Le quattro casalinghe di Tokyo

Di

Editore: Neri Pozza

4.0
(2401)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 620 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Giapponese , Francese , Olandese , Portoghese , Ceco , Svedese

Isbn-10: 8873058175 | Isbn-13: 9788873058175 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lydia Origlia

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nel turno di notte di una fabbrica lavorano quattro amiche logorate dalla vita casalinga e coniugale. Il loro sistema nervoso è sottoposto a una continua tensione. La prima a cedere è la più giovane, la graziosa Yayoi, madre e moglie esemplare. Una notte, in un impeto di rabbia, strozza con una cintura il marito, tornato a casa ubriaco dopo aver dilapidato tutti i risparmi con una ragazza cinese abbordata in un bar. Yayoi chiede aiuto a Masako, l'amica più intelligente e coraggiosa, che a sua volta coinvolge Yoshie, una donna angariata da una figlia adolescente capricciosa e da una suocera invalida.
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  • 4

    4

    4 stelle, come le casalinghe. Il mio primo libro giapponese. Avevo un po' paura, sono malfidente per natura verso l'estremo oriente; da piccolo mi hanno insegnato che sono bravi a copiare e migliorare ...continua

    4 stelle, come le casalinghe. Il mio primo libro giapponese. Avevo un po' paura, sono malfidente per natura verso l'estremo oriente; da piccolo mi hanno insegnato che sono bravi a copiare e migliorare le cose inventate dagli occidentali. E dopo averlo letto direi che sembra proprio così, un bel giallo di matrice occidentale, pur se ambientato in quel di Tokio. Ma complimenti alla Kirino. Ha scritto un libro davvero avvincente e che ti tiene incollato. Una bella galleria di personaggi che vanno dal diabolico all’ingenua, dove la polizia ci fa una brutta figura. Più che le 4 casalinghe io direi le 4 stressate di Tokio di cui una con un carattere micidiale, Masako la ami anche se forse è pure bruttina. Però il finale sembra un affrettato e di difficile digestione, per palati forti più che fini.

    ha scritto il 

  • 2

    All'inizio di questo romanzo pensavo che fosse, per fortuna, migliore di "Grottesque", il primo romanzo che avevo letto della Kirino.
    Mi sono rapidamente ricreduto! Come quello, anche questo è troppo ...continua

    All'inizio di questo romanzo pensavo che fosse, per fortuna, migliore di "Grottesque", il primo romanzo che avevo letto della Kirino.
    Mi sono rapidamente ricreduto! Come quello, anche questo è troppo lungo, lento, logorroico, noioso e ripetitivo allo sfinimento. Come quello, anche in questo la Kirino tedia terribilmente con la sua mania di raccontare, dilungandosi fino alla noia, vita, opere, morte e miracoli di ogni singolo squallido personaggio che introduce nel racconto.
    Quando poi si è finalmente giunti quasi alla fine, e quindi alla risoluzione di tutte le matasse che ha confezionato... ti trovi l'episodio culmine ripetuto in due capitoli diversi: la stessa identica scena viene raccontata prima dagli occhi di uno e poi dagli occhi dell'altro protagonista.
    Se non fosse per pochi momenti che nella loro truculenza diventano quasi una farsa e che strappano un sorriso grottesco... è veramente un noiosissimo racconto.
    Quattro casalinghe - che poi tali non sono dato che lavorano tutte e quattro in uno stabilimeno di colazioni precotte, seppure part-time - che, per un impulsivo scatto di folle rabbia di una di loro, si trovano a sprofondare sempre di più in un incubo di violenza, omicidi, occultamenti di cadaveri.
    Bah!

    ha scritto il 

  • 2

    Il mio primo noir giapponese

    L'ambientazione è originale, la trama ben congegnata e i personaggi convincenti, peccato il finale deludente, un mix affastellato di surreale e truculento

    ha scritto il 

  • 4

    Diversamente miserabili

    Prendi quattro donne giappo. Fa che sia un gruppo eterogeneo. Hai presente la geishe? Gentili e curatissime? Ecco prendi il luogo comune e invertilo. Fa che le girls in questione siano sciatte e tr ...continua

    Prendi quattro donne giappo. Fa che sia un gruppo eterogeneo. Hai presente la geishe? Gentili e curatissime? Ecco prendi il luogo comune e invertilo. Fa che le girls in questione siano sciatte e trascurate. Fa che siano tese e nervose. Fa che siano tutto tranne che servizievoli e gentili. Posizionale in una fabbrica. Fai loro fare un lavoro notturno. Pesante. Su una catena di montaggio. Mettile a inscatolare carne per le colazioni. Fa sì che siano sole. Che le relazioni familiari in cui vivono siano fallimentari. Fa sì che non ci sia nessuna possibilità apparente per esse di uscire da una vita grigia, fatta di stenti ma anche estremamente noiosa e vuota. Priva di soddisfazioni.

