Leggere

Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.4
(777)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804573244 | Isbn-13: 9788804573241 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Educazione & Insegnamento , Non-narrativa , Manuale

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Descrizione del libro
Perché si legge e come si impara a farlo? Quali meccanismi emotivi si attivano? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta anche far male? In queste dense pagine, Corrado Augias si interroga sul significato dell'"attività del leggere", e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici ma anche alcuni libri "proibiti" come "L'amante di lady Chatterley", alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle e Raymond Chandler e della narrativa poliziesca, all'amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. E poi, ancora, la letteratura francese, quella erotica, Dante, Petrarca, George Orwell, Philip Roth.
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  • 3

    100° del 2016

    approdo al 100° di quest'anno con un libercolo godibile, senza infamia né lode, che parla al cuore del lettore dal cuore di un appassionato di libri come il sottoscritto.
    Avrebbe potuto essere diverso ...continua

    approdo al 100° di quest'anno con un libercolo godibile, senza infamia né lode, che parla al cuore del lettore dal cuore di un appassionato di libri come il sottoscritto.
    Avrebbe potuto essere diverso e non è stato?
    Chi parla: il lettore insoddisfatto? L'autore abortito?
    Beh il dialogo ha avuto luogo, e tanto basta!

    ha scritto il 

  • 4

    "Nella tradizione ebraica, l'universo è come un libro fatto di numeri e lettere. Chi è capace di padroneggiare la combinazione di questi segni può interpretare correttamente il mondo e addirittura suscitare alcune forme di vita"

    Non è un saggio, non è un romanzo. E' semplicemente una guida al piacere della lettura. Augias ci mostra come leggere non sia un hobby fine a se stesso, ma un valido aiuto, il libro è un amico sempre ...continua

    Non è un saggio, non è un romanzo. E' semplicemente una guida al piacere della lettura. Augias ci mostra come leggere non sia un hobby fine a se stesso, ma un valido aiuto, il libro è un amico sempre diverso che sa metterci dinanzi a noi stessi senza nessun tipo di filtro o di maschera. Leggere ci aiuta a capire il mondo circostante e le persone, a non avere pregiudizi o meglio a frantumare i nostri preconcetti. Leggere ci porta in luoghi che mai saremmo in grado di vedere e da persone che mai potremmo conoscere in altri modi. Come diceva Eco "Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro. "

    ha scritto il 

  • 3

    Pieno di disgressioni, superficiale nei punti più interessanti, più anedottico che tecnico, il problema principale di questo trattatello è il titolo fuorviante perché secondo me sarebbe stata molto pi ...continua

    Pieno di disgressioni, superficiale nei punti più interessanti, più anedottico che tecnico, il problema principale di questo trattatello è il titolo fuorviante perché secondo me sarebbe stata molto più calzante una roba tipo: "Autobiografia piuttosto confusa di un lettore parecchio vorace".

    Stretto tra esigenze contrastanti, da un lato l'obiettivo di restare a un livello di divulgazione di facile accesso e dall'altro una cultura e una gamma di riferimenti "classica" di letteratura "alta"; da un lato l'obbligo di restare nei margini del trattatello breve e spiccio, e dall'altro la massa sconfinata di materiale da cui attingere, Augias non trova mai il giusto equilibrio e finisce per parlare più che del piacere della lettura, delle cose che son piaciute a lui, raggruppandole attorno a spunti autobiografici che danno al complesso una sistematicità alquanto labile.

    Troppo leggero per un lettore già esperto, troppo "classico" come riferimenti per un lettore alle prime armi, si legge facilmente ma lascia un profondo senso di insoddisfazione perché non arricchisce in niente, non offre spunti di riflessione e non svela nessuna chiave per accedere a un livello superiore di fruizione dei libri.

    Insomma, le passeggiate nei boschi narrativi di Umberto Eco sono tutt'un altro sport.

    Tre stelline generose per la piacevolezza della scrittura dell'autore e la sua simpatia ma poc'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Oggi una letturina leggera, scorrevole. Augias, in questo libricino Leggere, racconta la sua passione per la lettura, le sue prime letture, e si ricollega ai grandi scrittori-lettori di ogni tempo, da ...continua

    Oggi una letturina leggera, scorrevole. Augias, in questo libricino Leggere, racconta la sua passione per la lettura, le sue prime letture, e si ricollega ai grandi scrittori-lettori di ogni tempo, da Petrarca a Belli.

    Nulla di eccezionale, ma provo sempre uno strano piacere nel trovare raccontata una mia stessa passione.
    Leggere fa male, leggere fa bene... di fondo il punto non è questo. Leggere ci mette in contatto con altri mondi, altre vite... fosse anche solo per questo già sarebbe un gesto sovversivo come ben sanno tutte le dittature (che non a caso di libri hanno fatto roghi).

    Chiudo come chiude il testo di Augias con un sonetto di Belli (tra l'altro nel testo c'è quasi un intero capitolo dedicato ai dialetti... è buono saperli, ma non bisogna mai dimenticare la lingua nazionale... sarebbe da ricordarlo a tanti insegnanti...):

    "«Ch'er mercordi a mercato, gente mie,

    Ce siino ferravecchi e scatolari,

    Rigattieri, spazzini, bicchierari,

    Stracciaroli e tant'antre marcanzie,

    Nun c'è gnente da di. Ma ste scanzie

    Da libri, e sti libracci, e sti librari,

    Che ce vienghen'a fa? Cosa c'impari

    Da tanti libri e tante librarie?

