Lo diciamo a Liddy?

Una commedia agra

Di

Editore: Adelphi

3.5
(658)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 186 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845914186 | Isbn-13: 9788845914188 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Traduttore: O. Crosio

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Quattro sorelle legatissime, un matrimonio imminente e un terribile segretoche qualcuno ha sussurrato. Che fare? Rivelarlo e mandare tutto all'aria otacere e rendersi complici di un misfatto? Un nobile dilemma, si direbbe. Masiamo poi sicuri? Chi non ha incontrato, ad esempio, qualcuno che volendofare del bene ha seminato disastri? In un turbinio di pettegolezzi, sospetti,vendette e tradimenti, presto la farsa si colora della sinistra ossessività diun thriller. Dietro ogni quinta si svela un'altra quinta, e la scena siaffolla di colori e perfidie.
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  • 2

    Per essere orribile una famiglia non ha bisogno di segreti.

    A Anna Fine la mia stima: quattro sorelle che litigano, e per il finale della sua storia non ha previsto nessun vassoio di tarallucci con un contorno di calici per il vino.

    Però: quanti carichi pesant ...continua

    A Anna Fine la mia stima: quattro sorelle che litigano, e per il finale della sua storia non ha previsto nessun vassoio di tarallucci con un contorno di calici per il vino.

    Però: quanti carichi pesanti per un libro che si regge esile su conversazioni attorno ai tavolini di un bar o a cena da me o al picnic sul prato da te. L’odore di pedofilia, corna endogamiche, parti non dichiarati. Troppa roba per dare robustezza a una sorella matronale alle prese con la frustrata verità da dirsi sul chi sia diventata ormai lei, chi la sorella desperate houswife, chi la sorella associata allo stesso studio di Ally McBeal, chi la sorellina adorabile al secondo matrimonio e che una età ce l’ha pure lei, altro che Liddy adorabile pazzarellina, e che sarebbe perfetta per una particina in Una mamma per amica.

    L’idea di fondo della Fine è che una famiglia si sfascia quando i membri che ne fanno parte se ne combinano di ogni sperando non si vengano a sapere: ma si devono venire a sapere, altrimenti perché combinarle? Ogni traditore confida in una delatrice che spettegolando al posto suo depisti dal suo reale e impronunciabile movente: trovare un modo per sfasciarla la famiglia, quando ormai è diventata l’incantesimo più tremendo: quello che blocca il tempo e costringe tutti a prolungare il ruolo assunto in un’epoca ormai scomparsa.

    La famiglia è vittima e carnefice, perciò se te la prendi troppo con il suo lato carnefice, diventi il carnefice del suo lato vittima, se te la prendi troppo per il suo lato vittima, diventi la vittima del suo lato carnefice, insomma meglio non prendersela affatto per i lati ma di petto a fronte bassa e mani dietro la schiena in modo che non si possa mai dire con sfibrante anticipo se reggano fiori o se le carte dell’avvocato da firmare.

    L’unico modo per dare senso a una famiglia è cambiarla quotidianamente, cambiando la propria dinamica al suo interno, non dandole il tempo di farsi una idea precisa di sé stessa, una: identità!, o decidersi a cambiare famiglia, senza per forza doversi industriare prima sul come rovinarla e rovinare sé stessi pur di procurarsi una via d’uscita.

    La via d’uscita è sempre la porta, difficilmente imboccare la porta di casa richiede lunghe pianificazioni, sempre che prima non si vogliano minare le fondamenta di casa e, per sicurezza, dell’interno quartiere, nel qual caso il discorso cambia e si devono chiamare al più presto gli artificieri e i profiler.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non c'è bisogno di fare l'assistente sociale per sapere che al mondo non c'è niente di più indigesto della verità."

    Segreti, colpe nascoste, accuse, indifferenza, ambiguità: questi gli ingredienti di "Lo diciamo a Liddy?", un romanzo che analizza l'intricato intreccio dei rapporti tra parenti, nello specifico tra s ...continua

    Segreti, colpe nascoste, accuse, indifferenza, ambiguità: questi gli ingredienti di "Lo diciamo a Liddy?", un romanzo che analizza l'intricato intreccio dei rapporti tra parenti, nello specifico tra sorelle. Tutto parte da un segreto tenuto nascosto alla diretta interessata, che porterà ad una serie di complicati eventi e sentimenti contrastanti. Una lettura che sicuramente dà ottimi spunti di riflessione sulla natura dei rapporti umani e su quanto si possa conoscere davvero una persona.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia che inizia come tante, senza scossoni, ma che poi si trasforma in uno scontro tra sorelle in apparenza legatissime che porta a tante verità taciute per non mettersi in discussione, per quie ...continua

