Lo smeraldo

Di

Editore: Club degli Editori

3.3
(62)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 369 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000071082 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Evidentemente Soldati, ancora una volta, aveva voglia di divertirsi, di provare a essere se stesso e scrivere senza pretese. Perché "Lo Smeraldo" è bizzarro già nell'idea (una storia di fantascienza a ...continua

    Evidentemente Soldati, ancora una volta, aveva voglia di divertirsi, di provare a essere se stesso e scrivere senza pretese. Perché "Lo Smeraldo" è bizzarro già nell'idea (una storia di fantascienza a partire dalla Val Roya) e prosegue, nello sviluppo, come una storia scritta di getto, una storia non del tutto riuscita, ma lodevole e leggera.
    Insomma: erano gli anni 70 anche per Soldati.

    ha scritto il 

  • 4

    Ricco di simbologie e citazioni letterarie, Lo Smeraldo è un romanzo per certi versi sorprendente. Il futuro distopico messo in scena da Soldati è debitore degli anni in cui il romanzo è stato scritto ...continua

    Ricco di simbologie e citazioni letterarie, Lo Smeraldo è un romanzo per certi versi sorprendente. Il futuro distopico messo in scena da Soldati è debitore degli anni in cui il romanzo è stato scritto (1974) ma propone una credibile ambientazione post-bellica (la terza guerra mondiale, ovviamente). Ricco di motivi interessanti (come la deriva erotica in chiave omosessuale), sembra scritto in piena libertà, lasciando spazio alla fantasia. Anche se sono termini abusati definirei questo romanzo "fresco" e "giovane", nonostante l'età dell'autore (nel 1974 Soldati aveva 58 anni): un divertissement consapevole e molto piacevole. Affascinante il viaggio del protagonista attraverso le macerie dell'Italia centrale. Peccato che l'autore abbia sentito la necessità di "giustificare" la parte fantascientifica inglobandola all'interno di un sogno. L'espediente, tra i più triti della letteratura e giustamente sconsigliato da tutti i manuali di scrittura creativa, è però riuscito. Per l'appassionato di fantascienza "vera" (come me), però, resta l'amaro in bocca. Perché non scrivere un romanzo di fantascienza puro e semplice? In ogni caso, un ottimo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un romanzo veramente 'strano'. Basti dire che, dopo il primo capitolo, tutto il resto si svolge dentro un sogno, ed è pieno di slittamenti tra sogno e veglia. Contiene telepatia, simboli, visioni a ...continua

    E' un romanzo veramente 'strano'. Basti dire che, dopo il primo capitolo, tutto il resto si svolge dentro un sogno, ed è pieno di slittamenti tra sogno e veglia. Contiene telepatia, simboli, visioni apocalittiche di un mondo futuro che, dopo una terza guerra mondiale, è diviso in due da una Linea. Le due parti del mondo sono in guerra e non comunicano, ma la linea non è retta, è una sinusoide. Contiene una Roma apocalittica (rovine su rovine), una Napoli araba, una Genova russa; contiene inganni e pasticci.
    Un vero delirio onirico.

    ha scritto il 

  • 4

    Avventura fantascientifica e dramma onirico, ma anche l'ultima possibilità di un autore anziano di divertirsi con i generi e le proprie fantasie anche erotiche, come l'omosessualità e la dominazione. ...continua

    Avventura fantascientifica e dramma onirico, ma anche l'ultima possibilità di un autore anziano di divertirsi con i generi e le proprie fantasie anche erotiche, come l'omosessualità e la dominazione. MAgari sbilenco, come il finale dimostra, ma abbastanza convincente.

    ha scritto il 

  • 3

    [pag.xxxvi] Nella stessa intervista, Soldati confida a Mura che la decisiva spinta alla composizione gli venne da una esperienza precisa, un nuovo viaggio negli Stati Uniti:
    C'ero andato nel '29 e al ...continua

    [pag.xxxvi] Nella stessa intervista, Soldati confida a Mura che la decisiva spinta alla composizione gli venne da una esperienza precisa, un nuovo viaggio negli Stati Uniti:
    C'ero andato nel '29 e al ritorno avevo scritto America primo amore, che per molti resta il mio libro migliore, io non so, non tocca a me dirlo. Ci sono tornato nel '73, per tenere alcune conferenze alla cattedra di italiano dell'università di Berkeley, in California. Esistono dati indubitabili: quel che succede in California, succede poi in tutta l'America e, ancora dopo, in Italia e, genericamente, nell'Europa occidentale. [...] Mi si sono presentate immagini fulminee e ossessive del futuro dell'umanità, mi sono angosciato pensando ai miei figli.

