Lettera a un bambino mai nato

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.0
(8429)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8817028371 | Isbn-13: 9788817028370 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Prefazione: Lucia Annunziata

Disponibile anche come: Paperback , Altri , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Nessuna fantasia...pura realtà

    Crudele
    Delicato
    Duro
    Incantato
    Ironico
    Ossessionato
    Sfrontato
    Scioccante
    Vero
    Questi i sentimenti che si hanno ascoltando questo capolavoro letto dalla Fallaci.
    Che colpo allo stomaco ascoltare le su ...continua

    Crudele
    Delicato
    Duro
    Incantato
    Ironico
    Ossessionato
    Sfrontato
    Scioccante
    Vero
    Questi i sentimenti che si hanno ascoltando questo capolavoro letto dalla Fallaci.
    Che colpo allo stomaco ascoltare le sue parole...che dolore rivivere le stesse sensazioni ಥ_ಥ

    ha scritto il 

  • 1

    Per questioni anagrafiche mi sono avvicinata tardi alla scrittura della Fallaci. Quello che mi allontanava dall’Oriana nazionale era quell’aria da profeta autoproclamato degli ultimi suoi anni. 'Lette ...continua

    Per questioni anagrafiche mi sono avvicinata tardi alla scrittura della Fallaci. Quello che mi allontanava dall’Oriana nazionale era quell’aria da profeta autoproclamato degli ultimi suoi anni. 'Lettera a un bambino mai nato' è stato il primo (e probabilmente l'ultimo) dei suoi libri che leggerò. Il tema è senz’altro di grande effetto e colpisce il pubblico femminile. La scrittura è bella e piana, ma il tutto è innaffiato da un eccessivo egocentrismo che a lungo andare disturba il lettore, quanto meno me.

    ha scritto il 

  • 4

    Resta tra i libri migliori di Oriana Fallaci, forse proprio perché è un lungo, libero monologo nel quale l'autrice è libera dalle preoccupazioni di una salda struttura romanzesca. Risulta quindi liber ...continua

    Resta tra i libri migliori di Oriana Fallaci, forse proprio perché è un lungo, libero monologo nel quale l'autrice è libera dalle preoccupazioni di una salda struttura romanzesca. Risulta quindi libera di far rifluire, con i moti di una mareggiata, le fluttuazioni del suo io dinanzi al massimo dei problemi di una donna (ma che dovrebbe essere anche dell'uomo): assumersi la responsabilità di permettere alla vita che le è nata dentro di lei di svilupparsi o stroncarla.
    Se l'esito appare al lettore presto prevedibile, è lo sviluppo che risulta incisivo e coinvolgente. La protagonista segue i sui umori influenzati dalle esperienze che vive e dialoga con quel grumo che porta in grembo sottoponendosi a una spietata analisi sulle sue stesse oscillazioni, sulle ragioni della vita, sul mondo che dovrebbe accogliere il suo bambino, sulla visione ora cupa, ora più ariosa che gli trasmette.
    Alla fine l'aborto c'è, non pienamente voluto, non pienamente spontaneo, frutto della scelta di una donna che non vuole comunque rinunciare alla sua vita, esperienza comunque lacerante che si conclude in un inno alla vita che trascende ogni singolo individuo: "E ora non ci sei più. C'è solo un bicchiere di alcool nel quale galleggia qualcosa che non volle diventare un uomo, una donna, che non aiutai a diventare un uomo, una donna. Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino!...Si odono voci. Qualcuno corre, grida, si dispera. Ma altrove nascono, mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te, né di me. Tu sei morto. Forse muoio anch'io. Ma non conta. Perché la vita non muore."
    Si tratta di una risposta? Credo che l'autrice abbia voluto delineare il processo interiore di una madre, lasciando a ciascuno la libertà di determinare l'esito. Forse per questo, nella nostra italia di perenni fazioni, il libro fu molto letto e discusso più per amore di polemica che per reale interesse e alla fine non convinse né gli "abortisti" né gli "antiabortisti" (orrende parole che uso solo per comodità di discorso).

