Long Way Gone

By

Publisher: Douglas & McIntyre

4.2
(828)

Language: English | Number of Pages: 229 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Chi traditional

Isbn-10: 1553652991 | Isbn-13: 9781553652991 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Un libro per quelli che "a casa loro"

    Questo libro scotta, scotta come il sole africano che abbraccia le lunghe giornate di quella terra, scotta come la pelle dei ragazzini in fuga dai propri villaggi, scotta come la canna di un mitra che ...continue

    Questo libro scotta, scotta come il sole africano che abbraccia le lunghe giornate di quella terra, scotta come la pelle dei ragazzini in fuga dai propri villaggi, scotta come la canna di un mitra che ha appena sparato una sventagliata di quei "proiettili con le scie rosse", scotta come la vergogna che ti brucia naturale, dentro, mentre i tuoi occhi lo divorano.

    Ishmael Beah vive a New York, Stati Uniti, ha quasi la mia età (poco più grande) e ha un'infanzia che, come quella di molti suoi coetanei, gli è stata prima strappata via e poi ridotta a brandelli. Ishmael racconta in prima persona non solo la sua storia, ma anche, attraverso essa, il dramma dei bambini soldato, così comuni sul suolo africano. Un continente in cui il colonialismo occidentale è andato e tornato, lasciando quelle profonde cicatrici che periodicamente si infettano in spietate guerre civili, dove il "giusto" e lo "sbagliato" diventano concetti che si perdono nei fiumi di sangue, violenze e ferocia sistematica verso tutto e verso tutti.

    Ishmael passa dall'essere un bambino in fuga dagli attacchi dei ribelli, scappando nella jungla con altri come lui e perdendo traccia della sua famiglia, fino al vedersi consegnare in mano un mitra. Per difendersi, per difendere una "causa" che gli viene propinata come deterrente prima alla paura, poi come cura al senso di vuoto. Ishmael vede e fa cose che nessun essere umano, ancor di più bambino, dovrebbe vedere o fare. Come tanti spinto all'estremo da droghe e azzeramento delle speranze di vita, nel suo libro autobiografico non si risparmia tutto quel senso di colpa, tutta quell'angoscia e quell'enorme buco nero che possono lasciare solo vicende talmente truci da apparire quasi cinematografiche.

    E' un libro vibrante, intenso, scritto quasi con l'intento di una confessione, che però ha il grosso pregio di diventare un grande messaggio a chiare lettere: "quando parlate di Sierra Leone, quando parlate di Africa, state anche parlando di questo". In un periodo in cui si sdoganano facilmente i "rimandateli a casa loro", forse aprire gli occhi e comprendere quali siano le situazioni "a casa loro", non sarebbe davvero male. Ma ovviamente rimane molto più semplice pendere dalle labbra del commento facebook del "politico" di turno in cerca di facili consensi, o del populismo becero volto ad ignorare il determinante storico che fa sì che noi tutti, cosidetti paesi occidentali "civilizzati", siamo i primi responsabili della situazione politica Africana, fatta di colpi di stato e rovesciamenti di governo che non risparmiano niente e nessuno.

    Sarebbe bello che libri come questo venissero proposti quando si parla di temi come "giorno della memoria", perchè ricordarci di quel che è stato in grado di fare l'uomo non dovrebbe mai cancellare la consapevolezza di ciò che ha poi saputo fare e continua a fare in epoche più recenti.

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  • 4

    Bel libro per la storia vera che racconta. Non avevo mai letto prima storie autobiografiche di soldati bambini. Ho pianto e mi sono commossa. è una storia cruda e crudele, ma anche piena di speranza. ...continue

    Bel libro per la storia vera che racconta. Non avevo mai letto prima storie autobiografiche di soldati bambini. Ho pianto e mi sono commossa. è una storia cruda e crudele, ma anche piena di speranza. è un monito per tutti noi che viviamo così sicuri nelle nostre tiepide case.

