Le parole segrete

Di

Editore: Garzanti (Elefanti Bestseller)

3.4
(637)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 522 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8811679745 | Isbn-13: 9788811679745 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: L. Grandi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel villaggio di Malbry non è facile essere giovani e coltivare i propri sogni. Le regole e la disciplina la fanno da padroni; i giochi e gli incantesimi sono stati proibiti. Eppure Maddy non ha mai smesso di credere nel potere dei sogni e della magia. Lei è diversa da tutti: è ribelle, curiosa, testarda, e sulla mano ha il marchio di una runa. Per molti si tratta di un segno maledetto, ma non per il Guercio, il misterioso straniero che racconta storie affascinanti, l'unico amico che Maddy abbia mai avuto. È lui a svelarle il misterioso linguaggio delle rune e a introdurla in quell'universo proibito e vietato dove sono nascosti gli incantesimi, la conoscenza e il segreto delle sue origini. Mentre il futuro inciso sulla sua mano si avvicina giorno dopo giorno, una terribile catastrofe minaccia di distruggere per sempre quel mondo perduto. Maddy è l'unica in grado di salvarlo: sarà un'avventura appassionante e un percorso di crescita, dall'innocenza epeduta alla consapevolezza del proprio destino, oltre le cupe regole dell'Ordine. Con Le parole segrete Joanne Harris continua a esplorare la realtà fantastica, fondendo le atmosfere di Chocolat con le antiche mitologie, a cominciare da quelle nordiche.
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  • 4

    Tutto ciò che si può sognare è vero.

    Sono davvero sorpreso. Sapevo della bravura di Joanne Harris nel cambiare stile di scrittura e genere fra un libro e l’altro, ma non credevo ne fosse capace fino a questo punto. Una storia inconsueta, ...continua

    Sono davvero sorpreso. Sapevo della bravura di Joanne Harris nel cambiare stile di scrittura e genere fra un libro e l’altro, ma non credevo ne fosse capace fino a questo punto. Una storia inconsueta, per lei. Qualcosa che va al di là di ogni immaginazione. La fusione fra Sogno e Realtà. Un connubio armonico che ruota attorno al racconto fantastico e quello riflessivo.
    La storia porta nei Nove Mondi, con creature demoniache o divine, inferi e città celesti, miti e paure. Pur nel fantasioso dipinge timori e verità del nostro tempo. L’Ordine, con i suoi inquisitori, che cerca di farsi spazio nel Caos… e viceversa. Per certi versi difficile da seguire, ma il tutto è facilitato da mappe geografiche e spiegazioni che si trovano all’inizio del tomo.
    Non sono un amante del genere, lo ammetto. I romanzi fantastici non sono mai riusciti a nutrire la mia fame di parole e la mia sete di coccole interiori, ma, non so come mai, la Harris ottiene sempre la mia commozione, la mia attenzione e il mio cuore. Sì: anche questa volta. Nonostante il genere l’ha spuntata: mi ha regalato metafore sublimi, ricami nell’anima e lunghe, definite riflessioni significative.
    Leggere “Le parole segrete” mi ha aperto gli occhi su qualcosa di nuovo, permettendomi di cullarmi fra storie al limite dell’assurdo positivo.
    Una bambina, un canonico, un Inquisitore, un Dio, un Demone, un Goblin e strade su strade… pagina dopo pagina vi chiederete se riuscirà mai a far quadrare tutto, se ogni cosa vi sarà spiegata, se la storia si congiungerà senza tralasciare nulla. La risposta è sì. Il ricamo sarà perfetto, intatto e da ammirare con un profondo sospiro. Incalzante, mai scontato, mai noioso, rincorre il lettore almeno quanto quest’ultimo faccia con lui.
    Un libro insolito, magistralmente nato dalla parola di un’autrice che continua a sorprendermi ed è stata in grado di abbracciarmi sempre più insistentemente.

    ha scritto il 

  • 4

    In realtà 3 stelle e mezzo.
    Non riesco ancora a capire se mi è piaciuto o meno. È un libro scritto in modo accurato e dimostra che dietro vi è un stata una bella ricerca ma non mi veniva voglia durant ...continua

