Lord Jim

Di

Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)

3.9
(820)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Ceco , Polacco , Greco , Danese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8842510610 | Isbn-13: 9788842510611 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Prinzhofer , U. Mursia

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
Fra la verità e il giudizio umano, fra il coraggio e il dubbio, che si alternano come onde di nebbia lungo tutto il romanzo (e proprio le nebbie, le nuvole, i vapori delle tempeste ne sono immagini chiave), si scorge a tratti la figura sfuggente del protagonista, dipinta con elusiva precisione. E' Lord Jim, uno dei personaggi più celebri, complessi, difficili e amati di Conrad, con il suo idealismo tenebroso, problematico ed essenzialmente umano.
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  • 3

    Visto che non affondava, sono risalito a bordo e con qualche fatica, l'ho condotto in porto. Anzi, è lui che ha condotto me perché il controllo su quello che leggevo non l'ho mai avuto. Escluse le par ...continua

    Visto che non affondava, sono risalito a bordo e con qualche fatica, l'ho condotto in porto. Anzi, è lui che ha condotto me perché il controllo su quello che leggevo non l'ho mai avuto. Escluse le parti di narrazioni di Marlow, ho faticato a seguire la struttura della narrazione. Però, visto e considerato come è andata a finire, sono certo di aver compiuto la scelta giusta, soprattutto se mi fosse presa la stessa smania di riscatto di Lord Jim.

    ha scritto il 

  • 3

    “Torni a bordo, cazzo!”
    No, non ci torno. Preferisco affrontare il processo e scrivere un libro di memorie piuttosto che tornare in Lord Jim. Sarà sicuramente un capolavoro, anzi, lo è, ma la mia copi ...continua

    “Torni a bordo, cazzo!”
    No, non ci torno. Preferisco affrontare il processo e scrivere un libro di memorie piuttosto che tornare in Lord Jim. Sarà sicuramente un capolavoro, anzi, lo è, ma la mia copia delle edizioni “Il Pirata” (quando compri su il Libraccio quel che viene, viene) deve avere i sedicesimi montati male perché mi sono perso quasi subito. C'è un'inchiesta, c'è un narratore, ma non si capisce chi parla in prima persona e perché visto che il libro è partito in terza. Soprattutto non capisco di chi si stia parlando. Ci sono troppi capitani. Insomma, sono appena partito e sono già in mezzo a un naufragio. Penso di ammutinarmi stasera. Basterà ammainare una scialuppa e darsela. Fuor di metafora significa passare a un Simenon. Sensi di colpa? Neanche poi tanti. Alla mia età non ne vale la pena. Ho migliaia, che dico? milioni di libri ancora da leggere, per quale motivo devo perdere giorni a cercare di disincagliarmi? Mi purgo con un Simenon, che ne ho la cambusa piena.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire? Immenso

    Non è una rilettura, e per raggiunti limiti d’età (la mia) rischia di non esserlo mai. Mi mancherà il necessario periodo di decantazione e poi sedimentazione prima che mi ritorni quel qualcosa, più ch ...continua