    [pag.128] <<Ecco, proprio un grande economista di quel tempo scrisse, ho qui il volume, ma perderei troppo tempo per ritrovare il passo..scusatemi se cito a memoria, del senso però sono sicuro:"La più grande, di gran lunga la più grande industria di questa nostra nuova civiltà industriale e consumistica, sia nelle nazioni occidentali sia in quelle orientali, sia in USA più l'Europa, sia in URSS più il Giappone, è quella delle Forze Armate: solo che questa enorme organizzazione consuma l'80% dei capitali e non produce assolutamente niente: noi cittadini delle nazioni industrializzate, viviamo, lavoriamo, soffriamo e moriamo per alimentare questo mostro: è fatale la conclusione: questo mostro, presto o tardi, ci distruggerà".[]

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Il protagonista, alter ego dell'autore, incontra in quel di New York un uomo che lo induce a seguire le tracce di uno smeraldo in Francia. Quivi giunto, cadrà in un interminabile sonno/allucinazione c ...continua

    Il protagonista, alter ego dell'autore, incontra in quel di New York un uomo che lo induce a seguire le tracce di uno smeraldo in Francia. Quivi giunto, cadrà in un interminabile sonno/allucinazione che lo porterà nell'Italia del futuro, tagliata a metà dalla linea contaminata di radiazioni che divide la Federazione del Nord da quella del Sud.

    Ha lati positivi e negativi.
    Innanzitutto, l'ambientazione futura è credibile. L'evoluzione sociopolitica della società appare eccezionalmente curata, se si pensa che l'autore non era certo avvezzo all'ambiente fantascientifico. Niente tecnologie esagerate, ma il giusto grado progresso, rallentato dalla guerra passata.
    Il libro, poi, è scritto bene, non c'è niente da dire. C'è un uso smodato di altre lingue, ma purtroppo per qualche strano motivo i dialoghi in francese poi non sono spiegati in italiano come avviene per quelli in inglese e russo. E io non so il francese - ma ovviamente non dicevano niente di troppo vitale per la trama.
    La trama, appunto... in realtà è un po' confusa. Visione? Viaggio nel futuro? Sovrapposizioni temporali? Quello che accade al protagonista è quasi sicuramente l'ultima cosa, e non mi crea problemi. Semmai quel che non torna è che il protagonista incontri nel futuro un paio di persone che aveva conosciuto nel passato: come è possibile? Nessuna spiegazione è offerta. Ma questo è il danno minore: lui parte in viaggio attraverso l'Italia futura con il preciso intento di raggiungere una persona che conosceva nella precedente vita... senza mai dubitare del fatto che ovviamente questa nel frattempo doveva essere morta. Perché? Ecco, in alcuni punti manca un po' di logica.
    Il punto veramente dolente del libro è però un altro: l'omosessualità. In questo decadente mondo futuro, l'omosessualità è "incentivata" dalle nazioni come strumento di regolazione delle nascite. Credo sia inutile dirvi quanto tutto ciò sia a dir poco idiota e neanche troppo velatamente omofobo. Come omofobo è il malcelato disgusto che il protagonista prova quando si rende conto di questa cosa. Salvo poi concedersi a uno insistente lasciando da parte i sentimenti avversi e probabilmente godendoci pure un po'. Inutile sottolineare come l'omosessualità di detto personaggio sia parte integrante della sua caratterizzazione di viscido ed inaffidabile.

    Insomma, un romanzo dalle alte potenzialità, che si perde un po' di logica per strada durante lo svolgersi degli eventi e nelle motivazioni del protagonista e che soprattutto offre un'immagine dell'omosessualità francamente inaccettabile per me e per qualsiasi lettore di buon senso.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 0

    Venerdì 15/03/13, ore 16:55.
    Corso San Maurizio, angolo Via Montebello, Torino.
    Un gruppetto di ragazzi e ragazze sta andando dalla lezione di intelligenza artificiale al laboratorio di analisi dei da ...continua

    Venerdì 15/03/13, ore 16:55.
    Corso San Maurizio, angolo Via Montebello, Torino.
    Un gruppetto di ragazzi e ragazze sta andando dalla lezione di intelligenza artificiale al laboratorio di analisi dei dati. Sono un po' sottosopra per la mole di informazioni che il docente ha sparso sulla lavagna, e decisamente poco contenti di piazzarsi davanti a un pc per tre ore, a imparare a usare un programma di statistica. Chiacchierano.
    Poco dopo il semaforo, davanti alla farmacia, ci sono dei cassonetti della spazzatura, e una signora, di cui spunta l'orlo del cappotto e una spessa borsa marrone, sembra intenta a frugare lì vicino. Dovrebbero passare oltre, i ragazzi e le ragazze, perché di gente che cerca di sopravvivere con il contenuto della spazzatura se ne vede, ormai non ci si stupisce più. Ma c'è qualcosa che attira la loro attenzione, mentre le passano accanto.
    Due scatoloni, abbandonati uno a fianco all'altro, giacciono aperti e tristi, pieni di libri che a qualcuno non servivano più.
    Si fermano, si accucciano. La signora, una comunissima signora evidentemente attratta anche lei da quel mistero, si allontana, invasa, sconfitta.
    Si accaniscono sui due scatoloni, li frugano, li rivoltano, stupiti, increduli nel vedere tutti quei volumi umiliati, immondizia e niente più. Salvano quello che possono, guidati dall'impulso, lesti come ladruncoli.