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  • 5

    un libro che commuove nella sua cruda realtà

    uno dei libri di guerra più belli che abbia mai letto, semplice, crudo, vero ma nello stesso tempo pieno di speranza perchè chi racconta...ce l'ha fatta e lo testimonia raccontandoci la sua storia! ...continue

    uno dei libri di guerra più belli che abbia mai letto, semplice, crudo, vero ma nello stesso tempo pieno di speranza perchè chi racconta...ce l'ha fatta e lo testimonia raccontandoci la sua storia!

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  • 4

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/01/25/ishmael-beah-memorie-di-un-soldato-bambino/

    Come molti stati dell’Africa, anche la sto ...continue

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/01/25/ishmael-beah-memorie-di-un-soldato-bambino/

    Come molti stati dell’Africa, anche la storia della Sierra Leone è costellata da guerre civili, colonizzazioni, fame e morte. Il piccolo Stato affacciato sull’Oceano Atlantico, ricco di diamanti e altri minerali preziosi, negli anni trascorsi è stato una vera e propria polveriera che alla minima scintilla prendeva fuoco e veniva distrutta. Tutte le storie di guerra sono tristi da raccontare. Ma quando di mezzo ci sono dei bambini, soldato per di più, la faccenda assume dei contorni davvero drammatici.

    Mogbewemo 1993, Sierra Leone. Ishmael vive con la sua famiglia e i suoi amici in questa città non ancora toccata dalla guerra, della quale si sente parlare colo per sentito dire. Ma un giorno, drammaticamente, la sua vita cambia. La guerra civile arriva anche alle porte di casa sua e lui e il fratello Junior miracolosamente riescono a scamparla. Assieme al fratello e ai suoi amici, si nascondono nella foresta e vagano di villaggio in villaggio alla ricerca di qualcosa da mangiare. Quando finalmente giungono in prossimità di un villaggio, un signore dice a Ishmael e a Junior che i genitori sono poco distanti, al sicuro in un villaggio vicino. I fratelli vorrebbero subito raggiungere i genitori, ma l’uomo li obbliga a fermarsi per la notte. La mattina dopo, con entusiasmo, i fratelli corrono al villaggio vicino ma scoprono solo macerie, morte, roghi, sangue e raffiche di mitra. I ribelli hanno devastato tutto. I loro genitori sono morti.

    E’ facile per gli uomini dell’esercito arruolare Ishmael e Junior, li allettano con la vendetta. Potranno uccidere chi ha ucciso i loro genitori. E così, i due fratelli poco più che tredicenni, vengono addestrati per combattere e uccidere. Intossicati da cocaina, brown brown e marijuana, ai ragazzi vengono dati AK47 e viene spiegato loro il funzionamento. Unica missione: tagliare gole, appiccare fuoco, rubare provviste nei villaggi, sparare.

    Ishmael viene catturato in un vero e proprio vortice di droga, morte e follia. Torturato dagli incubi e dalle forti emicranie, per Ishmael è tempo di riscatto, se vorrà. Il percorso per riabilitarsi non sarà facile: è molto più facile sparare al prossimo credendolo l’assassino dei genitori, piuttosto che ammettere le proprie debolezze.

    “Memorie di un soldato bambino” è un romanzo difficile da leggere, non per la prosa che è anzi molto scorrevole e iptonica; è un romanzo difficile da leggere perché è difficile accettare che un ragazzo di tredici anni imbracci un mitra e uccida altri ragazzi. Un ragazzino dovrebbe solo andare a scuola e preoccuparsi di studiare e imparare, i bambini della Sierra Leone non sono stati così fortunati come i ragazzi occidentali.

    Oggi la guerra in Sierra Leone è terminata e molti dei soldati bambini, come Ishmael Beah, sono riusciti ad uscire dall’incubo, ma non senza fatica e dolore. Eppure, in molte zone del mondo, ancora oggi ci sono uomini senza scrupoli che rapiscono e obbligano i bambini e i ragazzini a seguirli nelle foreste e nei deserti, dove dopo averli drogati, insegnano loro a diventare macchine della guerra.

