Les nains de la mort

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Editeur: Gallimard

3.1
(2242)

Language: Français | Number of pages: 232 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish

Isbn-10: 2070422143 | Isbn-13: 9782070422142 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Music , Mystery & Thrillers

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Description du livre
Si Londres est célèbre depuis longtemps pour l'effervescence de sa vie musicale, l'envers du décor n'est pas toujours aussi reluisant, comme en témoignent les mésaventures de William, un jeune compositeur ambitieux qui ne cesse de se heurter aussi bien dans sa vie quotidienne que dans ses ambitions professionnelles à toutes sortes d'avanies. À commencer par le meurtre d'un de ses confrères assassiné sous ses yeux par deux nains cagoulés. Dans ce troisième roman, écrit juste avant Testament à l'anglaise, Jonathan Coe met en scène tout un monde interlope de musiciens ratés, de barmaids écossaises et de managers louches. Pour William, la vie est un cauchemar, les séances d'enregistrement tournent au drame, ses amours sont sans espoir et pour avoir été témoin d'un crime il en devient aussi le principal suspect. Conçu comme une véritable composition musicale avec intro, interlude, solo, reprise… Les Nains de la mort (c'est aussi le nom d'un groupe punk des années soixante-dix) explore avec l'efficacité d'un thriller tout un pan de la société britannique. Mais la satire sociale, dont l'auteur s'est fait une spécialité, même si elle est sévère, ne va pas sans humour et même une sorte de tendresse pour tous ces paumés qui s'efforcent avec une ténacité touchante, et des résultats discutables, de se faire une place au soleil au royaume de la perfide Albion. --Yves Bellec
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  • 3

    In questo romanzo scritto in prima persona, William, appassionato e talentuoso musicista, dice addio alla musica dichiarandosi pentito di non averla studiata quando era il momento e di essersi affidat ...continuer

    In questo romanzo scritto in prima persona, William, appassionato e talentuoso musicista, dice addio alla musica dichiarandosi pentito di non averla studiata quando era il momento e di essersi affidato all'improvvisazione come i musicisti Jazz. La storia è piena di musica, ci sono anche dei piccoli brani che io non sono in grado di valutare e ogni capitolo si apre con una frase di una canzone di un certo gruppo (gli Smiths o Morrissey).
    La scrittura è leggera, frizzante e anche il romanzo è un po' jazz con salti temporali, invenzioni nella trama che in effetti risulta un po' strampalata. Tutto sembra andare storto a William ma poi non così storto. Succede di tutto: omicidi, tentati suicidi, rapporto strano con la fidanzata (?), e con l'amica, rapporto strano-simpatico con i compagni di musica. Non credo di avere capito tutto e pur essendo una storia piacevole non mi ha coinvolto più di tanto. Peccato che William abbia lasciato la musica per la quale sembrava così tagliato. Forse era destino, è per questo che le cose gli sono andate tutte storte e ha incontrato certe persone e non altre. Forse la sua strada era la scrittura e non la musica anche se lui a inizio romanzo dice di aver detto addio a entrambe le carriere.

    dit le 

  • 3

    E' stato il mio primo libro di Coe e sinceramente le aspettative erano un tantino più alte.
    Molto scorrevole e divertente in alcuni punti; carino il personaggio, la cui indecisione in tutti gli aspett ...continuer

    E' stato il mio primo libro di Coe e sinceramente le aspettative erano un tantino più alte.
    Molto scorrevole e divertente in alcuni punti; carino il personaggio, la cui indecisione in tutti gli aspetti della propria vita, rispecchia un pò quella di molti giovani.
    Tutto sommato il mio voto è 3

    dit le 

  • 2

    Un libro che mi ha lasciata con un grande "boh" sulla punta della lingua.
    Interessante all'inizio, inconcludente alla fine.
    Lo stile è molto scorrevole e piacevole, peccato che non ha nulla da dire la ...continuer

    Un libro che mi ha lasciata con un grande "boh" sulla punta della lingua.
    Interessante all'inizio, inconcludente alla fine.
    Lo stile è molto scorrevole e piacevole, peccato che non ha nulla da dire la storia in sé.
    Ci sono molti spunti intriganti, ma nulla è portato a termine esaustivamente ed efficientemente; il risultato: un accozzaglia di tante vicende ed emozioni "no sense" scritte bene ma che non portano da nessuna parte.
    Molto delusa.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Un gradevole Coe, ma non del tutto....

    Premesso che siamo ben lontani da "la casa del sonno" e "la famiglia winshaw", ma tutto sommato questo libro è scorrevole, essenziale, bello.
    Siamo di fronte a un giallo/comico, in una tipica ambienta ...continuer