    ha scritto il 

  • 0

    Polvere di luna

    Polvere di luna
    “ Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. E‘ solo un diritto fra tanti diritti….”
    Questa la conclusione dell’ implacabile ragionare dell’autrice che,pur faticando ...continua

    Polvere di luna
    “ Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. E‘ solo un diritto fra tanti diritti….”
    Questa la conclusione dell’ implacabile ragionare dell’autrice che,pur faticando ad accettare il cambiamento inevitabile che la gravidanza sta suscitando nella sua vita e nel suo corpo, istintivamente asseconda questa nuova condizione e pur trovando mille motivi ed occasioni per opporvisi, alla fine finisce col desiderare il bambino, il “ persecutore”, come lei stessa lo definisce.
    “ … Ho fatto la pace con te,siamo amici alla fine” così si rivolge a lui in questa lettera aperta nella quale impietosamente analizza se stessa e la società che la circonda, concludendo ”…… In fondo il coraggio è ottimismo. ”
    In quello che per ora è solo un uovo , ella intravede “un universo “ e proseguendo nel suo ragionare si chiede “…….perché non dovrebbe esserci anche il pensiero? ”.
    Ma tra le tante riflessioni di cui la lettera è densa ,attraverso uno stile fluente, chiaro e incessante , in un vortice di ragionamenti e di ricordi, di favole e di sogni , c’è n’è una particolarmente vera e forse crudele: esiste sempre qualcosa che desideriamo molto e che poi, quanto più ci siamo vicini,anzi,una volta afferrata, ci sfugge per sempre.
    Per l’autrice , desiderio fortissimo era quello di possedere un po’ di polvere di luna “ il fagottino di luna” che rappresentava nella sua immaginazione ,la possibilità “di espandersi nel tempo e nello spazio” ….di raggiungere “l’idea stessa dell’ infinito…..” . Quella polvere tanto desiderata , che pure le era stata promessa, non le verrà più data; beffandola crudelmente ,le sarà consentito solo toccarla , lasciandole un velo sulla pelle che, una volta lavato, diverrà un liquido nero che cola in fondo a un lavabo.
    Alla fine,quando l’autrice sentirà ormai di aver perso il bambino, gli dirà “ …..tu sei come la mia luna, la mia polvere di luna…… Non voglio perder di nuovo la luna, vederla sparire in fondo a un lavabo.”

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro bellissimo. crudo e cattivo, però molto vero. il primo libro che lessi della Fallaci, me ne innamorai, per la sua forza, per la sua tenacia, anche per il suo egoismo, ma soprattutto per la ca ...continua

    Un libro bellissimo. crudo e cattivo, però molto vero. il primo libro che lessi della Fallaci, me ne innamorai, per la sua forza, per la sua tenacia, anche per il suo egoismo, ma soprattutto per la capacità di mettersi a nudo con se stessa e con gli altri. L'ho letto più volte ed entrambe ma le prime mi hanno lasciato con le lacrime agli occhi. Quando lo lessi per la prima volta, prima di arrivare a metà non capivo la protagonista. Ma mi sbagliavo, e ho compreso solo poco più avanti. Tanto per dire una cosa banale: io sono contro l'aborto. Escludendo quei casi in cui una donna ha subìto violenze o ci siano fondate ragioni di salute...penso molto semplicemente che evitare una gravidanza è la cosa più semplice del mondo se lo si vuole. Per cui trovo inconcepibile che la gravidanza debba essere il solo caso in cui se si compie un "errore", comportandosi con leggerezza, si abbia poi la possibilità di sfuggire alle conseguenze delle proprie azioni come invece avviene per qualsiasi cosa nella vita, dove questa possibilità non c'è. Quello che mi piace del libro poi, a parte il tono e le riflessioni, è il fatto che alla fine si prenda una posizione senza coinvolgere la religione. Si pensa sempre, superficialmente, che essere contro l'aborto sia una questione di religione. E' una frottola: io sono contro laicamente. Anch'io sono stata un embrione, un giorno, ed ero io anche quando ero ancora un gruppetto di cellule, al quale già piaceva poltrire, leggere, e mangiare la parmigiana di melanzane. Quindi ovvio che l'ho apprezzato anche perché sposa le mie idee. Oltre che per lo stile, ovviamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Intenso

