Lo que el viento se llevó

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Publisher: Ediciones Orbis S.A.

4.5
(2203)

Language: Español | Number of Pages: 1004 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , French , Italian , German , Dutch , Catalan , Portuguese , Greek , Hungarian , Russian , Finnish , Polish , Danish , Turkish , Farsi , Indonesian , Indian (Hindi) , Swedish

Isbn-10: 8475303447 | Isbn-13: 9788475303444 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
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  • 5

    Meraviglioso.

    Non avrei mai immaginato un libro così corposo, così ben scritto, così scorrevole, intrigante.
    Mi spiace pure averlo finito. È entrato di prepotenza nella mia top ten dei libri preferiti. ...continue

    Non avrei mai immaginato un libro così corposo, così ben scritto, così scorrevole, intrigante.
    Mi spiace pure averlo finito. È entrato di prepotenza nella mia top ten dei libri preferiti.

    said on 

  • 5

    È la seconda volta che leggo questo libro e ho avuto la fortuna di trovare la versione integrale, quella della Mondadori del 2008, che conta ben 1102 pagine! Ma le ho lette tutte d’un fiato perché app ...continue

    È la seconda volta che leggo questo libro e ho avuto la fortuna di trovare la versione integrale, quella della Mondadori del 2008, che conta ben 1102 pagine! Ma le ho lette tutte d’un fiato perché appena cominci non ti fermi più. Tutti conoscono la storia grazie al film ma il libro, come spesso accade, lo supera di gran lunga. Il Sud è descritto così bene che sembra proprio di esserci e i personaggi sono molto più coloriti del film. Nel film vari personaggi sono stati eliminati o messi in ombra da Rossella e Rhett. Nel libro invece sono molto più delineati, soprattutto Ashley e Melania che nel film mi sembravano rispettivamente un manichino imbalsamato e una suora. E i dialoghi poi…quanta passione ci ha messo Margareth Mitchell…sono indimenticabili e spesso esilaranti (soprattutto quelli tra Rossella e Rhett!). E come non restare affascinati da Rossella che all’inizio ha solo 16 anni e nell’arco di 12 anni la vedi affrontare tutte le traversie, crescere e diventare una donna dalla ragazzina viziata che era…Interessante anche vedere quanto sono attuali e condivisibili i sentimenti di Rossella mentre cammina per le strade di Atlanta dopo la fine della guerra e la liberazione degli schiavi…Sembra proprio quello che succede da noi nei giardini di molte stazioni italiane e per le strade di troppi quartieri delle nostre città… E’ davvero un libro da leggere, soprattutto per chi pensa che dopo il film non ci sia più nulla da aggiungere perché ne resterà conquistato.

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  • 5

    Via col vento

    Non so per quale ragione non avevessi ancora letto questo meraviglioso romanzo, ma finalmente mi sono decisa e ne sono rimasta folgorata. Senza dubbio è diventato uno dei miei romanzi preferiti, non s ...continue

    Non so per quale ragione non avevessi ancora letto questo meraviglioso romanzo, ma finalmente mi sono decisa e ne sono rimasta folgorata. Senza dubbio è diventato uno dei miei romanzi preferiti, non si può non leggerlo e quando si inizia non si può più smettere. Peccato che la Mitchell non abbia scritto altro, lo avrei letto di sicuro. Un romanzo perfetto

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  • 4

    "Penserò a tutto questo domani, a Tara. Sarò più forte, allora. (...) Dopotutto, domani è un altro giorno".

    Leggere Via col vento è un'esperienza totalizzante, che infatti ha richiesto ben tre mesi della mia vita da lettrice. Mentre lo leggevo sentivo che avevo sotto mano un romanzo che pretende il suo temp ...continue

    Leggere Via col vento è un'esperienza totalizzante, che infatti ha richiesto ben tre mesi della mia vita da lettrice. Mentre lo leggevo sentivo che avevo sotto mano un romanzo che pretende il suo tempo, un romanzo che non può esser letto tutto d'un fiato ma al contrario va digerito lentamente, assaporato come un ozioso pranzo estivo consumato in veranda. Va vissuto e affrontato con molta pazienza: bisogna essere pronti a farsi testimoni di una clamorosa rivoluzione storica e della crescita passionale - mai arrendevole - di una delle donne più famose del cinema e della letteratura, Rossella O'Hara.

