Le parole segrete

Di

Editore: Garzanti (Elefanti Bestseller)

3.4
(630)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 522 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8811679745 | Isbn-13: 9788811679745 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: L. Grandi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel villaggio di Malbry non è facile essere giovani e coltivare i propri sogni. Le regole e la disciplina la fanno da padroni; i giochi e gli incantesimi sono stati proibiti. Eppure Maddy non ha mai smesso di credere nel potere dei sogni e della magia. Lei è diversa da tutti: è ribelle, curiosa, testarda, e sulla mano ha il marchio di una runa. Per molti si tratta di un segno maledetto, ma non per il Guercio, il misterioso straniero che racconta storie affascinanti, l'unico amico che Maddy abbia mai avuto. È lui a svelarle il misterioso linguaggio delle rune e a introdurla in quell'universo proibito e vietato dove sono nascosti gli incantesimi, la conoscenza e il segreto delle sue origini. Mentre il futuro inciso sulla sua mano si avvicina giorno dopo giorno, una terribile catastrofe minaccia di distruggere per sempre quel mondo perduto. Maddy è l'unica in grado di salvarlo: sarà un'avventura appassionante e un percorso di crescita, dall'innocenza epeduta alla consapevolezza del proprio destino, oltre le cupe regole dell'Ordine. Con Le parole segrete Joanne Harris continua a esplorare la realtà fantastica, fondendo le atmosfere di Chocolat con le antiche mitologie, a cominciare da quelle nordiche.
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  • 4

    In realtà 3 stelle e mezzo.
    Non riesco ancora a capire se mi è piaciuto o meno. È un libro scritto in modo accurato e dimostra che dietro vi è un stata una bella ricerca ma non mi veniva voglia durant ...continua

    In realtà 3 stelle e mezzo.
    Non riesco ancora a capire se mi è piaciuto o meno. È un libro scritto in modo accurato e dimostra che dietro vi è un stata una bella ricerca ma non mi veniva voglia durante la lettura di dire "ah vediamo che succede". I colpi di scena ci sono ma niente di eclatante. I personaggi sono invece ben caratterizzati (per Loki sono di parte, lo amo in qualsiasi contesto).
    Mi farò un'idea migliore sull'autrice leggendo prossimamente "Il canto del ribelle".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Maddy vive in un mondo in cui è vietato sognare, dove una religione che ha come dio l'Innominato è padrona delle terre vichinghe . Ma Maddy non è una bambina come tutte le altre: ha il marchio della r ...continua

    Maddy vive in un mondo in cui è vietato sognare, dove una religione che ha come dio l'Innominato è padrona delle terre vichinghe . Ma Maddy non è una bambina come tutte le altre: ha il marchio della runa tatuato sul braccio da quando è nata che le conferisce moltissimi poteri.
    Non è la sola ad avere la runa: anche il Guercio, il vecchio errante che tutti evitano come la peste ha il segno del marchio e insegna alla ragazzina a usare il suo dono fino a quando il mondo incantato di cui il vecchio Guercio le ha narrato rischia di svanire per sempre.
    Viaggiando nel Mondo Sotterraneo non solo conoscerà tutti i Vecchi Dei ma scoprirà qualcosa anche sulla sua famiglia d'origine.
    È un bel fantasy, forse uny po' pesante all'inizio ma si fa perdonyare nella seconda metà della storia.

    ha scritto il 

  • 3

    3 e 1/2

    Devo dire che i libri della Harris li ho sempre letti con estremo piacere, e questo è il primo dove ho faticato un po'. Non perché la trama non sia degna, anzi. Joanne Harris ha creato un suo mondo ba ...continua

    Devo dire che i libri della Harris li ho sempre letti con estremo piacere, e questo è il primo dove ho faticato un po'. Non perché la trama non sia degna, anzi. Joanne Harris ha creato un suo mondo basato sulle divinità nordiche rimanendo anche piuttosto fedele ai miti originali.

    Rimane un buon libro, ma a me non ha lasciato nulla, nessuna emozione particolare durante la lettura.

    ha scritto il 

  • 1

    Joanne Harris e il fantasy..