    In realtà 3 stelle e mezzo.
    Non riesco ancora a capire se mi è piaciuto o meno. È un libro scritto in modo accurato e dimostra che dietro vi è un stata una bella ricerca ma non mi veniva voglia durante la lettura di dire "ah vediamo che succede". I colpi di scena ci sono ma niente di eclatante. I personaggi sono invece ben caratterizzati (per Loki sono di parte, lo amo in qualsiasi contesto).
    Mi farò un'idea migliore sull'autrice leggendo prossimamente "Il canto del ribelle".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Maddy vive in un mondo in cui è vietato sognare, dove una religione che ha come dio l'Innominato è padrona delle terre vichinghe . Ma Maddy non è una bambina come tutte le altre: ha il marchio della r ...continua

    Maddy vive in un mondo in cui è vietato sognare, dove una religione che ha come dio l'Innominato è padrona delle terre vichinghe . Ma Maddy non è una bambina come tutte le altre: ha il marchio della runa tatuato sul braccio da quando è nata che le conferisce moltissimi poteri.
    Non è la sola ad avere la runa: anche il Guercio, il vecchio errante che tutti evitano come la peste ha il segno del marchio e insegna alla ragazzina a usare il suo dono fino a quando il mondo incantato di cui il vecchio Guercio le ha narrato rischia di svanire per sempre.
    Viaggiando nel Mondo Sotterraneo non solo conoscerà tutti i Vecchi Dei ma scoprirà qualcosa anche sulla sua famiglia d'origine.
    È un bel fantasy, forse uny po' pesante all'inizio ma si fa perdonyare nella seconda metà della storia.

    ha scritto il 

  • 3

    3 e 1/2

    Devo dire che i libri della Harris li ho sempre letti con estremo piacere, e questo è il primo dove ho faticato un po'. Non perché la trama non sia degna, anzi. Joanne Harris ha creato un suo mondo ba ...continua

    Devo dire che i libri della Harris li ho sempre letti con estremo piacere, e questo è il primo dove ho faticato un po'. Non perché la trama non sia degna, anzi. Joanne Harris ha creato un suo mondo basato sulle divinità nordiche rimanendo anche piuttosto fedele ai miti originali.

    Rimane un buon libro, ma a me non ha lasciato nulla, nessuna emozione particolare durante la lettura.

    ha scritto il 

  • 1

    Joanne Harris e il fantasy..

    .. sono due mondi che dovrebbero rimanere separati. Da fan sfegatata di quest'autrice non vedevo l'ora di leggerlo e devo francamente ammettere di esserne rimasta delusa. Joanne Harris è una scrittric ...continua

