Lizard

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Publisher: Grove Pr

3.5
(3499)

Language: English | Number of Pages: 180 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Japanese , Chi traditional , French , Italian , German

Isbn-10: 0802115640 | Isbn-13: 9780802115645 | Publish date:  | Edition 1st ed

Translator: Ann Sherif

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
I shall refer to her as Lizard here, but not because of the small lizard tattoo that I discovered on her inner thigh.

The woman has round, black eyes that gaze at you with utter detachment, like the eyes of a reptile. Every bend and curve of her small body is cool to the touch, so cool that I want to scoop her up in my two hands.

This may bring to mind the image of a man holding a bunny or a chick, but that's not what I mean. What I imagine is the strange, tickling sensation of sharp claws scampering around in my palms. And then, when I open up my hands to take a peek, a thin, red tongue lashes out. Reflected in those glassy eyes, I see my own lonely face, peering down, looking for something to love and cherish. That's what Lizard feels like to me....

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  • 3

    Chiusi nel proprio guscio

    Sei racconti intorno al tempo, alla guarigione, al destino, al fato, immersi in una Tokyo sfolgorante di luci notturne e pulsante di vita. I protagonisti sono accumunati dalla stessa sorte: tutti in q ...continue

    Sei racconti intorno al tempo, alla guarigione, al destino, al fato, immersi in una Tokyo sfolgorante di luci notturne e pulsante di vita. I protagonisti sono accumunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti si sono chiusi in un guscio che li protegge, ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Ma sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato. E' alle soglie di questa trasformazione che lo sguardo di Banana Yoshimoto si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l'angoscia, la liberazione.
    Ecco i sei racconti:
    1) Giovani sposi;
    2) Lucertola;
    3) Spirale
    4) Sogno con Kimchee;
    5) Sangue e acqua;
    6) Strana storia sulla sponda del fiume.
    Dopo Kitchen, Il corpo sa tutto e Sonno profondo ho messo gli occhi su questo, Lucertola. E devo essere sincero: la Yoshimoto, almeno secondo il mio modestissimo parere, non delude mai. Riesce sempre a narrare con quel suo stilo inconfondibile e particolare storie, in questo caso, di coppie non in crisi, ma, come dice la trama, che stanno subendo una trasformazione. Stavolta, però, non vince il dolore ma la speranza. E questo è, secondo me, il leit-motiv di questi racconti brevi: che dopo la tempesta, c'è sempre il sole che riscalda. In Giovani sposi troviamo il marito di Atsuko che, in metropolitana, si prepara a scendere alla sua fermata per rientrare a casa ma fa un incontro particolare che gli risveglierà l'amore per sua moglie. In Lucertola il fidanzato di una pranoterapeuta, denominata "Lucertola" perchè ha un tatuaggio di quel simpatico animaletto, riflette sui traumi infantili che hanno come protagonista le madri di entrambi. In Spirale troviamo uno scrittore in crisi che si ri-innamora della sua fidanzata. In Sogno con Kimchee una ragazza depressa si rincuora col fidanzato gustando un ottimo piatto coreano, il kimchee, appunto. In Sangue e acqua una ragazza fugge via dai genitori per trasferirsi nella caotica Tokyo dove conoscerà un ragazzo che costruisce amuleti portafortuna. In Strana storia sulla sponda del fiume una ragazza ritrova dei ricordi d'infanzia su un particolare fiume.

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  • 2

    Racconti....tristi.....Devo ammettere che questa volta non sono rimasta soddisfatta. Non ho trovato quello che cercavo e mi aspettavo,conoscendo la scrittrice.Si tratta di uno dei primi romanzi da lei ...continue

    Racconti....tristi.....Devo ammettere che questa volta non sono rimasta soddisfatta. Non ho trovato quello che cercavo e mi aspettavo,conoscendo la scrittrice.Si tratta di uno dei primi romanzi da lei scritti e sicuramente emerge la sua "giovinezza"...anche se , si legge davvero in un fiato perché non manca la fluidità nella narrazione.

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  • 4

    Stavolta il mio incontro con questa autrice è stato più piacevole. Forse perchè non avevo alte aspettative, forse perchè sapevo già che mi avrebbe invaso con la sua malinconia, forse perchè sempliceme ...continue

    Stavolta il mio incontro con questa autrice è stato più piacevole. Forse perchè non avevo alte aspettative, forse perchè sapevo già che mi avrebbe invaso con la sua malinconia, forse perchè semplicemente i racconti sono belli...

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  • 5

    Pazzesco.

    È il primo libro di Banana Yoshimoto che leggo nella mia vita.
    Sinceramente, non sapevo proprio cosa aspettarmi, pur conoscendo in parte quanto sia diversa la letteratura giapponese dalla nostra.
    Cred ...continue

    È il primo libro di Banana Yoshimoto che leggo nella mia vita.
    Sinceramente, non sapevo proprio cosa aspettarmi, pur conoscendo in parte quanto sia diversa la letteratura giapponese dalla nostra.
    Credo di essere rimasta senza parole e di non riuscire ancora ad articolare nessun pensiero coerente con quanto ho appena finito di leggere. Sarà perché ho letto il libro tutto d'un fiato mentre andava preso a piccole dosi..non so.
    Sta di fatto che, in quelle parole, c'è tanta di quell'immensità da perdersi completamente..rimanendo nudi di fronte all'essere, al non essere, alla vita, alla morte..insomma: davvero pazzesco.