    .. sono due mondi che dovrebbero rimanere separati. Da fan sfegatata di quest'autrice non vedevo l'ora di leggerlo e devo francamente ammettere di esserne rimasta delusa. Joanne Harris è una scrittric ...continua

    .. sono due mondi che dovrebbero rimanere separati. Da fan sfegatata di quest'autrice non vedevo l'ora di leggerlo e devo francamente ammettere di esserne rimasta delusa. Joanne Harris è una scrittrice coi fiocchi e di assoluto impatto, tutt'altro che nuova a concetti come la "magia" ( Chocolat ne è una prova lampante ) ma dà il meglio di sé quando si tratta di raccontare storie introspettive e portare alla luce, tramite la narrazioni e gli avvenimenti, le motivazioni che spingono i personaggi ad essere quello che sono e quello che fanno, soprattutto quando si tratta di vendetta. Della scrittrice magistrale della Scuola dei Desideri, del Seme del Male e della trilogia di Chocolat, appunto, non c'è minimamente traccia, tanto che la storia sembra scritta da qualcun altro. Non so cosa sia andato storto, ma ho cercato di focalizzare quelli che, a mio parere, sono i punti che proprio non vanno:
    1. I personaggi: dopo aver conosciuto personaggi arguti e brillanti, ribelli e un pò fuori dagli schemi come Armande, al confronto persino Loki è scialbo e piatto. Ed è comunque il personaggio più irriverente e che merita di più tra i presenti, ma è stato gestito veramente male. Spesso l'ho trovato infantile e banale, e non in senso positivo. Un personaggio infantile può essere interessante se mosso con criterio e creato appositamente tale, ma si capisce che questo non era l'intento dell'autrice. Quanto agli altri personaggi, quasi nessuno mi è piaciuto abbastanza da ricordarmene.
    2. La storia: la storia inizia in maniera che intriga abbastanza, ma poi si perde. I continui spostamenti dei personaggi disorientano ( o forse sono io che non ero abbastanza concentrata durante la lettura ), i colpi di scena non esistono ( ho anticipato quasi tutto ben prima che accadesse, sia per quanto riguarda le vicende sia per l'identità reale dei personaggi ) e la storia è al contempo troppo lunga e troppo corta. Mi spiego: troppo lunga perchè succedono trecento cose in cinquecento pagine, che non sono poche, e si ha l'impressione che la storia non finisca mai, finendo per tediare; troppo corta perché, proprio per il motivo sopracitato, secondo me avrebbe avuto più impatto se l'avesse suddivisa in due libri e avesse avuto più cura dei dettagli e dello sviluppo psicologico dei personaggi, frettoloso e superficiale, e delle vicende - almeno per determinate parti. Ci sono battaglie che passano in secondo piano perché la vicenda si concentra sui personaggi e poi, ogni tanto, si intravede qualche scorcio del combattimento in corso. Ci sono armate che dovrebbero far venire i brividi a chiunque e invece non mi hanno suscitato niente.
    3. Lo stile di scrittura: il tasto più dolente di tutti, che dalla Harris non mi sarei mai aspettata: descrizioni piatte come tavole e aride come deserti. Questa tipologia di scrittura non fa decisamente al caso suo perché più che scrivere la Harris elenca e spiattella ambientazione e dettagli come spiegazioni durante una lezione universitaria, invece di lasciarle trapelare dallo sviluppo della vicenda, senza suscitare alcun coinvolgimento emotivo, e questo fa perdere al lettore qualunque interesse sul sapere come continua la storia. Paradossalmente la Harris è molto più brava quando parla del niente e si sofferma molto sulle emozioni e sulla psicologia del personaggio, di solito mosso in prima persona - una cosa che solitamente non rientra nei miei gusti - che non quando deve raccontare seguendo lo stile classico del romanzo. La storia ne risulta molto poco fluida e confusionaria, almeno per me.
    Conclusione: avevo inziato a leggere le parole segrete parecchio tempo fa e l'avevo abbandonato dopo un centinaio di pagine, forse meno. Adesso so perché e la mia opinione in merito non è cambiata affatto. Lo sto finendo a fatica perché sono annoiata a morte e per niente curiosa di sapere come proseguirà già adesso, figuriamoci di sapere cosa accadrà nel secondo libro. E' stato un esperimento diverso da solito, e nessuno vieta ad un autore di provare altre strade e altri stili, ma è stato fallimentare nonostante l'idea alla base fosse molto buona. L'ho trovato un libro per ragazzini, e ce ne sono di fatti sicuramente molto meglio e con colpi di scena molto meno prevedibili. Quelli presenti nel libro sono praticamente ovvietà. In sostanza,
    A qualcuno è piaciuto molto, quindi non me la sento di sconsigliarlo totalmente, ma alla luce di quanto sopra, sapete a cosa state andando incontro, soprattutto se amate Joanne Harris.

