Lo Straniero

Di

4.2
(10196)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Finlandese , Turco , Svedese , Giapponese , Olandese , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8858703847 | Isbn-13: 9788858703847 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1942, "Lo straniero", un classico della letteratura contemporanea, sembra tradurre in immagini quel concetto dell'assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevo "Il mito di Sisifo".
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  • 4

    Il lutto

    Il protagonista, Meursault, è un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Nella prima parte del romanzo Meursault viene a conoscenza del ...continua

    Il protagonista, Meursault, è un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Nella prima parte del romanzo Meursault viene a conoscenza della morte della madre, ospite in un ospizio per anziani, e va a vegliarla. Già nel primo capitolo riusciamo a scoprire il carattere di completa indifferenza di lui: sembra non provare alcun tipo di emozione per la madre, rifiuta di vederne le spoglie, beve caffè e fuma vicino alla bara. Poi vivrà una relazione con Maria, e anche in questo caso più che amore sembra provare solo un desiderio fisico. Nella seconda parte arriverà, consapevole o meno, a compiere un omicidio e finirà in un processo dove non tenterà minimamente a difendersi, rimanendo estraneo a tutto quello che gli succede. Condannato alla pena di morte, rifiuterà pure il perdono di Dio attraverso uno zelante prete.
    Quello che Camus mette al centro in questo romanzo è l'uomo che cerca una giustificazione all’esistenza e non la trova; tutto gli si presenta privo di senso e, per questo, diventa straniero nei confronti di se stesso e degli altri. Tutto scritto in prima persona, di modo che l'autore riesce ad eclissarsi e ci fa immedesimare nei ragionamenti del protagonista. Egli si arrende completamente al Caos ed è lui che lo guida in tutta la storia. Personalmente ho amato la seconda parte, soprattutto gli ultimi due capitoli. Si perde la narrazione meccanica della prima parte, e in un certo senso riusciamo a scorgere i sentimenti del protagonista; convinto che tutti lo ritengono un mostro, non si difende per nulla al processo, ma anzi sembra essere perpetuamente distratto e asfissiato dal caldo. Ciò che poi si evidenzia, quando Meursault vive in cella e passano i giorni nella ripetizioni dei gesti, sempre uguali, è l'attaccamento alla vita, e proprio nel capitolo finale, la visita del cappellano, assistiamo all'apice del cinismo, dell'indifferenza e dell'ironia dell'uomo: un vero e proprio sontro col prete dove lui rifiuta tutto: il suo dio, il suo perdono, la sua vita al riparo dal mondo. Finalmente esplode la sua rabbia che è certamente la disperazione che sta per morire. Ma questa rabbia non indica uno spiraglio nell’indifferenza e nell’assurdità del mondo, ma la resa all’Assurdo. Egli diventa un eroe "assurdo": la sua lucida coscienza del reale gli consente di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e sentire.
    Lo stesso Camus scrisse, nella prefazione americana di questo romanzo: "E' una verità ancora negativa, senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile."

    ha scritto il 

  • 4

    abitudine e indifferenza

    "una disgrazia è una cosa che lascia senza difesa"
    Noia e indifferenza caratterizzano il protagonista di questo romanzo, che si fa trasportare dagli eventi e li accetta come se non vi fosse alternativ ...continua

    "una disgrazia è una cosa che lascia senza difesa"
    Noia e indifferenza caratterizzano il protagonista di questo romanzo, che si fa trasportare dagli eventi e li accetta come se non vi fosse alternativa, con la pazienza e la condiscendenza di chi si trovi tutti i giorni in mezzo a dei cretini che gli chiedono di continuo cose stupide e ovvie.
    Un bel protagonista, sebbene non faccia niente e tutto si muova intorno a lui: la ragazza, gli amici, il giudice, i testimoni.
    Un uomo accusato di sentimenti mostruosi e cattiveria, ma che in realtà manca proprio di interesse nei fatti suoi e di chiunque, di sentimento e fuoco in generale.
    Un uomo accusato di omicidio ma che viene condannato per il suo carattere e per il comportamento tenuto prima dell'omicidio.
    Quindi è così per tutti? Siamo tutti soppesati e condannati per quello che abbiamo fatto dalla nostra nascita senza via di scampo? Pare di sì.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere subito dopo o in contemporanea con "La nausea" di Sartre per una botta di vitalità. :)
    Scherzi a parte, è entrato per direttissima tra i miei libri preferiti.
    Se siete interessati al tema d ...continua

