Lullaby

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Publisher: Recorded Books

3.8
(4922)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio Cassette | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Italian , German , French , Czech , Dutch , Catalan

Isbn-10: 1402524978 | Isbn-13: 9781402524974 | Publish date:  | Edition Unabridged

Also available as: Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled , School & Library Binding , Library Binding , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
From the author of the New York Times bestseller Choke and the cult classic Fight Club, a cunningly plotted novel about the ultimate verbal weapon, one that reinvents the apocalyptic thriller for our times.

Carl Streator is a solitary widower and a fortyish newspaper reporter who is assigned to do a series of articles on Sudden Infant Death Syndrome. In the course of this investigation he discovers an ominous thread: the presence at the death scenes of the anthology Poems and Rhymes Around the World, all opened to the page where there appears an African chant, or “culling song.” This song turns out to be lethal when spoken or even thought in anyone's direction–and once it lodges in Streator's brain he finds himself becoming an involuntary serial killer. So he teams up with a real estate broker, one Helen Hoover Boyle–who specializes in selling haunted (or “distressed”) houses (wonderfully high turnover), and who lost a child to the culling song years before–for a cross-country odyssey to remove all copies of the book from libraries, lest this deadly verbal virus spread and wipe out human life. Accompanying them on this road trip are Helen's assistant, Mona Sabbat, an exquisitely earnest Wiccan, and her sardonic ecoterrorist boyfriend Oyster, who is running a scam involving fake liability claims and business blackmail. Welcome to the new nuclear family.

On one level, Lullaby is a chillingly pertinent parable about the dangers of psychic infection and control in an era of wildly overproliferated information: “Imagine a plague you catch through your ears . . . imagine an idea that occupies your mind like a city.” But it is also a tightly wound thriller with an intriguing premise and a suspenseful plot full of surprising twists and turns. Finally, because it is a Chuck Palahniuk novel, it is a blackly comic tour de force that reinforces his stature as our funniest nihilist and a contemporary seer.
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  • 4

    Solito stile di Palahniuk, crudo, descrizioni ridotte all'osso personaggi tutti negativi. In questo romanzo non si salva nessuno. Se pensate ad una redenzione non leggetevi questo autore. Bella la tra ...continue

    Solito stile di Palahniuk, crudo, descrizioni ridotte all'osso personaggi tutti negativi. In questo romanzo non si salva nessuno. Se pensate ad una redenzione non leggetevi questo autore. Bella la trama, forse la conclusione un po' troppo strana, ma in linea col romanzo. Consigliato a tutti i fan di Fight club, anche se, quest'ultimo, rimane il mio preferito tra i due.

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  • 5

    Solito originale Palahniuk

    Fight Club non è il capolavoro, né il punto d'arrivo. Fight Club è il punto di partenza, il resto dei libri di Palahniuk diventano sempre peggio, scavao sempre più a fondo nei relitti umani, in un via ...continue

    Fight Club non è il capolavoro, né il punto d'arrivo. Fight Club è il punto di partenza, il resto dei libri di Palahniuk diventano sempre peggio, scavao sempre più a fondo nei relitti umani, in un viaggio senza meta con un climax ascendente.

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  • 3

    La premessa di questo libro è stata una delle più intriganti che abbia mai incontrato, e ho iniziato la lettura con le più rosee aspettative. Purtroppo, però, qualcosa nel percorso è andato storto. Il ...continue

    La premessa di questo libro è stata una delle più intriganti che abbia mai incontrato, e ho iniziato la lettura con le più rosee aspettative. Purtroppo, però, qualcosa nel percorso è andato storto. Il cinismo è più che contemplabile, il pessimismo comprensibile, la crudeltà da aspettarsi in una storia simile. Tuttavia non vi ho trovato nessuna contromisura, niente che cercasse di lasciar intendere che, forse, non è tutto proprio così insanabile. Mi chiedo ora se questa non fosse esattamente l'intenzione di Palahniuk, di cui personalmente non ho mai letto nulla prima di Ninna nanna . Se il caso è questo, allora il suo intento è stato raggiunto in pieno, ma personalmente non ne condivido l'impianto ideologico e, di conseguenza, non ho goduto della lettura tanto quanto mi sarei aspettata.
    In ogni caso, ho trovato la sua scrittura molto accattivante ed è stata questa l'elemento che anche nei momenti in cui meno riuscivo a sopportare i personaggi - questo è stato uno dei rari casi in cui non credo sentirò la mancanza di qualcuno di loro - mi ha mantenuta incollata al libro.

