Long John Silver

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Verleger: Goldmann

4.2
(1908)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 475 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , French , Swedish , Spanish

Isbn-10: 3442437784 | Isbn-13: 9783442437788 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Buchbeschreibung
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  • 2

    Le storie dei pirati hanno fatto parte della mia vita di lettrice bambina e adulta e devo dire che il giudizio a proposito del libro di Larsson nasce dal fatto che non mi ha coinvolto.
    Long John Silve ...weiter

    Le storie dei pirati hanno fatto parte della mia vita di lettrice bambina e adulta e devo dire che il giudizio a proposito del libro di Larsson nasce dal fatto che non mi ha coinvolto.
    Long John Silver speravo fosse una simpatica canaglia che mi avrebbe trasportato per il mondo fra scazzottate, bottiglie di rum, ammutinamenti e assalti ai vascelli carichi di merce. È così nelle prime pagine, poi perde la forza, mi ha annoiato e l'ho trovato prevedibile.
    Insomma l'ho letto cercando un libro di pirati, scritto per gli adulti. Ho trovato un libro di "piratini", che fanno tutte le loro cose ma senza verve e con poco umorismo.

    Inizio a pensare di non avere feeling con gli scrittori del nord Europa, pur cambiando il genere raramente sono soddisfatta (eccezion fatta per Lagerkvist).

    gesagt am 

  • 3

    Seconda lettura intorno alla pirateria, in età adulta. Seconda lettura interessante che consiglio vivamente. Un romanzo che è pure un saggio che tesse insieme pirati e scrittori, investigando quale si ...weiter

    Seconda lettura intorno alla pirateria, in età adulta. Seconda lettura interessante che consiglio vivamente. Un romanzo che è pure un saggio che tesse insieme pirati e scrittori, investigando quale sia il senso dell'essere gentiluomo di ventura e dello scrivere. E soprattutto non avrei mai pensato di incontrare tra queste pagine Defoe... intrigante, davvero.

    gesagt am 

  • 3

    Commento all'audiolibro

    Lettura sorprendente di Vinicio Marchioni, non lo conoscevo. Ha dato una bella "voce" a tutti i personaggi. Unica pecca che mi ricordi al momento un "in tràlice" (invece che tralìce).
    Chicca finale la ...weiter

    Lettura sorprendente di Vinicio Marchioni, non lo conoscevo. Ha dato una bella "voce" a tutti i personaggi. Unica pecca che mi ricordi al momento un "in tràlice" (invece che tralìce).
    Chicca finale la postfazione dell'autore letta da lui stesso in buonissimo italiano, apprezzatissima.
    Al libro do 3 stelle e mezza perché ho un'idiosincrasia per i personaggi che fanno del male e Long John Silver non mi piacque nemmeno ne L'isola del tesoro, troppo malvagio per i miei gusti. Comunque il romanzo è avvincente e ricco di storie, tutto documentatissimo, veramente ben scritto.

    gesagt am 

  • 3

    Diciamo che ho acquistato il libro pensando che il titolo fosse una metafora o una stratagemma narrativo per parlare di altro, E invece il libro ha come protagonista indiscusso proprio il pirata long ...weiter

    Diciamo che ho acquistato il libro pensando che il titolo fosse una metafora o una stratagemma narrativo per parlare di altro, E invece il libro ha come protagonista indiscusso proprio il pirata long john silver, che tutti abbiamo conosciuto nella mitica isola del tesoro. Non lo rileggerei ma il libro si legge comunque bene. La storia dei pirati in fondo si presta per rileggere una serie di eventi odierni.. E poi è stato come rigettarsi per un attimo nell'infanzia.. Jim, Flint, la macchia nera, il tesoro.. insomma tutta l'infanzia davanti a noi.

    gesagt am 

  • 4

    In questa lettura estremamente godibile, l’Autore ci dà la possibilità di conoscere meglio la figura di Long John Silver, personaggio che compare nell’Isola del Tesoro di Stevenson e al quale Larsson ...weiter

