Leer Lolita En Teheran

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Publisher: Quinteto

4.1
(2585)

Language: Español | Number of Pages: 448 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Portuguese , Japanese , German , Italian , French , Slovenian

Isbn-10: 8496333159 | Isbn-13: 9788496333154 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Un capolavoro: un romanzo che esprime in ogni frase l'amore per il romanzo. Leggendolo mi sono catapultata immediatamente negli scritti di Nabokov, Fitzgerald e Austen che gia' avevo letto, ma aggiung ...continue

    Un capolavoro: un romanzo che esprime in ogni frase l'amore per il romanzo. Leggendolo mi sono catapultata immediatamente negli scritti di Nabokov, Fitzgerald e Austen che gia' avevo letto, ma aggiungendo alla mia visione occidentale la nota amara mediorientale del dramma di un Paese che si rivoluziona tragicamente.
    Realismo, finzione e saggistica si fondono perfettamente, ciò che ne deriva è cultura, bellezza e amore per la letteratura.

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  • 4

    Non si tratta della solita struggenza mediorientale (che la struggenza mediorientale sia una caratteristica di quella letteratura o che sia un (forse mio) pregiudizio a riguardo, o un pregiudizio filt ...continue

    Non si tratta della solita struggenza mediorientale (che la struggenza mediorientale sia una caratteristica di quella letteratura o che sia un (forse mio) pregiudizio a riguardo, o un pregiudizio filtrato dalla nostra occidentalità, non sono in grado di definirlo). Vero, a volte crudo per la freddezza con cui, per esempio, parla di persone morte, suoi conoscenti (ma in quegli anni ho ognuno si creava una corazza di freddezza e apatia o non si poteva andare avanti), coraggioso, per il tema donne-islam-cultura, oggi raccontato in un libro, nato e distribuito in un mondo libero, in quegli anni realtà che accadeva all'oscuro, forma di ribellione e resistenza.

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  • 0

    ho iniziato a leggere questo libro una volta e l'ho abbandonato e ripreso più volte. Arrivata a finirlo, era passato così tanto tempo che ho ricominciato a leggerlo. E ho notato una contraddizione: si ...continue

    ho iniziato a leggere questo libro una volta e l'ho abbandonato e ripreso più volte. Arrivata a finirlo, era passato così tanto tempo che ho ricominciato a leggerlo. E ho notato una contraddizione: si fa leggere molto velocemente, è scorrevole e semplice. Ma molti racconti, idee, aneddoti, vanno "rimasticati" a lungo: sono spesso solo accennati e l'autrice difficilmente commenta apertamente, lascia ogni riflessione a noi lettori. Quindi molto utile questa rilettura, che mi ha permesso di riflettere su particolari, anche importanti, che non si sa come avevo in precedenza tralasciato. Un esempio su tutti la dissertazione di Komehini che, dovendosi occupare di varie questioni dottrinali non ha tralasciato di istruire i suoi fedeli su come smorzare gli appetiti sessuali placando le voglie con i polli, salvo poi specificare che non si può mangiare un pollo con cui si è avuto un rapporto... Passi poi censurati dai seguaci perché avevano dato adito a comprensibili prese in giro.
    Il testo è un istruttivo racconto di come la nuova repubblica islamica etichettasse un po' di tutto come "occidentale" e bandisse praticamente ogni libertà, anche la più innocente, A tirare le fila, le lezioni della professoressa sulla letteratura inglese, nonostante le repressioni e la crescente richiesta di censurare i romanzi occidentali...
    Pecca del libro è che segue mooolto il flusso di coscienza e perde in termini di immediatezza. è tutto un susseguirsi di immagini che spesso diviene ripetitivo (ecco perché ho impiegato tanto a finirlo e l'ho intervallato con molte letture di tutt'altro genere).
    A suo favore anche l'assenza di giudizi assoluti. Come afferma una studentessa durante il processo a "il grande Gatsby", non si può definire tutto come bianco o nero. E la rivoluzione iraniana ne esce, da questo lungo racconto, piena di sfumature.

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  • 0

    Un libro che definirei imprescindibile per ogni lettore.
    Terribilmente realistico, crudo, romantico e disperato.
    Mi ha fatto piangere molto.
    Lo consiglio, a chiunque voglia andare oltre ad idee sul me ...continue

    Un libro che definirei imprescindibile per ogni lettore.
    Terribilmente realistico, crudo, romantico e disperato.
    Mi ha fatto piangere molto.
    Lo consiglio, a chiunque voglia andare oltre ad idee sul medio oriente basate sul ''politicamente corretto'' e che voglia scoprire la dura realtà del fondamentalismo islamico e per chiunque ami la lettura, sopratutto i grandi classici di formazione.

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  • 4

    Un libro veramente bello e profondo... alla fine ti ci immergi, in quella realtà fatta di divieti e di sotterfugi. È bello poi lasciare il libro e tornare alla tua. Peccato non sia solo un romanzo. ...continue

    Un libro veramente bello e profondo... alla fine ti ci immergi, in quella realtà fatta di divieti e di sotterfugi. È bello poi lasciare il libro e tornare alla tua. Peccato non sia solo un romanzo.