    Da leggere subito dopo o in contemporanea con "La nausea" di Sartre per una botta di vitalità. :)
    Scherzi a parte, è entrato per direttissima tra i miei libri preferiti.
    Se siete interessati al tema dell'esistenzialismo, direi che non si può fare a meno di leggerlo, in poche pagine è raccolto il pensiero dell'autore, scritto in maniera ottimale
    Quello che più mi ha interessato è che la tematica non viene "descritta", non vi sono parti in cui si parla espressamente di esistenzialismo, non si evade dalla trama per sorbirsi un mattone di filosofia, ma la percepisci,attraverso il protagonista, attraverso le sue risposte e comportamenti.
    Questo arriva al lettore secondo me in maniera più diretta ed è questa la vera forza del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    沒有太多心得,但是推這是一生必讀的經典,卡謬是大師中的大師
    說「喜歡」主角,大概會犯了哲學圈的大忌,總是冷觀世界的主角,卻真的很難令人討厭。

    ha scritto il 

  • 5

    Nella corrente esistenzialista, accanto a Sartre, Kafka e Dostoevskij, Camus è una figura decisamente di rilievo, che ha sviluppato un pensiero che merita di essere approfondito - una veloce ricerca s ...continua

    Nella corrente esistenzialista, accanto a Sartre, Kafka e Dostoevskij, Camus è una figura decisamente di rilievo, che ha sviluppato un pensiero che merita di essere approfondito - una veloce ricerca sul web fornirà materiale sufficiente per delinearne le forme. Ogni libro va visto come un pezzo che contribuisce a delineare il punto di vista di Camus sulla vita. Lo Straniero affronta il problema dell’assurdo e di come ci si abitui a vivere senza farci caso.

    Il libro è composto da due parti che sono completamente diverse come stile. Inizialmente si ha la sensazione che la stesura sia avvenuta in maniera oziosa, svogliata. Sembra che l’indifferenza che il protagonista nutre nei confronti della vita sia la stessa che lo scrittore riservi alla scrittura del libro.

    Nella prima parte il protagonista vive la vita senza sottrarsi a nessuna attività ma senza alcun coinvolgimento emotivo. Non vive, lascia solo che le cose accadano. Camus lascia che Meursault descriva le sue giornate senza che commenti e senza dare al lettore la possibilità di entrare nel suo animo. Sembra quasi che si voglia indurre nel lettore, nei confronti del libro, la stessa emozione di noia che il protagonista nutre nei confronti dei fatti della vita.
    Nella seconda parte tutto cambia. Inizia una presa di coscienza che aumenta gradualmente. Non si intravedono i sentimenti, ma i protagonisti iniziano ad esporre le proprie idee. Ora però Meursault viene privato della possibilità di scegliere, di decidere - anche se quando ne aveva facoltà non lo ha mai fatto - ed è costretto a vivere in base alle scelte degli altri.
    In prigione prendono vita pensieri profondi che si schiantano contro le pareti umide della cella. Lui è un prigioniero perché lo è di fatto, ma soprattutto perché pensa da prigioniero e da prigioniero agisce.
    Il concetto del tempo viene sfiorato in alcuni punti ed è assolutamente interessante. Ad esempio quando si è abituato al ritmo della vita in cella non esistono più settimane o mesi, ma solo l’oggi e il domani, due giorni uguali che si avvicendano. Interessante è anche la trama che realizza intrecciando il concetto di tempo e morte arrivando alla conclusione che, poiché siamo tutti destinati a morire, farlo a vent'anni o a novanta non fa alcuna differenza. Nulla sembra abbia senso per il protagonista finché non inizia a pensare alla ghigliottina. Quel macabro strumento, che sembra dia finalmente senso a tutto, appare affascinante e cinicamente risolutore. Sembra quasi si sia atteso per tutto il tempo un evento che ponesse fine a quell'avvicendarsi di giorni uguali, sovrapponibili l’un l’altro dall'alba al tramonto.