    Non è una rilettura, e per raggiunti limiti d’età (la mia) rischia di non esserlo mai. Mi mancherà il necessario periodo di decantazione e poi sedimentazione prima che mi ritorni quel qualcosa, più che un ghiribizzo, che mi spinga a rileggerlo. Almeno vent’anni. Peccato.
    È nelle prime pagine che viene svelato il mistero del perché del baratro psichico in cui precipita il suo eroe: come sempre e come sempre eroe negativo.
    Niente è più terribile che osservare un uomo colto nel mezzo non di un crimine, ma di una debolezza più che criminale. Una saldezza d’animo assai comune ci impedisce di diventare criminali in senso legale; è da queste debolezze che non ci si può salvare – sulle debolezze sconosciute, ma forse sospettate, come in certe parti del mondo si sospetta la presenza di serpenti in ogni cespuglio – da debolezze che possono rimanere annidiate in noi, visibili o invisibili, temute o virilmente disprezzate, represse o magari ignorate per più di metà della nostra vita. Cediamo alla tentazione di fare delle cose per le quali ci coprono di insulti e cose per le quali veniamo condannati alla forca, e tuttavia lo spirito può sopravvivere – sopravvivere alla condanna, sopravvivere al capestro, per giove! E ci sono cose – che sembrano insignificanti a volte – che invece segnano la nostra fine assoluta.
    Jim non aveva fatto niente di criminale nell’accezione legale, ma solo disonorevole. La vera tragedia era nel tradimento di se stesso, dei suoi sogni di giovane romantico, sogni che aveva scambiato per sua vera natura: fantasticava di difendere vedove e orfani, patria e famiglia e invece era scappato come un topo dalla nave che affonda con ottocento pellegrini diretti alla Mecca. Senza sapere perché: a sua insaputa. Ma la nave non affonda e la tragedia si risolve in farsa, ma non per lui. Come Raskolnikov ( che l’usuraia e la povera sorella le aveva uccise) non poteva dimenticare l’autotradimento. Al pietroburghese Dosto, però, non nega alla fine la catarsi nella fede e in Sonja; cosa che Conrad nega a Jim: da romantico vero berrà l’amaro calice del sacrificio, il solo a poterlo riabilitare ai suoi propri occhi, magari solo nell’attimo prima di morire. E in effetti, gli eroi di Conrad sono degli eroi romantici quando non erano più di moda. Gente pronta a sacrificare se stessi in nome di un’idea. Peccato che questa idea poteva essere sbagliata! E Marlow, da uomo concreto (nonché di razza superiore), non lo capisce e non accetta quel poco che intuisce. Lo aiuta a fuggire perché il ragazzo gli è simpatico ma vede le complicazioni di una fuga per un tipo sognatore come lui.
    Vana, infatti, la fuga dal mondo e da se stesso, vano il rifugiarsi nel buco del culo del pacifico e diventare il re dei piccoli siamesi di un isolotto. Vano il suo lasciarsi il passato dietro le spalle perché il passato non è che la prima parola del destino incisa in una pietra. Quel fantasma, che velato lo insegue, gli si svela alla fine: è la morte.
    Nemmeno per un momento pensiamo al lieto fine; non solo per il parlare sibillino e catastrofico di Marlow, l’alter ego di Conrad, “il più grande secondo narratore della letteratura moderna”, narratore di roba per stomaci forti. Non lo possiamo pensare perché, date le premesse, (il temperamento, i sogni, la razza, sì la razza: “è uno di noi” ripete a mantra Marlow, uomo dell’impero britannico), non ci si può aspettare di meno che l’ andare incontro, di Jim, a una morte tanto onorevole quanto inutile.
    E dire che non aveva agito vigliaccamente lasciando andare il bandito che minacciava il prospero villaggio. Avrebbe risparmiato un inutile spargimento di sangue. Quello era, sì, un mascalzone, ma a volte gli uomini agiscono male senza essere peggiori di altri“. Chi non sbaglia nella vita? E lui, quella sua colpa non l’aveva mai dimenticata,nonostante il successo e l’amore. In nome di quella colpa, cristianamente perdona. Ma era il “bambino” che pensavano i suoi nemici. Un bambino ingenuo che non sapeva prevedere le conseguenze delle sue azioni: il cattivo, cattivo lo era davvero. E quando gli uccide l’amico capisce che il suo destino si era compiuto.
    L’atmosfera è quella di Cuore di tenebra: la foresta, il fiume, la foschia, la notte e a volte il mistero della luna. E silenzio, silenzio, silenzio … quello che avvolge nella solitudine le nostre esistenze.

    ha scritto il 

  • 4

    L'eterna maledizione dell'eroe

    Uno dei capolavori di Conrad, dove la sua capacità di tratteggiare un'epica romantica, ma totalmente umana arriva ai suoi vertici maggiori.
    Lord Jim è un simbolo, certo, ma è e resta un uomo. Rimane s ...continua

    Uno dei capolavori di Conrad, dove la sua capacità di tratteggiare un'epica romantica, ma totalmente umana arriva ai suoi vertici maggiori.
    Lord Jim è un simbolo, certo, ma è e resta un uomo. Rimane scolpito nella memoria come espressione più alta e drammatica dei dilemmi esistenziali (salvare se stessi o sacrificarsi per un rischio inutile?), ma resta anche dentro il cuore nei suoi tratti più veri e reali che riconosciamo in ogni pagina come nostri (pensieroso e irruento, entusiasta e disilluso, ingenuo e sfiduciato). Conrad scava nella contraddizione dell'eroe romantico, nelle catene che ci si costruiscono intorno (ma sono forse meglio quelli che vivono liberi dei lacci dell'onore?), nel destino ineluttabile e straziante che porta Lord Jim a cercare la fine che, forse, lo perseguitava dai tempi del Patna.
    E' ovvio sentire echeggiare "Cuore di tenebra": anche qui è Marlow a raccontare la vicenda di Lord Jim; Kurtz può essere visto come un Lord Jim decaduto e smarrito, preda del delirio di potenza che affascina lo stesso Jim; entrambi i personaggi fuggono "into the wild", ne vengono rigenerati e finiscono per esserne distrutti. Un altro straordinario apologo sulla nostra drammatica, straziante condizione; siamo scissi e segni viventi di contraddizione.

    ha scritto il 

  • 3

    "Imperscrutabile nel cuore, esageratamente romantico"