    Questo, e un testo di Giorgio Bocca, è quello che ho portato con me. Rimpiango tutto quello che abbiamo lasciato lì, troppo sorpresi per soffermarci a riflettere, sperando che coloro che sarebbero passati dopo avrebbero a loro volta salvato qualcosa.
    Vedere dei libri rifiutati così (da chi? eredi che non sapevano che farsene della libreria del defunto? ma perché nella spazzatura?) fa davvero male.

    ha scritto il 

  • 2

    Le paure del 1974 riversate in un sogno. E' una storia onirica sulla guerra fredda senza nè capo nè coda, resa in uno stile estremamente noioso. Non si comprende il senso di questo brutto romanzo. ...continua

    Le paure del 1974 riversate in un sogno. E' una storia onirica sulla guerra fredda senza nè capo nè coda, resa in uno stile estremamente noioso. Non si comprende il senso di questo brutto romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sognai di svegliarmi dal sogno che stavo sognando"

    I modelli di questo piccolo capolavoro fantascientifico nostrano sono palesi ed innegabili: come potrebbe un qualsiasi libro anche solo velatamente distopico guardare a qualcosa di diverso da 1984 o d ...continua

    I modelli di questo piccolo capolavoro fantascientifico nostrano sono palesi ed innegabili: come potrebbe un qualsiasi libro anche solo velatamente distopico guardare a qualcosa di diverso da 1984 o da Fahrenheit 451? Eppure il modo in cui Soldati sceglie di affrontare il tema (o per meglio dire i temi, dal momento che le pagine di questo libro brulicano di una molteplicità di argomenti diversi) conferisce a Lo smeraldo un carattere assolutamente peculiare che lo distanzia non soltanto dagli altri romanzi soldatiani ma anche dalla letteratura italiana del periodo (1974), ancora intrisa di strascichi neorealisti (basti pensare al contemporaneo Moravia).
    Per il resto ho ritrovato anche qui la tendenza di Soldati ad usare la scrittura per indagare, chiarire, spiegare (libri-inchiesta).
    Anche lo "stile" è, in fondo, quello del solito Soldati, uno stile privo di nerbo, di personalità, che, liquido, scivola dentro e fuori la coscienza di chi legge, aprendo spazi di fantasia sconfinata, colmabili compatibilmente con i desideri e le capacità del lettore (l'ambiguità volutamente insinuante con la quale si chiude il romanzo esprime perfettamente quest'idea); la scrittura è area ed insieme insapore, ma estremamente agile, quasi quanto una conversazione a voce destinata a non rimanere nel tempo (mi conforta ritrovare le mie impressioni confermate dall'autorevole voce di Pasolini, benché questo avvenga a discapito di un'autrice che io amo molto, Elsa Morante, della quale il regista/scrittore usa la scrittura "vischiosa" per spiegare come, invece, lo scrivere di Soldati si collochi su posizioni diametralmente opposte).
    Il racconto, che è quello di un avvincente thriller fantascientifico, si svolge quasi interamente all'interno di un sogno, un sogno tanto potente da sconfinare nella realtà e nella vita di uno scrittore (alter-ego di S.); intrecciando oscuri particolari e reminescenze passate, nutrendosi di paure presenti e incofessabili ossessioni (tra le quali figurano quelle di matrice erotico-sensuale), il sogno invade la vita di quest'uomo, negandogli qualsiasi possibilità di controllo sul corso degli eventi. Il protagonista, prima alla ricerca di un fantomatico smeraldo (che, secondo la litomanzia, ha un legame con lui), poi all'inseguimento di una donna del suo passato (il tema della quête, tipico dei romanzi cavallereschi, ritorna anche qui), attraversa un mondo trasfigurato, diviso da una fantomatica Linea: il Nord, militarizzato ed asettico, si oppone ad un Sud insinuante, sensuale, molle. I temi sono molti, troppi (omosessualità, collusioni mafiose-clericali, avarizia, politica) ma Soldati si dimostra umile, e probabilmente anche un poco dissacrante, e non pretende affatto di esaurirli tuttti.
    Egli, piuttosto, diverte e si diverte (come dice Pasolini, l'autore è anche e irrimediabilmente un poco buffone) con un'opera insolita e saporita; barattando l'inquietudine dei suoi modelli (benché riesca a sfiorare l'asfissia angosciante del romanzo senza speranza di Orwell) con una fuga che rompe provvidenzialmente la tensione e risolve, riportando il protagonista e noi nell'accogliente nonché familiare banalità della normalità.
    Mi hanno fatto gran piacere le parole di Visconti.

    ha scritto il