    L'autrice di quello che merita a tutti gli effetti di esser considerato un gran capolavoro è Margaret Mitchell (Atlanta, Georgia 1900-1949), figlia di uno dei più importanti avvocati della città e di una suffragetta. L'ispirazione per il suo romanzo sicuramente trova radici nei tanti racconti sulla Guerra Civile ascoltati durante l'infanzia, periodo durante il quale Margaret dimostra già doti di scrittrice; tuttavia non segue subito questa vocazione,
    iniziando invece a studiare medicina. La carriera universitaria si conclude bruscamente quando, a diciannove anni, la madre muore per l'influenza spagnola; il bisogno che avevano di lei a casa e gli scarsi risultati raggiunti negli studi la convincono a rinunciare.
    Nel 1922 intraprende la carriera giornalistica, dimostrando grande talento soprattutto nelle interviste, che la portano a tu per tu con personalità di spicco dell'epoca (memorabile è l'incontro con Rodolfo Valentino). Nel 1929 inizia segretamente la stesura dell'unico romanzo della sua vita, che stando alle biografie la Mitchell non aveva la minima intenzione di pubblicare. Se ancora oggi Via col vento è un'opera tanto amata lo dobbiamo ad una serie di fortunate circostanze.
    Comunque sia, il romanzo fu pubblicato nel 1936 col titolo Gone with the wind e ad una sola settimana dalla pubblicazione iniziarono le trattative per l'adattamento cinematografico, al quale la scrittrice rifiutò categoricamente di collaborare.
    Margaret Mitchell venne travolta da un successo che non si sarebbe mai aspettata, diventando dall'oggi al domani una vera celebrità. Lei fece di tutto per proteggere la sua vita privata e minimizzò sempre il suo lavoro di scrittrice. Tuttavia, una volta che le acque iniziarono a calmarsi, stava pensando di riprendere in mano la penna, ma la sua vita fu stroncata da un taxista ubriaco che la investì una fredda sera del 1949.

    Dunque da questa personalità eccentrica e determinata abbiamo avuto un'unica opera, ma - è proprio il caso di dirlo - che opera: 1104 pagine che dipingono magistralmente la Guerra Civile americana tra gli Stati Confederati del Sud e gli yankee. Il primo motivo per cui ho apprezzato molto questa lettura è proprio che mi ha illuminata su una fase storica della quale ero vergognosamente ignorante. Margaret Mitchell non solo ci racconta come sono andate le cose, ma è stata in grado di farmi sentire cos'ha provato il popolo del Sud quando, una volta sconfitto, si è ritrovato in un mondo sconosciuto dove i vecchi valori cui tutti loro erano tanto legati non contavano più nulla. Uomini e donne di buona famiglia, prima proprietari terrieri, coltivatori di cotone, benestanti, circondati da schiavi neri in loro possesso, si ritrovano di punto in bianco senza il becco d'un quattrino, ognuno solo con le proprie forze in delle città sconvolte rigurgitanti yankee in uniformi blu e neri liberati pronti a riconoscere i propri diritti. Una vera e propria giungla dove vige la legge del più forte: solo coloro che sapranno rimboccarsi le maniche e lavorare sodo avranno speranza di riconquistare qualcosa di quanto avevano prima.

    Ciò che mi ha colpita della scrittura della Mitchell è l'immediatezza: le descrizioni delle piantagioni, del susseguirsi delle stagioni lette dai colori delle foglie, la spensieratezza della gente che vive pensando solo all'oggi; le lunghe cavalcate, le feste coi vicini che son tutti una grande famiglia... Odori, sapori, soprattutto colori in grado di evocare un dolce sentimento di nostalgia, come quello che Rossella proverà ogni volta che si trova lontano dalla sua amata Tara, la piantagione in cui è nata, la terra rossa che scorre nelle sue vene. Ma altrettanto forti sono le descrizioni della città, di Atlanta così fresca e giovane e poi così caotica e piegata al nemico una volta che gli yankee riescono ad entrarvi e poi ancora un'Atlanta che grazie alla sua gente così orgogliosa e caparbia riesce pian piano ad alzarsi.
    Già, la gente della Georgia. Protagonista di questo romanzo quanto i due attori principali. I georgiani della Mitchell, la “vecchia guardia” come vengono chiamati dopo la sconfitta, sono un popolo estremamente orgoglioso, che preferirebbe vivere nella miseria piuttosto che arricchirsi grazie al nemico. Gli uomini che hanno combattuto vengono rispettati ed onorati come grandi eroi e le donne dal canto loro hanno dato anima e corpo per la Causa, la guerra contro il nemico.
    Altrettanto mi ha affascinata la visione degli schiavi neri che offre questo romanzo: qui non si parla di soprusi e maltrattamenti, tutt'altro, si parla di famiglie bianche più che affezionate ai propri schiavi, schiavi che vengono trattati comunque come persone e che per primi tengono molto alle divisioni gerarchiche: un nero di casa guarda un po' dall'alto in basso un nero contadino e nessuno si sognerebbe di cambiare il proprio ruolo. Infatti, per tutti coloro che vivevano e lavoravano per queste famiglie, la liberazione degli schiavi ad opera degli yankee arriva più come uno shock che come un sogno che si avvera. Molti di loro decidono di non lasciare le proprie posizioni e sono tra i primi a rimpiangere i bei tempi andati. Di sicuro quella della Mitchell è una lettura buonista del fenomeno degli schiavi nei campi di cotone, che però si trasforma in un racconto originale e più umano.

