Le particelle elementari

Di

Editore: Bompiani

3.8
(3856)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Svedese , Chi tradizionale , Portoghese , Catalano , Lettone , Polacco

Isbn-10: 8845240983 | Isbn-13: 9788845240980 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Le particelle elementari sono i costituenti più semplici della materia: ed è in esse che Michel Djerzinski, biologo molecolare vicino al Nobel, cerca il significato di una vita che gli sfugge. Ha quarant'anni, è figlio di una hippie che l'aveva abbandonato per fuggire in California, ed è un asceta della scienza, refrattario a qualunque emozione. Il suo sogno è clonare gli esseri umani per assicurare loro un asettico futuro di immortalità e perfezione. Michel ha un fratellastro, Bruno, il cui destino non potrebbe essere più diverso: insegnante di lettere razzista, ossessionato dal sesso. Due vite parallele destinate a incontrarsi.
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  • 3

    scrittura cruda e pretenziosa, ricca di parentesi utile al mood complessivo; testo programmaticamente aggressivo e depimente. Se complessivamente la storia dei due fratelli regge (affascinando quando ...continua

    scrittura cruda e pretenziosa, ricca di parentesi utile al mood complessivo; testo programmaticamente aggressivo e depimente. Se complessivamente la storia dei due fratelli regge (affascinando quando racconta dell'infanzia e adolescenza, riuscendo meno in tutto il resto) la chiosa finale appare decisamente superflue dimostrando che l'intento complessivo era tr il poco chiaro e il pretenzioso.
    La componente più interessante è però il personale punto di vista (estremamente nichilista) sul mondo che l'autore porta avanti in ogni pagina, vogliosamente controcorrente descrive ogni spetto che gli capiti sotto mano e lo deforma seconda il proprio modo di vedere, trovando una felicissima combinazione con l'analisi storica degli anni 60-70.

    ha scritto il 

  • 3

    A me non è dispiaciuto.
    Un po’ porno (parecchio per la verità, anzi ad un certo punto anche fastidioso), ma negli anni 70 usava.
    Quindi disagio esistenziale, sessualità malata, riflessioni filosofiche ...continua

    A me non è dispiaciuto.
    Un po’ porno (parecchio per la verità, anzi ad un certo punto anche fastidioso), ma negli anni 70 usava.
    Quindi disagio esistenziale, sessualità malata, riflessioni filosofiche condite con pillole scientifiche. L’autore sa creare dubbi e tutto sommato è stata una lettura stimolante.
    Tre e mezzo

    ha scritto il 

  • 0

    Il libro racconta la storia di due fratelli. Uno ricercatore famoso e quasi autistico, l’altro sessuomane, ma in grado anche di slanci affettuosi. Houellebecq alterna accadimenti di Michel e di Bruno, ...continua

    Il libro racconta la storia di due fratelli. Uno ricercatore famoso e quasi autistico, l’altro sessuomane, ma in grado anche di slanci affettuosi. Houellebecq alterna accadimenti di Michel e di Bruno, ma onestamente non si capisce dove voglia portare. Tra le esperienze di sesso libero di uno e l’algida indifferenza dell’altro, si arriva alla fine senza che qualcosa rimanga impresso. Bruno finisce in un manicomio, Michel si pensa sia “entrato nel mare”. Ci sono degli spunti di interesse, che possono anche far riflettere, ma Houellebecq li esprime con un cinismo senza intermediazioni, senza possibilità di dubbio, che attira su di sé molte critiche negative da parte di molti commentatori. Poi ci sono gli intermezzi a base di pillole sulla biologia molecolare, che mi hanno sinceramente disturbato (inutili?), ci sono delle riflessioni che non ho ben compreso, sembra che Houellebecq “cerchi” lo scontro, la provocazione, ma anche (con il suo pomposo epilogo) una sorta di “grandeur” che a mio modo di vedere, considerando anche il livello della scrittura e dell’impostazione del romanzo, mi è sembrato fuori luogo. E poi nel terzo secolo di storia del pianeta la provocazione ha ancora un senso? Infine, molto pomposamente, questo libro è dedicato all’uomo, ma all’uomo, serve un libro del genere?

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver letto Sottomissione arrivo a questo libro; in maniera invertita e si sente.
    La trama è un po' nebulosa, ma lo stile è inconfondibile, scritto quasi sempre ottimamente e con una gran voglia ...continua

    Dopo aver letto Sottomissione arrivo a questo libro; in maniera invertita e si sente.
    La trama è un po' nebulosa, ma lo stile è inconfondibile, scritto quasi sempre ottimamente e con una gran voglia di essere stridente, sia con lo stile sia con le idee espresse.
    Continuo a restare affascinata dall'analisi del mondo di Houllebecq.

    ha scritto il 

  • 3

    Della difficoltà di affidarsi

    Il piacere nella lettura è strettamente connesso con l'abbandono e quindi con la possibilità di affidarsi al narratore per lasciarsi accompagnare in un viaggio che comporta rischi e possibili sorprese ...continua