    Fa sì che accada un fatto. E che all'improvviso si crei per esse una "opportunità" che consenta loro di sperare di uscire dall'ordinario, ovvero di evadere dalla loro miserabile condizione.

    "Le piaceva molto l'attimo in cui qualcosa di assolutamente banale si trasforma in qualcosa di straordinario."

    Ed è un attimo, appunto, per le girls trovarsi in altro tipo di inscatolamento affaccendate.

    Un romanzo nero, che più nero non si può. Ma pure rosso, come il sangue che scorre tra le pagine. E cattivo. Duro. Che prende il lato oscuro e lo affronta proprio di petto. Una storia dove non c'è spazio per moralismi e buoni sentimenti.

    Per un verso il libro prende tanto. Per un altro richiede pause. Per riprendere fiato. Perché il romanzo è pervaso da un gusto perverso per la morte che lascia atterriti e inquietati. Ma forse è proprio questo l'obiettivo dell’autrice, turbarci. Farci paura.

    Il ritmo è incalzante. La tensione è elevata. Le frasi tagliate col bisturi. Personaggi smarriti nelle loro squallide esistenze. Ed osservati con occhio scientifico da entomologo. Nelle dinamiche, nelle relazioni, nell'impossibilità di elevazione (parlo nello specifico delle donne, gli uomini sono un po' caricaturali... pare che l'uomo giappo possa stare - senza provare pulsioni omicide - o con donne bambine o con donne che son come cagnolini )

    Il romanzo è progettato come un congegno ad orologeria con colpi di scena e virate che arrivano con tempismo perfetto.Tutto torna in questa logica folle, ma essendo folle tutto è nel contempo impensabile e inaspettato. Definirlo un noir sarebbe riduttivo in quanto risulta anche uno straordinario racconto della società giapponese, una critica sociale, una narrazione corale. Un pochino splatter. Molto thriller. Pure un po' ironico. Di una ironia inquietante eh, ci mancherebbe. Peccato per l'epilogo un po' troppo sopra le righe che mi ha fatto stare in bilico tra le 3 e le 4 stelle.

    Pensiero di sintesi: meno male che la Kirino aveva in mano una penna e non un bisturi. Meglio mantersi a distanza di sicurezza da chi è in grado di concepire certi scenari.

    ha scritto il 

  • 0

    Finalmente, dopo diverse letture insipide, una meraviglia. ...600 pagine lette d'un fiato....può bastare?
    Si intersecano "giallo", analisi sociale, tratteggio sapiente dei personaggi con maestria. ...continua

    Finalmente, dopo diverse letture insipide, una meraviglia. ...600 pagine lette d'un fiato....può bastare?
    Si intersecano "giallo", analisi sociale, tratteggio sapiente dei personaggi con maestria.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo che ne contiene altri; la vita semplice e disperata di 4 lavoratrici, la discesa all'inferno, la leggerezza dell'incoscienza, il gusto per il lusso inutile, il lavoro che plasma e annienta. ...continua

    Un romanzo che ne contiene altri; la vita semplice e disperata di 4 lavoratrici, la discesa all'inferno, la leggerezza dell'incoscienza, il gusto per il lusso inutile, il lavoro che plasma e annienta. Da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Delitto e castigo nel Sol Levante

    Un noir del 1997, pubblicato in Italia nel 2003, ancora letto moltissimo: quasi un classico.
    Merita di diventare tale e di uscire dalla letteratura di genere.
    Non è un noir, pur essendolo: è uno strao ...continua

    Un noir del 1997, pubblicato in Italia nel 2003, ancora letto moltissimo: quasi un classico.
    Merita di diventare tale e di uscire dalla letteratura di genere.
    Non è un noir, pur essendolo: è uno straordinario romanzo sulle relazioni di solidarietà e odio tra donne. Il nero non è nei traffici criminali della yacuza o nei delitti, e neppure nelle morbosità sado-maso che possono evocare certo Giappone di maniera o da "Impero dei sensi".
    La profondità abissale è nei caratteri da tragedia greca delle donne indimenticabili che abitano le pagine di questo libro: l'emancipazione dal degrado o dalla notte lavorativa che le costringe al giogo cui sono legate, il tentativo - alla fine riuscito - di vedere il sole e la luce, anche attraverso il male, il dolore, il coraggio estremo.
    Tanto Giappone, tanta virilità nella donna protagonista (ed è uno dei paradossi di questo grande romanzo).
    In fondo dostojevskiano, non esagero.

    ha scritto il 

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