    .. sono due mondi che dovrebbero rimanere separati. Da fan sfegatata di quest'autrice non vedevo l'ora di leggerlo e devo francamente ammettere di esserne rimasta delusa. Joanne Harris è una scrittrice coi fiocchi e di assoluto impatto, tutt'altro che nuova a concetti come la "magia" ( Chocolat ne è una prova lampante ) ma dà il meglio di sé quando si tratta di raccontare storie introspettive e portare alla luce, tramite la narrazioni e gli avvenimenti, le motivazioni che spingono i personaggi ad essere quello che sono e quello che fanno, soprattutto quando si tratta di vendetta. Della scrittrice magistrale della Scuola dei Desideri, del Seme del Male e della trilogia di Chocolat, appunto, non c'è minimamente traccia, tanto che la storia sembra scritta da qualcun altro. Non so cosa sia andato storto, ma ho cercato di focalizzare quelli che, a mio parere, sono i punti che proprio non vanno:
    1. I personaggi: dopo aver conosciuto personaggi arguti e brillanti, ribelli e un pò fuori dagli schemi come Armande, al confronto persino Loki è scialbo e piatto. Ed è comunque il personaggio più irriverente e che merita di più tra i presenti, ma è stato gestito veramente male. Spesso l'ho trovato infantile e banale, e non in senso positivo. Un personaggio infantile può essere interessante se mosso con criterio e creato appositamente tale, ma si capisce che questo non era l'intento dell'autrice. Quanto agli altri personaggi, quasi nessuno mi è piaciuto abbastanza da ricordarmene.
    2. La storia: la storia inizia in maniera che intriga abbastanza, ma poi si perde. I continui spostamenti dei personaggi disorientano ( o forse sono io che non ero abbastanza concentrata durante la lettura ), i colpi di scena non esistono ( ho anticipato quasi tutto ben prima che accadesse, sia per quanto riguarda le vicende sia per l'identità reale dei personaggi ) e la storia è al contempo troppo lunga e troppo corta. Mi spiego: troppo lunga perchè succedono trecento cose in cinquecento pagine, che non sono poche, e si ha l'impressione che la storia non finisca mai, finendo per tediare; troppo corta perché, proprio per il motivo sopracitato, secondo me avrebbe avuto più impatto se l'avesse suddivisa in due libri e avesse avuto più cura dei dettagli e dello sviluppo psicologico dei personaggi, frettoloso e superficiale, e delle vicende - almeno per determinate parti. Ci sono battaglie che passano in secondo piano perché la vicenda si concentra sui personaggi e poi, ogni tanto, si intravede qualche scorcio del combattimento in corso. Ci sono armate che dovrebbero far venire i brividi a chiunque e invece non mi hanno suscitato niente.
    3. Lo stile di scrittura: il tasto più dolente di tutti, che dalla Harris non mi sarei mai aspettata: descrizioni piatte come tavole e aride come deserti. Questa tipologia di scrittura non fa decisamente al caso suo perché più che scrivere la Harris elenca e spiattella ambientazione e dettagli come spiegazioni durante una lezione universitaria, invece di lasciarle trapelare dallo sviluppo della vicenda, senza suscitare alcun coinvolgimento emotivo, e questo fa perdere al lettore qualunque interesse sul sapere come continua la storia. Paradossalmente la Harris è molto più brava quando parla del niente e si sofferma molto sulle emozioni e sulla psicologia del personaggio, di solito mosso in prima persona - una cosa che solitamente non rientra nei miei gusti - che non quando deve raccontare seguendo lo stile classico del romanzo. La storia ne risulta molto poco fluida e confusionaria, almeno per me.
    Conclusione: avevo inziato a leggere le parole segrete parecchio tempo fa e l'avevo abbandonato dopo un centinaio di pagine, forse meno. Adesso so perché e la mia opinione in merito non è cambiata affatto. Lo sto finendo a fatica perché sono annoiata a morte e per niente curiosa di sapere come proseguirà già adesso, figuriamoci di sapere cosa accadrà nel secondo libro. E' stato un esperimento diverso da solito, e nessuno vieta ad un autore di provare altre strade e altri stili, ma è stato fallimentare nonostante l'idea alla base fosse molto buona. L'ho trovato un libro per ragazzini, e ce ne sono di fatti sicuramente molto meglio e con colpi di scena molto meno prevedibili. Quelli presenti nel libro sono praticamente ovvietà. In sostanza,
    A qualcuno è piaciuto molto, quindi non me la sento di sconsigliarlo totalmente, ma alla luce di quanto sopra, sapete a cosa state andando incontro, soprattutto se amate Joanne Harris.

    ha scritto il 

  • 5

    Non ho considerato questo libro per troppo tempo e ne sono amaramente pentita!
    Avevo proprio bisogno di un fantasy così diverso, a parte Sugar,il goblin,non sono presenti altre creature fantastiche,ma ...continua

