Le sabotage amoureux

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Editeur: LGF - Livre de Poche

3.8
(1543)

Language: Français | Number of pages: 123 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , German

Isbn-10: 2253139459 | Isbn-13: 9782253139454 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Description du livre
Saviez-vous qu’un pays communiste, c’est un pays où il y a des ventilateurs ? Que de 1972 à 1975, une guerre mondiale a fait rage dans la cité-ghetto de San Li Tun, à Pékin ? Qu’un vélo est en réalité un cheval ? Que passé la puberté, tout le reste n’est qu’un épilogue ?Vous l’apprendrez et bien d’autres choses encore dans ce roman inclassable, épique et drôle, fantastique et tragique, qui nous conte aussi une histoire d’amour authentique, absolu, celui qui peut naître dans un cœur de sept ans. Un sabotage amoureux : sabotage, comme sous les sabots d’un cheval qui est un vélo…Avec ce roman, son deuxième livre, Amélie Nothomb s’est imposée comme un des noms les plus prometteurs de la jeune génération littéraire.
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  • 4

    "Questa storia si svolge in Cina, ma appena appena"

    Il romanzo racconta il periodo trascorso dalla scrittrice a Pechino, anche se in realtà, per sua ammissione, il contesto cittadino è presente ma in modi molto particolare ("questa storia si è svolta i ...continuer

    Il romanzo racconta il periodo trascorso dalla scrittrice a Pechino, anche se in realtà, per sua ammissione, il contesto cittadino è presente ma in modi molto particolare ("questa storia si è svolta in Cina per quanto le è stato possibile, vale a dire ben poco").
    Racconta dei giochi alla guerra dei gruppi di piccoli figli di diplomatici confinati in un quartiere della città, che, rinchiusi in una sorta di ghetto, reinterpretano a loro modo il mondo e le relazioni internazionali.
    A parte la storia, che è molto carina, ironica e molto originale, ho trovato fantastica la descrizione che esce della città, vista dagli occhi di una bimba arguta e intelligente..
    "A Pechino il nulla, lungi dall'essere un peggioramento, sembrava piuttosto una redenzione".

    dit le 

  • 4

    Come scrive l'autrice "un doppio esilio" di stranieri sradicati dal loro paese natale e ghettizzati dal paese ospitante. Poca Cina e poca Pechino: il comunismo non concede risposte ed é inutile domand ...continuer

    Come scrive l'autrice "un doppio esilio" di stranieri sradicati dal loro paese natale e ghettizzati dal paese ospitante. Poca Cina e poca Pechino: il comunismo non concede risposte ed é inutile domandare, al presente quanto al passato. Genitori presi più dalle missioni diplomatiche che dai propri figli i quali, lasciati al ghetto, si alleano con i vicini e inventano una legge per odiare i diversi. La guerra come diversivo dalla reclusione e dal regime ma anche come fuga dall'ozio infantile, le rincorse a cavallo di una bicicletta contro i ventilatori (autoironica parodia del Don Chisciotte lanciato sui mulini a vento?), la vita appresa per esperienza diretta sul "campo di battaglia" perchè la scuola non produce che aereoplanini di carta. E poi un incantesimo d'amore, l'estasi per la bella e inafferrabile Elena, un angelo nero, che come nel mito è causa e obiettivo della guerra, in questo caso della guerra più importante della protagonista, quella contro il proprio Io. Sabotaggio di se stessi per amore e sabotaggio dell'amore stesso.
    I pensieri della Amelie bambina che si fondono con la penna dell'autrice, un linguaggio a tratti ricercato, con qualche digressione e latinismo eppur sempre scorrevole. Una storia di bambini per adulti, o per bambini che non hanno nessuna intenzione di farsi indorare la pillola.

    dit le 

  • 3

    Sabotaggio d'amore

    Questi bimbi figli di diplomatici che se la spassano giocando alla guerra in un ghetto pechinese. Simpatico davvero. Ammetto che mi stava molto antipatica la piccola Elena ma fa niente, anche il perso ...continuer

    Questi bimbi figli di diplomatici che se la spassano giocando alla guerra in un ghetto pechinese. Simpatico davvero. Ammetto che mi stava molto antipatica la piccola Elena ma fa niente, anche il personaggio antipatico fa parte del gioco.

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  • 5

    Mi piace moltissimo Amelie e quindi a volte non sono obiettivo, ma questo è uno dei pochi libri in cui ho centellinato le pagine per paura che finisse troppo presto... Lo adoro!

    dit le 

  • 5

    "Senza nemico l'essere umano è poca cosa. La sua vita è un tormento, un'oppressione di vuoto e di noia."

