Les Liaisons Dangereuses

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Publisher: New Amer Library

4.1
(3484)

Language: English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , German , Chi traditional , Portuguese , Catalan

Isbn-10: 0451521692 | Isbn-13: 9780451521699 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Audio CD , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
The Vicomte de Valmont and the Marquise de Merteuil enter into a personal competition toseduce and betray the innocent
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  • 4

    amicizie o relazioni pericolose?

    Trovo che sia molto più pertinente il titolo che c'è nella mia versione, vecchia come il cucco e trovata sulla solita bancarella del mercato, di "amicizie pericolose" più che di relazioni anche se gli ...continue

    Trovo che sia molto più pertinente il titolo che c'è nella mia versione, vecchia come il cucco e trovata sulla solita bancarella del mercato, di "amicizie pericolose" più che di relazioni anche se gli esiti della vicenda sono funesti per tutti e non risparmiano nessuno. Per quanto lo stile epistolare non sia tra i miei preferiti e per quanto ho impiegato una vita a finire il libro devo ammettere che questo signore sapeva il fatto suo. Nonostante non si accenni mai alle caratteristiche dei personaggi queste si vanno delineando attraverso le lettere che si scambiano tra loro mettendo in luce tutti gli aspetti della loro personalità, chi ingenuo, chi timido, chi diabolico, chi furbo e chi sadico. Nelle figure della marchese di Merteuil e del visconte di Valmont ho visto davvero tanta cattiveria da rasentare il sadismo. Spregiudicatezza, noncuranza degli effetti delle proprie azioni giocano con gli altri protagonisti del romanzo come un burattinaio con i burattini ma indubbiamente ne escono sconfitti come tutti i personaggi che hanno contribuito a beffare e questa è una cosa che mi è piaciuta molto. Non c'è pace per nessuno e credo che sia giusto così.

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  • 5

    Fantastico

    Non mi sarei mai aspettata da un testo di quell'epoca un libro così attuale e moderno. Un capolavoro senza tempo.

    Vieni a leggere la recensione completa:
    http://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/06/ ...continue

    Non mi sarei mai aspettata da un testo di quell'epoca un libro così attuale e moderno. Un capolavoro senza tempo.

    Vieni a leggere la recensione completa:
    http://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/06/recensione-le-realazioni-pericolose-di.html

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  • 4

    LA POTENZA DELLE PAROLE

    Libro originalissimo. In 175 lettere tutta una storia di sotterfugi dove s'intrecciano perfidia, ipocrisia, servilismo, insidie e vendette personali. L'Autore non descrive i personaggi, nè indugia su ...continue

    Libro originalissimo. In 175 lettere tutta una storia di sotterfugi dove s'intrecciano perfidia, ipocrisia, servilismo, insidie e vendette personali. L'Autore non descrive i personaggi, nè indugia su ambienti e panorami, ma tutto è affidato alle parole le quali, come diceva il grande Saramago, "sono tutto e sono niente" e in questo caso danno luogo a una sparatoria epistolare senza tregua per richiedere e soddisfare le proprie infamie...Mittenti e destinatari non ne usciranno illesi.

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  • 4

    La voluttà del potere

    La malizia può aver ragione dell'innocenza? Sì, se ha la determinazione di Valmont e della marchesa di Merteuil. Due personaggi assolutamente dediti al piacere, senza curarsi di chi viene a trovarsi s ...continue

    La malizia può aver ragione dell'innocenza? Sì, se ha la determinazione di Valmont e della marchesa di Merteuil. Due personaggi assolutamente dediti al piacere, senza curarsi di chi viene a trovarsi sulla loro strada, in un'intesa che pare inattaccabile. Eppure, anche questa viene a cadere quando entra in gioco il sentimento, seppur vilipeso e ostinatamente rifiutato.
    Ho riletto con piacere questo classico, gustando i differenti toni che identificano i personaggi e gli aneddoti che ricostruiscono l'atmosfera dissoluta e impegnata a godersi ogni agio della Francia aristocratica pre-rivoluzionaria.

    L'unica nota negativa riguarda l'edizione Barbera: ci sono decisamente troppi refusi.

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  • 4

    Ciò che Laclos ci mostra in questo romanzo è una serie di personaggi perfettamente caratterizzati e senza evoluzione: di conseguenza, non hanno nulla da invidiare ai personaggi e alle maschere della C ...continue

    Ciò che Laclos ci mostra in questo romanzo è una serie di personaggi perfettamente caratterizzati e senza evoluzione: di conseguenza, non hanno nulla da invidiare ai personaggi e alle maschere della Commedia dell’Arte.