    intenso è sicuramente l'aggettivo giusto per descrivere le emozioni e i pensieri della protagonista che si trasmettono a chiunque legga queste pagine.
    Non so dire se mi è del tutto piaciuto...a tratti ...continua

    intenso è sicuramente l'aggettivo giusto per descrivere le emozioni e i pensieri della protagonista che si trasmettono a chiunque legga queste pagine.
    Non so dire se mi è del tutto piaciuto...a tratti mi è risultato troppo delirante....ho compreso e non compreso tutte queste intenzioni nate e morte in un flusso continuo nella testa della protagonista...è tutto molto estremo.
    bellissima la parte del tribunale (noi siamo il nostro peggior giudice) e sopratutto quella finale che riconosce e declama la forza della Vita.

    ha scritto il 

  • 5

    la fallacie regala emozioni uniche, chi è donna facilmente riuscirà a capire cosa stia provando questa donna: le contraddizioni, l'amore e la paura vero un bambino mai nato. commovente da leggere e ri ...continua

    la fallacie regala emozioni uniche, chi è donna facilmente riuscirà a capire cosa stia provando questa donna: le contraddizioni, l'amore e la paura vero un bambino mai nato. commovente da leggere e rileggere

    ha scritto il 

  • 5

    Io non scrivo recensioni. Non le scrivo per libri che mi sfiorano appena, meno che mai potrei (o saprei) farlo per libri che vivono in me da sempre.
    Questo è uno di quei libri. No, questo è QUEL libro ...continua

    Io non scrivo recensioni. Non le scrivo per libri che mi sfiorano appena, meno che mai potrei (o saprei) farlo per libri che vivono in me da sempre.
    Questo è uno di quei libri. No, questo è QUEL libro. Lei è QUELL'autore. Quel libro e quell'autore che ti hanno fatto prendere contatto con la tua vita perché ti hanno obbligato a farle domande e a pretendere risposte. Ti hanno obbligato a conoscerla e a capirla. O almeno ti hanno obbligato a provarci.
    Io non faccio recensioni. E questa non lo è.
    Questo è un appunto.

    "Dove sei? Eri qui, mi sorreggevi, eri grande, eri un uomo. E ora non ci sei più. C’è solo un bicchiere di alcool dentro il quale galleggia qualcosa che non volle diventare un uomo, una donna, che non aiutai a diventare un uomo, una donna. Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda, s’accende una luce... Si odono voci... Qualcuno corre, grida, si dispera... Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Ora muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore."

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro scritto nel 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. Durante la lettura traspare sentimento e cinismo; è un tragico monologo di una donna che aspe ...continua

    È un libro scritto nel 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. Durante la lettura traspare sentimento e cinismo; è un tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta: dare la vita a questa creatura o negarla? In un primo momento opta per la seconda possibilità (non è sposata, non ha uomo, è una donna in carriera). Tuttavia, memore anche di quello che era accaduto a sua madre, la quale non voleva suo figlio e faceva di tutto per ucciderlo, sino a quando sentendolo scalciare, capisce che non bisogna togliere la vita a chi non l’ha ancora vissuta. Inizia così un lungo dialogo col suo bambino: gli racconta la sua esistenza, le sue abitudini, i viaggi, la società nella quale si troverà a vivere e instaura con lui una forma d’amore speciale che la porterà, forse, a rinunciare alla sua stessa vita quando quella del bambino cessa.

    ha scritto il 

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