    Non ho considerato questo libro per troppo tempo e ne sono amaramente pentita!
    Avevo proprio bisogno di un fantasy così diverso, a parte Sugar,il goblin,non sono presenti altre creature fantastiche,ma in primo piano ci sono le rune,in mano agli dei.
    Non conoscevo questa autrice e mi ha piacevolmente sorpresa perchè con un linguaggio fluido e molti personaggi è riuscita a ricreare le leggende norrene,lasciandomi incollata alle pagine e senza crearmi alcuna confusione. Loki,il Burlone e dio dell'inganno è decisamente il personaggio più accattivante e ironico,ma ho apprezzato anche Maddy che accetta ogni sfida con tenacia e Odino che comprende la profezia fino alla fine,senza provare a cambiare nulla perchè questo è il destino.
    Soprattutto mi è venuta voglia di saperne di più su Loki,Odino,Thor, Aesir e Vanir e ciò è assolutamente positivo.
    Questo libro porta con sè anche un bellissimo insegnamento che è il perdono,nonostante tutto.
    Proseguo con il seguito,sperando sia altrettanto bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Ruina della Strega

    Era da un po’ di tempo che non mi cimentavo nella lettura di uno dei romanzi della Harris e quando mi sono trovata davanti alla copertina di questo ho deciso di prenderlo senza sapere bene di cosa si ...continua

    Era da un po’ di tempo che non mi cimentavo nella lettura di uno dei romanzi della Harris e quando mi sono trovata davanti alla copertina di questo ho deciso di prenderlo senza sapere bene di cosa si trattava.

    È un romanzo fantasy intriso di magia; l’autrice ha deciso di spiegarci anche il significato delle rune che richiamerà nel suo testo disegnandocele e chiarendoci il loro utilizzo.
    Troviamo anche molti Dei presi dai miti nordici, uno di questi è Odino ed inoltre disseminati qua e là tra le pagine “vediamo” vari goblin (spiritelli).

    Si tratta di un mattoncino di quasi seicento pagine e devo anche ammettere che non mi è piaciuto come i precedenti che ho letto.
    Troppi personaggi, non riuscivo a seguire bene la trama anche se la storia tutto sommato è piacevole.
    Anche se il libro non è brevissimo sono riuscita a terminarlo in poco tempo però alcune volte dovevo rileggere delle parti precendenti perché non mi erano molto chiare.
    Il finale non è del tutto inaspettato, ma ho molto apprezzato il colpo di scena che ha voluto inserire la scrittrice.

    Passiamo alla trama.

    Sono passati cinquecento anni dalla “fine del mondo”, siamo nella Terra di mezzo esattamente a Malbry.
    Qui abita Maddy, una ragazzina intelligente, curiosa, scaltra e che crede di essere sgradevole agli occhi di tutti perché è nata con uno strano simbolo nel palmo della mano, una runa, un segno maledetto.
    Un giorno conosce un misterioso straniero chiamato il Guercio, il quale diventerà il suo migliore amico e le insegnerà l’affascinante linguaggio delle rune.
    Più i giorni passano però, più una terribile catastrofe minaccia di distruggere quel mondo perduto.
    Proprio Maddy, la protagonista principale, dovrà mettere tutte le sue forze per evitare il peggio.

    La parte che mi è più piaciuta di questo libro è stata l’entrata nella Collina del Cavallo Rosso. Credevo di essere lì insieme ai protagonisti e di vivere le loro stesse esperienze. Sentire il calore, brancolare nel buio, cercare qualcosa di impreciso e temere il peggio.

    È stata molto carina l’idea dell’autrice di mescolare tradizioni e miti celtici con un racconto nato dalla sua penna, ma purtroppo non mi ha colpito come i precedenti romanzi.

    Peccato, vorrà dire che prossimamente mi informerò di più sui suoi libri.

    ha scritto il 

  • 4

    Non avevo capito che fosse un fantasy!
    Direi tre stelle e mezzo.
    Si legge volentieri perchè ci sono continui cambi di scena e sorprese, ma non ci si appassiona molto ai personaggi perchè sono troppo " ...continua

    Non avevo capito che fosse un fantasy!
    Direi tre stelle e mezzo.
    Si legge volentieri perchè ci sono continui cambi di scena e sorprese, ma non ci si appassiona molto ai personaggi perchè sono troppo "fantastici".
    Il più simpatico è il goblin Sugar :)

    ha scritto il 

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