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  • 4

    "Ma Valmont non è di questa razza: la sua condotta è il risultato delle sue idee innate. Sa calcolare tutti gli orrori che un uomo può concedersi senza compromettersi e, per esercitare la sua crudeltà ...continue

    "Ma Valmont non è di questa razza: la sua condotta è il risultato delle sue idee innate. Sa calcolare tutti gli orrori che un uomo può concedersi senza compromettersi e, per esercitare la sua crudeltà senza rischi, ha scelto come vittime le donne."
    Romanzo epistolare che, ai tempi, fu considerato scandaloso tanto da creare problemi al suo autore, "Le relazioni pericolose" narra, attraverso una serie di lettere di diversi personaggi, accuratamente ordinate, gli intrighi di due personaggi piuttosto libertini per sedurre una virtuosa signora sposata l'uno e una ragazzina appena uscita da un convento per sposarsi.
    Il romanzo è abbastanza interessante, anche se l'ho trovato un pochino lento, per così dire, all'avvio: anche questo però potrebbe essere considerato un suo pregio, dato che ogni lettera rispecchia lo stile del personaggio che la scrive, nonché la situazione in cui viene redatta (ad esempio, le lettere della Marchesa de Merteuil e di Valmont quando vengono indirizzate a personaggi davanti a cui devono 'salvare la faccia'). In questo senso, sono mirabili le lettere della Signorina de Volanges, in cui lo stile è noioso, incerto, a tratti sgrammaticato; oppure quelle del suo innamorato, il Cavaliere Danceny, infarcite di plagi e luoghi comuni (interessante notare come le lettere che questo personaggio scrive alla sua innamorata e poi alla Marchesa de Merteuil siano molto simili sia nella sostanza che nella forma). La cosa che balza più all'occhio, comunque, è come i personaggi vengano tratteggiati tutti quanti solo ed esclusivamente attraverso le lettere, senza però che questa tecnica risulti pesante (come in altri romanzi epistolari sinceramente noiosi). Gli interventi dell'autore, se necessari, sono fatti tramite sporadiche note al testo; sono i personaggi a parlare, attraverso le loro lettere, rivelando le loro ambiguità , la loro doppiezza, i loro sentimenti più o meno sinceri.
    Quasi tutti i personaggi infatti hanno una certa ambiguità che li contraddistingue; al di là dei due libertini, la marchesa de Merteuil e Valmont, la cui doppiezza è praticamente necessaria alla trama ed è evidente ed ammessa da entrambi (soprattutto dalla Marchesa, nella lettera LXXXI), anche gli altri sono pervasi da una certa ambiguità che rende impossibile prenderne uno in simpatia. Tutti sono, in un modo o nell'altro, falsi: dalla Signorina de Volanges, forse più oca che falsa, che pur professando amore eterno al suo innamorato non esita a tradirlo, al Cavaliere Danceny, che parla d'amore contemporaneamente, e probabilmente con la stessa "intensità " di sentimento, sia alla Volanges che alla Merteuil; dalla Signora de Rosemonde, vecchia zia di Valmont, che prima consiglia alla signora de Tourvel, la donna che Valmont sta cercando di sedurre, di resistere alle trame di suo nipote, ma poi la perdona con molta facilità quando la donna cede alle sue lusinghe, alla madre di Cecile Volanges, una donna che passa con molta facilità dal difendere l'onestà della Marchesa al condannarne i comportamenti. Tutti, insomma, hanno le loro doppiezze, le loro falsità , che siano volute o mantenute solo ed esclusivamente perché "la società vuole così": tutti, nessuno escluso -a parte forse la Presidentessa de Tourvel, che diverrà l'amante di Valmont- hanno un lato più o meno oscuro, che viene sintetizzato dalla totale doppiezza dei due protagonisti, i libertini che danno il via agli intrighi, assi portanti della trama.
    Un altro aspetto davvero ammirabile è come questi due intrighi, nonostante inizino separati, anche nello spazio, e continuino su binari diversi fin quasi alla metà del romanzo, si intreccino poi grazie ad abili manovre dei due protagonisti nel castello della signora de Rosemonde; in questo modo, non solo si compie il piano iniziale della Marchesa (la giovane Volanges sedotta da Valmont, come scorno al suo futuro marito), ma viene portato praticamente a compimento anche il piano di Valmont (la seduzione della Presidentessa de Tourvel, costretta a lasciare il castello per resistere alle lusinghe del suo più o meno sincero innamorato). Ed è proprio la seduzione della Tourvel che sblocca la trama verso la sua fine: i rapporti tra i due libertini si incrinano, una serie di ripicche ha luogo e porta alla morte di Valmont in duello e allo smascheramento della Merteuil tramite la resa pubblica delle lettere più scandalose (quella in cui spiega i suoi "principi" e quella in cui svela l'intrigo ai danni di Prèvan, un uomo ingiustamente accusato di stupro, o di averlo tentato).Tutto questo appunto viene narrato attraverso le lettere, anche dei personaggi minori che possono servire (il servitore di Valmont, l'amministratore dei beni della Rosemonde, il confessore della Tourvel); una cosa che mi è piaciuta molto è stato il modo in cui venga spiegato, nel testo, come la raccolta delle lettere si è venuta formando. Con un sotterfugio spesso usato, quello del ritrovamento di un manoscritto -in questo caso del plico di lettere- e della volontà dell'autore di renderlo pubblico per "educare", si apre il romanzo; e alla fine, quando tutto si è oramai compiuto, scopriamo come le lettere sono finite in mano alla Signora de Rosemonde e perché. È una trovata a mio avviso geniale, di una finezza che non si perde soltanto nell'introduzione, in cui solitamente si spiega solo come il manoscritto fittizio sia stato ritrovato, ma non come ci sia finito (si pensi al Manzoni, o a Hawthorne); qui invece è come avere una trama all'interno della trama, come le lettere vengono raggruppate.
    Una menzione a parte, infine, merita il personaggio della Presidentessa de Tourvel. È l'unico personaggio di cui si possa dire che non sia macchiata dall'ambiguità e doppiezza degli altri, anche se ne rimane alla fine schiacciata. Mentre non siamo del tutti sicuri dell'amore di Valmont per lei (anche se alcune lettere fanno effettivamente pensare che, al di là dei suoi progetti di seduzioni, il Visconte nutra qualche sentimento per questa donna), nulla abbiamo da eccepire sui sentimenti di lei, che cerca di combatterli fino allo stremo delle forze, fino a morire, impazzendo, quando lui la lascia (istigato in qualche modo dalla Marchesa). In generale, si può dire che sia l'unico personaggio che rimane più o meno coerente con se stesso, sia verso l'esterno che verso se stessa (in completa contrapposizione con il personaggio della Marchesa, ad esempio, che nasconde le sue avventure dietro un velo di "virtù"); degli altri si notano tratti positivi e negativi, di lei difficilmente se ne trovano di negativi.
    Insomma, da leggere. Vi assicuro che, nonostante io non ami il genere epistolare, vi dimenticherete che è una raccolta di lettere.