    Doveroso è spendere qualche parola su di loro, Rhett e Rossella.
    Rossella domina completamente la scena, è una protagonista assoluta come poche ne ho incontrate prima d'ora, anzi, direi che è davvero unica nel suo genere.
    La conosciamo che è soltanto una ragazzina cocciuta e viziata, la più bella del reame che adora essere il centro dell'attenzione e che deve per forza sentirsi desiderata da ogni potenziale corteggiatore. Nata e cresciuta al riparo da tutto nella bellissima piantagione di Tara, figlia di un irlandese signor nessuno che col duro lavoro aveva messo su la più ricca piantagione della contea, aveva ottenuto il rispetto e la simpatia dei rigidi georgiani che mal consideravano ogni nuovo venuto ed era persino riuscito a sposare la bella e nobile Elena Robillard.
    Elena, un monumento vivente alle doti femminili e alla virtù, è l'unica che riesce a tenere a bada Rossella, per il semplice fatto che la ragazza venera sua madre e soltanto pensando a lei cerca di reprimere i propri istinti, di correggere il carattere burrascoso che si ritrova, frutto - dicono tutti - del sangue irlandese che le scorre nelle vene.
    Rossella sogna un giorno di diventare una gran signora come Elena, tanto buona da essere amata da tutti e al contempo così fiera da ottenere rispetto senza ma un gesto o una parola brusca.
    Nonostante i sogni e i buoni propositi, Rossella è l'esatto opposto di sua madre: fin da giovane vede un'ipocrisia strisciante nel comportamento richiesto alle giovani donne della sua età; del resto Rossella vede tutte le coetanee come rivali in amore, e tende indiscriminatamente ad odiare le altre donne, comprese le sorelle.
    Rossella cerca di incanalarsi negli schemi richiesti dalla società in cui è nata e cresciuta ma la verità è che le è sempre andata stretta, come dimostrano i tanti episodi in cui - incapace di trattenersi - Rossella si lascia andare a comportamenti che fanno inorridire dame e damine.
    Rhett Butler ci casca proprio a fagiolo, se mi consentite l'espressione poco letteraria, perché Rhett è uguale a Rossella, soltanto che è un uomo, è più grande, e si è già infischiato di qualsiasi cosa gli impedisse di vivere come pare a lui. Per tali scelte impopolari Rhett è un rinnegato, scacciato anche dalla famiglia di buon nome dalla quale proviene e ospitato mal volentieri alle feste della gente per bene; tuttavia è proprio in occasione di una festa a Tara che i due s'incontrano per la prima volta e lui - benché lei non ne abbia la minima idea - la riconosce subito come sua simile.

    Quella tra Rhett e Rossella non è affatto la grande storia d'amore che mi aspettavo. E' una storia di amore odio, di un lungo inseguimento, di un continuo e lento allontanarsi ed avvicinarsi. Forse sono troppo uguali per amarsi, mai allo stesso passo.
    Come conclude Rhett, hanno fatto di tutto per non capirsi, Rhett che va e viene dalle pagine e che ogni volta che torna trova una Rossella diversa: cresciuta, maturata, resa più dura dalle esperienze, ma mai abbastanza sensibile da comprendere.
    Rhett è un personaggio che mi è piaciuto tantissimo perché è il disonesto più onesto in cui mi sia imbattuta. Compie un'infinita serie di azioni contrarie al buoncostume ma lo ammette spudoratamente e senza vergogna, ed è proprio questo che cerca d'insegnare a Rossella: essere se stessa, smettendo una volta per tutte di cercare di essere qualcuno che non è mai stata e che mai avrebbe potuto essere.
    La totale incapacità di Rossella di capire altri esseri umani, di analizzare situazioni e sentimenti, di comprendere concetti astratti viene compensata da un profondo senso pratico, che la trasforma in una donna forte di spirito e di braccia non appena se ne presenta la necessità: quando Atlanta crolla e lei si ritrova sola la ragazzina superficiale e viziata che era lascia il posto ad una ragazza capace di rimboccarsi le maniche e di arare la terra, di dirigere il lavoro altrui, di coltivare, di prendersi cura degli animali e di far sopravvivere non soltanto se stessa, ma anche quanti son stati dalle circostanze affidati alle sue cure. Rossella O'Hara, partita da Tara col solo pensiero di corpetti e merletti, passa a testa alta attraverso una guerra, la povertà, un grande amore (in realtà una sciocca illusione fanciullesca, e no, non parlo di Rhett), tre matrimoni, tre figli, innumerevoli dolori. Se non posso dire di averla amata, né di averla trovata simpatica, posso senz'altro affermare di averla stimata per il suo coraggio e la sua fierezza.
    Gli ultimi capitoli, poi, mi hanno lasciata a bocca aperta, facendomi sentire completamente appagata di questa mastodontica lettura.
    Pertanto, se siete dotati della giusta dose di pazienza, vi consiglio di buttarvi immediatamente nella lettura di questo romanzo incredibile.