    Tu pija un libro a panza vota, e doppo

    Che l'hai tenuto pe quarc'ora in mano,

    Dimme s'hai fame o s'hai magnato troppo.

    Che predicava a la Missione er prete?

    «Li libri nun so robba da cristiano:

    Fiji, pe' carità, nun li leggete.» [Belli, Er mercato de piazza Navona]

    Foss'anche solo per questo, varrebbe la pena di leggere." [Augias, Leggere]

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/2015/07/leggere.html
    In una sorta di racconto autobiografico, servendosi di quanto imparato, delle citazioni o semplicemente dei titoli di libri letti, l ...continua

    http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/2015/07/leggere.html
    In una sorta di racconto autobiografico, servendosi di quanto imparato, delle citazioni o semplicemente dei titoli di libri letti, l'autore affronta alcuni dei molteplici temi legati alla letteratura:

    Un libro iniziato deve per forza essere finito? Domanda che mi sono spesso posta al punto da parlarvene in un precedente post.

    Il significato e il valore delle parole, la differenza tra due attività fatte con lo stesso organo, la vista: leggere (attivo) e guardare (passivo).

    Come si inizia a leggere, le prime letture e l'individuazione di uno o più generi letterari preferiti.

    Il potere della carta contro la pietra, non solo nel gioco della morra cinese, ma citando Notre Dame de Paris di Hugo "...le piccole cose sopraffanno le grandi" ci parla dell'importanza dell'invenzione della stampa come forma di rinnovamento del modo di esprimersi dell'umanità, ma anche dello scempio dei libri dati alle fiamme.

    L'importanza di continuare a stimolare la memoria appuntandosi, come fa dire Petrarca ad Agostino nel suo libro Secretum meum, "...qualche nota nel punto giusto" per "godere facilmente dei frutti della tua lettura"
    "Ogni volta che leggi un libro e ti imbatti in qualche frase meravigliosa che ti suscita tumulto o delizia nell'animo, non limitarti ad aver fiducia nel potere della tua intelligenza, ma costringiti a impararle a memoria e renditele familiari meditandoci sopra, cosicché ... ogni volta che si presenta un caso urgente di afflizione avrai il rimedio pronto, come se fosse scritto nella tua mente. ... e quando trovi qualche passo che ti può sembrare utile, ... tracciagli accanto un segno deciso che ti possa servire da promemoria, altrimenti potrebbe sfuggirti."
    Un suggerimento che proverò a mettere in pratica, non ho infatti mai lasciato annotazioni su libri che non fossero di studio in quanto mi piace il libro immacolato, spesso li prendo in prestito dalla biblioteca, ma anche per una sorta di pigrizia che mi impedisce di interrompere la lettura.

    Due capitoli dedicati all'amore, alla lettura erotica e alla trasgressione. Più interessanti dei precedenti sono certamente i due capitoli finali dedicati rispettivamente ai problemi causati dalla letteratura, con citazioni di celebri opere come Madame Bovary di Flaubert e del V canto dell'Inferno di Dante dove si parla dell'amore proibito tra Paolo e Francesca "galeotto fu il libro e chi lo scrisse", e ai benefici della letteratura in cui Augias cita nuovamente Petrarca che esige un lettore che non si distragga pensando ad altro durante la lettura della Sua opera. La lettura esercita una sorta di incantesimo sul lettore tenendolo incollato alle pagine, tanto che Salinger ne Il giovane Holden scrive "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira", ma come possiamo essere certi che l'immagine di uno scrittore che abbiamo costruito nella nostra mente, grazie ai suoi libri, venga confermata dopo averlo conosciuto di persona?

    Il libro mi è stato regalato, non lo conoscevo così come non ho mai avuto occasione di leggere qualcosa di Augias. Dal titolo mi sarei aspettata un modo diverso, più leggero, di affrontare l'argomento. Se alcune pagine offrono interessanti spunti di riflessione e di lettura, in altre i temi subiscono delle digressioni, come lo stesso Augias ammette, che ho trovato noiose e inutili.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere...

    Simpatica chiacchierata con Corrado Augias che, anche quando cerca di raccontare l’ovvio rimani a sentirlo lo stesso, perché è uno che comunque le cose sa raccontarle.
    Non ci sono verità assolute, ric ...continua

    Simpatica chiacchierata con Corrado Augias che, anche quando cerca di raccontare l’ovvio rimani a sentirlo lo stesso, perché è uno che comunque le cose sa raccontarle.
    Non ci sono verità assolute, ricette segrete, sentieri di conoscenza, in questo libro l’unica cosa che si può scoprire sono i gusti personali di lettura di Augias.
    Da parte mia, ho approfittato per estrapolare qualche autore/testo che mi potrebbe interessare, per il resto rimane sempre una bella e simpatica chiacchierata con un autore neanche dei più antipatici su argomenti comunque a me congeniali…

    ha scritto il 

  • 2

    "Nullum esse librum tam malum ut non aliqua parte prodesset"

    La citazione di Plinio il Vecchio (trovata a pag. 50) riassume bene lo spirito con cui ho portato a termine la lettura di questo agile libretto: non v'è libro tanto cattivo da non essere in qualche pa ...continua

    La citazione di Plinio il Vecchio (trovata a pag. 50) riassume bene lo spirito con cui ho portato a termine la lettura di questo agile libretto: non v'è libro tanto cattivo da non essere in qualche parte utile.

    ha scritto il 

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