    In questa lettura estremamente godibile, l’Autore ci dà la possibilità di conoscere meglio la figura di Long John Silver, personaggio che compare nell’Isola del Tesoro di Stevenson e al quale Larsson dà maggior spessore.
    Pagina dopo pagina sembra quasi di respirare l’aria del mare, veniamo catapultati nei mari caraibici color turchese solcati dai meravigliosi velieri del XVIII sec., viviamo con i marinai le avventure di questi uomini liberi, refrattari ad ogni autorità, anche a quella del capitano che si sono eletti loro e che possono anche decidere di deporre.
    Ho affrontato questa lettura dopo aver visto ad apprezzato la serie TV Black Sails, dove compare anche il personaggio di John Silver, oltre a Flint, Calico Jack e altri, e questo mi ha dato modo di iniziare e finire questo libro di slancio.
    Un libro sicuramente consigliato a tutti gli appassionati del genere.

    gesagt am 

  • 4

    Raccontare la vita di un personaggio di fantasia, sotto forma di diario personale, inserendola però nel reale contesto storico del settecento è ciò che mi ha incollato alla lettura di questo libro. Il ...weiter

    Raccontare la vita di un personaggio di fantasia, sotto forma di diario personale, inserendola però nel reale contesto storico del settecento è ciò che mi ha incollato alla lettura di questo libro. Il dettaglio con cui viene descritta la atroce e spietata tratta degli schiavi vale da solo la lettura del libro.

    gesagt am 

  • 5

    Un vero e proprio capolavoro

    Un libro che merita di essere letto almeno una volta nella vita.
    Björn Larsson sfrutta il personaggio "Long Jhon Silver (detto "Barbeque") " de "L'isola del tesoro" per raccontare una filosofia di vit ...weiter

    Un libro che merita di essere letto almeno una volta nella vita.
    Björn Larsson sfrutta il personaggio "Long Jhon Silver (detto "Barbeque") " de "L'isola del tesoro" per raccontare una filosofia di vita.
    Il racconto all'apparenza banale biografia di un pirata immaginario, si destreggia egregiamente nel raccontare l'importanza degli accorgimenti nella vita (o, citando Silver preferire l'essere marchiati a vita, piuttosto che essere marchiati a morte) ed una filosofia di vita molto particolare, sollevando molte domande a fine lettura.
    Un libro che semplicemente si legge da solo.

    gesagt am 

  • 5

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di giugno della rivista letteraria on line Il Colophon (https://ilcolophon.it/la-vera-storia-del-pirata-long-john-silver-d99f4bd1f833#.o1cjnfx8z) ...weiter

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di giugno della rivista letteraria on line Il Colophon (https://ilcolophon.it/la-vera-storia-del-pirata-long-john-silver-d99f4bd1f833#.o1cjnfx8z)