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  • 5

    mitico

    non riesco ancora a capire perchè non lo avessi mai letto. non riuscivo a smettere di leggere. una grande storia d'amore/odio in un importante scenario storico. Rossella non è un personaggio che si am ...continue

    non riesco ancora a capire perchè non lo avessi mai letto. non riuscivo a smettere di leggere. una grande storia d'amore/odio in un importante scenario storico. Rossella non è un personaggio che si ama, ma si riesce a rispettare per la sua forza e la sua determinazione. un capolavoro!

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  • 5

    Questo libro andrà ad aggiungersi alla lista dei miei preferiti. Un romanzo che racconta non solo la storia di personaggi inventati, ma la storia della guerra di Secessione, degli anni difficili del d ...continue

    Questo libro andrà ad aggiungersi alla lista dei miei preferiti. Un romanzo che racconta non solo la storia di personaggi inventati, ma la storia della guerra di Secessione, degli anni difficili del dopoguerra, del razzismo da parte non solo dei Sudisti ma anche degli Yankee, dei rapporti tra schiavo e padrone, della società...
    Ho amato sia Rossella che Melania: la prima (nonostante avrebbe meritato in più occasioni qualche ceffone) è una donna coraggiosa, forte, piena di spirito, incurante del decoro e della decenza che una signora deve mostrare, pronta ad affrontare, se pur con difficoltà, la realtà. E nello stesso tempo è piena di difetti, non le importa dei sentimenti altrui o non li comprende, capace di sbagliare e di ingannarsi. La seconda, sotto un fisico debole e un'aria dolce e ingenua, nasconde una forza superiore a qualsiasi personaggio del libro: è docile, ma pronta a combattere per difendere i suoi cari. Non giudica le opinioni altrui, ma è decisa a far valere le proprie. Rispetta le convenzioni sociali, ma rispetta ancora di più chi le ignora per agire in fin di bene. Una vera signora in tutto e per tutto.
    Poi come non si può amare Rhett? Basta leggere i suoi dialoghi. Mi è piaciuto (anche se meno degli altri) Ashley, almeno quelle poche volte in cui è stato coerente alle proprie idee (per esempio quando si è rifiutato di far lavorare dei galeotti al posto di negri liberi). Insomma, difficile non amare i personaggi, così ben delineati e descritti.

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  • 5

    BELLISSIMO

    BELLISSIMO
    non ho altre parole per descriverlo, l'ho letto diversi anni fa, un'edizione di mia nonna... è uno di quei libri che mi hanno portato a vivere una grande epopea quasi in prima persona. Amo ...continue

    BELLISSIMO
    non ho altre parole per descriverlo, l'ho letto diversi anni fa, un'edizione di mia nonna... è uno di quei libri che mi hanno portato a vivere una grande epopea quasi in prima persona. Amo questo romanzo, amo quel volume giallastro, quelle pagine consunte in cui mi sono immerso per leggere le avventure di Rossella.
    Da leggere assolutamente!!!

    ROARRR!

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  • 5

    Non so da dove iniziare. Questo libro è un capolavoro di una tale completezza e profondità che, conoscendo molto bene il film, non mi sarei mai aspettata. La guerra e il periodo della Ricostruzione ve ...continue

    Non so da dove iniziare. Questo libro è un capolavoro di una tale completezza e profondità che, conoscendo molto bene il film, non mi sarei mai aspettata. La guerra e il periodo della Ricostruzione vengono descritti attraverso gli occhi del popolo della Georgia. I personaggi sono tutti ben costruiti ed ognuno ha una sua personalità ben precisa ed un proprio personale passato. L'evoluzione del personaggio di Rossella e del personaggio di Rhett è ben spiegata e motivata nel corso degli eventi e, allo stesso modo, è ben motivata la non evoluzione di Melania e di Ashley. Tutto il romanzo poi è un elogio alla città di Atlanta, a come è riuscita a sopravvivere alla guerra e a come si sia poi rialzata, proprio come Rossella, che la rappresenta e le somiglia caratterialmente. La storia d'amore tra Rossella e Rhett non è che uno degli elementi del romanzo, che ha molto di più da comunicare. Insomma...leggere questo romanzo mi ha entusiasmata e non posso che consigliarvelo caldamente. Raramente ho avuto occasione di leggere un libro altrettanto bello.

    said on 

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