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  • 4

    Molto coinvolgente ed efficace soprattutto la prima parte: i ritratti delle allieve, i loro modi di affrontare le imposizioni, il dolce dialogo a distanza con la letteratura. Nei capitoli successivi, ...continue

    Molto coinvolgente ed efficace soprattutto la prima parte: i ritratti delle allieve, i loro modi di affrontare le imposizioni, il dolce dialogo a distanza con la letteratura. Nei capitoli successivi, quando il racconto si concentra sul passato della professoressa, la scorrevolezza della lettura si "raggruma" un po' di più; meno godibili, inoltre, i densi paragrafi di critica letteraria di opere che non si siano eventualmente lette. Comunque imperdibile per chi volesse un affresco al femminile dell'Iran, dell'islam, e della letteratura anglo-americana.

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  • 4

    intenso e complesso

    Libro intenso e complesso.
    Intenso perché ti impone di entrare in un mondo di cui noi (o per lo meno io!) conosciamo un solo briciolo di storia.
    Se penso all’Iran mi sovviene subito in mente lo scià d ...continue

    Libro intenso e complesso.
    Intenso perché ti impone di entrare in un mondo di cui noi (o per lo meno io!) conosciamo un solo briciolo di storia.
    Se penso all’Iran mi sovviene subito in mente lo scià di Persia, la prima moglie ripudiata, Khomeini, l’eterna guerra con l’Iraq, lo spauracchio delle armi chimiche, la distruzione di patrimoni archeologici, storici e così via. Ma come si viveva e si vive davvero a Teheran?
    La lettura di questo libro è di aiuto nel farsi un’idea meno superficiale, soprattutto della condizione femminile. Una lettura che sprigiona rabbia, tristezza, dolcezza e molto altro ancora.
    E’ un libro in cui si parla anche di altri libri (potevo non dare almeno 4 stelle se in un colpo solo mi ritrovo molte delle mie letture preferite: “Il Grande Gasby”, tutta la Austen e pure “Lolita” ?).
    Complesso perché ho trovato delle difficoltà nell’inquadrare le co-protagoniste di questo saggio/romanzo; mi confondevo con i vari nomi.
    Ecco, credo che sia uno di quei libri interessanti che bisognerebbe leggere più di una volta per riuscire a coglierne fino in fondo la vera essenza.

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  • 5

    Per parlare di questo libro partirei dal punto in cui viene inscenato, nell’aula universitaria, il processo al Grande Gatsby. Mi ha molto colpito quello che dice Nyazi, che fa il pubblico ministero, n ...continue

    Per parlare di questo libro partirei dal punto in cui viene inscenato, nell’aula universitaria, il processo al Grande Gatsby. Mi ha molto colpito quello che dice Nyazi, che fa il pubblico ministero, nella sua arringa iniziale. Non solo per i contenuti del suo discorso, ma anche e soprattutto per l’uso strumentale che fa della storia del romanzo. L’aspetto della censura da lui invocata perché Fitzgerald non portatore di un pensiero da lui condiviso è il modo più lampante per vedere come l’integralismo ideologico si insinua anche nella letteratura, come in tutti gli altri aspetti della vita iraniana. “Non la pensi così, io ti oscuro, ti bandisco dall’accesso al pubblico. Tutta la sua arringa ha questo sottofondo e l’irritazione cresce ad ogni frase che pronuncia; vano è il tentativo dell’irata Zarrin di cercare di portare la questione oltre la censura, oltre la chiusura mentale.
    Questo episodio che vede Nyazi protagonista, è molto rappresentativo della società islamica del tempo.
    La chiusura mentale, la ristrettezza delle idee, il rifiuto di ogni sorta di dialogo e confronto sono gli elementi che caratterizzano quella fetta di popolazione che, mescolati a intolleranza e repressione, diventano una combinazione esplosiva, dannosa e devastante.
    E, a posteriori, possiamo vedere chiaramente che non poteva che andare così.

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  • 3

    Non è stata esattamente la lettura che mi ero immaginata, soprattutto sono rimasta abbastanza indifferente nei confronti delle ragazze (facevo persino fatica a ricordarne i nomi) e questa è stata la d ...continue

    Non è stata esattamente la lettura che mi ero immaginata, soprattutto sono rimasta abbastanza indifferente nei confronti delle ragazze (facevo persino fatica a ricordarne i nomi) e questa è stata la delusione maggiore. Mi ha fatto venire molta voglia di leggere molti dei libri discussi però, fra tutti "Il grande Gatsby" e "Lolita".

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  • 4

    Un po' troppo lento nella narrazione, per i miei gusti, ma veramente un bel libro.
    Quando l'amore per la letteratura e la lettura va oltre le imposizioni, le barriere culturali e i pregiudizi. ...continue

    Un po' troppo lento nella narrazione, per i miei gusti, ma veramente un bel libro.
    Quando l'amore per la letteratura e la lettura va oltre le imposizioni, le barriere culturali e i pregiudizi.

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