Le particelle elementari

Di

Editore: Bompiani

3.8
(3799)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Svedese , Chi tradizionale , Portoghese , Catalano , Lettone , Polacco

Isbn-10: 8845240983 | Isbn-13: 9788845240980 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Le particelle elementari sono i costituenti più semplici della materia: ed è in esse che Michel Djerzinski, biologo molecolare vicino al Nobel, cerca il significato di una vita che gli sfugge. Ha quarant'anni, è figlio di una hippie che l'aveva abbandonato per fuggire in California, ed è un asceta della scienza, refrattario a qualunque emozione. Il suo sogno è clonare gli esseri umani per assicurare loro un asettico futuro di immortalità e perfezione. Michel ha un fratellastro, Bruno, il cui destino non potrebbe essere più diverso: insegnante di lettere razzista, ossessionato dal sesso. Due vite parallele destinate a incontrarsi.
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  • 1

    Le particelle elementari

    E' un libro che ha avuto ottime recensioni, io l'ho trovato pieno di squallore, il tutto è descritto seguendo un maschilismo spudorato. a me l'aveva consigliato un'amica, mi sono trovata un po' imbara ...continua

    E' un libro che ha avuto ottime recensioni, io l'ho trovato pieno di squallore, il tutto è descritto seguendo un maschilismo spudorato. a me l'aveva consigliato un'amica, mi sono trovata un po' imbarazzata durante la lettura e mi chiedevo come potesse esserle piaciuto un romanzo così deprimente.

    ha scritto il 

  • 3

    Teniendo en cuenta que soy virgen respecto a este escritor reconozco que me ha parecido una historia extraña, muy excéntrica. En ocasiones pensé que leía a Irving por los personajes tan melodramáticos ...continua

    Teniendo en cuenta que soy virgen respecto a este escritor reconozco que me ha parecido una historia extraña, muy excéntrica. En ocasiones pensé que leía a Irving por los personajes tan melodramáticos, con pasados o vidas tan trágicas, aún así me han gustado, sobre todo el principal. Un tipo muy interesante que termina flotando a pesar de los avatares de su vida y su gran afición al sexo, ya que es evidente que estamos ante una historia muy muy sexual, demasiado diría yo. Lo que añadiría con una insistencia, siendo lo peor de este libro en mi opinión es la gran cantidad de descripciones, cuenta todo demasiado, se excede mucho y aburre, ya sea en temas científicos, filosóficos o testimonios sobre los protagonistas y su vida que sobran muchas páginas a causa de ello, además no solo eso, el epílogo sobra, mete una buena chapa sobre ciencias, genética y temas de la humanidad que para mi por mucha relación que pueda tener con algún detalle de uno de los protagonistas, para mi no viene a cuento, sobra.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Cose che mi hanno colpito di questo libro

    -Michel Houellebecq è nato in Algeria, i genitori l'hanno abbandonato a sei anni e l'ha cresciuto la nonna. Ricorda qualcosa? Certo non è strano che il protagonista di un romanzo richiami esperiene de ...continua