    ha scritto il 

  • 5

    Non ho considerato questo libro per troppo tempo e ne sono amaramente pentita!
    Avevo proprio bisogno di un fantasy così diverso, a parte Sugar,il goblin,non sono presenti altre creature fantastiche,ma ...continua

    Non ho considerato questo libro per troppo tempo e ne sono amaramente pentita!
    Avevo proprio bisogno di un fantasy così diverso, a parte Sugar,il goblin,non sono presenti altre creature fantastiche,ma in primo piano ci sono le rune,in mano agli dei.
    Non conoscevo questa autrice e mi ha piacevolmente sorpresa perchè con un linguaggio fluido e molti personaggi è riuscita a ricreare le leggende norrene,lasciandomi incollata alle pagine e senza crearmi alcuna confusione. Loki,il Burlone e dio dell'inganno è decisamente il personaggio più accattivante e ironico,ma ho apprezzato anche Maddy che accetta ogni sfida con tenacia e Odino che comprende la profezia fino alla fine,senza provare a cambiare nulla perchè questo è il destino.
    Soprattutto mi è venuta voglia di saperne di più su Loki,Odino,Thor, Aesir e Vanir e ciò è assolutamente positivo.
    Questo libro porta con sè anche un bellissimo insegnamento che è il perdono,nonostante tutto.
    Proseguo con il seguito,sperando sia altrettanto bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Ruina della Strega

    Era da un po’ di tempo che non mi cimentavo nella lettura di uno dei romanzi della Harris e quando mi sono trovata davanti alla copertina di questo ho deciso di prenderlo senza sapere bene di cosa si ...continua

    Era da un po’ di tempo che non mi cimentavo nella lettura di uno dei romanzi della Harris e quando mi sono trovata davanti alla copertina di questo ho deciso di prenderlo senza sapere bene di cosa si trattava.

    È un romanzo fantasy intriso di magia; l’autrice ha deciso di spiegarci anche il significato delle rune che richiamerà nel suo testo disegnandocele e chiarendoci il loro utilizzo.
    Troviamo anche molti Dei presi dai miti nordici, uno di questi è Odino ed inoltre disseminati qua e là tra le pagine “vediamo” vari goblin (spiritelli).

    Si tratta di un mattoncino di quasi seicento pagine e devo anche ammettere che non mi è piaciuto come i precedenti che ho letto.
    Troppi personaggi, non riuscivo a seguire bene la trama anche se la storia tutto sommato è piacevole.
    Anche se il libro non è brevissimo sono riuscita a terminarlo in poco tempo però alcune volte dovevo rileggere delle parti precendenti perché non mi erano molto chiare.
    Il finale non è del tutto inaspettato, ma ho molto apprezzato il colpo di scena che ha voluto inserire la scrittrice.

    Passiamo alla trama.

    Sono passati cinquecento anni dalla “fine del mondo”, siamo nella Terra di mezzo esattamente a Malbry.
    Qui abita Maddy, una ragazzina intelligente, curiosa, scaltra e che crede di essere sgradevole agli occhi di tutti perché è nata con uno strano simbolo nel palmo della mano, una runa, un segno maledetto.
    Un giorno conosce un misterioso straniero chiamato il Guercio, il quale diventerà il suo migliore amico e le insegnerà l’affascinante linguaggio delle rune.
    Più i giorni passano però, più una terribile catastrofe minaccia di distruggere quel mondo perduto.
    Proprio Maddy, la protagonista principale, dovrà mettere tutte le sue forze per evitare il peggio.

    La parte che mi è più piaciuta di questo libro è stata l’entrata nella Collina del Cavallo Rosso. Credevo di essere lì insieme ai protagonisti e di vivere le loro stesse esperienze. Sentire il calore, brancolare nel buio, cercare qualcosa di impreciso e temere il peggio.

    È stata molto carina l’idea dell’autrice di mescolare tradizioni e miti celtici con un racconto nato dalla sua penna, ma purtroppo non mi ha colpito come i precedenti romanzi.

