una serratura estremamente complicata, che però è soltanto una serratura, non è una gomma e non è una spada, non cancella e non uccide, tiene chiuso e basta"

    "Che sia a causa di quei momenti che nel corso della mia vita fino ad oggi le mie riflessioni mi hanno sempre riportato alla mia condizione un frammento dell'universo? Che sia a causa dell'armonia di quelle notti antiche che accetto la mia esistenza solo quando sento che è cosmica? Che sia a causa dell'intesa che esisteva tra me e lei che mi sento felice soltanto quando ho l'impressione di partecipare a un tutto?"

    "La felicità esiste lo sapevo, l'avevo sempre saputo, la felicità semplice, piena. La felicità alla quale avevo sempre riservato un grande spazio e che finalmente dopo tanti anni mi invadeva improvvisa, inaspettata. Più di trent'anni passari ad aspettarla!"

    "Vieni, guardiamcoi, non cessare di guardarmi, ora entreremo nelle onde, conosco una striscia di sabbia bianca dove non potrai farti male, dovrai soltanto lasciarti andare. Ricordati, mio dolce, mio caro, che il mare è buono se non lo fermi, vuole solo lambirti, accarezzarti, portarti, cullarti. Lascialo fare e vedrai che ti piacerà. Altrimenti ti farà paura. Aggrappati alla schiuma, senti sotto i piedi la sabbia che scappa insieme all'onda? Scappa con la sabbia, ora lascia che la corrente ti prenda la schiena. Oplà, una capriola! Tuffati, tuffati! Lasciati avvolgere, massaggiare dall'acqua. Superate le onde nuoteremo verso il largo. Ti prego, continua a guardarmi."

    ha scritto il 

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