    -Michel Houellebecq è nato in Algeria, i genitori l'hanno abbandonato a sei anni e l'ha cresciuto la nonna. Ricorda qualcosa? Certo non è strano che il protagonista di un romanzo richiami esperiene dell'autore, ma in questo caso i protagonisti ad avere in sorte questa mesta biografia sono addirittura due, i fratellastri (stessa madre) Michel e Bruno. I due disgraziati personaggi sono speculari e opposti, un po' alla Narciso e Boccadoro, uno tutto carnalità sesso e deboscio, l'altro tutta speculazione e astrazione, ma altrettanto incapaci di felicità, inetti alla vita. Quando tutto ormai sembra perduto, entrambi contemplano in parallelo una specie di salvezza per mezzo di due donne. Le poverine però rimangono entrambe vitttime di gravi sciagure sanitarie e, entrambe pur di non essere di peso scelgono di togliersi la vita. I due fratelli proseguono verso i rispetti vi destini. L'acme di Bruno è assistere alla morte dell'odiata madre per poi tornare a sprofondare nel nulla degli psicofarmaci. Michel invece cambierà il destino dell'umanità. Certo uno psicanalista trarrebbe diversi pensieri da questa trama.
    -Il rapporrto di Houellebecq con le donne.
    Non stupisce che in Francia H. sia inviso da molti. Il suo rancore per le rivoluzioni sociali e culturali degli anni '60-'70, è abbacinante, il suo disprezzo livido e senza pietà. La colpa che sembra imputare con maggiro fervore a quella generazione sembra essere che con le loro assurde istanze di libertà individuale ecc. abbiano rovinato le donne: queste, che pure per natura sarebbero state meno propense al gretto egoismo umano (vedi nonna), sono state però corrotte dalle fisime libertarie e anche loro si sono messe a cercare come gli uomini una realizzazione individuale che non coincida coi figli e la famiglia. Da qui l'origine delle vite disgraziate dei due protagonisti. H. non ci risparmia un vivido ritratto del prezzo che le donne pagano per questa libertà: al primo insorgere di decadenza delle carni , perso valore sul marcato della desiderabilità sessuale, esse, senza più il conforto della famiglia e del ruolo, vagano insoddisfatte riempiendo il vuoto delle lorro esistena con balorde consolazioni new age . Tiè. Certo non tutte le donne sono da buttare: le compagne dei due frattellastri sono ancora in grado di amare in modo totale ( quale offre orge al suo uomo, quale di esserne fecondata) ma ormai è tardi, la felicità è ormai impossibile, in men che non si dica le due vengono colpite da iatture. E così, divenuti inutili i loro corpi, opportunamente si tolgono di mezzo.

    ha scritto il 

  • 1

    Brutto brutto brutto.
    Non sono riuscita ad arrivare neanche a metà, ho avuto ad un certo punto un conato di rifiuto e ho dovuto proprio abbandonarlo.
    I due protagonisti sono uno apatico, che per la me ...continua

    Brutto brutto brutto.
    Non sono riuscita ad arrivare neanche a metà, ho avuto ad un certo punto un conato di rifiuto e ho dovuto proprio abbandonarlo.
    I due protagonisti sono uno apatico, che per la metà del libro che ho letto io non fa NIENTE, e l'altro costantemente arrapato e sempre in cerca di carne giovane da rimorchiare, con rigorose descrizioni di cosa lo eccita e dei "pezzi" di corpi di donne che vede... Donne sono per la maggior parte angeli del focolare o meri oggetti sessuali e c'è questa fastidiosissima misoginia (ma diciamo pure misantropia...) di quest'uomo che viene espressa con molta convinzione e sicuramente non ha contribuito a farmi apprezzare il libro.
    Lo stile è intellettualoide/cinico ma manca di quell'ironia e quella leggerezza che lo renderebbe simpatico e non saccente...
    Decisamente non è la lettura che fa per me!

    ha scritto il 

  • 0

    IN BREVE
    Farneticazioni biologico-scientifico-filosofiche di un segaiolo arrapato e guardone col cazzo (quasi) sempre in tiro.

    IN LUNGO
    Houllebecq si metta l'animo in pace, scriva piuttosto di campi ...continua

    IN BREVE
    Farneticazioni biologico-scientifico-filosofiche di un segaiolo arrapato e guardone col cazzo (quasi) sempre in tiro.

    IN LUNGO
    Houllebecq si metta l'animo in pace, scriva piuttosto di campi di concentramento, ricette di cucina o raccontini gialli, ma la smetta di scimmiottare lo stile (letterario) e l'aspetto (fisico) di L. F. Celine.

    ha scritto il 

  • 0

    E' devastante leggere quest'opera di Houellebecq senza conoscere l'autore, senza una minima idea della sua formazione letteraria e del suo pensiero.
    E' illuminante, invece, rileggere l'opera dopo aver ...continua