    Testimonianze come quella di Ishmael Beah dovrebbe far riflettere tutti, a proposito di questa drammatica piaga.

    Approfondimento sulla condizione dei bambini soldato nel mondo (fonte UNICEF)

    L’UNICEF stima che 250.000 bambini siano coinvolti in conflitti in tutto il mondo. Sono usati come combattenti, messaggeri, spie, facchini, cuochi, e le ragazze, in particolare, sono costrette a prestare servizi sessuali, privandole dei loro diritti e dell’infanzia.

    Oltre un miliardo di bambini vivono in 42 paesi colpiti, tra il 2002 e oggi, da violenti conflitti. Ma l’impatto dei conflitti armati sui bambini è difficile da stimare a causa della mancanza di informazioni affidabili e aggiornate.

    Si stima siano 14,2 milioni i rifugiati in tutto il mondo, di cui il 41 % di età inferiore a 18 anni. E sono 24,5 milioni gli sfollati a causa dei conflitti, di cui il 36 % sono minorenni. Non ci sono dati attendibili sul numero dei bambini associati a forze armate, ma oltre 100.000 bambini sono stati smobilitati e reintegrati dal 1998, come Ishmael Beah.

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  • 3

    Il valore di quest'opera sta tutta nella testimonianza - agghiacciante - di come la libertà e la dignità umane vengano sistematicamente prevaricate in nome di meschini interessi e grazie all'ignoranz ...continue

    Il valore di quest'opera sta tutta nella testimonianza - agghiacciante - di come la libertà e la dignità umane vengano sistematicamente prevaricate in nome di meschini interessi e grazie all'ignoranza generale.
    Interessante anche il percorso di redenzione vissuto dal protagonista una volta uscito dall'ambiente della guerriglia nel quale era stato risucchiato suo malgrado. Questo percorso dimostra come le menti possono essere influenzate anche in positivo e che un percorso virtuoso non è mai impossibile e che quindi non bisogna mai desistere dal tentare il bene.

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  • 4

    Dei libri che ho letto sul tema dei bambini soldato, questo è senz'altro il migliore. La storia è ben raccontata, quasi un romanzo. Non ci sono parole per commentare un dramma così grande. E infatti, ...continue

    Dei libri che ho letto sul tema dei bambini soldato, questo è senz'altro il migliore. La storia è ben raccontata, quasi un romanzo. Non ci sono parole per commentare un dramma così grande. E infatti, questa è una storia nuda e cruda: come lo è la realtà.

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  • 4

    Nonostante la mia insofferenza -perdonatemi- nei confronti di qualsivoglia racconto storico-verista e di denuncia, "Memorie di un soldato bambino" mi ha coinvolta sin dalle prime pagine e non mi ha la ...continue

    Nonostante la mia insofferenza -perdonatemi- nei confronti di qualsivoglia racconto storico-verista e di denuncia, "Memorie di un soldato bambino" mi ha coinvolta sin dalle prime pagine e non mi ha lasciata andare finché non ho finito di leggerlo.
    Ne è valsa la pena.

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  • 1

    Apprezzabile ed interessante perchè fornisce un'idea generale di come possa essere la vita in una guerra civile africana, ma lo scritto è palesemente contraddittorio e non accurato nelle descrizioni c ...continue

    Apprezzabile ed interessante perchè fornisce un'idea generale di come possa essere la vita in una guerra civile africana, ma lo scritto è palesemente contraddittorio e non accurato nelle descrizioni che sono assolutamente non realistiche, specie quelle delle ferite di guerra e delle armi.

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  • 3

    storia molto toccante. stile e profondità sugli aspetti più strazianti ma interessanti non adeguati.

    da leggere per aprirsi gli occhi e per ricordare che siamo dei gran privilegiati

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