    Il piacere nella lettura è strettamente connesso con l'abbandono e quindi con la possibilità di affidarsi al narratore per lasciarsi accompagnare in un viaggio che comporta rischi e possibili sorprese.
    Il mio problema leggendo questo libro è stata proprio la difficoltà ad affidarmi al suo autore, allontanata e irrigidita da uno sguardo che a tratti mi faceva sorridere perché poco 'politically correct' ma che alla fine mi sembra semplicemente riduttivo se non banale.
    Il distacco che percepisco tra l'autore e i suoi personaggi, così estremi da perdere un po' di credibilità, riflette il distacco tra me lettrice e il libro, l'assenza di quel ponte che è proprio un patto di fiducia per cui si può sospendere il giudizio e lasciarsi andare, finché dura la lettura, alla scoperta di uno sguardo sul mondo.
    L'ultimo capitolo ha costituito un'eccezione e mi ha emozionato la fredda e 'tecnica' rassegnazione e abdicazione all'esistenza della specie umana, permettendomi di percepire finalmente nel testo un leitmotiv vivo e non supponente: un guizzo finale che ha illuminato retrospettivamente il percorso ma non è bastato a riempirlo di senso.

    ha scritto il 

  • 1

    Le particelle elementari

    E' un libro che ha avuto ottime recensioni, io l'ho trovato pieno di squallore, il tutto è descritto seguendo un maschilismo spudorato. a me l'aveva consigliato un'amica, mi sono trovata un po' imbara ...continua

    E' un libro che ha avuto ottime recensioni, io l'ho trovato pieno di squallore, il tutto è descritto seguendo un maschilismo spudorato. a me l'aveva consigliato un'amica, mi sono trovata un po' imbarazzata durante la lettura e mi chiedevo come potesse esserle piaciuto un romanzo così deprimente.

    ha scritto il 

  • 3

    Teniendo en cuenta que soy virgen respecto a este escritor reconozco que me ha parecido una historia extraña, muy excéntrica. En ocasiones pensé que leía a Irving por los personajes tan melodramáticos ...continua

    Teniendo en cuenta que soy virgen respecto a este escritor reconozco que me ha parecido una historia extraña, muy excéntrica. En ocasiones pensé que leía a Irving por los personajes tan melodramáticos, con pasados o vidas tan trágicas, aún así me han gustado, sobre todo el principal. Un tipo muy interesante que termina flotando a pesar de los avatares de su vida y su gran afición al sexo, ya que es evidente que estamos ante una historia muy muy sexual, demasiado diría yo. Lo que añadiría con una insistencia, siendo lo peor de este libro en mi opinión es la gran cantidad de descripciones, cuenta todo demasiado, se excede mucho y aburre, ya sea en temas científicos, filosóficos o testimonios sobre los protagonistas y su vida que sobran muchas páginas a causa de ello, además no solo eso, el epílogo sobra, mete una buena chapa sobre ciencias, genética y temas de la humanidad que para mi por mucha relación que pueda tener con algún detalle de uno de los protagonistas, para mi no viene a cuento, sobra.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Cose che mi hanno colpito di questo libro

    -Michel Houellebecq è nato in Algeria, i genitori l'hanno abbandonato a sei anni e l'ha cresciuto la nonna. Ricorda qualcosa? Certo non è strano che il protagonista di un romanzo richiami esperiene de ...continua

    -Michel Houellebecq è nato in Algeria, i genitori l'hanno abbandonato a sei anni e l'ha cresciuto la nonna. Ricorda qualcosa? Certo non è strano che il protagonista di un romanzo richiami esperiene dell'autore, ma in questo caso i protagonisti ad avere in sorte questa mesta biografia sono addirittura due, i fratellastri (stessa madre) Michel e Bruno. I due disgraziati personaggi sono speculari e opposti, un po' alla Narciso e Boccadoro, uno tutto carnalità sesso e deboscio, l'altro tutta speculazione e astrazione, ma altrettanto incapaci di felicità, inetti alla vita. Quando tutto ormai sembra perduto, entrambi contemplano in parallelo una specie di salvezza per mezzo di due donne. Le poverine però rimangono entrambe vitttime di gravi sciagure sanitarie e, entrambe pur di non essere di peso scelgono di togliersi la vita. I due fratelli proseguono verso i rispetti vi destini. L'acme di Bruno è assistere alla morte dell'odiata madre per poi tornare a sprofondare nel nulla degli psicofarmaci. Michel invece cambierà il destino dell'umanità. Certo uno psicanalista trarrebbe diversi pensieri da questa trama.
    -Il rapporrto di Houellebecq con le donne.
    Non stupisce che in Francia H. sia inviso da molti. Il suo rancore per le rivoluzioni sociali e culturali degli anni '60-'70, è abbacinante, il suo disprezzo livido e senza pietà. La colpa che sembra imputare con maggiro fervore a quella generazione sembra essere che con le loro assurde istanze di libertà individuale ecc. abbiano rovinato le donne: queste, che pure per natura sarebbero state meno propense al gretto egoismo umano (vedi nonna), sono state però corrotte dalle fisime libertarie e anche loro si sono messe a cercare come gli uomini una realizzazione individuale che non coincida coi figli e la famiglia. Da qui l'origine delle vite disgraziate dei due protagonisti. H. non ci risparmia un vivido ritratto del prezzo che le donne pagano per questa libertà: al primo insorgere di decadenza delle carni , perso valore sul marcato della desiderabilità sessuale, esse, senza più il conforto della famiglia e del ruolo, vagano insoddisfatte riempiendo il vuoto delle lorro esistena con balorde consolazioni new age . Tiè. Certo non tutte le donne sono da buttare: le compagne dei due frattellastri sono ancora in grado di amare in modo totale ( quale offre orge al suo uomo, quale di esserne fecondata) ma ormai è tardi, la felicità è ormai impossibile, in men che non si dica le due vengono colpite da iatture. E così, divenuti inutili i loro corpi, opportunamente si tolgono di mezzo.

    ha scritto il 

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