    Una storia che inizia come tante, senza scossoni, ma che poi si trasforma in uno scontro tra sorelle in apparenza legatissime che porta a tante verità taciute per non mettersi in discussione, per quieto vivere, per salvare le apparenze.
    “Non lo so. Io la tua famiglia non la capisco. Non capisco perché debba essere tutto così importante. Perché dobbiate avere tutti questi gran sentimenti. E non capisco perché, da adulti, bisogna continuare a considerare speciali i parenti.”
    Più che leggerlo è un romanzo che si beve tutto in un fiato (attenzione ai sorsi traditori)

    ha scritto il 

  • 4

    «Che bisogno c'era di tutte quelle sorelle? Mezzo mondo non ne aveva e se le cavava a meraviglia».

    Cosa fareste in caso qualcuno vi rivelasse un segreto, un oscuro scheletro nell'armadio che riguarda la persona che vostra sorella ama, che magari sposerà, ma vi si dicesse di non proferir parola dell ...continua

    Cosa fareste in caso qualcuno vi rivelasse un segreto, un oscuro scheletro nell'armadio che riguarda la persona che vostra sorella ama, che magari sposerà, ma vi si dicesse di non proferir parola della questione a nessuno? Vi terreste tutto per voi o rischiereste di passare per la pettegola della situazione, rovinando magari uno o più rapporti?
    E' su questo dilemma esistenziale che si basa "Lo diciamo a Liddy?", romanzo sottotitolato con la frase -che io trovo perfetta- una commedia agra. Dopo le prime cinquanta pagine la risposta alla domanda principale verrà trovata, ma la situazione, anzichè risolversi, peggiorerà ulteriormente. Se dovesse diventare una pellicola cinematografica, in realtà, più che di "commedia" parlerei di "film drammatico".
    Nonostante ci fossero tutti i presupposti per un libro di quelli che piacciono a me (una protagonista vendicativa, un'accusa alle famiglie dai confini molto confusi, segreti e rancori vari), non l'ho amato alla follia -forse perchè mi ha ricordato qualcosa di personale? Non è però comunque un brutto romanzo, anzi, fa riflettere più di una volta sull'ambiguità dei rapporti umani (soprattutto di quelli familiari) e su una verità amara, anzi, amarissima: «sappiamo così poco gli uni degli altri, finchè non succede un patatrac, naturalmente».

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Parte un po' in sordina, ma poi prende il volo. Quattro sorelle apparentemente interdipendenti l'una dall'altra si trovano ad affrontare alcuni segreti di famiglia. Chi ha taciuto cosa a chi?
    Questi s ...continua

    Parte un po' in sordina, ma poi prende il volo. Quattro sorelle apparentemente interdipendenti l'una dall'altra si trovano ad affrontare alcuni segreti di famiglia. Chi ha taciuto cosa a chi?
    Questi segreti verranno via via svelati. Ma lasceranno il segno, soprattutto su una di loro. Che non sarà più la sorella accondiscendente e premurosa di sempre, ma che diventerà cinica e vendicativa. Come darle torto? Eppure tutto le si ritorcerà contro.
    Mette in evidenza l'ipocrisia dei rapporti familiari e coniugali. A qualcuno viene perdonato tutto, ad altri no.
    Si legge velocemente. Molto carino.

    ha scritto il 

  • 4

    Agile, brillante e amarognolo. Una buona lettura per un periodo di vacanza, magari proprio per quello che si trascorre in famiglia. Per chi ama le trame psicologiche, i dialoghi mimetici, il tè senza ...continua

    Agile, brillante e amarognolo. Una buona lettura per un periodo di vacanza, magari proprio per quello che si trascorre in famiglia. Per chi ama le trame psicologiche, i dialoghi mimetici, il tè senza zucchero.

    ha scritto il 

  • 4

    Agra sicuramente, ma molto ben scritta, piacevole, della lunghezza giusta: una garbata riflessione, sotto una specie romanzesca che ricorda la commedia di interni, su quanto la famiglia possa essere, ...continua

    Agra sicuramente, ma molto ben scritta, piacevole, della lunghezza giusta: una garbata riflessione, sotto una specie romanzesca che ricorda la commedia di interni, su quanto la famiglia possa essere, insieme, sopra e sottovalutata.

    ha scritto il 

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