Lotteria dello spazio

Di

3.6
(433)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Polacco , Tedesco

Isbn-10: 8834718763 | Isbn-13: 9788834718766 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

Ti piace Lotteria dello spazio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Recensione de La Biblioteca Galattica

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/lotteria_dello_spazio.html

    Il romanzo è ambientato nel XXIII secolo: l'uomo ha colonizzato l'intero pianeta solare, riunito in un'unica Fede ...continua

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/lotteria_dello_spazio.html

    Il romanzo è ambientato nel XXIII secolo: l'uomo ha colonizzato l'intero pianeta solare, riunito in un'unica Federazione. A capo del Direttorato, l'esecutivo della Federazione con sede a Batavia in Indonesia, vi è il Quizmaster, il cui titolo, come suggerisce il nome, è assegnato tramite una estrazione, un sorteggio cui tutti i cittadini in possesso dei diritti civili partecipano con uguale probabilità di vincita.
    Per contrastare il potere del Quizmaster, il sistema prevede la possibilità, legale, della sua uccisione, ad opera di uno specifico killer, scelto nella Convenzione della Sfida. Per proteggersi, il Quizmaster è circondato da una apposita squadra di telepati, che dovrebbero essere in grado di individuare immediatamente il killer...
    La rivoluzionaria natura, casuale, del potere è, però, solo apparente. Se al livello più alto il concetto di democrazia è portato al paradosso estremo, quello dell'elezione per sorteggio che livella ogni possibile diseguaglianza, appena un gradino più sotto sono invece ancora presenti, e ingigantite, le storture del modello occidentale andate via via ingigantendosi nel corso del XX secolo.
    Emerge subito infatti come il mondo ritratto nel romanzo sia in realtà dominato da una ristretta cerchia di coorporations, le Hill, e come la vita di ogni individuo sia regolata dalla classificazione che è riuscito ad ottenere, che a tutti gli effetti appare come una specie di casta, ottenibile però non per diritto di nascita ma tramite altri meccanismi, tra cui il semplice favore di amici potenti.
    Giuramenti a livello personale o professionale legano e vincolano i rapporti interpersonali e fanno trasparire l'immagine di una società lasciata in balia delle dinamiche di conflitto tra centri di poteri economico rispetto ai quali i singoli individui non sono altro che pedine, prive di ogni reale diritto o protezione.
    Questo scenario di "folle distopia" è completato dall'entrata sulla scena dei Prestoniti, un gruppo posto al confine tra setta religiosa e società segreta costituito dai seguaci di John Preston, una specie di visionario di un secolo prima, scomparso per andare alla ricerca di un mitico decimo pianeta del sistema solare, il Disco di Fiamma.
    Primo romanzo fantascientifico di Dick, l'opera contiene o accenna diversi di quelli che saranno poi alcuni topos classici della futura produzione dell'autore anticipando parte di quegli elementi paradossali, folli che saranno alla base dei mondi descritti nella sua produzione più tarda. Sicuramente interessanti sono gli elementi di analisi sociologica che l'autore introduce ma l'intreccio soffre la difficoltà di fondo nell'integrare questo tema con il disegno dei Prestoniti. I due filoni si legano soltanto nel finale, affrettato e nel complesso di debole consistenza e che lascia diversi dubbi al lettore. Per questi motivi consigliamo la lettura soprattutto agli appassionati di Dick.

    ha scritto il 

  • 2

    Ha fatto di meglio

    Mi aspettavo un libro più avvincente, mi ha delusa.
    Cambi repentini di scena accompagnati da una scarsa descrizione del "mondo" nel quale si svolgono i fatti mi hanno spesso confusa. La lotteria e le ...continua

    Mi aspettavo un libro più avvincente, mi ha delusa.
    Cambi repentini di scena accompagnati da una scarsa descrizione del "mondo" nel quale si svolgono i fatti mi hanno spesso confusa. La lotteria e le regole sembrano essere tante nella società, ma è lasciato un po' troppo al caso per i miei gusti.
    Forse facendosi di LSD si capisce meglio ;)