    Sono stra-maledettamente di parte quando si parla di Amelie Nothomb.
    Il primo libro di lei letto, Antichrista, non mi era piaciuto e traspariva qualcosa della di lei persona che mi disturbava, me la r ...continuer

    Sono stra-maledettamente di parte quando si parla di Amelie Nothomb.
    Il primo libro di lei letto, Antichrista, non mi era piaciuto e traspariva qualcosa della di lei persona che mi disturbava, me la rendeva quasi antipatica.
    Sembrava carica eccessiva costruita.
    Poi ho capito che la Nothomb non ci fa, ci è. Ed è bizzarra, stravagante, fantasiosa, genuinamente e spontaneamente surreale.
    Credo di volerle finanche bene e quindi ad alcuni suoi spaccati di vita attribuisco godimento pieno, come se fossi uscita da una lettura di Calvino, Saramago, Cheever.
    Che non è la stessa cosa, ma spero che chi mi legga capisca quel che intendo.
    Dopo questa premessa, eccomi a raccontare - e a rammentarmi per il futuro, sottolineature a parte - uno dei migliori di Amelie, conservato volutamente da anni per un "momento opportuno" -dai connotati poco chiari- che mi è sembrato arrivato. Fa parte di un ciclo marcatamente autobiografico e dal momento che anche gli altri romanzi di questo "ciclo", metafisica dei tubi-biografia della fame-né di eva né di adamo-stupore e tremori, sono a mio avviso una spanna sopra gli altri (pur non avendoli letti tutti), non mi aspettavo di meno da questo. Ed infatti così è.
    Si parla di una guerra. Tra bambini.
    Di un'infanzia meravigliosa, limitata all'arco tra i 5-8 anni che Amelie ha trascorso a Pechino con la famiglia, padre diplomatico.
    Dell'amore.
    Non è così banale come potrebbe sembrare. E neppure leggero.
    Credo che la Nothomb abbia rielaborato quei ricordi di infanzia con la sua consapevolezza di donna matura e quell'incanto fanciullesco che la contraddistingue ancora oggi.
    Per chi volesse scoprire la Nothomb il ciclo mi sembra un fulgido inizio.
    Che possa rappresentare anche la fine? Probabilmente sì.

    "Così Cristo aveva ragione a dire: " Amate i vostri nemici." Ma ne ricavava corollari aberranti: che bisognava riconciliarsi con il proprio nemico, tendere l'altra guancia, ecc. Che idea! Se uno si riconcilia con il nemico, quello non è più il nemico. E se non c'è più un nemico, bisogna trovarsene un altro: si deve ricominciare tutto da capo. Il che dimostra che così non si va da nessuna parte. Perciò bisogna amare il proprio nemico senza dirglielo. In nessun caso bisogna pensare a riconciliarsi. L'armistizio è un lusso che l'essere umano non si può permettere."

    dit le 

  • 4

    Faccio fatica a considerare Amélie Nothomb uno dei protagonisti indiscussi dell'attuale panorama letterario francese (come sbandiera la copertina della mia edizione), anzi, faccio fatica a crederla pr ...continuer

    Faccio fatica a considerare Amélie Nothomb uno dei protagonisti indiscussi dell'attuale panorama letterario francese (come sbandiera la copertina della mia edizione), anzi, faccio fatica a crederla protagonista indiscussa di qualsiasi panorama letterario. Detto ciò la ritengo una scrittrice talentuosa che scrive cose argute, ironiche e divertenti come questo libercolo (le pagine sulla coorte dei vomitatori, per dire, sono spassose come le cose del miglior Stefano Benni). Sopravvalutata? Probabilmente si, ma non è certo colpa sua, anzi, credo che lei stessa sia la prima che è stata danneggiata dall'aura di presunta genialità che le ha acceso intorno certa critica letteraria.

    Inciso: Sabotaggio d'amore, per certi versi, è un gol a porta vuota. Voglio dire: chiunque può provare a romanzare i propri ricordi d'infanzia fino a renderli interessanti per un potenziale pubblico; ma se è figlio di diplomatici europei, nasce a Kobe e vive dai quattro ai sette anni nella Città Proibita di Pechino insieme a bambini di tutto il mondo probabilmente il romanzo gli verrà meglio. E intanto il figlio del rag. Rossi, cresciuto in un angolo grigio della pianura padana racchiuso tra il cortile, le elementari e l'oratorio dovrà metterci un po' più di fatica e di mestiere per convincere i suoi lettori che anche la sua è stata un'infanzia piena di meraviglie.

    dit le 

  • 3

    Carino, piacevole e divertente. Ma sarà vero che esistono bambini così diciamo... "Intraprendenti" o Amelie ha fatto qualche ritocchino ai suoi personaggi? Mah!

    dit le 

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