    E' devastante leggere quest'opera di Houellebecq senza conoscere l'autore, senza una minima idea della sua formazione letteraria e del suo pensiero.
    E' illuminante, invece, rileggere l'opera dopo aver compreso la corrente ideologica a cui l'autore aderisce, severamente censoria verso la società contemporanea; con un atteggiamento solo apparentemente nichilistico bensì, a mio parere, istigatore e sobillatore, Houellebecq non vuole distruggere ma correggere, rimediare, svegliare gli animi prima che sia troppo tardi: egli anela ad una nuova rivoluzione del pensiero e della società che induca una radicale metamorfosi, paragonabile come entità all'avvento del cristianesimo nell'era medievale o della scienza moderna successivamente.
    Invogliato nella scelta del libro dai vari commenti entusiasti, ho affrontato però la lettura di quest'opera del tutto impreparato, incosciente della sua levatura, e per questo motivo le mie aspettative si sono trasformate in delusione, crescente di pagina in pagina.
    Ma, seppure più volte tentato di abbandonare il libro al suo destino, ne ho continuato ostinatamente la lettura mosso soprattutto da un interrogativo: ma dove vuole andare a parare questo qui? Cosa sta cercando di dirmi?
    Perché si intuisce sin da subito che c'è un messaggio nel testo, molto più di un messaggio anzi, qualcosa di più grande, più complesso, una teoria direi.. ma, perdiana, Houellebecq è stato veramente abile nel celare tutto ciò sotto forma di romanzo per poi svelare la vera natura della sua opera solo nell'epilogo finale.
    Naturalmente mi rivolgo a chi, come me, prima d'ora non ha mai letto niente di quest'autore di fama mondiale, esponente di spicco della letteratura francese contemporanea.
    Gli altri probabilmente avranno già avuto modo di conoscerlo nelle altre opere che lo hanno reso celebre ed avranno anche acquisito una certa familiarità col suo stile letterario, preciso, freddo, di un rigore quasi scientifico, accademico.
    Per me, invece, è stato veramente arduo entrare in sintonia con questo testo, sin dai primi capitoli, quando quello che sembrava il racconto delle vicende che hanno prima separato e poi intrecciato nuovamente la vita di due fratelli, Michel e Bruno, si è rivelato tutt'altro, come se dissolta la sua parvenza romanzesca il testo avesse poco alla volta iniziato a mostrarsi in accordo con ciò che realmente l'autore voleva comunicarci.
    Ecco perché se l'incipit recita 'Questo libro è innanzitutto la storia di un uomo, di un uomo che passò la maggior parte della propria vita in Europa occidentale nella seconda metà del Ventesimo secolo', si scopre invece nell'ultimo capoverso che quanto raccontato nel libro vuol essere un omaggio all'intera umanità, 'omaggio che, anch'esso, finirà cancellato e perso nelle sabbie del tempo; è tuttavia necessario che tale omaggio, una volta almeno, venga reso. Questo libro è dedicato all'uomo'.
    Michel e Bruno sono fratelli, o meglio fratellastri, generati dalla stessa madre che li ha poi abbandonati alle cure delle rispettive nonne paterne. I ragazzi crescono quindi in ambienti diversi, Michel mostra sin da subito uno spiccato interesse per la scienza ed il suo talento non tarda a manifestarsi già dai primi anni di scuola, Bruno invece subisce la perdita della nonna che lo accudiva ed è costretto a vivere la sua prima adolescenza in un collegio, patendo soprusi e forti violenze psicologiche.
    Due personalità diverse, e sole, isolate dal resto del mondo, per propria volontà o per quella altrui.
    Michel, che amplifica la sua visione scientifica e razionale del mondo tanto da porsi nei confronti del mondo stesso come un osservatore, lucido e rigoroso, estraniandosi da qualsiasi forma di rapporto sociale, incluso amore ed amicizia:
    'La sua visione del mondo aveva un che di meccanico e spietato. Una volta date le condizioni originarie, pensava, e parametrizzata la rete delle interazioni iniziali, gli avvenimenti si sviluppano in uno spazio disincantato e spoglio; il loro determinismo è ineluttabile. Ciò che era accaduto doveva accadere, non poteva essere altrimenti; nessuno poteva esserne ritenuto responsabile.'