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo e il più bello

    Questo mi è piaciuto a partire dai risvolti di copertina. C'è la solita critica sociale di Dick espressa con la sua immediatezza e con, a corollario, una trama avvincente. Lo spaccato della nostra soc ...continua

    Questo mi è piaciuto a partire dai risvolti di copertina. C'è la solita critica sociale di Dick espressa con la sua immediatezza e con, a corollario, una trama avvincente. Lo spaccato della nostra società è sconfortante e ancor di più è vedere come noi ci muoviamo al suo interno. Ci possiamo identificare nel personaggio che preferiamo...tanto nessuno di loro è un eroe o un illuminato. Sono tutti dentro il recinto.

    ha scritto il 

  • 3

    "Lotteria dello spazio" non è uno dei migliori romanzi del leggendario Dick, ma un suo lettore dovrebbe comunque leggerlo, se non altro per curiosità visto che si tratta del suo primo romanzo.
    Propri ...continua

    "Lotteria dello spazio" non è uno dei migliori romanzi del leggendario Dick, ma un suo lettore dovrebbe comunque leggerlo, se non altro per curiosità visto che si tratta del suo primo romanzo.
    Proprio perché si tratta del suo primo romanzo (prima aveva pubblicato solamente racconti) presenta difetti di immaturità: in breve l'idea è bella, ma poteva essere sviluppata molto meglio.
    La recensione completa sul mio blog: http://capitolonero.blogspot.it/2015/04/lotteria-dello-spazio-philip-k-dick.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Certo che la fantasia a quest uomo non mancava

    Non amo particolarmente i libri di fantascienza, e difatti nella mia libreria non ve ne sono. Questo è stato un prestito da un cliente fisso che spesso e volentieri tenta di ampliare i miei orizzonti. ...continua

    Non amo particolarmente i libri di fantascienza, e difatti nella mia libreria non ve ne sono. Questo è stato un prestito da un cliente fisso che spesso e volentieri tenta di ampliare i miei orizzonti. Lui si definisce topo di biblioteca ed in effetti è così, mi ha portato diverse chicche e una tra queste è questo libro. Non credo che la fantascienza diventerà la mia nuova ossessione ma è innegabile che Dick avesse talento, intuizione del potenziale inesplorato. La storia è avvincente, l'idea geniale, parlare di un universo dominato dalla casualità e scoprire invece che tanto casuale non è, tuttavia ha dei limiti ben pesanti a cominciare dallo stile di scrittura asettico e dalla rapidità di svolgimento dell'intreccio. 200 pagine per un'idea così geniale sono un pò pochine. A parte questo è stato un incontro molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    si vede che è un'opera prima e si vede che siamo negli anni '50, ma il talento si nota comunque. Concetto molto interessante, magari lo stile lascia un po' a desiderare ma forse è anche colpa della tr ...continua

    si vede che è un'opera prima e si vede che siamo negli anni '50, ma il talento si nota comunque. Concetto molto interessante, magari lo stile lascia un po' a desiderare ma forse è anche colpa della traduzione non proprio perfetta

    ha scritto il 

  • 4

    Philip Dick - Lotteria dello spazio

    Primo romanzo in assoluto di Philip Dick, Lotteria dello spazio è un ottimo libro con alcuni spunti decisamente interessanti ed alcune idee geniali che lo rendono ancora molto attuale.

    Ciò che governa ...continua

    Primo romanzo in assoluto di Philip Dick, Lotteria dello spazio è un ottimo libro con alcuni spunti decisamente interessanti ed alcune idee geniali che lo rendono ancora molto attuale.

    Ciò che governa questo libro, come forse intuibile anche dal titolo, è il caso, il destino, la fortuna. Il potere assoluto viene deciso attraverso una lotteria e chi viene spodestato ha la facoltà di avvalersi di un assassino per "recuperare" il potere perduto. Idea affascinante che mi ha ricordato certi metodi politici ultimamente in voga in Italia (il caso intendo o forse non solo quello) ma che mette in risalto come, anche in un futuro dove la tecnologia è altamente sviluppata, alla fine i sentimenti umani, le pulsioni sessuali ma anche la brama di potere e l'inganno sono i veicoli dominanti della società.

