Lord Jim

A Tale

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.9
(811)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , Portuguese , Czech , Polish , Greek , Danish , German , Dutch

Isbn-10: 0141183543 | Isbn-13: 9780141183541 | Publish date:  | Edition New Ed

Robert Hampson

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Others , Unbound , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Book Description
This is a classic story of one man's tragic failure and eventual redemption, told under the circumstances of high adventure at the margins of the known world.
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  • 3

    Del 1899.
    La prima parte (fino e incluso l'incontro con Stein) è bellissima: il ritratto di un uomo con idee romantiche che si scontra con i propri limiti. Sembra quasi, per l''empatia dell'autore ver ...continue

    Del 1899.
    La prima parte (fino e incluso l'incontro con Stein) è bellissima: il ritratto di un uomo con idee romantiche che si scontra con i propri limiti. Sembra quasi, per l''empatia dell'autore verso Jim, che Conrad si chieda "cosa avrei fatto io?".
    La seconda parte è più avventurosa ma in definitiva inutile, anche se ribadisce, in modo iper-romantico, forse in modo ancora più duro, la visione contraria al romanticismo di Conrad.
    Meravigliosi i personaggi secondari.

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  • 2

    Noioso ed inutilmente difficile. Lord jim ha la profondità d'animo e l'empatia di una zucca, talmente romantico da apparire talvolta scemo. Sia durante l'incidente del Panta sia durante quello di Pat ...continue

    Noioso ed inutilmente difficile. Lord jim ha la profondità d'animo e l'empatia di una zucca, talmente romantico da apparire talvolta scemo. Sia durante l'incidente del Panta sia durante quello di Patusa il suo turbamento interiore non sembra causato dalla compassione per chi sta soffrendo o rischia di morire ma dal suo venir meno alla sua idea romantica di eroe, avventuriero e uomo d'onore. Forma narrativa inverosimile. Sono rimasto deluso anche dalle descrizioni tanto decantate. Non fosse per certi riferimenti non sarebbe scontato capire che il romanzo si svolge nel sud est asiatico. È un libro che in definitiva non mi ha lasciato nulla, sebbene affronta tematiche che di per sé mi avrebbero interessato.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Uau. Questo libro mi ha scavato dentro.
    L'adolescenza romantica, i sogni a occhi aperti di avventure, la certezza di essere pronti a qualsiasi sfida.
    E poi. . .
    Il confronto con la dimensione quotidia ...continue

    Uau. Questo libro mi ha scavato dentro.
    L'adolescenza romantica, i sogni a occhi aperti di avventure, la certezza di essere pronti a qualsiasi sfida.
    E poi. . .
    Il confronto con la dimensione quotidiana, la scoperta della propria debolezza, il terrore della mediocrità.
    Forse non tutti abbiamo avuto un caso drammatico come quello del Patna con cui confrontarci, ma credo che in molti abbiamo vissuto almeno un momento in cui le illusioni che abbiamo costruito su noi stessi sono cadute.
    In questo Jim é uno di noi.
    Eppure è anche diverso perché la sua grandezza sta nel rifiuto disperato di perdonarsi, e quindi di sopravvivere.
    Romanzo oscuro, difficile, straziante, imperdibile

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  • 1

    Lord Jim ridefinisce il concetto di noia.
    Dimenticate avventure, battaglie, colpi di scena, eroi.
    Un primo ufficiale dovrà convivere con un enorme senso di colpa. Un altro signore, non si sa perché né ...continue

    Lord Jim ridefinisce il concetto di noia.
    Dimenticate avventure, battaglie, colpi di scena, eroi.
    Un primo ufficiale dovrà convivere con un enorme senso di colpa. Un altro signore, non si sa perché né da dove venga, decide di prendersene cura, raccomandandolo ad un altro signore, non si sa perché né da dove venga.
    Dopo centinaia di pagine, la fine, riconoscibile perché seguita dalle pagine bianche.

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  • 5

    Quand'ero bambino Lord Jim aveva i tratti della matita di Stelio Fenzo, illustre disegnatore veneziano, da tempo collaboratore del Giornalino, ai miei tempi distributore di una lunga serie di riduzion ...continue

    Quand'ero bambino Lord Jim aveva i tratti della matita di Stelio Fenzo, illustre disegnatore veneziano, da tempo collaboratore del Giornalino, ai miei tempi distributore di una lunga serie di riduzioni a fumetti di grandi classici della letteratura.
    La riduzione del testo era stata affidata al fratello Fabio, rimaneggiando una trama giudicata forse troppo cruda per bambini di nove anni: Gioiello partecipe stratega, l'animalesco Brown e il lurido Cornelio romanticamente uccisi insieme da una fucilata di Tamb'Itam e il vecchio Doramin riluttante a compiere il gesto conclusivo del romanzo.
    Non andavano proprio così le cose; lo scoprii anni dopo, quando presi in mano per la prima volta il romanzo.