    Bruno, che invece vorrebbe integrarsi nel mondo che lo circonda, vorrebbe essere accettato dal mondo in cui vive, si sente escluso da esso, perennemente a disagio, invaso da un senso di inferiorità ed inadeguatezza che si porterà avanti per il resto della sua vita.
    Le loro esistenze tuttavia si incroceranno, per caso i due fratelli si ritroveranno a frequentare lo stesso liceo, e da questo momento diventeranno l'uno il sostegno dell'altro, l'uno il complemento dell'altro. Uno il braccio, l'altro la mente, entrambi strumenti nelle mani dell'autore per raggiungere il suo scopo: un attacco incisivo e diretto verso la società del fine millennio, una critica sempre più pungente e provocatoria contro lo stato di degenerazione in cui la società sta progressivamente scivolando, senza attrito, senza possibilità di frenare la caduta, una condizione in cui il materialismo incontrollato prevarica ogni religione, sminuendo di conseguenza i valori morali, l'individualismo sfocia nell'edonismo, la lotta per il dominio e per il sopravvento sugli altri diventa inevitabile e si diffonde dappertutto, negli uffici, a scuola e nei rapporti di coppia.
    Attraverso Bruno, Houellebecq descrive il male, il virus da debellare: il racconto della sua vita segue l'evolversi del declino della società, gli effetti della liberalizzazione sessuale iniziata negli anni 70 con i primi movimenti hippy e New Age, la degenerazione del sesso in violenza e crudeltà, deriva ineluttabile di una ricerca rivolta ad un piacere sempre più intenso, egoistico, individuale. Non c'è più spazio per l'amore, esso è rimasto un ricordo, destinato a scomparire per sempre, sconfitto dal cancro che ha ammorbato la società, parimenti a quello che uccide Christiane, l'unica donna con cui Bruno vivrà la breve illusione di una relazione stabile e felice.
    Michel invece è la cura di Houellebecq: un biologo molecolare che grazie al suo distacco, all'osservazione metodica e sperimentale della realtà, può evitare il contagio, può vedere il male, studiarlo e sconfiggerlo nell'unico modo possibile: non una nuova filosofia, nessuna nuova mutazione metafisica sarebbe sufficiente, solo una mutazione genetica potrebbe salvare il genere umano, un radicale cambiamento nel dna dell'essere umano tale da renderlo immortale e, quindi, puro, perfetto, un angelo o un dio, non più tormentato dal soccombere della morte e di conseguenza scevro dal desiderio di un piacere smisurato ed immediato o da pretese mistico-religiose.
    Si tratta di un'opera che va assimilata a piccole dosi, non è una lettura semplice ma alla fine è impossibile non rimanerne affascinati, rendendosi conto di come ogni cosa sia al suo posto.
    A fine lettura, ho provato infatti la stessa sensazione che avvertivo ai tempi degli studi universitari, di fronte ad un problema matematico o un esercizio di fisica particolarmente complesso: quando sul punto di gettare la spugna, prima di arrendersi di fronte ad una soluzione non evidente, apparentemente impossibile da determinare, si scorge quella traccia, quel filo che si dipana lentamente sino a svelare la trama nascosta; e la soddisfazione che ne deriva è tanta.
    Perciò, non lasciatevi scoraggiare dai frequenti excursus di carattere scientifico, dalle nozioni di biologia, fisica quantistica ed antropologia tramite le quali Michel osserva e spiega il mondo che lo circonda. Né tantomeno lasciatevi turbare dal linguaggio volgare, schietto che l'autore esibisce nella descrizione delle avventure sessuali di Bruno, rappresentative ed esemplari del sudiciume generalizzato di tutta la società.
    Sono scelte stilistiche e narrative perfettamente coerenti col contenuto provocatorio del libro, tutto è funzionale per il fine ultimo dell'autore, l'invettiva prima ed il monito dopo.

    ha scritto il 

  • 4

    Sofferto

    Un libro sofferente e sofferto, amaro e coltissimo. Un genio della letteratura, del quale riesco a scrivere poco, come quando, chiuso il libro, senti che ti ha parlato di cose che hanno bisogno di tem ...continua

    Un libro sofferente e sofferto, amaro e coltissimo. Un genio della letteratura, del quale riesco a scrivere poco, come quando, chiuso il libro, senti che ti ha parlato di cose che hanno bisogno di tempo per depositarsi.

    ha scritto il 

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