    Premesso che siamo ben lontani da "la casa del sonno" e "la famiglia winshaw", ma tutto sommato questo libro è scorrevole, essenziale, bello.
    Siamo di fronte a un giallo/comico, in una tipica ambientazione londinese alla Coe, in un mix di musica e generi musicali underground inglesi.
    E tutto è intrecciato con salti temporali molto affascinanti nonostante la trama vera e propria del romanzo sia spicciola, quasi banale.
    Ma Coe rapisce per come narra la storia, in prima persona e in modo audace, divertente, mette voglia di andare avanti fino alla fine.
    Infatti, uno si immedesima perfettamente nel protagonista del romanzo, questo musicista squattrinato di nome William e delle sue pene d'amore
    e dubbi sul suo futuro, dove ha un'unica certezza: la sua meravigliosa musica.
    Non spoilero nulla sulla trama che come ripeto non ha nulla di che, ma in ogni caso fa sorridere spesso e volentieri e quando finisci il libro
    hai un pò mancanza di William e delle sue riflessioni sulla vita.
    Unica seria "pecca" del romanzo è il finale. Cioè, non è neanche il finale ma un paragrafo a parte sulla vita anni dopo del protagonista, il capitolo V.O.
    L'ho trovato insensato ha un pò snaturato tutto ciò che aveva prima il romanzo di frivolo e naif, mentre sentivo un serio bisogno di approfondimento
    della storia d'amore fra William e la sua ragazza iniziale Madeline.
    Adoro questo scrittore e cmq nonostante sia da rivedere, considero "Dwarfs death" un bellissimo romanzo, divertente e che consiglierei ad un amico. A patto
    che questo non sia il romanzo per "iniziare" Coe.

    Musica, maestro!

    dit le 

  • 3

    Non si capisce dove voglia andare a parare.
    È il libro meno convincente di Coe.
    Fino alla fine ti chiedi se sei stupido tu o effettivamente dei pezzi della trama manchino.

    dit le 

  • 3

    Non male, poi prende come libro e Coe è bravissimo nelle descrizioni(anche dettagliate) insomma sa scrivere molto bene come è simpaticissimo nello humor. Un po' deludente il finale (la faccenda gialla ...continuer

    Non male, poi prende come libro e Coe è bravissimo nelle descrizioni(anche dettagliate) insomma sa scrivere molto bene come è simpaticissimo nello humor. Un po' deludente il finale (la faccenda gialla inserita alla fine si rivela solo una buona idea per tenere piu' viva l'attenzione del lettore ma non mi torna una cosa su l'età di una persona...) e avrei gradito forse un po' più di positività nella conclusione

    dit le 

  • 3

    Terzo romanzo di Coe (del '90, uscito quindi a un solo anno di distanza dal precedente "L'amore non guasta") e terzo romanzo di Coe che leggo.
    Ebbene, stavolta non sono soddisfatta.
    Per carità, non mi ...continuer

    Terzo romanzo di Coe (del '90, uscito quindi a un solo anno di distanza dal precedente "L'amore non guasta") e terzo romanzo di Coe che leggo.
    Ebbene, stavolta non sono soddisfatta.
    Per carità, non mi ha fatto schifo, anzi: a tratti è spassosissimo e l'autore ha un modo di scrivere e di descrivere pensieri e sensazioni che mi lascia sempre piacevolmente stupefatta.
    Però alcune cose stonano e sono stonature pesanti.
    Uso un termine legato alla musica non a caso, infatti in questo libro la musica è un elemento importante e presente in modo rilevante: innanzitutto il protagonista è un musicista, ragiona spesso sulla musica e qua e là troviamo un rigo di una melodia; inoltre l'intero romanzo è strutturato come una canzone, con capitoli chiamati "introduzione", "primo tema", "secondo tema", "sezione intermedia", "intermezzo", "assolo", "turnaround", "cambio di tonalità", "coda" e "dissolvenza" e introdotti da citazioni di canzoni degli Smiths.
    E così salta fuori il primo elemento che non mi è andato troppo a genio: non la presenza della musica in sé, ovviamente, quanto più l'esagerazione coi tecnicismi.
    Ma se fosse solo questo a non essermi piaciuto non ci avrei quasi fatto caso.
    Invece c'è dell'altro. C'è una trama un po' assurda (per non dire delirante), con esagerazioni e coincidenze che non mi vanno giù. Il mondo sarà anche piccolo, ma non così tanto.
    E poi il protagonista, William, secondo me non è riuscito come quelli dei due romanzi precedenti, Maria e Robin. Come loro subisce e non riesce a reagire (in particolar modo l'atteggiamento odioso della sua ragazza, Madeline), ma stavolta Coe non ci dà gli elementi per capire perché si comporti così. Non è eccessivamente introverso come era Maria, né ipersensibile e traumatizzato come Robin. Insomma, non sono riuscita a comprenderlo.
    Ho apprezzato che il finale abbia fatto chiarezza sui — ripeto — deliranti avvenimenti narrati all'inizio, ma bisogna davvero far ricorso a un bel po' di sospensione dell'incredulità.
    Prima del romanzo vero e proprio c'è "Io e la musica", sei pagine autobiografiche in cui Coe ci racconta alcune cose su questo aspetto della sua vita, compresi i suoi trascorsi da aspirante musicista, per poi rivelare che ha preso i frammenti di quell'esperienza e ci ha scritto un romanzo comico, quello che state per leggere.
    In chiusura, dopo i ringraziamenti, c'è invece un raccontino, "V.O.", aggiunto nel 1998, in cui ritroviamo William cresciuto e... Beh, dico solo che mi sono cascate le braccia. Brutto e inutile.
    Se prima ero un po' indecisa, "V.O." mi ha dato la conferma che stavolta non posso mettere più di 3 stelline. Peccato.

    dit le 

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