    Peccato, vorrà dire che prossimamente mi informerò di più sui suoi libri.

    ha scritto il 

  • 4

    Non avevo capito che fosse un fantasy!
    Direi tre stelle e mezzo.
    Si legge volentieri perchè ci sono continui cambi di scena e sorprese, ma non ci si appassiona molto ai personaggi perchè sono troppo " ...continua

    Non avevo capito che fosse un fantasy!
    Direi tre stelle e mezzo.
    Si legge volentieri perchè ci sono continui cambi di scena e sorprese, ma non ci si appassiona molto ai personaggi perchè sono troppo "fantastici".
    Il più simpatico è il goblin Sugar :)

    ha scritto il 

  • 4

    Le parole segrete di Joanne Harris rappresenta il primo volume della saga Runemarks, al momento costituita da questo romanzo e da Le parole di luce. È inoltre il primo libro che leggo di questa autric ...continua

    Le parole segrete di Joanne Harris rappresenta il primo volume della saga Runemarks, al momento costituita da questo romanzo e da Le parole di luce. È inoltre il primo libro che leggo di questa autrice e di certo non sarà l’ultimo, dato che ne sono rimasta piacevolmente impressionata.

    La protagonista di questa storia è Maddy, una bambina vivace e intelligente che sin dalla nascita è sempre stata additata come “strana” da tutti i membri del villaggio di Malbry, padre e sorella inclusi, a causa di uno strano segno presente sulla sua mano, una runa. Ciò non vieta però ai simpatici compaesani della bimba di sfruttarla per tutte le emergenze magiche, fingendo però che in realtà non esistano: ed è così che un’invasione di Goblin diventa una semplice infestazione da ratti. La sua vita cambia quando incontra uno straniero, il Guercio, che le riempie la testa di tutte le storie che conosce e le insegna come usare e sfruttare le rune e la loro magia: ogni anno l’uomo misterioso torna a farle visita, informandosi sui recenti accadimenti al villaggio. Finché un giorno non le affida un’importantissima missione, che metterà la sua vita e quella del mondo intero in pericolo.

    Dopo La figlia dei ghiacci, mi sono trovata con Le parole segrete ad aver nuovamente a che fare con la mitologia nordica, anche se questa volta molto più da vicino: divinità come Loki, Thor e Odino, assieme a miti e strane creature, sono infatti dei veri e propri protagonisti di questa storia. Le antiche divinità vogliono infatti riprendersi il loro antico posto, scacciando l’Innominato e il suo culto assolutista. La Harris dipinge una società in cui è proibito sognare, in cui fantasticare è immorale e se si ha l’ardire di ribellarsi non si fa una bella fine. Coloro che sono diversi sono destinati a morire: l’unico motivo per cui Maddy è ancora in vita, nonostante l’evidente marchio, è l’essere nata in un paesino di campagna molto lontano dalla Fine del Mondo il cui prete non ha ancora avuto il coraggio di denunciarla. Ancora. Quello che attende in realtà è una prova inconfutabile della sua malvagità. Ci ritroviamo in un clima quasi medioevale, con gli Inquisitori deputati a estirpare le ultime tracce dell’antico culto. La magia ha un ruolo importantissimo nella narrazione, e indovinate come si chiama la ” formula” più potente? La Parola. Nuovamente, anche in questo romanzo, viene rimarcata l’importanza delle parole e il peso che esse possono avere.

    Il romanzo è ricco d’azione e di personaggi e ciò rende praticamente impossibile annoiarsi. La narrazione è impostata come una lunga fiaba, con un linguaggio molto semplice e lineare, a volte addirittura con semplificazioni eccessive. Ha un target diverso dai soliti libri della Harris e penso che forse sia anche questo uno dei motivi che ha determinato la presenza di diverse recensioni non molto positive in rete. Una delle critiche che mi è capitato di leggere più volte rivolta a questo romanzo è stata l’eccessivo numero di personaggi: io sinceramente non ho avuto alcun problema a seguire le varie vicende (sarà perché sono abituata a leggere George Martin?:P). Anzi, mi sono piaciuti moltissimo i protagonisti creati dalla Harris, Maddy e Loki in primis, quest’ultimo spesso invischiato in siparietti divertenti che ho adorato. Le altre divinità, tolto Odino, non è che siano il massimo dell’intelligenza, ma sono divertenti proprio per questo (sono l’unica a cui Thor ha ricordato il classico quaterback americano?:P). Interessanti anche gli antagonisti, che, come in tutte le fiabe per bambini, sono cattivi fino al midollo e in grado di architettare piani terribilmente intricati e diabolici. I doppi giochi e gli inganni si sprecano, del resto quando c’è implicato Loki si sa, non ci si può fidare di niente e nessuno. Non vedo l’ora di leggere il seguito per incontrare nuovamente tutta questa marmaglia.

    In definitiva, Le parole segrete è un romanzo fantastico dedicato a un pubblico giovane molto ricco e interessante, scritto forse con una semplicità eccessiva ma con un wordbuilding intrigante e diverso del solito.

    ha scritto il 

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