    Romanzo che possiede un ottimo ritmo e che vive molto sulla caccia all'uomo e personalmente lo reputo un'opera perfettamente adattabile al cinema. Infatti credo che la messa su schermo permetterebbe al libro di guadagnare spessore visivo nelle scene d'azione in cui Dick forse pecca un po' asetticità, rendendole forse un po' piatte e con poca tensione. Il finale (parlo dell'epilogo tra Verrick, Cartwright e Bentley) è un bellissimo omaggio al poker, al bluff, alla truffa dialettica, colpi di teatro a cui Dick ci ha abituato nei suoi romanzi.

    Libro sicuramente consigliato. Non un capolavoro, ma un'ottima lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    “Ma che cosa si può fare in una società così corrotta? Bisogna obbedire a una legge anche se si tratta di una legge corrotta, o violare un giuramento di fedeltà corrotto?”
    “È un crimine. Ma forse è la
    ...continua

    “Ma che cosa si può fare in una società così corrotta? Bisogna obbedire a una legge anche se si tratta di una legge corrotta, o violare un giuramento di fedeltà corrotto?”
    “È un crimine. Ma forse è la cosa giusta da fare.”
    “In una società di criminali è l’innocente ad andare in prigione.”
    “Chi decide se una società è composta da criminali? Come si fa a sapere quando la tua società sta sbagliando? Come si fa a sapere quando è giusto disobbedire alle leggi?”

    È possibile una società dominata completamente dalla casualità?
    Philip K. Dick, piuttosto che rispondere “no” a questa domanda, racconta una storia in cui mostra che la casualità perfetta è impossibile.
    Innanzitutto perché gli individui non godono di una perfetta uguaglianza. Esiste un sistema di classificazione complesso. Vi è la pratica del giuramento che lega indissolubilmente un individuo a un altro individuo oppure a un potentato politico od economico. C’è una schiera indeterminata di unk, persone che non rientrano nel sistema di classificazione e, pertanto, non possono godere dei benefici della casualità. Non esiste nemmeno la parità dei sessi: le donne, che girano seno al vento, possono scegliere tra vivere con un uomo oppure diventare ragazze da divertimento.
    Ma, soprattutto, esiste la volontà umana.
    Quella di Herb Moore che riesce a pervertire tutte le regole.
    Quella di Leon Cartwright che riesce a manipolare il caso.
    E, soprattutto, quella di Ted Benteley che elabora un sistema morale che gli permette di comprendere tutte le storture e di opporsi, sparigliando qualsiasi piano.

    Come suggerisce la postfazione di questa edizione, Dick vuole riflettere sulle possibili derive della democrazia – al contrario di Orwell che, pochi anni prima, aveva denunciato i totalitarismi.
    Non a tutti gli uomini è concesso di diventare Quizmaster, così come non è concesso a tutti, malgrado sia teoricamente possibile, di diventare Presidente degli Stati Uniti.
    Che cosa fa la differenza, allora? La volontà dell’uomo, espressione della libertà. La legge del Minimax, che appare così immutabile e onnipotente, perfetta, come qualsiasi teoria artificiale che, in misura più o meno grande, si cerca di applicare alla società e alle persone per racchiuderle in un sistema razionale, non può nulla contro la variabile imponderabile della libertà umana, che non potrà mai essere completamente negata, perché ne rimane una parte inalienabile, nel fondo di ciascuno.

    Un’ultima nota sui Telep, gli uomini dotati di poteri telepatici alla guardia del sistema. All’apparenza sembrano esseri con qualcosa in più rispetto agli altri, dotati di un potere che li rende superiori. In realtà si vede la loro inconsistenza quando, di fronte all’impossibilità di usare la telepatia, non riescono a impiegare i cinque sensi normali, se non con grandi difficoltà. Del resto, le informazioni che riescono a trarre dalla lettura del pensiero altrui, non si rivelano più decisive della scelte fatte alla luce del sole dagli altri.

    ha scritto il