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  • 4

    "Solito" libro di Palahniuk, cinico, cattivo, anche se in questo c'è una venatura malinconica più forte che negli altri due che ho letto. Personalmente, pur ritenendolo bravo, il buon Chuck lo ritengo ...continue

    "Solito" libro di Palahniuk, cinico, cattivo, anche se in questo c'è una venatura malinconica più forte che negli altri due che ho letto. Personalmente, pur ritenendolo bravo, il buon Chuck lo ritengo un po' sopravvalutato perchè ormai si ricicla, è piacevole ma un po' manierista, tuttavia sono letture che consiglio sempre, il suo nichilismo fa sempre bene.

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  • 3

    Carl Streator è un...

    ...giornalista, scopre che una certa ninna nanna, contenuta in un certo libro di filastrocche è in grado di uccidere chi la ascolta. Pensa di essere il solo a saperlo ma scopre ben presto che non è co ...continue

    ...giornalista, scopre che una certa ninna nanna, contenuta in un certo libro di filastrocche è in grado di uccidere chi la ascolta. Pensa di essere il solo a saperlo ma scopre ben presto che non è così. E' a conoscenza del potere della ninna nanna una donna, agente immobiliare, insieme partono alla ricerca delle ultime copie del libro in modo da distruggerle, con loro la segreteria della donna e il suo fidanzato (della segretaria), non si tratta di trovare solo i libri ma anche IL libro da cui la filastrocca è tratta e che potrebbe contenere una infinità di altri incantesimi. Si troverà ovviamente e ci sarà uno scontro tra i quattro viaggiatori, succederanno cose brutte e cose belle, o forse solo cose strane. Le parole hanno in sé la magia, se ben collegate possono diventare dei potenti incantesimi e questi incantesimi possono essere amplificati e resi ancora più forte dai sentimenti di chi li pronuncia... o anche solo li pensa. Il protagonista è un uomo solo e ferito, pieno di sensi di colpa, gli USA che Palahniiuk racconta sono un posto in cui niente e nessuno è innocente. Fulminante nella sua brevità, nonostante tutto è divertente ma anche sottilmente inquientante.

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  • 3

    Nel più tipico stile dello scrittore.... probabilmente non il suo libro migliore, sicuramente non all'altezza di Fight Club, ma da leggere se apprezzate il suo stile delirante che a tratti arriva ad e ...continue

    Nel più tipico stile dello scrittore.... probabilmente non il suo libro migliore, sicuramente non all'altezza di Fight Club, ma da leggere se apprezzate il suo stile delirante che a tratti arriva ad essere urtante.
    Personalmente amo tutti i suoi libri anche se da Gang Bang in poi direi che c'è stata un'involuzione negativa.

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  • 4

    Grande Palahniuk, pescato quasi per caso solo perché avevo uno sconto. Ho letto il libro in pochissimo tempo, si è fatto bere sull'aereo per Barcellona, catturandomi per lo stile tanto descrittivo qu ...continue

    Grande Palahniuk, pescato quasi per caso solo perché avevo uno sconto. Ho letto il libro in pochissimo tempo, si è fatto bere sull'aereo per Barcellona, catturandomi per lo stile tanto descrittivo quanto tremendo e scorrevole. La storia è come sempre visionaria, apre tante di quelle questioni morali che non c'è spazio per trattarle tutte. Apre a un "Ninna nanna 2" e forse lo spin off che ne nasce lo meriterebbe. Non c'è spazio per pietà o rimorsi nel mondo di Palahniuk.

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