Le stelle che stanno giù

Cronache dalla Jugoslavia e dalla Bosnia Erzegovina

Di

Editore: Spartaco (I saggi 6)

4.3
(30)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Altri

Isbn-10: 8896350166 | Isbn-13: 9788896350164 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Paolo Mastroianni

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 4

    Una bella lettura, con alcuni momenti toccanti. Diciamo quattro stelle (un po' larghe)...perché giudico di un livello superiore, pure sullo stesso tema, il lbro di Karahasan sull'assedio di Sarajevo e ...continua

    Una bella lettura, con alcuni momenti toccanti. Diciamo quattro stelle (un po' larghe)...perché giudico di un livello superiore, pure sullo stesso tema, il lbro di Karahasan sull'assedio di Sarajevo e Marlboro Sarajevo di Jergovic. Inoltre trovo che qua e là, nella Nuhefendic, vengano fuori qualche punta di retorica ed un po' troppa nostalgia.
    Ultima nota: nel libro vengono citate due canzoni (Srce ruke lopata e Yugo 45) attribuendole alla No smoking orchestra... un errore di non poco conto, perché non solo sono state scritte ed eseguite dai Zabranjeno Pusenje, ma anche perché la No smoking orchestra è una band nata da una costola dei ZP dopo che il traferimento del cantante da Sarajevo a Belgrado durante l'ultima guerra. E non credo che i rapporti tra le due formazioni siano molto buoni (vista anche la presenza nella No Smoking Orchestra di Kusturica).

    ha scritto il 

  • 4

    Una bella lettura, con alcuni momenti toccanti. Diciamo quattro stelle (un po' larghe)...perché giudico di un livello superiore, pure sullo stesso tema, il lbro di Karahasan sull'assedio di Sarajevo e ...continua

    Una bella lettura, con alcuni momenti toccanti. Diciamo quattro stelle (un po' larghe)...perché giudico di un livello superiore, pure sullo stesso tema, il lbro di Karahasan sull'assedio di Sarajevo e Marlboro di Jergovic. Inoltre trovo che qua e là, nella Nuhefendic vengo fuori qualche punta di retorica ed un po' troppa nostalgia.
    Ultima nota: nel libro vengono citate due canzoni (Srce ruke lopata e Yugo 45) attribuendole alla No smoking orchestra... un errore di non poco conto, perché non solo sono state scritte ed eseguite dai Zabranjeno Pusenje, ma la No smoking orchestra non è solo un'altra band, ma la band nata da una costola dei primi quando il loro cantante si traferì da Sarajevo a Belgrado durante l'ultima guerra. E non credo che i rapporti tra le due formazioni siano molto buoni (vista anche la presenza nella No Smoking Orchestra di Kusturica).

    ha scritto il 

  • 3

    Il Fatto Quotidiano: ‘Le stelle che stanno giù': cronache dalla Jugoslavia e dalla Bosnia Erzegovina

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/18/le-stelle-che-stanno-giu-cronache-dalla-jugoslavia-e-dalla-bosnia-erzegovina/1878329/

    ha scritto il 

  • 4

    "Durante i 1450 giorni d'assedio a Sarajevo, la morte era con noi."

    Una testimonianza viva e lacerante sull'orrore della guerra, sugli abissi della depravazione in cui può sprofondare l'essere umano, e sul dolore muto dei superstiti.
    Il nodo alla gola non accenna a sc ...continua

    Una testimonianza viva e lacerante sull'orrore della guerra, sugli abissi della depravazione in cui può sprofondare l'essere umano, e sul dolore muto dei superstiti.
    Il nodo alla gola non accenna a sciogliersi neanche a lettura finita.

    " Prima della guerra le colline intorno a Sarajevo era coperte di prati verdi e di boschi. La guerra ha cambiato il paesaggio. Oggi le alture sono nude, la città è circondata da cimiteri. Guardando Sarajevo dai punti dominanti, si notano frequenti brandelli bianchi, sembrano delle pecore che pascolano. Per chi non sa, potrebbe essere anche un paesaggio pastorale. Il bianco delle lapidi abbaglia lo sguardo."

    ha scritto il 

  • 3

    Si può fare di più

    La netta sensazione che "liberare" questa giornalista-scrittrice dal compito di narrare quanto successo in ex-Jugoslavia farebbe un grande favore alla sua scrittura. E' poetica e intensa, senza perder ...continua

    La netta sensazione che "liberare" questa giornalista-scrittrice dal compito di narrare quanto successo in ex-Jugoslavia farebbe un grande favore alla sua scrittura. E' poetica e intensa, senza perdere la semplicità, ma sente il dovere giornalistico di riportare la cronaca - e il testo ne risente. Alcuni racconti migliori di altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Una lettura - e una letteratura - di alto livello, sia narrativo che emotivo. I racconti di una grande giornalista bosniaca dalla scrittura cristallina. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 0

    La lingua che usiamo è il biglietto da visita più accurato

    Interessante e bel libro questo di Azra Nuhefendic, "Le stelle che stanno giù. Cronache dalla Jugoslavia e dalla Bosnia Erzegovina", pubblicato da Spartaco nel 2011. Sono diciotto racconti, come una m ...continua

    Interessante e bel libro questo di Azra Nuhefendic, "Le stelle che stanno giù. Cronache dalla Jugoslavia e dalla Bosnia Erzegovina", pubblicato da Spartaco nel 2011. Sono diciotto racconti, come una mostra di oggetti carichi di significati, che l'autrice ci descrive, riportandoci insieme a lei dentro dimensioni remote ma saldamente presenti. Le stelle che stanno giù, che danno il titolo ad uno dei racconti, sono le luci della città di Sarajevo viste dall'alto. Un'immagine ricca di più metafore. Sono tutti capitoli assai diversi tra loro e tutti da leggere. Sul mio blog ho riportato - ricopiandola come se dovessi imparare una lezione - una lunga citazione scelta dal capitolo "LA NOSTRA LINGUA".

    http://tulliobugari.wordpress.com/2012/05/12/la-lingua-che-usiamo-e-il-biglietto-da-visita-piu-accurato/

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro splendido. Azra Nuhefendic, giornalista bosniaca di Sarajevo, in piccole perle di rara bellezza la storia recente di un paese distrutto da una guerra feroce in cui, in breve tempo, il vicino ...continua

    Un libro splendido. Azra Nuhefendic, giornalista bosniaca di Sarajevo, in piccole perle di rara bellezza la storia recente di un paese distrutto da una guerra feroce in cui, in breve tempo, il vicino di casa si è trasformato in un nemico assetato di sangue, stupratore, animale senza più n briciolo di umanità. Azra racconta la solitudine in cui è stata lasciata la Bosnia, un tempo splendido crogiolo di razze, cultura, bellezza, rispetto delle diversità. Oggi, invece, le tracce dell'odio faticano a ricoprirsi di polvere e la volontà di mantenere intatte le differenze ha immobilizzato il futuro la sciando nella povertà un popolo pieno di vita e di amore per la cultura.
    Questo libro è scritto con notevole bravura e semplicità, è profondamente triste ma lucido. Un libro che va assolutamente letto con gli occhi, il cuore e la mente aperti.
    Devo un grazie enorme a questa bravissima giornalista che mi ha spinto ad approfondire la ricerca di notizie del dramma che ha distrutto la Jugoslavia, un mio personale mito giovanile, proprio nei giorni in cui è stato catturato il boia Mladic.

    ha scritto il