    Lord Jim, un giovane dagli ideali romantici trascinato dagli eventi in quella che sarebbe diventata la macchia nel suo animo per tutta la vita. Una figura affascinante, quasi fuori posto in mezzo alla ...continua

    Lord Jim, un giovane dagli ideali romantici trascinato dagli eventi in quella che sarebbe diventata la macchia nel suo animo per tutta la vita. Una figura affascinante, quasi fuori posto in mezzo alla massa che lo circonda. Un po' pesantuccio però, forse un po' tanto. All'inizio, diciamo una prima metà, il ritmo è un po'più incalzante per via del processo..dopo si rischia di rimanere impantanati e proseguire a fatica: per questo una valutazione nella media. Credo che la lettura fatta da Christian Iansante abbia contribuito, almeno per me, ad andare avanti abbastanza velocemente perchè ascoltarlo è davvero un piacere..e magari ha contribuito anche il fatto che, nei momenti che dedicavo al libro/audiolibro, non potevo fare altro se non questo (in aggiunta a quanto stavo già facendo) e meno male perchè se no chissà quanto ci avrei messo a finirlo. Perchè in effetti la sera, a casa comodamente sul divano, gli preferivo altro..
    Tre stelle, o quasi tre.

    ha scritto il 

  • 3

    Del 1899.
    La prima parte (fino e incluso l'incontro con Stein) è bellissima: il ritratto di un uomo con idee romantiche che si scontra con i propri limiti. Sembra quasi, per l''empatia dell'autore ver ...continua

    Del 1899.
    La prima parte (fino e incluso l'incontro con Stein) è bellissima: il ritratto di un uomo con idee romantiche che si scontra con i propri limiti. Sembra quasi, per l''empatia dell'autore verso Jim, che Conrad si chieda "cosa avrei fatto io?".
    La seconda parte è più avventurosa ma in definitiva inutile, anche se ribadisce, in modo iper-romantico, forse in modo ancora più duro, la visione contraria al romanticismo di Conrad.
    Meravigliosi i personaggi secondari.

    ha scritto il 

  • 2

    Noioso ed inutilmente difficile. Lord jim ha la profondità d'animo e l'empatia di una zucca, talmente romantico da apparire talvolta scemo. Sia durante l'incidente del Panta sia durante quello di Pat ...continua

    Noioso ed inutilmente difficile. Lord jim ha la profondità d'animo e l'empatia di una zucca, talmente romantico da apparire talvolta scemo. Sia durante l'incidente del Panta sia durante quello di Patusa il suo turbamento interiore non sembra causato dalla compassione per chi sta soffrendo o rischia di morire ma dal suo venir meno alla sua idea romantica di eroe, avventuriero e uomo d'onore. Forma narrativa inverosimile. Sono rimasto deluso anche dalle descrizioni tanto decantate. Non fosse per certi riferimenti non sarebbe scontato capire che il romanzo si svolge nel sud est asiatico. È un libro che in definitiva non mi ha lasciato nulla, sebbene affronta tematiche che di per sé mi avrebbero interessato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Uau. Questo libro mi ha scavato dentro.
    L'adolescenza romantica, i sogni a occhi aperti di avventure, la certezza di essere pronti a qualsiasi sfida.
    E poi. . .
    Il confronto con la dimensione quotidia ...continua

    Uau. Questo libro mi ha scavato dentro.
    L'adolescenza romantica, i sogni a occhi aperti di avventure, la certezza di essere pronti a qualsiasi sfida.
    E poi. . .
    Il confronto con la dimensione quotidiana, la scoperta della propria debolezza, il terrore della mediocrità.
    Forse non tutti abbiamo avuto un caso drammatico come quello del Patna con cui confrontarci, ma credo che in molti abbiamo vissuto almeno un momento in cui le illusioni che abbiamo costruito su noi stessi sono cadute.
    In questo Jim é uno di noi.
    Eppure è anche diverso perché la sua grandezza sta nel rifiuto disperato di perdonarsi, e quindi di sopravvivere.
    Romanzo oscuro, difficile, straziante, imperdibile

    ha scritto il 

  • 1

    Lord Jim ridefinisce il concetto di noia.
    Dimenticate avventure, battaglie, colpi di scena, eroi.
    Un primo ufficiale dovrà convivere con un enorme senso di colpa. Un altro signore, non si sa perché né ...continua

    Lord Jim ridefinisce il concetto di noia.
    Dimenticate avventure, battaglie, colpi di scena, eroi.
    Un primo ufficiale dovrà convivere con un enorme senso di colpa. Un altro signore, non si sa perché né da dove venga, decide di prendersene cura, raccomandandolo ad un altro signore, non si sa perché né da dove venga.
    Dopo centinaia di pagine, la fine, riconoscibile perché seguita dalle pagine bianche.

    ha scritto il 

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