    I suoi movimenti erano così fluidi che qualsiasi posa assumesse dava un’illusione di immobilità. Per quanto la musica potesse essere fragorosa, lei sola sembrava esistere in un mondo senza suoni.

    Sentii un senso di perdita assoluto, come se il mondo dovesse finire.

    Il corpo, senza uno spirito che mi guardi, è solo un contenitore. E quindi lo si può guarire, come si aggiustano le macchine, pensai.

    Per esempio quando tu chiudi gli occhi, in quel preciso istante il centro dell’universo si raccoglie dentro di te.

    Dato che la memoria è energia, se non viene liberata rimane nel corpo e intristisce.

    Convenzioni, strane regole non scritte… ce n’è un’infinità, e proprio perché creano tante piccole limitazioni, all'interno di un ambiente ristretto hanno una forza assoluta. Stereotipi che agiscono ancora prima del giudizio morale...

    Insomma, a parte la differenza di atmosfera, la percentuale di persone speciali e di quelle insulse era la stessa dappertutto.

    Parole che in quel momento potevano riferirsi solo a me, e che a un altro sarebbero parse insignificanti, banali. Le persone che pronunciano parole così lo fanno come per caso, come se non avessero nessuna importanza, ma in realtà, in qualche parte profonda di loro, devono conoscere il potere di quello che hanno appena detto. Sentire di averti dato qualcosa che hanno portato da chissà quale meraviglioso luogo infinitamente distante.

    La mia casa sono solo io, il mio posto è solo dove sono in quel momento, e però questa realtà non si può isolare: è un processo continuo come la bellezza azzurra dell’aurora che dopo un istante si trasformerà in un’alba che possiede una diversa bellezza non meno meravigliosa. È più o meno la stessa cosa.

    E potrei andare avanti ancora per molto...
    È qualcosa che tocca nel profondo.

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  • 2

    Delusione

    Dalla descrizione sembrava un romanzo complesso,poetico;in realtà sono 4 storie che avrebbe potuto inventare chiunque con l aggiunta qua e là di frasi per renderlo piu toccante.Davvero,ogni volta con ...continue

    Dalla descrizione sembrava un romanzo complesso,poetico;in realtà sono 4 storie che avrebbe potuto inventare chiunque con l aggiunta qua e là di frasi per renderlo piu toccante.Davvero,ogni volta con la Yoshimoto ci riprovo sperando di leggere qualcosa che mi colpisca ma non é mai così.Che sia io diventata insensibile?Mah.

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  • 3

    Mentale, forse troppo

    A me Banana piace, o meglio, piaceva tempo fa. Come molti giapponesi, le sue atmosfere delicate e allo stesso tempo intense e personali aiutano a vivere e convivere con i suoi personaggi. Come un acqu ...continue

    A me Banana piace, o meglio, piaceva tempo fa. Come molti giapponesi, le sue atmosfere delicate e allo stesso tempo intense e personali aiutano a vivere e convivere con i suoi personaggi. Come un acquerello rado, spesso sono appena accennati e richiamano tanto con un solo tratto. Ma oggi, in una società senza più speranze e futuro, sembrano troppo astratti ed egoisti, irreali.

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  • 5

    La prima raccolta di racconti della Yoshimoto. Tutti incentrati sul rapporto di coppia.
    Si notano due elementi che li rendono diversi dalla successiva e principale produzione della Yoshimoto: due racc ...continue

    La prima raccolta di racconti della Yoshimoto. Tutti incentrati sul rapporto di coppia.
    Si notano due elementi che li rendono diversi dalla successiva e principale produzione della Yoshimoto: due racconti hanno come voce narrante quella maschile e in nessuno il cibo e la cucina ricoprono un ruolo centrale.
    Invece, si ritrovano già i suoi temi classici: il sottofondo di spiritualità e magia/soprannaturale, l'introversione di molti personaggi, la presenza della morte che aleggia su molti momenti e personaggi, il fatto che molti di essi abbiamo un passato di dolore e sofferenza ma dal quale sono usciti, sono sopravvissuti - anche se non necessariamente ne sono usciti più forti, anche se il fatto stesso di continuare a vivere e magari decidere di dare una svolta drastica alla propria vita possa essere già di per sé un segno di maggiore forza, anche rispetto agli altri.
    Tutti racconti molto intensi e molto belli.

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  • 2

    Il piacere della (non) lettura.

    Non ho mai letto dei racconti così approssimativi e piatti. Tutto, dai luoghi, ai personaggi, agli eventi, sono descritti con una superficialità disarmante, tanto da non avermi lasciato niente su cui ...continue

    Non ho mai letto dei racconti così approssimativi e piatti. Tutto, dai luoghi, ai personaggi, agli eventi, sono descritti con una superficialità disarmante, tanto da non avermi lasciato niente su cui riflettere o alcuna soddisfazione e piacere appena chiuso il libro.

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