    Perché scrivere la biografia — del tutto inventata — di un personaggio letterario nato dalla fantasia di un altro scrittore? Può essere il tentativo di dare risposta a questa curiosità che ci spinge ad iniziare la lettura de La vera storia del pirata Long John Silver di Björn Larsson, oppure il fatto che quella vecchia pellaccia senza una gamba abbia colpito in modo indelebile il nostro immaginario di bambini mentre leggevamo L’isola del tesoro. In un altro suo libro, Diario di bordo di uno scrittore, Larsson racconta che da piccolo aveva letto varie volte il romanzo di Stevenson ed era rimasto affascinato da Silver. “Era una fascinazione fatta di repulsione quanto di attrazione. Ma com’è possibile provare allo stesso tempo simpatia e avversione per uno spietato mascalzone come Long John? […] Quello che mi interessava capire era piuttosto cosa rendesse Long John Silver così diverso da tutti gli altri, cosa lo facesse piacere e insieme detestare. Un altro motivo per lasciare a Silver raccontare la propria storia era più evidente, e può essere sintetizzato nelle domande: «Cos’era successo prima?» e «Cosa successe dopo?»”. Infatti nel romanzo di Stevenson conosciamo Silver come gestore di una taverna a Bristol, ex master mariner, che viene ingaggiato come cuoco sull’Hispaniola. Ma perché conosce il latino? In quali circostanze ha perso la gamba? Da dove viene il suo soprannome Barbeque? Ce lo racconta Larsson assieme a tanti altri episodi interessanti che tracciano un ritratto piuttosto realistico di quella che doveva essere la vita dei pirati storicamente esistiti. Benché le vicende biografiche di Silver nascano infatti dalla sua immaginazione, Larsson per scrivere questo romanzo si è documentato su trattati di storia seri e attendibili e su altri libri che basandosi su fatti veri hanno alimentato l’immaginario su bucanieri e uomini della filibusta. Come A General History of the Pyrates, di un certo Capitano Charles Johnson, pseudonimo usato da Daniel Defoe per raccontare le imprese di celebri personaggi realmente esistiti e di altri inventati di sana pianta. E proprio Defoe compare nel romanzo di Larsson impegnato in edificanti conversazioni con Long John Silver. È l’apoteosi della finzione narrativa: uno scrittore realmente esistito ma truffaldino (ha spacciato per storie vere tutti i suoi romanzi salvo poi essere sbugiardato in alcuni casi quando era ancora in vita, in altri molto dopo essere morto) incontra un personaggio di fantasia che però vuole essere percepito come reale! Ma anche in questo caso Larsson ha un motivo valido per giustificare il memorabile incontro: “Se la premessa era che Silver non fosse solo un personaggio del romanzo di Stevenson ma un famigerato pirata in carne e ossa, temuto anche tra i suoi simili, ero costretto a chiedermi perché nella sua esaustiva A General History of the Pyrates Defoe non citasse nemmeno di sfuggita né lui né quello che era stato a lungo il suo comandante, il capitano Flint. Insomma, per amore di verosimiglianza, ero costretto a spiegare in qualche modo il silenzio di Defoe. La soluzione era ovvia: bastava far sì che i due si incontrassero e si scambiassero informazioni. Silver promise a Defoe di fornirgli materiale per il suo libro, e l’altro in cambio avrebbe mantenuto il silenzio su Silver e Flint”. Mentre divoriamo le oltre 500 pagine del libro, sempre più affascinati da questo pirata fuori dagli schemi che mette i risparmi (frutto di arrembaggi e rapine) in banca, non beve (per avere sempre il controllo totale di ciò che accade), non va a donne e quando è imbarcato porta i guanti (affinché le sue mani restino morbide e bianche, non tradendo così la sua identità di marinaio), arriviamo a capire anche noi, come Larsson, come mai Silver sia così temuto e allo stesso tempo così rispettato: per la sua grande sete di libertà e voglia di vivere che regola tutte le scelte che compie durante la propria esistenza. E con questa intuizione ne arriva un’altra: la vera isola del tesoro non è quella che ogni pirata spera di trovare grazie a qualche provvidenziale mappa, ma la nave corsara stessa, un piccolo mondo regolato da leggi dure eppure spesso molto più giuste di quelle della terraferma, in cui ogni uomo dell’equipaggio ha la possibilità di affrancarsi e crearsi il proprio destino.

    gesagt am 

  • 2

    Compitino Mediocre

    Come se fosse un compito: leggere l'Isola del Tesoro, studiare un po' la storia dei pirati e della marina del periodo, identificare dei fatti storici o pseudostorici ed incastrarci delle vicende plaus ...weiter

    Come se fosse un compito: leggere l'Isola del Tesoro, studiare un po' la storia dei pirati e della marina del periodo, identificare dei fatti storici o pseudostorici ed incastrarci delle vicende plausibili per un pirata. Risultato tecnico discreto ma la magia ed il fascino del pirata con una gamba sola di Stevenson svanisce completamente nel meccanicismo di doversi incastrare nella fantasia di un altro.
    Poi il solito errore di questi libri: un personaggio con aneliti troppo moderni per essere credibile come figlio del suo tempo e qualche incongruenza plateale.
    Sconsiglio la lettura o l'ascolto se in audiolibro. A quest'ultimo aggiungo un ulteriore appunto negativo: il lettore non ha abbastanza toni per rendere le varie voci ed i vari personggi per cui il risultato è una lettura a tono monocorde dove si confonde chi sta parlando.

    gesagt am 

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