    Magari perché zuppo di letture ginnasiali, mi sembrò subito Jim un novello Achille: biondo, alto, forte e di bell'aspetto.
    Una medesima sentenza, inoltre, li accomunava: entrambi erano destinati al ritardo perpetuo, assai più grave, invero, in Jim.
    L'eroe greco del fine, al pari di Aiace Telamonio, era già destinato ad essere sorpassato dal vessillifero del mezzo, Odisseo; l'aspirante eroe inglese era in ritardo di una tonnellata di secoli.
    Se l'eroismo di Achille era funzionale ad un codice socioculturale già compromesso ma ancora esistente, quello in cui vive Jim è un'epoca dove lo scricchiolare di una paratia è sufficiente a lasciare al proprio destino ottocento anime senza rimorso alcuno.

    Uguali, eppure diversi, Achille e Jim; e non poteva essere altrimenti, agendo in due tempi e due luoghi così dissimili. Per Achille la pena per la viltà era l'oblio, il disonore del mondo; quale la pena per Jim?
    In valore assoluto, nessuna; come nessuno si prenderà la briga di andare a scovare i compagni di fuga. I pellegrini arabi abbandonati? Poco più di un danno d'immagine. La punizione? Un ridicolo ritiro della patente nautica. Per Jim, tragicomico uomo - fossile, c'è però molto di più. Ragazzo dal patologico bisogno di eroismo, non fugge; attende la propria sorte, e trasforma un evento squallido, ma di poco conto, in una dostoevskijana epopea di colpa e punizione.

    Corre qua e là Jim, alla ricerca di un riscatto che non c'è, perché colpa, in fondo in fondo, sembra ammettere Conrad, non c'è.
    Il degno teatrino dei suoi tentativi di emendamento è una romanzata Malesia di indigeni rissosi e in fondo pavidi, addirittura un po' cretini; il degno antagonista, un abietto e viscido portoghese, Cornelio, il cui alter ego omerico non è certo Odisseo, ma il piagnucoloso Tersite; gli eserciti contro cui combatte, banducole malassortite.

    Razzista Conrad? Un po' forse, come l'Orwell di Giorni in Birmania, come Burroughs, come Kipling. Ma non del tutto, come ognuno di loro.
    In questo romanzo di alter ego, anche i Conrad sono due: il Conrad colonialista e il Conrad colonizzato.
    E' il Conrad colonizzato a lasciare che Tamb'Itam scampi alla scure del pregiudizio, a renderlo capace di comprendere appieno (anche se a malincuore) la decisione finale di Tuan Jim, naturale per il fittizio mondo tribale di Patusan (per quanto anch'esso occidentalizzatosi) e incomprensibile, di contro, agli uomini bianchi, a Marlow, al Conrad colonialista.
    La verità è che Jim è eroe comico solo per il Conrad bianco ed europeo; per l'altro Conrad, la cui voce, in verità, è spesso assai fioca, Jim è eroe tragico.
    In mezzo, Gioiello, alla cui natura ibrida, mezzo europea e mezzo asiatica si salda l'incoercibile sentimento d'amore; per amore, non per cultura, Gioiello maledice il gesto di Jim. A Gioiello è affidato il testimonio della superiorità assoluta del sentimento umano sul sedimento culturale, sia esso occidentale od orientale. Che romanzo meraviglioso è Lord Jim.

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  • 3

    Ricorda qualcosa?

    L'equipaggio abbandona vigliaccamente la nave che sta affondando mentre gli 800 passeggeri dormono. Ricorda qualcosa? Magari qualche fatto di cronaca recente? E invece no, perché il primo ufficiale di ...continue

    L'equipaggio abbandona vigliaccamente la nave che sta affondando mentre gli 800 passeggeri dormono. Ricorda qualcosa? Magari qualche fatto di cronaca recente? E invece no, perché il primo ufficiale di quella nave, che pur era stato l'ultimo a salire sulla scialuppa e solo quando non pareva vi fossero alternative alla morte, viene assalito da tali e tanti rimorsi e da tale vergogna che per la vita intera fugge dal mondo e da quegli avvenimenti in cerca di un mondo nuovo, quasi un altro pianeta, dove poter realizzare se stesso e dimenticare il passato. Quindi con quel fatto di storia recente questo libro non "ci azzecca". Come in tutti i libri di Conrad il lettore viene trasportato in mondi esotici, tra la vita dei marinai e degli indigeni di terre lontane e sconosciute, ma in questo caso vi è un indugio eccessivo sui particolari e sul talento letterario ed il libro alla fine risulta quasi noioso al lettore contemporaneo, portato ormai a cercare la velocità e la sintesi ovunque.

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  • 5

    Immensa la caratura di questo diamante. La vicenda di un uomo che fa dell'onore, della dignità e del riscatto i valori più importanti della propria esistenza: una storia di uno spessore etico incredib ...continue

    Immensa la caratura di questo diamante. La vicenda di un uomo che fa dell'onore, della dignità e del riscatto i valori più importanti della propria esistenza: una storia di uno spessore etico incredibile e per giunta scritta nello stile più impeccabile. Una pietra miliare nella vita di chi ha la fortuna di possedere questo romanzo e di averlo letto.

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