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  • 4

    Non é facile dire qualcosa di nuovo su un classico, ma d´altra parte era Calvino a preconizzare che i classici non finiscano mai di parlarci, e anzi a volte - se li si legge in età matura - iniziano a ...continue

    Non é facile dire qualcosa di nuovo su un classico, ma d´altra parte era Calvino a preconizzare che i classici non finiscano mai di parlarci, e anzi a volte - se li si legge in età matura - iniziano a farlo. E ti lasciano suggestioni.

    La più forte in questo caso, oltre al fatto di vedere John Malkovich ogni volta che entra in scena Valmont (classico effetto di una fortunatissima riduzione cinematografica, che peraltro non ho visto), é un parallelo tra Le relazioni pericolose e il quasi contemporaneo trittico di Da Ponte e Mozart
    sull´amore (sulla sua impossibilità), sull´inganno e sulla seduzione.
    Come in Mozart, dietro una facciata di euforia ("la pazza giornata") e qualche parziale consolazione, tra cui la programmatica - ma nobile - morte del libertino, la sensazione é di un diffuso sconforto, di una società corrotta o corruttibile (il gioco inscenato da Don Alfonso nell´atto finale della trilogia) che ha in sé in germi della propria rovina.

    Tutto questo prende in Laclos le forme del romanzo epistolare, che lo scrittore (scrittore estemporaneo, a dire il vero) francese utilizza per descrivere un mondo in cui sembra non avere alcuna fiducia, e utilizzandolo in forma anti-utopica, anti-manieristica e come "arma letale" (la definizione é di Renato Barilli) contro la stessa società di cui fa parte, il che getta una luce realistico-sinistra sulla sua azione, visto che per sua stessa ammissione é Madame de Tourvel l´unico personaggio completamente di invenzione del romanzo. É insomma il caso di dire che la carta - le lettere - uccide, in questo caso.

    Dal punto di vista del lettore moderno, soprattutto le "voci" di Valmont e Merteuil sono rese con amabilmente perfida precisione, ma il "gioco" non riuscirebbe se Laclos non fosse riuscito a variare stilisticamente anche i modi degli altri protagonisti (o pedine del gioco), l´ingenuitá quasi gretta e sgrammaticata di Cécile, l´ultraromanticismo (quasi una parodia di Richardson) di Danceny,
    l´idealismo prima sereno e poi tradito di Tourvel. Insomma un romanzo epistolare polifonico dove Laclos mostra un´abilitá mimetica che credo abbia aiutato questo classico a rimanere attuale, anche dal punto di vista stilistico.

    Dal punto di vista delle idee, credo di aver detto quanto potevo: tradimento, infingimento, manipolazione, utilizzo della dinamica dei sentimenti come "quinta" teatrale per inscenare strategie dettate da egocentrismo e ansia di dominio, sono fatti, atteggiamenti che credo siano connaturati alla natura dell´uomo e ci accompagnano tuttora, un infinito "Così fan tutte(i)" dove pare non restare altra consolazione che una certa, sana, amara disillusione

    Laclos ha avuto il merito di descriverli con precisione, schiettezza, efficacia, e di creare personaggi che non si dimenticano. Mi sembrano ottimi presupposti per un classico che - a sua volta - é destinato a restare.

    http://www.recensireilmondo.com/

    said on 

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