    ha scritto il 

  • 4

    Creo que el extranjero es alguien ajeno a la sociedad. En la primera parte, encontramos a una persona que pasa por la vida como un extraño, que no reacciona ante la muerte de su madre, que no es capaz ...continua

    Creo que el extranjero es alguien ajeno a la sociedad. En la primera parte, encontramos a una persona que pasa por la vida como un extraño, que no reacciona ante la muerte de su madre, que no es capaz de sentir amor por una mujer, a quien no le afectan las conductas de sus semejantes que son generalmente consideradas reprobables. Todo esto, narrado con sencillez, nos parece normal, plausible: dibujando una persona extraña, sí, diferente a nosotros, pero realista.

    Después del asesinato vemos el otro lado. La sociedad juzga sin ningún lugar a dudas a dicha persona como amoral y un modelo a erradicar. Lo que antes nos podía parecer normal ahora se revela como corrupto. Es un dedo acusador que nos lanza Camus. ¿Nos ha parecido normal la conducta del personaje? La muerte es una excusa para darle la vuelta a la moneda.

    Buenas reflexiones y una pluma inteligente.

    ha scritto il 

  • 0

    Libro semplice in cui Camus inserisce la dinamica esistenzialista più profonda. L'uomo è straniero nel mondo che lo circonda, viene voglia di urlare al protagonista di ribellarsi ma parafrasandolo in ...continua

    Libro semplice in cui Camus inserisce la dinamica esistenzialista più profonda. L'uomo è straniero nel mondo che lo circonda, viene voglia di urlare al protagonista di ribellarsi ma parafrasandolo in fondo cosa importa ribellarsi o morire oggi o tra vent'anni? Presto saremo tutti dimenticati.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è poco da commentare; solo leggere e riflettere. Alcuni libri a questo dovrebbero servire, a riflettere. E lo straniero assolve in pieno la funzione, scritto in modo semplice, scorrevole, con pochi ...continua

    C'è poco da commentare; solo leggere e riflettere. Alcuni libri a questo dovrebbero servire, a riflettere. E lo straniero assolve in pieno la funzione, scritto in modo semplice, scorrevole, con pochi dialoghi, concentrato sul protagonista straniero nel mondo e straniero a sé stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Se inizialmente si entra in antipatia con Mersault, quasi lo si odia, alla fine lo si comprende. Non lo si giustifica, perché nel suo contesto non avrebbe granché senso. Piuttosto, quasi, lo si invidi ...continua

    Se inizialmente si entra in antipatia con Mersault, quasi lo si odia, alla fine lo si comprende. Non lo si giustifica, perché nel suo contesto non avrebbe granché senso. Piuttosto, quasi, lo si invidia, per essere riuscito ad arrivare al di là di tutto e di tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse questo genere di libri, questo modo di scrivere non sono adatti a me, ma non mi è piaciuto, non mi ha appassionato e mi ha lasciato poco.
    Riconosco che la storia è originale e che, riflettendo a ...continua

    Forse questo genere di libri, questo modo di scrivere non sono adatti a me, ma non mi è piaciuto, non mi ha appassionato e mi ha lasciato poco.
    Riconosco che la storia è originale e che, riflettendo a posteriori, il tema dell'uomo dissociato da tutto e da tutti, compreso sè stesso, è interessante, però, appunto, il modo con cui è stato scritto per me è stato deludente.

    ha scritto il 

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